Foro Italico

Complesso sportivo di Roma
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Foro Italico
Roma-foroitalico5.jpg
Statue di atleti nello stadio dei Marmi
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneRoma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°55′52.5″N 12°27′23.5″E / 41.93125°N 12.456528°E41.93125; 12.456528

Il Foro Italico (inaugurato nel 1932 con il nome di Foro Mussolini) è un vasto complesso sportivo che si trova alla base di Monte Mario a Roma, ideato e realizzato da Enrico Del Debbio fra il 1927 e il 1933 e completato dopo la guerra fra il 1956 e il 1968.

StoriaModifica

 
Innalzamento dell'Obelisco

Il complesso sportivo del Foro Italico, inizialmente ribattezzato Foro Mussolini fu progettato nel 1927 dall'architetto Enrico Del Debbio.[1] L'iniziatore del Foro fu invece Renato Ricci, sottosegretario all'Educazione Nazionale e fondatore dell'Opera Nazionale Balilla.[1] Per la scelta dell'area sulla quale far sorgere il foro, vennero prese in considerazione tre aree: il quartiere Tiburtino, nella zona dove successivamente (nel 1935) verrà creata la Città universitaria; il quartiere di Casal Palocco; il quartiere Parioli, dove negli anni cinquanta verrà creato il villaggio olimpico per i Giochi della XVII Olimpiade del 1960.[1] Vennero però scartate tutte e tre le ipotesi e fu scelta un'area, in adiacenza al fiume Tevere, che tramite bonifica passò da pantano ad area edificabile.[1] Furono inoltre vincolate dalla Sopraintendenza alle Belle Arti la soprastante collina di Monte Mario, che garantiva al complesso sportivo uno sfondo verde naturale.[1]

Le prime opere del complesso architettonico furono inaugurate il 4 novembre 1932: il palazzo H sede dell'Accademia fascista maschile di educazione fisica, il Monolito, lo Stadio dei Marmi e lo Stadio dei Cipressi (poi Stadio dei centomila e odierno Stadio Olimpico).

Nel 1936 e in seguito sino al 1941 Luigi Moretti, già autore della Accademia di scherma del Foro Mussolini, elaborò, senza tuttavia mai realizzarli, dei progetti espansivi del Foro verso Tor di Quinto, inserendovi il piano urbanistico di Del Debbio già realizzato.

DescrizioneModifica

 
La statua dedicata al calciatore Vittorio Godigna

L'ingresso principale del Foro è a sud-est, in asse con il ponte Duca d'Aosta dove - su un ampio viale, interamente mosaicato a tessere bianche e nere - sorge un enorme obelisco di marmo di Carrara dell'altezza di 17,5 metri (base esclusa), originariamente intitolato a Mussolini, cui era dedicato; in anni recenti, si è proposto di eliminare l'iscrizione Mussolini Dux dall'obelisco.[2]

L'impianto è decorato da statue, dono delle varie province d'Italia e perciò di autori diversi, che rappresentano le diverse attività sportive: ad esempio, la statua dedicata al lancio del giavellotto fu donata dalla provincia di Perugia, mentre quella dedicata al pallone col bracciale (o pallone a muro) si deve alla provincia di Forlì-Cesena.

Nelle vicinanze dello Stadio Olimpico si trova il Palazzo della Farnesina, dal 1959 sede del Ministero degli Affari Esteri, opera degli architetti vincitori del concorso: Enrico Del Debbio, Arnaldo Foschini, Vittorio Ballio Morpurgo. Il campo centrale del foro può ospitare 10.500 persone.

Impianti sportiviModifica

 
Il Foro Italico (1982)

Il Foro Italico comprende diversi impianti sportivi:

Eventi sportivi internazionaliModifica

 
La tribuna laterale dello stadio del tennis

Negli impianti del foro italico si sono svolti molti eventi sportivi di rilievo internazionale.

Dal 1949 si tengono nei campi del foro gli Internazionali d'Italia, importante torneo di tennis del circuito ATP World Tour Masters 1000 e WTA Premier 5. Dal 2012, l'Olimpico ospita le partite casalinghe della nazionale italiana di rugby al Sei Nazioni.

Walk of fameModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Walk of Fame dello sport italiano.

Il 7 maggio 2015 è stato inaugurato sul viale delle Olimpiadi il percorso "Le Leggende dello Sport Italiano - Walk of fame"; su tale percorso sono state incastonate 100 targhe recanti i nomi di leggende dello sport italiano, ex atleti che hanno scritto la storia dello sport nazionale scelti dalla Commissione atleti del CONI. Alla cerimonia, presieduta dal presidente del CONI Giovanni Malagò, erano presenti molte personalità dello sport italiano. Il presidente ha annunciato che negli anni successivi sarebbero state aggiunte sul percorso le targhe di altri ex atleti azzurri di rilievo internazionale.[3].

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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