Fontan

comune francese
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Fontano
comune
Ville de Fontan
Fontano – Stemma
Fontano – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneContes
Amministrazione
SindacoPhilippe Oudot (cdx) dal 2008
Data di istituzione1871
Territorio
Coordinate44°00′N 7°33′E / 44°N 7.55°E44; 7.55 (Fontano)Coordinate: 44°00′N 7°33′E / 44°N 7.55°E44; 7.55 (Fontano)
Altitudine354 m s.l.m.
Superficie49,61 km²
Abitanti258[1] (2009)
Densità5,2 ab./km²
Comuni confinantiTende, La Brigue, Saorge
Altre informazioni
Cod. postale06540
Prefisso04
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06062
Targa06
Nome abitantiFontannais (FR); Fontanesi (IT)
Parte diComunità della Riviera francese
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Fontano
Fontano
Fontano – Mappa
Sito istituzionale

Fontan (in italiano, Fontano, ormai desueto, in ligure U Funtan) è un comune francese di 258 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. È l'unico comune della val Roia a non essere ai confini di stato italo-francesi.

Origini del nomeModifica

Il toponimo viene dalla denominazione latina di Fontes aquarum ("Fonti delle acque"), che ricorda le fresche sorgenti d'acqua le quali alimentano il paese.

StoriaModifica

Fin dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci bedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valici con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto in epoca longobarda la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa da Ventimiglia fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.

Il territorio venne quindi assegnato proprio ai monaci benedettini di Lerino, essi diffusero la coltivazione dell'ulivo, soprattutto l'oliva taggiasca. La costruzione di frantoi impose insediamenti lungo le acque dei torrenti dove potessero essere impiantati mulini ad acqua.

Il villaggio fu fondato il 30 giugno 1616 con un'ordinanza dal duca di Savoia Carlo Emanuele I sulla strada regia della val Roia (ora ex RN204 parte francese della ex SS20).

Fontan è divenuto un comune nel 1871, dopo l'annessione alla Francia della Contea di Nizza undici anni prima. Prima di allora, nel Regno di Sardegna-Piemonte, faceva parte del comune di Saorgio.

La presenza nella regione della peste nel 1631 spinge alcune famiglie di Saorgio a stabilirsi a Fontano.

La posizione del villaggio su di una rotta commerciale, finisce tuttavia anche per porla su una via d'invasione degli eserciti verso il Piemonte.

Fontano e le sue frazioni di “Berghe Superiore“ e "Berghe Inferiore" sono infeudati, per acquisto, al conte Solaro, marchese di Breglio, scudiero della duchessa di Savoia e governatore del principe di Piemonte, che cede il feudo ai Roffredo, i quali sono rimasti signori di Fontano e Saorgio fino al 1794, data della prima annessione alla Francia.

Il quartier generale dell'esercito del Regno di Sardegna durante la guerra fra il Piemonte e la Francia del 1792-1794 si stabilirà a Fontano.

Paolina Bonaparte e suo marito Camillo Borghese passano il 20 aprile per Fontano, quando si recano da Nizza a Torino, e ricevono l'omaggio della municipalità ed i notabili di Saorgio.

Il papa Pio VII passa a Fontano nel 1809 quando, tenuto prigioniero, si rende prima a Nizza e poi a Savona.

Nel corso della Seconda Guerra mondiale, il paese, preda di guerra, è occupato dal 1940 dal Regio Esercito, e dopo l'armistizio venne gestito direttamente dalla Wehrmacht.

La totalità della popolazione civile del villaggio è in seguito deportata dalle truppe d'occupazione tedesche fino a Torino in Italia tra il mese di dicembre e l'aprile 1945.

Questo episodio del conflitto nelle Alpi Marittime è stato oggetto di una tesi di laurea in storia contemporanea, redatta da Goulven Godon, preparata sotto la direzione di Jean-Louis Panicacci, sostenuta dinanzi all'Università di Nizza Sophia-Antipolis nel giugno 2004 e dal titolo "La deportazione delle popolazioni civili delle vallate del Roia e del Bevera in Italia del nord (1944-1945)".

FonteModifica

  • Giuseppe Garibaldi, Tra Centa e Roia - Ambiente, popolazione, economia dell'estremo Ponente ligure, pag. 272, Imperia, 2005

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN249259648 · BNF (FRcb124400824 (data) · WorldCat Identities (ENviaf-249259648
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