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Fornovo di Taro

comune italiano
Fornovo di Taro
comune
Fornovo di Taro – Stemma Fornovo di Taro – Bandiera
Fornovo di Taro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
Amministrazione
SindacoEmanuela Grenti (lista civica) dal 9-6-2009 (2º mandato dal 27-5-2014)
Territorio
Coordinate44°41′N 10°06′E / 44.683333°N 10.1°E44.683333; 10.1 (Fornovo di Taro)Coordinate: 44°41′N 10°06′E / 44.683333°N 10.1°E44.683333; 10.1 (Fornovo di Taro)
Altitudine158 m s.l.m.
Superficie57,52 km²
Abitanti5 983[1] (31-8-2017)
Densità104,02 ab./km²
FrazioniBanzola, Cafragna, Camporosso, Case Borgheggiani, Caselle, Case Rosa, Case Stefanini, Citerna, Citerna Vecchia, Faseto, Fornace, La Costla, La Magnana, Le Capanne, Neviano de' Rossi, Osteriazza, Piantonia, Piazza, Provinciali, Respiccio, Riccò, Roncolongo, Salita-Riola, Sivizzano (Fornovo di Taro), Spagnano, Triano, Villanova, Vizzola
Comuni confinantiCollecchio, Medesano, Sala Baganza, Solignano, Terenzo, Varano de' Melegari
Altre informazioni
Cod. postale43045
Prefisso0525
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT034017
Cod. catastaleD728
TargaPR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantifornovesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fornovo di Taro
Fornovo di Taro
Fornovo di Taro – Mappa
Posizione del comune di Fornovo di Taro nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Fornovo di Taro (Fornóv in dialetto parmigiano[2][3]) è un comune italiano di 5 997 abitanti ( 1 Gennaio 2017) della provincia di Parma. È situato sulla SS 62 della Cisa ai piedi della salita che conduce a Berceto e al Passo della Cisa.

È situata sul Taro, il fiume più importate della provincia di Parma, che è un affluente del fiume Po.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune di Fornovo di Taro sorge sulle colline della bassa valle del fiume Taro, su quote comprese tra i 124 m s.l.m. e i 736 m s.l.m. Si estende su una superficie di 57,65 km²[4].

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Fornovo di Taro-Neviano de' Rossi.

Fornovo di Taro appartiene alla zona climatica E

Secondo la classificazione climatica di Köppen la zona emiliana della Val Taro fa parte dei climi di tipo temperato caldo (C). Le medie di precipitazione consentono di classificare l'area come Cfa (clima temperato piovoso, con estate molto calda). Questo, perché più di un mese all'anno presenta una media di temperatura superiore ai 22 °C, privo di una stagione secca, tant'è che il mese più asciutto ha più di 30 mm di precipitazione, corrispondente a più di un terzo della media di precipitazioni relative al mese più ricco di precipitazioni.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Fornovo, Battaglia della sacca di Fornovo e Força Expedicionária Brasileira.

Nel 1495 vi si svolse la famosa battaglia di Fornovo, combattuta tra le truppe alleate formate da una coalizione antifrancese voluta dal Pontefice Alessandro VI, Massimiliano d'Austria Re dei Romani, Fernando d'Aragona, Enrico VII d'Inghilterra, Firenze, Milano, Venezia, guidate da Francesco II Gonzaga e i francesi di Carlo VIII. Lo Sperandio disegnò una bella medaglia rappresentante Francesco II Gonzaga a cavallo a Fornovo con la fiera iscrizione: Ob Restitutam Italiae Libertatem.

All'inizio del secolo scorso (1905) venne costituita la Società Petrolifera Italiana (S.P.I.). Il paese divenne, in questo modo, il maggior centro italiano per la produzione e la lavorazione del petrolio, arrivando negli anni '30 a coprire circa l'80% del fabbisogno nazionale.

Nel 1912 vennero fatti costruire degli impianti di raffinazione. Durante la seconda guerra mondiale, mentre la raffineria di Fornovo era duramente colpita dai bombardamenti, la sede di Vallezza venne occupata da truppe tedesche. L'evento condizionò la vita dei dipendenti e degli abitanti della frazione di Neviano de' Rossi. Da tempo la zona è destinata a Museo, quale testimonianza di archeologia industriale.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Pellegrino Riccardi, pretore a Fornovo, nascose e protesse dalla deportazione quattro componenti della famiglia ebrea di Rolando Vigevani, del quale era stato compagno di studi. Riccardi trovò per loro dei luoghi di rifugio nei dintorni, produsse - con la complicità del segretario comunale - falsi documenti di identità e organizzò quindi il loro espatrio in Svizzera. In seguito diede rifugio e procurò documenti falsi anche ad altri perseguitati ebrei. Per questo suo impegno di solidarietà, il 26 dicembre 1988, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Pellegrino Riccardi l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[5]

 
Il ponte crollato, la mattina del 9 novembre 1982

Tra il 24 e il 29 aprile 1945, le zone di Fornovo, furono teatro della Battaglia della Sacca di Fornovo, ultima battaglia campale della seconda guerra mondiale nella Campagna d'Italia.

Nel 1982 una eccezionale piena del Taro, dovuta a intense piogge nell'alta Val Taro, nella notte tra l'8 e il 9 novembre provocò il crollo parziale del ponte stradale che unisce Fornovo all'abitato di Ramiola (comune di Medesano). Celebre è l'immagine del TIR rimasto bloccato sul ponte semidistrutto, con le ruote anteriori nel vuoto. Nella stessa notte anche il ponte ferroviario sul Taro, in località Pontetaro, venne parzialmente distrutto dalla piena.[6][7]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Pieve di Santa Maria AssuntaModifica

 
Pieve di Santa Maria Assunta
 Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di Santa Maria Assunta (Fornovo di Taro).

Edificata originariamente nel IX secolo, la chiesa fu ricostruita in stile romanico intorno alla metà dell'XI secolo; agli inizi del XII fu aggiunto un esonartece, chiuso e inglobato nell'edificio nel secolo successivo; tra il 1712 e il 1745 la pieve fu modificata internamente in forme barocche, ma le aggiunte furono eliminate tra il 1927 e il 1942, con complessi interventi volti a riportare in luce l'aspetto romanico perduto. La facciata è decorata con alcune sculture duecentesche incastonate, in parte provenienti dall'antico ambone dismesso nel XVI secolo; all'interno il nartece conserva il colonnato con capitelli dell'XI secolo, mentre il paliotto dell'odierno altare maggiore è costituito dalla lastra duecentesca del Martirio di Santa Margherita, anch'essa ricavata dal distrutto pulpito; la pieve custodisce inoltre una pregevole croce-reliquiario in bronzo, risalente al X o XI secolo.[8]

Chiesa della Purificazione di Maria VergineModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Purificazione di Maria Vergine (Fornovo di Taro).

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa originaria di Neviano de' Rossi, collocata all'interno del castello, fu ricostruita agli inizi del XVIII secolo; riedificata in forme neoclassiche nel 1827 nell'odierna posizione, fu arricchita nel 1960 di una nuova facciata neoromanica; il luogo di culto, dotato di due cappelle laterali, conserva una pala d'altare attribuita al pittore Francesco Scaramuzza.[9][10]

Villa CaronaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Carona.

Il castello fu costruito nel XIII secolo dai Rossi. Si hanno le prime notizie di un forte a Carona nel 1248, quando Bernardo Rossi fortificò il borgo per difendersi dai Guelfi. A metà del XIV secolo figura di proprietà di Giacomo de' Rossi. Nel 1408 fu preso dai Terzi, ma poco tempo dopo ritornò tra i possedimenti rossiani. In questo periodo il coste era conosciuto come "Castel Maria di Caronia", in onore a Pier Maria II de' Rossi.

Nel 1480 Pier Maria Rossi, assegnò nel suo testamento il castello di Carona come altre rocche dell'appennino al figlio Bertrando. Nel 1482 nell'ambito della guerra fra i Rossi e Ludovico il Moro il castello fu occupato dalle truppe ducali, venendo però prontamente ripreso da Guido de' Rossi.

Al termine della guerra che sancì la sconfitta di Guido il castello passò a Bertrando, legittimo erede.

Nel 1495, durante la Battaglia di Fornovo (parte della Prima guerra italiana) tra gli eserciti francese e della Santa alleanza anti-francese, il castello venne incendiato dalle truppe svizzere al soldo del re francese Carlo VIII.

Ereditato insieme al feudo di Berceto da Troilo I de' Rossi alla morte dello zio Bertrando, entrò a far parte dei domini dei Rossi di San Secondo sino a che Scipione I de' Rossi, oberato dai debiti contratti, non lo cedette nel 1666 al comune di Parma che lo lasciò in stato di abbandono. Nel XVIII secolo i gesuiti costruirono sui pochi resti del castello la Villa dei Gesuiti, adibita a Convitto Nazionale Maria Luigia. Del castello non è rimasto più nulla, dato che sopra di esso è stata edificata la già citata villa.

Miniera petrolifera di VallezzaModifica

 
I pozzi petroliferi di Vallezza verso il 1930
 Lo stesso argomento in dettaglio: Miniera petrolifera di Vallezza.

Utilizzato da secoli dagli abitanti della val Sporzana, il petrolio di Vallezza iniziò a essere estratto con tecniche moderne a partire dal 1868; dopo le prime ricerche infruttuose compiute da varie compagnie, a partire dal 1905 la Società Petrolifera Italiana trivellò con successo numerosi pozzi in tutta l'area compresa tra Neviano de' Rossi e Selva Smeralda;[11] il sito divenne un'importante fonte di approvvigionamento energetico per l'Italia soprattutto dopo il 1930, tanto che durante la seconda guerra mondiale fu bombardato 22 volte e raso al suolo, ma fu ricostruito nell'immediato dopoguerra,[12] nonostante alcuni pozzi risultassero già esauriti; il declino iniziò nel 1965 e nel 1994 l'Agip dichiarò ufficialmente esaurito il giacimento, abbandonando il campo petrolifero;[13] in seguito alla stipula nel 2011 di una convenzione tra il dipartimento di ingegneria civile, dell'ambiente e del territorio e architettura (DICATeA) dell'Università degli Studi di Parma, il Comune di Fornovo di Taro e la società Gas Plus Italiana,[14] proprietaria dell'area petrolifera dal 2005,[13] fu realizzato il sito internet del museo virtuale[15] e furono redatti lo studio di fattibilità e il progetto pilota del museo parco, esteso all'intera vallata.[16]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[17]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.037, ovvero il 16,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[18]:

  1. Marocco, 386
  2. Albania, 133
  3. Tunisia, 126
  4. Ghana, 100
  5. Romania, 92
  6. Moldavia, 40

Infrastrutture e trasportiModifica

Oltre alla Strada statale 62 della Cisa, da Fornovo di Taro si diramano altre strade provinciali, una per la Val Taro, una per la Val Ceno, e una in direzione della Via Emilia.

È presente il casello autostradale della A15 Parma-La Spezia.

Il territorio comunale è attraversato dalla linea ferroviaria Pontremolese; a servizio dell'abitato è presente la stazione di Fornovo.

Tra il 1910 e il 1954 Fornovo fu capolinea di una tranvia per Parma.

Sul territorio è presente anche la TEP, servizio di trasporti pubblici attivi su tutta la provincia.

AmministrazioneModifica

 
Il palazzo municipale

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 agosto 1985 23 giugno 1990 Angelo Gardelli Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
2 luglio 1990 24 aprile 1995 Angelo Gardelli Partito Socialista Italiano Sindaco [19]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Johann Sebastiano Marzani centro-sinistra Sindaco [19]
15 giugno 1999 14 giugno 2004 Johann Sebastiano Marzani centro-sinistra Sindaco [19]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Fiorenzo Bergamaschi centro-sinistra Sindaco [19]
9 giugno 2009 27 maggio 2014 Emanuela Grenti lista civica Sindaco [19]
27 maggio 2014 in carica Emanuela Grenti lista civica: Città futura Sindaco [19]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 282.
  4. ^ Comuni Italiani.it - Fornovo di Taro, Clima e dati geografici, su comuni-italiani.it. URL consultato il 25 dicembre 2011.
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.200-1.
  6. ^ Pietro Lunardi, La piena del fiume Taro del novembre 1982
  7. ^ 2º convegno idraulica padana - Atti (PDF), su pietrolunardi.it.
  8. ^ Breve Storia, parrocchiafornovo.it. URL consultato il 5 maggio 2016.
  9. ^ Chiesa della Purificazione di Maria Vergine "Neviano De' Rossi, Fornovo di Taro", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  10. ^ Neviano Rossi, su www.iatfornovo.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  11. ^ Luigi Scotti e la SPI, su www.museodelpetrolio.it. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  12. ^ Tra le due guerre, su www.museodelpetrolio.it. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  13. ^ a b Dal dopoguerra agli anni 70, su www.museodelpetrolio.it. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  14. ^ Parco Museo del petrolio, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  15. ^ Paesaggi culturali e un progetto pilota di Energie-Park, su www.museodelpetrolio.it. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  16. ^ A Fornovo la miniera diventa un Museo del Petrolio, in parma.repubblica.it, 25 maggio 2016. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  19. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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