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Francesco Berarducci (Roma, 1924Roma, 1992) è stato un architetto italiano.

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BiografiaModifica

Laureato con lode nel 1950, medaglia d'oro R. Almagià per il migliore laureato dell'anno, Ordinario di Composizione Architettonica e Progettazione Architettonica ed Urbana alla Facoltà di Architettura "La Sapienza" di Roma, è il progettista della Direzione Generale RAI di Viale Mazzini, Premio Inarch 1965, vincitore del Concorso per le nuove Chiese del Concilio Vaticano II per la Chiesa Nostra Signora di Bonaria ad Ostia Lido, progettista della Chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico, Premio Inarch 1989, nel 1969 costruisce il Villino "brutalista" in Via Colli della Farnesina 144, dove sposta la sua abitazione ed il suo studio, e dove Elio Petri ambienta l'abitazione del Commissario Jean Maria Volontè nel film Premio Oscar "Indagine sopra un cittadino al di sopra di ogni sospetto".

 
Villino in Via Colli della Farnesina 144, Roma

Francesco Berarducci appartiene alla generazione di architetti romani che entra nella Facoltà di Architettura subito dopo la guerra per laurearsi 1950, suoi compagni di corso erano tra gli altri Carlo Aymonino, Carlo Chiarini, Carlo Melograni, Sergio Lenci, oltre a Fulvia Ciarla che diventerà sua moglie, con la quale subito dopo la laurea intraprende un lungo viaggio in macchina alla scoperta dell'architettura scandinava, e da cui ebbe i due figli Alessando, professore ordinario di Logica Matematica all'Università di Pisa, e Carlo architetto a sua volta che ne segue la strada. Conseguita la Laurea Berarducci rimane all'Università e collabora inizialmente con Vittorio Morpurgo, con cui partecipa alla progettazione del quartiere di Torre Spaccata a Roma, e poi con Mario De Renzi, fino a diventare Ordinario della Cattedra di Progettazione Urbana.

La sua opera è caratterizzata prima dalle influenze dell'architettura Neo-empirista Scandinava che aveva segnato la sua formazione e le sue prime realizzazioni fino alla Direzione Generale RAI di Viale Mazzini, poi dalla “rivelazione” del cemento armato "brutalista", usato per la prima volta da Le Corbusier nell’Unità d’Abitazione di Marsiglia, che diventa negli anni '60 e '70 un fenomeno internazionale attraverso le prime realizzazioni del New-brutalism a Londra, la costruzione del nuovo centro governativo di Boston, le realizzazioni di Paul Rudolph a Boston a all’Università di Yale, le realizzazioni della scuola Paulista di Mendes da Rocha e Vilanova Artigas in Brasile, Kenzo Tange e l'architettura Metabolista in Giappone, e le prime realizzazioni di Le Corbusier a Chandigarh.

Nel Villino di Via Colli della Farnesina 144 Francesco Berarducci mette a punto un suo tipo personale del "Villino" o "Palazzina romana" ed una tipologia abitativa con appartamenti organizzati per fasce parallele con soggiorno a “cannocchiale" passante il corpo di fabbrica da parte a parte. L’estetica “brutalista” dei materiali di matrice lecorbusiana è organizzata su un impianto strutturale di elementarità Miesana, con un rapporto con la natura e adattamento organico al terreno Wrightiano. La struttura in cemento armato a vista brutalista è l’elemento organizzante ed espressivo dominante, “megastrutturale”, che contiene al suo interno l’irregolarità "casuale" delle tamponature e delle superfici vetrate informalmente distribuite. La palazzina rappresenta il cambio di paradigma nell’architettura di Berarducci e uno dei piu notevoli testimoni di architettura del "brutalismo" a Roma, allo stesso tempo anticipa le recenti tendenze di integrazione del verde nell’architettura e di criteri di risparmio energetico attraverso l’uso del verde, dell’ombreggiamento e della ventilazione naturale degli ambienti attraverso il riscontro d’aria da parte a parte dell’edificio.

 
Direzione Generale RAI Viale Mazzini, Roma

A partire dalla fine degli anni ’60 tutta l'attività progettuale di Francesco Berarducci può leggersi sotto il filo conduttore di una ricerca sperimentata e perseguita attraverso i mezzi specifici del progetto e della sua realizzazione fisica, sostenuta e sistematizzata attraverso il disegno e gli scritti teorici rimasti per lo più inediti che lo accompagnano. Una ricerca incentrata sulla struttura della città e sulla architettura della città, che a partire dalla fine degli anni ‘60 porta avanti con una coerenza ed una unitarietà di intenti che permette di leggere ogni sua realizzazione come frammento incompiuto di un’idea a scala più vasta, quella di una città lineare caratterizzata da un tessuto abitativo compatto ad alta densità e bassa elevazione costruita sull'alveo di un fiume artificiale, memore del Piano Obus per Algeri di Le Corbusier, della riscoperta dell'architettura spontanea di Bernard Rudofsky, e delle idee megastrutturali degli anni ‘70.

L’abitazione per musicisti sul lungomare di Pescara è la più compiuta e radicale realizzazione che fa uso dell’estetica “brutalista" del cemento armato a vista estesa qui all’intero edificio con un impianto strutturale ancora più estremo con campate laterali completamente in aggetto, sospese sopra un piano pilotis e terrazze fortemente aggettanti protese verso il mare. Nella Chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico l'organizzazione “megastrutturale” è interiorizzata è smaterializzata nella maglia tridimensionale cubica che sottende tutta la sua organizzazione planimetrica e spaziale, riempita “casualmente” dando luogo ad una composizione informale non finita o collassata. "Opera aperta" San Valentino è allo stesso tempo razionale struttura cartesiana tridimensionale e scavo archeologico sotto il Viadotto di Nervi, preesistenza all’interno dell’impianto modernista su pilotis del Villaggio Olimpico, definita da Franco Purini "unica e molteplice" (L'Arca n° 68)

Francesco Berarducci ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Inarch 1965 per la Direzione Generale Rai di Viale Mazzini, il Premio Cembureau 1982 per la Residenza per musicisti ed Aditorium sul Lungomare di Pescara, la segnalazione Premio Inarch per la Chiesa di S. Valentino al Villaggio Olimpico, ed i sui progetti sono stati pubblicati sull'Architettura di Bruno Zevi, sull'Industria delle Costruzioni, Moebius, Detail, L’Arca. Francesco Berarducci è citato nelle più importanti storie dell'architettura e i suoi principali lavori sono presenti in tutte le guide dell'architettura moderna e contemporanea di Roma. La chiesa di San Valentino è in copertina nella Guida all'Architettura Moderna di Roma curata da Piero Ostilio Rossi edita da Laterza nelle edizione del 1991.

OpereModifica

  • Direzione Generale della RAI in Viale Mazzini a Roma (con Alessandro Fioroni);
  • Centro di Produzione TV Rai di Via Teulada a Roma;
  • Chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Ostia Lido, (Progetto vincitore del Concorso per le Chiese del Concilio Vaticano II);
  • Villino in Via dei Colli della Farnesina 144, Roma;
  • Piano di Zona Casal dei Pazzi Nomentano (C. Dall'Olio, F. Berarducci, G. Rebecchini, L. Passarelli)
  • Audiorium ed abitazione per musicisti sul Lungomare di Pescara;
  • Chiesa di Santo Stefano protomartire a Quartu Sant'Elena, Cagliari;
  • Chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico, Roma;
  • Complesso residenziale in Via Calalzo, Roma;
  • Ospedale Psichiatrico della Provincia di Roma;
  • Ricostruzione del Comune di Contessa Entellina;
  • Progetto per edificio Ina-Casa, Quartiere Santa Rosa, Lecce;
  • Insediamento residenziale a Rocca di Mezzo;
  • Istituto di Credito delle Casse Rurali e Artigiane ICCREA, Via Torino, Roma;
  • Complesso scolastico a Nettuno;
  • Villa Nicolini in via Paragi a Fregene;
  • Sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina, Roma;
  • Centro elaborazione dati BNL, Via di Brava, Roma
  • Piano di Zona Castel Giubileo, Roma
  • Insediamento residenziale e direzionale Torrino Nord all'EUR.

ScrittiModifica

  • Lo spazio e il design di Arne Jacobsen, Roma 1966
  • Un edificio per la Rai - Roma Viale Mazzini, Venezia, Alfieri, 1967
  • Architettura e città minori. Cinque punti per la progettazione.,Edizioni Kappa, 1979

BibliografiaModifica

  • Piero Ostilio Rossi, Roma, Guida all'architettura moderna. Edizioni Laterza, 1991 ed edizioni successive
  • “Un edificio per la RAI” in Monografie di Architettura III, Edizione Alfieri, 1967;
  • Franco Purini, Unico e molteplice, chiesa del Villaggio Olimpico, in “L'Arca”, n. 68, 1993
  • “Francesco Berarducci architetto”, n. 3 del Bollettino del Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana dell’Università degli studi Roma “La Sapienza”, 1994;
  • Lucio Barbera, Francesco Berarducci architetto, 1994, ISBN 978-88-7448-598-7
  • Sergio Lenci, Francesco Berarducci: testimonianze, In: “Ricerca e Progetto”, n. 3, 1994
  • “Architettura di Francesco Berarducci. Materiali e Linguaggio.”, n.236 di “Edilizia Popolare”, 1994;
  • Giorgio Muratore, Roma: guida all'architettura , 2007, ISBN 8882653293, pag. 30 e 65
  • Sandro Benedetti, L'architettura delle chiese contemporanee: il caso italiano, 2000, pag. 80 e 98
  • Oscar Gagliardi su Casa Vogue, Francesco Berarducci, Interni d'autore, Via Colli della Farnesina Rome, Italy. Aprile 2012

Altri progettiModifica

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