Apri il menu principale

Forte Tomba

Forte Tomba, originariamente chiamato Werk Stadion, è un forte austriaco di Verona progettato dalla Genie Direction austriaca di Verona tra il 1860 ed il 1861. Il forte venne intitolato al luogotenente feldmaresciallo conte Stadion.

Indice

StrutturaModifica

Forte Tomba è un grande forte a tracciato poligonale (sistema poligonale misto della scuola fortificatoria neotedesca), con ridotto centrale. È un impianto simmetrico a lunetta con fianchi obliqui (convergenti verso il fronte principale) ed un fronte di gola rettilineo.

Il forte era collocato in aperta campagna, a circa 700 metri oltre il borgo di Tomba. Era situato a cavaliere della strada postale per Ostiglia, che obbligava ad aggirarlo, prendendola con tiri d'infilata e di fianco. Faceva sistema con il forte Azzano, sull'ala destra; mentre sull'ala sinistra, assente il quinto forte di prima linea presso la riva dell'Adige, incrociava i tiri delle nuove artiglierie da fortezza con il forte San Michele, sulla riva sinistra. L'intervallo tra il forte e l'Adige era presidiato, in seconda linea, dalla torre Tombetta e dal forte Santa Caterina. Era il forte maggiormente armato della prima linea. Le sue artiglierie da fortezza battevano di fronte e di fianco le strade provenienti da Ostiglia e da Legnago, e il corso discendente dell'Adige, esercitando una potente azione di combattimento contro le operazioni nemiche di passaggio dell'Adige, o di investimento della piazzaforte da sud. Il forte Tomba è simile, per impianto architettonico e caratteristiche tecnico-logistiche, ai forti Lugagnano e Dossobuono, se ne distingue, tuttavia, per le maggiori dimensioni d'insieme: il fronte di gola misura 232 metri, rispetto ai 200/204 metri degli altri due forti.

Al centro del forte si eleva, su due piani e con copertura casamattata, il ridotto a corpo lineare, piegato sul tracciato a lunetta, con raccordi d'angolo arrotondati. Sull'angolo interno del ridotto, nel mezzo, sporge verso il cortile il corpo su pianta trapezia che contiene la scala e i servizi igienici. Sui due piani, nei locali a volta, sono disposti i ricoveri per la numerosa guarnigione e le varie funzioni logistiche, che rendevano l'opera autosufficiente.

Il fronte principale del ridotto è ordinato per la difesa, su ogni piano, con galleria perimetrale a feritoie per fucilieri. Sul fronte secondario, concavo, il cortile è chiuso da un muro rettilineo di sicurezza. Nel mezzo, ai lati del passaggio, altri due muri paralleli si collegano alle casematte del fronte di gola, delimitando un ulteriore compartimento di sicurezza. Il tutto forma un doppio recinto a feritoie che, assieme alle gallerie per fucilieri del fronte principale, assicurava la difesa progressiva dell'opera. Attorno al ridotto, il grande terrapieno si eleva sull'impianto a lunetta pentagonale, e copre in aderenza anche l'intero fronte di gola. Le postazioni di combattimento per l'artiglieria da fortezza, a cielo aperto, sono protette da numerose traverse, in parte casamattate.

ArchitetturaModifica

Dall'esterno, verso il fronte principale, si percepisce l'architettura di terra, con masse dai profili ben modellati dalla geometria del defilamento; le opere murarie sono completamente sottratte alla vista. Nel fronte di gola, secondo un modello classico, spiccano i portali monumentali, inseriti nelle severe membrature murarie. Nel nucleo del forte il ridotto assume duplice fisionomia, una fortificatoria, nel prospetto esterno, convesso, con la serrata sequenza di feritoie su due ordini, ed una quasi civile], nel prospetto concavo, sulla corte, con la successione di bifore a sesto ribassato.

Una rarità costruttiva la si incontra nelle poterne principali, coperte da volte di laterizio, a gradoni discendenti; e con il tratto terminale a volta gotica. Ciottoli, listati di laterizio (come nella tradizione costruttiva del medioevo veronese) rivestono i muri di controscarpa; mentre il tufo di Verona riveste ogni altro edificio del forte, conferendogli un aspetto di straordinaria saldezza.

ArmamentoModifica

  • 6 cannoni ad anima rigata da 9 cm a retrocarica
  • 6 cannoni ad anima liscia da 9,5 cm ad avancarica
  • 20 cannoni di diverso calibro ad anima liscia
  • 2 mortai

Riserve di munizioni: 52.500 kg di polveri

Presidio di guerraModifica

Presidio di emergenza: 616 uomini

Stato di conservazioneModifica

Nei primi anni cinquanta, per dare lavoro ai disoccupati, vennero completamente spianate le opere di terra del forte, colmando il fosso. Negli anni successivi la distruzione proseguì con lo sventramento del ridotto, per rettificare la strada proveniente da Ostiglia. Negli anni novanta, si è ulteriormente peggiorata la situazione d'intorno, in prossimità del ridotto, con la costruzione dello svincolo della Tangenziale Sud. I due pezzi del ridotto, separati dalla strada, sono del tutto abbandonati, invasi dalla vegetazione spontanea.

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Verona: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Verona