Apri il menu principale
Franca Falcucci
Franca falcucci.jpg

Ministro della pubblica istruzione
Durata mandato 1º dicembre 1982 –
28 luglio 1987
Predecessore Guido Bodrato
Successore Giovanni Galloni

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature V, VI, VII, VIII, IX, X
Gruppo
parlamentare
DC
Circoscrizione Lazio (V, VI, VII e VIII) e Campania (IX e X)
Collegio Roma-VIII (V e VI legislatura); Roma-VII (VII e VIII Leg.); Cerreto Sannita (IX e X Legisl.)
Incarichi parlamentari
  • X Legislatura
    • 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)
    • Vicepresidente Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro nelle aziende:
    • Commissione di controllo sugli interventi nel Mezzogiorno
    • Membri dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa
  • IX Legislatura
    • 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica)
  • VIII Legislatura
    • 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica)
  • VII Legislatura
    • Vicepresidente 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica)
  • VI Legislatura
    • 2ª Commissione permanente (Giustizia)
    • Vicepresidente 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica)
    • Commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni
    • Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate in materia di stato giuridico del personale della scuola
  • V Legislatura
    • 2ª Commissione permanente (Giustizia e autorizzazioni a procedere)
    • 6ª Commissione permanente (Istruzione pubblica e belle arti)
    • Commissione parlamentare per le questioni regionali:
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Professione insegnante

Franca Falcucci (Roma, 22 marzo 1926Roma, 4 settembre 2014) è stata una politica italiana, già Senatrice e Ministro della pubblica istruzione della Repubblica per la Democrazia Cristiana.

È stata Ministro della pubblica istruzione dal 1982 al 1987, prima donna a ricoprire la carica di tale ministero. Nel 1985 promosse l'introduzione del Piano nazionale informatica[1]. Il 3 dicembre 1986 la Camera dei deputati respinse con 234 voti a favore e 327 contrari una mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata da Partito Comunista Italiano, Democrazia Proletaria, Sinistra Indipendente e Partito Radicale per aver stipulato un'intesa con la Conferenza Episcopale Italiana che inserì l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche nell'orario scolastico obbligatorio all'insaputa del Parlamento.

Indice

Indagine sulla disabilità nella scuolaModifica

Nel 1974 il Ministero della Pubblica Istruzione incaricò Franca Falcucci di presiedere una commissione che aveva il compito di svolgere un'indagine nazionale sui "problemi degli alunni handicappati".

Il Documento Falcucci (1975) che ne risultò fu il più avanzato elaborato riguardante il problema della disabilità a livello europeo e internazionale in quanto auspicava e promuoveva un nuovo modo di concepire e attuare la scuola. Secondo quanto scritto all'interno del Documento, la scuola "proprio perché deve rapportare l'azione educativa alle potenzialità di ogni allievo, appare la struttura più appropriata per far superare le condizioni di emarginazione in cui altrimenti sarebbero condannati i bambini handicappati".

I portatori di handicap sono i "minori che in seguito a evento morboso o traumatico intervenuto in epoca pre-peri-post natale presentino una menomazione delle proprie condizioni fisiche, psichiche e/o sensoriali, che li mettano in difficoltà di apprendimento o di relazione". Il progetto educativo delineato predilige il tempo pieno inteso come "successione organica ed unitaria di diversi momenti educativi programmati e condotti unitariamente dal gruppo degli operatori scolastici (...) aperto anche ad agenti culturali esterni alla scuola, di ricerca e di esperienza personale e di gruppo, di attività socializzante".

NoteModifica

  1. ^ Barozzi, G. C., & Ciarrapico, L. (2003). Il piano nazionale per l’informatica. Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, 6(3), 441-461.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN39222045 · ISNI (EN0000 0000 5139 4266 · SBN IT\ICCU\RAVV\007321 · LCCN (ENnr89008780