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L'Europa sotto il dominio diretto o indiretto della Germania nazista nel 1942, periodo della massima espansione delle potenze dell'Asse. In blu scuro: Germania, Italia e nazioni alleate o "satelliti"; in azzurro: territori occupati direttamente dagli eserciti tedeschi o italiani; in azzurro chiaro: stati non occupati ma dipendenti dalla Germania; Sono indicate anche le potenze ancora in guerra contro l'Asse; in verde: la Gran Bretagna e i territori dell'Impero britannico; in rosso: l'Unione Sovietica.

Fortezza Europa (in tedesco: Festung Europa) era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale per indicare, a partire soprattutto dal 1942, l'Europa continentale sottoposta al predominio politico-militare della Germania nazista in cotrapposizione con gli Alleati anglosassoni. Il termine intendeva evidenziare la presunta potenza e invulnerabilità militare del dominio della Germania sull'Europa.

La Fortezza Europa, la cui difesa era affidata soprattutto al sistema fortificato del Vallo Atlantico, non confermò peraltro la sua potenza militare e le difese tedesche non furono in grado di fermare nel 1944 l'operazione Overlord (l'attacco al continente da parte degli Alleati).

Indice

Seconda guerra mondialeModifica

 
Mappa relativa ai piani del D-day in Normandia
 Lo stesso argomento in dettaglio: Vallo Atlantico.

In una fraseologia inglese, la locuzione "fortezza Europa" ha come significato le operazioni che dovevano essere effettuate da aerei basati in Gran Bretagna contro obiettivi in Germania, in Italia e in altre parti d'Europa occupate dai nazisti, nel periodo che va dalla caduta della Francia fino allo sbarco in Normandia.

Allo stesso tempo, il termine "Festung Europa" venne ampiamente utilizzato dalla propaganda della Germania, per indicare i piani strategici di Adolf Hitler e i progetti della Wehrmacht per fortificare tutta l'Europa occupata, al fine di impedire un'eventuale e temuta invasione delle forze militari anglo-americane progressivamente concentrate sul territorio dell'arcipelago britannico. Le forze anglo-americane si preparavano per l'apertura del cosiddetto secondo fronte per supportare l'enorme sforzo di guerra dell'Unione Sovietica impegnata dal giugno 1941 in una durissima guerra aero-terrestre contro la grande maggioranza delle forze armate tedesche e dell'Asse.

Nei progetti di Hitler l'Europa occupata avrebbe dovuto trasformarsi in una "fortezza" (festung) impenetrabile che avrebbe intimorito con la sua sola esistenza gli alleati, e in ogni caso avrebbe potuto respingere ogni tentativo di "invasione" da parte anglo-americana, dando tempo al grosso della Wehrmacht di combattere e vincere, senza minacce alle spalle, la guerra contro l'Unione Sovietica. Le misure studiate da Hitler e dagli strateghi tedeschi prevedevano la costruzione dell'apparentemente formidabile sistema fortificato del Vallo Atlantico,[1], la riorganizzazione della Luftwaffe con il potenziamento della Difesa del Reich, e la costituzione di un nucleo di riserve mobili formate da Panzer-Division in fase di riorganizzazione ed equipaggiamento dopo essere state trasferite dal Fronte orientale.

Questo uso del termine fortezza Europa è stata successivamente adottata da corrispondenti e gli storici in lingua inglese per descrivere gli sforzi militari delle potenze dell'Asse a difendere il continente dagli Alleati.

Utilizzo nel dopoguerraModifica

 
Attivisti di estrema destra appartenenti al Identitäre Bewegung Österreichs in una manifestazione a Vienna il 10 novembre 2013.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Frontex.

Attualmente, in Europa, il termine è usato per descrivere sia l'effetto di dumping delle frontiere esterne in materia commerciale[2] sia, in maniera peggiorativa, lo status dell'immigrazione nell'Unione europea. In quest'ultima eccezione il termine può riferirsi agli atteggiamenti delle autorità verso l'immigrazione o al sistema di pattugliamento delle frontiere e ai centri di detenzione che vengono utilizzati per aiutare a prevenire l'immigrazione illegale nell'Unione europea.[3]

Per i partiti conservatori (ad esempio, il Freiheitliche Partei Österreichs tradotto dal tedesco, il Partito della Libertà Austriaco) la locuzione "fortezza Europa" è un termine positivo. Perlopiù essi sostengono che una tale fortezza in realtà non esista ancora e che gli immigrati possano entrare in Europa fin troppo facilmente. Essi accusano spesso gli stati meridionali, come Grecia, Italia e Spagna, di controllare le frontiere in modo insufficiente, sostenendo che lo facciano sapendo che gli immigrati sono più attratti da Stati occidentali o settentrionali che godono di sistemi di welfare più generosi (Svizzera, Germania, Austria, Svezia, ecc.). Per questo molti conservatori di tutta Europa vogliono porre fine all'accordo di Schengen e re-introdurre i controlli alle frontiera da parte della guardia di frontiera e costiera europea sostenendo che la loro abolizione abbia portato non solo a un'immigrazione in massa ma anche a una maggiore libertà per i traffici criminali.[4] In risposta a queste critiche sono entrati in vigore alcuni emendamenti ai trattati di Schengen[5].

Frontiere esterne controllateModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) J.E. Kauffmann, Robert M. Jurga, Fortress Europe: European Fortifications of World War II, Da Capo Press, 2002, ISBN 0-306-81174-X.
  2. ^ (EN) J. Hyun, Korean Automotive Foreign Direct Investment in Europe: Effects of Economic Integration Motivations and Patterns of FDI and Industrial Location, Springer, 2003, p. 101.
  3. ^ Autonomous rear Entrances to Fortress Europe?!, su indymedia.org.uk.
  4. ^ (EN) The City Paper Staff, An end to Schengen?, su The City Paper Bogotá.
  5. ^ (EN) EU moves to end passport-free Schengen travel, su Telegraph.co.uk, 12 maggio 2011.