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DescrizioneModifica

La famiglia consta di uccelli di taglia medio-piccola (17-23 cm) dall'aspetto simile a quello dei rallidi o ad una sorta di bizzarro incrocio fra una pitta e un turdide, paffuto e massiccio con ali corte e arrotondate, lunghe e forti zampe e coda squadrata.

Il piumaggio è generalmente dimesso e mimetico, dominato dai toni del bruno-nerastro, con presenza di estese sfumature di colore rossiccio in Formicarius e con area ventrale biancastra screziata di bruno in Chamaeza: è generalmente presente dimorfismo sessuale, con maschi dalla colorazione più vivace.

BiologiaModifica

I formicaridi sono uccelli monogami, che vivono in coppie e passano gran parte del tempo al suolo, cibandosi principalmente di piccoli insetti. Durante il periodo riproduttivo, ambedue i sessi collaborano nelle varie fasi della riproduzione, cova compresa.

Distribuzione e habitatModifica

La famiglia ha areale neotropicale, con le varie specie che popolano il sottobosco della foresta pluviale di una vasta area che va dall'America centrale al nord-est dell'Argentina.

TassonomiaModifica

Alla famiglia vengono ascritte dodici specie, equamente distribuite in due generi[1]:

Famiglia Formicariidae

La famiglia ha recentemente subito un esteso restyling: in passato, infatti, essa comprendeva anche i generi Grallaria, Hylopezus, Myrmothera, Grallaricula e Pittasoma, ma le indagini a livello molecolare hanno evidenziarto un'estesa parafilia di tale classificazione[2][3], determinando il distacco dei primi quattro generi (confluiti nella famiglia Grallariidae) e dell'ultimo (aggregato a Conopophagidae)[4].

La famiglia mostrerebbe affinità appunto coi Grallariidae[1], mentre secondo altri autori sarebbe da includere in un clade coi Rhinocryptidae (buona parte dei quali sembrerebbe mostrare maggiori affinità coi formicaridi che con la restante parte dei membri della stessa famiglia di appartenenza[5]) ed i Furnariidae (dei quali sarebbe un sister taxon)[6].

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Formicariidae, International Ornithologists’ Union, 2019, IOC World Bird Names (ver 9.2). URL consultato il 6 maggio 2014.
  2. ^ Irestedt, M.; Fjeldså, J.; Johansson, U. S.; Ericson, P. G. P., Systematic relationships and biogeography of the tracheophone suboscines (Aves: Passeriformes), in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 23, nº 3, 2002, p. 499–512, DOI:10.1016/S1055-7903(02)00034-9.
  3. ^ Rice, N. H., Further Evidence for Paraphyly of the Formicariidae (Passeriformes) (PDF), in Condor, vol. 107, nº 4, 2005, p. 910-915, DOI:10.1650/7696.1.
  4. ^ Moyle, R. G.; Chesser, R. T.; Brumfield, R. T.; Tello, J. G.; Marchese, D. J.; Cracraft, J., Phylogeny and phylogenetic classification of the antbirds, ovenbirds, woodcreepers, and allies (Aves: Passeriformes: infraorder Furnariides) (PDF), in Cladistics, vol. 25, nº 4, 2009, p. 386-405.
  5. ^ Rice N.H., Phylogenetic relationships of antpitta genera (Passeriformes: Formicariidae), in Auk, vol. 122, nº 2, 2005, pp. 673-683, DOI:10.1642/0004-8038(2005)122[0673:PROAGP]2.0.CO;2.
  6. ^ Boyd, J., Formicariidae: Antthrushes, su TiF Checklist. URL consultato il 12 gennaio 2019.

Voci correlateModifica

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