Forces aériennes françaises libres

Forces aériennes françaises libres
Forze aeree della Francia libera
Flag of Free France (1940-1944).svg
Bandiera della Francia Libera
Descrizione generale
Attiva25 maggio 1940 – 1º agosto 1943
NazioneFrancia libera Francia libera
ServizioAeronautica militare
Dimensione3.500 uomini
Battaglie/guerreSeconda Guerra Mondiale
Parte di
Comandanti
Comandante attualeGenerale Martial Valin
Degni di notaFrançois d'Astier de la Vigerie
Simboli
CoccardaRoundel of France.svg
CoccardaFree French Air Forces Logo1.png
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La Forces aériennes françaises libres, tradotto dalla lingua francese Forze aeree della Francia libera, talvolta abbreviato con FAFL, è stata la componente aerea della France libre (Francia libera) e parte integrante delle Forces françaises libres.

StoriaModifica

Il generale Charles de Gaulle nel 1940 era stato un membro dell'alto comando francese durante la battaglia di Francia. Mentre le soverchianti forze tedesche dimostravano la loro superiorità sui campi di battaglia e l'esercito italiano provava ad attaccare nel sud, i governanti francesi si trovarono nelle condizioni di dover negoziare un armistizio con gli invasori.

Il generale de Gaulle, insieme ad un piccolo gruppo di politici, si oppose strenuamente alla resa alle forze naziste: mandato in missione diplomatica nel Regno Unito per conto del presidente del Consiglio Paul Reynaud, de Gaulle venne sorpreso all'estero[senza fonte] dal crollo del governo francese ed evitò la cattura.

Il 16 giugno il nuovo presidente del Consiglio francese Philippe Pétain intavolò i primi incontri con i rappresentanti dell'Asse, per definire i dettagli della resa e l'instaurazione del nuovo governo filotedesco.

Il 18 giugno, de Gaulle parlò ai francesi tramite i microfoni della BBC, chiedendo ai soldati, ai marinai e agli aviatori di lasciare l'esercito ufficiale e di unirsi per combattere l'invasore nazista. Il cosiddetto "appello del 18 giugno" (appel du 18 juin) non ebbe molto ascolto, ma i seguenti discorsi di de Gaulle ebbero risonanza notevole.

Alcuni esponenti del Gabinetto inglese tentarono di fermare i proclami del Generale, lo stesso primo ministro Winston Churchill intervenne in sua difesa e in supporto della Francia Libera. L'appello di de Gaulle è ancora oggi uno dei più famosi e importanti discorsi della storia francese.

Il 22 giugno, Pétain, investito della carica di presidente del Consiglio dal parlamento francese liberamente eletto (anche se in via di epurazione verso le forze di sinistra), firmò la resa incondizionata. De Gaulle venne processato in contumacia, e condannato a morte per tradimento, in quanto aveva dichiarato di essere l'ultimo membro del governo Reynaud in grado di esercitare il comando, e di essere quindi il legittimo governatore della nazione, affermando pubblicamente l'incostituzionalità del governo Pétain.

Il governo americano, invece, riconobbe la legittimità della Francia di Vichy, fino al 1942, mantenendo relazioni diplomatiche con essa. Per questo motivo non rifornì le forze aree francesi di materiali fino a dopo l'invasione del Nord Africa francese; questo limitò i rapporti tra gli alleati occidentali, inclusa la Gran Bretagna, con la Francia Libera. Per questo motivo de Gaulle si avvicinò all'URSS, che invece aveva rotto i rapporti con Petain, inoltre l'addetto militare francese dell'aeronautica a Mosca, il colonello (poi generale) Charles Luguet divenne uno dei primi alti ufficiali dell'ADA a passare con De Gaulle, che all'inizio aveva avuto il sostegno di molti comandanti (come Martial Henri Valin), ma di pochi ufficiali superiori.

In effetti il 18 giugno 1940 i piloti della Francia Libera erano appena 10, arrivati in volo dalla Francia alla Gran Bretagna (da Bordeaux-Mérignac, al limite della loro autonomia e attraverso cieli in parte controllati dall'areonautica tedesca), ma il loro numero salì inesorabilmente, prima grazie alla defezione in favore delle froze di De Gaulle di molti addetti diplomatici dell'areaonautica all'estero (specie nelle americhe), poi grazie a piloti che fuggivano (talvolta con i loro apparecchi, talvolta travestiti da civli in modo roccambolesco) dalle basi aeree coloniali francesi, oppure cittadini francesi e/o di origine francese residenti nelle americhe, infine, man mano che alcune colonie passavano sotto il controllo di De Gaulle, cittadini francesi delle colonie. Al principio del 1941 le FALF avevano un organico di 900 uomini, di cui 200 piloti, mentre un altro centinaio di volontari francesi militava nella RAF, anche se entro il 25 aprile 1941 questi dovettero decidere se unirsi alla FAFL o essere proclamati disertori.

Solo nel 1940 la FALF si scontrò con l'aviazione di Vichy, per la liberazione del Gabon, che si unì alle altre colonie fedeli ai gollisti.

Generali della FAFLModifica

Membri celebri della FAFLModifica

Velivoli utilizzatiModifica

Velivoli catturati dalle Forze dell'AsseModifica

Velivoli in forza alla FAFLModifica

 
Un Martin B-26 Marauder con l'effigie della croce di Lorena esposto al Musée de l'air et de l'espace di Le Bourget.
 
Altra vista dello stesso velivolo; si noti l'apposizione delle coccarde tricolori francesi sulle preesistenti USAAF statunitensi.

BibliografiaModifica

  • (FR) Georges Caïtucoli, François Broche, Jean-François Muracciole, La France au combat. De l'appel du 18 juin à la victoire, Perrin/SCÉRÉN-CNDP, 2007
  • (FR) Breffort, Dominique , Les Forces Aériennes Françaises Libres et la reconstitution de l'Armée de l'air (1940-1945), Wing Masters Hors série no.3, Histoire & collections, 2002.
  • (FR) Corbonnois, Didier & Many Souffan, Les FAFL sur le front autonome du Tchad, 1940-43, Magazine Ciel de guerre no.13, 2007
  • (FR) Gréciet, Vincent, Combats fraticides en Afrique: Mers-El-Kebir, Dakar, les premiers pas des FAFL en Afrique, revue Batailles Aériennes no.26, 2003.
  • (EN) G. H. Bennett, The RAF's French Foreign Legion, 1940-45: De Gaulle, the British and the Re-Emergence of French Airpower, Continuum International Publishing Group, 2011.

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