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Fra' Tazio da Velletri

film del 1973 diretto da Romano Scandariato - Joe D'Amato (non accreditato)

TramaModifica

Frate Tazio da Velletri gode della fama di taumaturgo. Messer Nuccio de' Tornabuoni scommette che riuscirà a conquistare Lisa, la moglie del gonfaloniere di giustizia Lapo de' Pazzi. Per realizzare il sogno sparge la notizia che fra' Tazio abbia il potere di scacciare il demonio della lussuria dal corpo delle donne, in seguito egli stesso si spaccia per il famoso frate ed abusa di Lisa e attenta Gigliola, la sorella di Lapo.

Così inizia una serie di rocambolesche fughe, ogni tanto interrotte dalla conquista di nuove ragazze. Nel frattempo fra' Tazio subisce le ire dei mariti traditi. Alla fine, stanco, fra' Tazio decide di ritornare nel convento a Velletri, mentre Nuccio si fa monaco per vivere nuove avventure amorose.

ProduzioneModifica

Scandariato ha dichiarato a Nocturno: "Il film fu iniziato da Joe D'Amato (Aristide Massaccesi) di cui ero aiuto-regista, ma poi litigò con la produzione e se ne andò, per cui fui io a terminarlo... diciamo che è stato girato per un terzo da Massaccesi e per due terzi da me"[1].

Massaccesi girò il film gemello Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti - Decameron nº 69, che venne anch'esso firmato da Romano Gastaldi.

CuriositàModifica

  • La locandina del film, per promuoverlo, recitava:
    "Era un uom che si misurava in metri,
    questo fraton con quel suo agir da pazzo,
    sì che alla storia passò con gran sollazzo
    col dubbio nom 'Frà Tazio da Velletri' "
    .
  • Il doppiaggio è affidato alla SINC Cinematografica di Mimmo Palmara.

NoteModifica

  1. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult, Sperling & Kupfer, 1999, p. 295

Collegamenti esterniModifica

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