Fortezza di Castel Goffredo

1leftarrow blue.svgVoce principale: Castel Goffredo.

Fortezza di Castel Goffredo
Castel Goffredo-Mappa.jpg
La città fortezza di Castel Goffredo agli inizi del Cinquecento[1]
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
CittàCastel Goffredo
Coordinate45°17′55.34″N 10°28′33.82″E / 45.298706°N 10.476061°E45.298706; 10.476061Coordinate: 45°17′55.34″N 10°28′33.82″E / 45.298706°N 10.476061°E45.298706; 10.476061
Informazioni generali
TipoLinea fortificata
Inizio costruzioneXI secolo
MaterialeMattoni
Demolizione1757 - 1771
Visitabile
Informazioni militari
Funzione strategicaDifesa del borgo
[2]
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Tratto della prima cinta muraria, a sinistra, corrispondente con il giardino del Palazzo Gonzaga-Acerbi. Sullo sfondo la Torre civica.
Torrione di Sant'Antonio con un tratto di mura
Castel Goffredo, ex Torrione di Sant'Antonio con fossato di difesa alimentato dal torrente Fuga
Castel Goffredo, chiusa e canale Tartarello che alimentava il fossato della fortezza nel Cinquecento.

La fortezza di Castel Goffredo era una struttura fortificata di confine situata a Castel Goffredo.

StoriaModifica

Il complesso di opere difensive nel corso dei secoli furono erette per difendere la città da attacchi ostili. Si potevano distinguere due cinte murarie, una all'interno dell'altra, delle quali rimangono oggi solo alcuni tratti. Le due cinte murarie non furono eseguite contemporaneamente, ma realizzate in tempi diversi ed entrambe rafforzate dai signori di Castel Goffredo, i Gonzaga.

Prima cinta muraria (X-XI secolo)Modifica

Il primo perimetro fortificato di Castel Goffredo, dotato di fossato a difesa, si formò entro le rovine del castrum romano[3] e fu eretto tra il 900 e il 1000.[4] Al suo interno sorse il primo nucleo urbano e si chiamò Castellum vetus, ovvero “Castelvecchio",[5] conservato quasi integro ai giorni nostri. Il primo documento attestante la struttura fortificata risale al 29 dicembre 1430, quando il signore di Mantova Gianfrancesco Gonzaga disponeva la riparazione del fortilizio.[6] Del luogo si parla anche in un documento del 12 giugno 1480 nel quale Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova e signore di Castel Goffredo, stipulò un accordo con il comune circa lo scambio di alcune terre, tra cui l'antica rocca, contro cessione della torre e locali annessi.[7]
Della prima fortificazione facevano parte anche:

  • il castello medievale, ora scomparso;
  • la Porta di Sopra, formata da una grossa torre rettangolare, divisa in tre piani, ora scomparsa;
  • il Rivellino, addossato alla Porta di Sopra, ora scomparso;
  • la Torre civica, che fungeva di porta d'accesso (chiamata porta castelli veteri)[8] e chiudeva l'accesso a Castelvecchio;
  • il Palazzo del Vicario, residenza castellata addossata alla torre civica, con fossato antistante di difesa;
  • il Torrazzo medievale.

e quattro porte di accesso:[9]

in seguito ridotte a due (di Sopra e del Povino) sotto il dominio del marchese Aloisio Gonzaga.

Della prima cinta si conserva ancora un importante tratto corrispondente al lato nord del Palazzo Gonzaga-Acerbi.

Seconda cinta muraria e rivellino (XV secolo)Modifica

All'inizio del Quattrocento, sotto il marchesato di Alessandro Gonzaga, anche il resto dell'agglomerato urbano esterno alla prima fortificazione, venne dotato di un secondo ordine di mura e di rivellino.[11] Tutto attorno alle mura si estendeva un fossato originato dal corso dei torrenti Fuga e Tartarello[7], mentre una strada di circonvallazione percorreva tutto il perimetro.
Nella "città fortezza", agli inizi del Cinquecento, furono costruiti anche sette torrioni difensivi[12] ad arco circolare così chiamati:

Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova e signore di Castel Goffredo, nel 1480 affidò l'incarico di potenziare le mura difensive all'architetto militare Giovanni da Padova.[13]

Anche il marchese Aloisio Gonzaga (1540) provvide a rafforzare le mura e le porte di accesso alla città.[14]

Dopo il marchesato di Alfonso Gonzaga, che apportò solo piccoli miglioramenti alle fortezza, iniziò il decadimento delle mura difensive a causa dell'abbandono in cui furono lasciate dai duchi di Mantova e dalle guerre.[15]

Abbattimento delle muraModifica

Tra il 1757 e il 1771 iniziò il progressivo abbattimento delle opere di difesa, iniziando dal rivellino.[16] Nel 1817 prese avvio la demolizione della seconda cinta muraria[17] che progressivamente venne conclusa nel 1920.[18]

Di questa seconda cinta muraria si conserva ancora traccia del Torrione di Sant'Antonio sul quale, nel 1930, venne costruito un edificio adibito a colonia estiva elioterapica (Parco La Fontanella) e di un tratto di fossato che cingeva le mura a ovest del borgo;[19] una costruzione di civile abitazione sorta sul Torrione dei Disciplini assieme a un tratto di fossato a sud-ovest del centro abitato.

Delle porte che chiudevano la città rimane traccia in due pilastri in marmo della Porta Picaloca all'ingresso di via Mantova.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Bonfiglio (1922), p.2.
  2. ^ Francesco Bonfiglio, Notizie storiche di Castelgoffredo, 2ª ed., Mantova, 2005.
  3. ^ Alessandro Ballarini, Storia e Archeologia del territorio Mantovano tra VII e XI secolo, p. 12, su academia.edu. URL consultato il 17 dicembre 2014.
  4. ^ Bonfiglio (2005), p.34.
  5. ^ Berselli, p.99.
  6. ^ Vignoli (2010), p.39.
  7. ^ a b Bonfiglio (2005), p.61.
  8. ^ Vignoli (2010), p.16-17.
  9. ^ Bonfiglio (2005), p.71-72.
  10. ^ Berselli, p.107.
  11. ^ Bonfiglio (2005), p.62.
  12. ^ Berselli, p.106.
  13. ^ Giovanni da Padova. Dizionario Biografico degli Italiani, su treccani.it. URL consultato il 2 luglio 2011.
  14. ^ Bonfiglio (2005), p.79.
  15. ^ Bonfiglio (2005), p.87.
  16. ^ Bonfiglio (2005), p.88.
  17. ^ Bonfiglio (2005), p.89.
  18. ^ Bonfiglio (2005), p.91.
  19. ^ Vignoli (2010), p.131.

BibliografiaModifica

  • Costante Berselli, Castelgoffredo nella storia, Mantova, 1978.ISBN non esistente
  • Francesco Bonfiglio, Notizie storiche di Castelgoffredo, 2ª ed., Mantova, 2005, ISBN 88-7495-163-9.
  • Enzo Boriani, Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano, Brescia, 1969.
  • Pierluigi Tozzi, Storia padana antica, Milano, 1972, ISBN non esistente.
  • Mariano Vignoli, Giancarlo Cobelli, Da terra aperta e ben intesa fortezza. Le mura e le fortificazioni di Castel Goffredo, Mantova, 2010, ISBN 978-88-95490-10-6.

Altre fontiModifica

  • 1999 – Immagina. Castel Goffredo: l'evoluzione di un territorio, CD-ROM, a cura del Comune di Castel Goffredo

Voci correlateModifica

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