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Francesco Della Ratta

Nobile e condottiero italiano, conte di Caserta e Gran Connestabile del Regno di Napoli
Francesco Della Ratta
Conte di Caserta
Stemma
In carica 1387 –
4 giugno 1399
Predecessore Luigi Antonio Della Ratta
Successore Andrea Matteo Acquaviva
Trattamento Conte
Altri titoli Gran Connestabile del Regno di Napoli
Morte Taranto, 4 giugno 1399
Dinastia Della Ratta
Padre Luigi Antonio Della Ratta
Madre Beatrice Del Balzo
Consorte Agnese Sanseverino
Figli Baldassarre
Antonello
Giacomo
Religione Cattolicesimo

Francesco Della Ratta (... – Taranto, 4 giugno 1399) anche Della Rath o De La Rath, è stato un nobile e condottiero italiano.

Fu conte di Caserta e gran connestabile del Regno di Napoli.

BiografiaModifica

Francesco Della Ratta, (da non confondere con Francesco I Della Ratta (1318-1359), suo parente) è il figlio di Luigi Antonio Della Ratta, conte di Caserta e di Alessano, che aveva sposato Beatrice Del Balzo. Alla morte di Antonio, nel 1382, Francesco gli succedette come conte, continuando la politica antitetica del padre contro Carlo III d'Angiò-Durazzo, preferendo e appoggiando Luigi d'Angiò, nell'ascesa al trono del Regno di Napoli. Fu promesso sposo nel 1365 di Agnese Sanseverino, figlia di Ruggero II Sanseverino conte di Mileto, da cui ricevette una dote di 1500 ducati.

Nobile e militareModifica

Nel mese di ottobre del 1382 prestò giuramento di fedeltà a Luigi d'Angiò che era arrivato nel Regno di Napoli, ospitato a Maddaloni, con vari esponenti della famiglia Sanseverino. Mise in atto diverse azioni militari per conto di d'Angiò, come un ingente saccheggio nei dintorni di Napoli avvenuto nel febbraio 1383. Margherita d'Angiò-Durazzo, vicaria del re Carlo III in sua assenza, decise di approfittare della lontananza del conte Francesco in battaglia in Puglia proprio contro il Re, per assediare Caserta nell'estate del 1384, difesa dal fratello Sandolo della Ratta. La regina colpì poi interi feudi nella Terra di Lavoro, costringendo Francesco a ritornare a Caserta: poco dopo infatti, egli procurò ingenti danni e razzie nei possedimenti dei Durazzo, come nell'abbazia di Montecassino, il cui abate era gran cancelliere della famiglia regnante.

Carlo III d'Angiò-Durazzo, in conflitto con Papa Urbano VI, venne scomunicato nel gennaio 1385, e assediò il pontefice al castello di Nocera. Una delegazione condotta da Raimondo Orsini del Balzo, Della Ratta ed altri conti, accolsero la richiesta di aiuto del Papa, che seppur fino ad allora ostile verso di loro (poiché obbedivano a Clemente VII), promise una cospicua ricompensa, nonché l'interesse comune di sconfiggere Carlo III. Della Ratta, con alcune armate angioine (Luigi d'Angiò era già morto nel settembre 1384), non riuscì a contrastare le forze attorno al castello, in una battaglia del marzo 1385, rimanendo così rifugiato finché non riusci a scappare a Scafati ospitato dal nipote del papa, Francesco Prignano.

Carlo III partì per l'Ungheria, e ricominciarono le azioni militari di suoi nemici, compreso Della Ratta.

L'ascesa di Luigi II d'Angiò e la morteModifica

Il 5 agosto 1386, si accampò a Gugliano, facendo parte dell'esercito guidato da Tommaso IV Sanseverino, che assediò Napoli, consegnandola nelle mani di Louis de Montjoie, vicario del re Luigi II d'Angiò. Venne nominato fra i governatori che amministrarono il Regno in attesa dell'arrivo del re. Nel 1394 venne nominato gran connestabile del Regno.

Morì il 4 giugno 1399 nel castello di Taranto, che difendeva contro gli assalti di Ladislao di Durazzo.

BibliografiaModifica

  • A. Valente, Margherita di Durazzo vicaria di Carlo III e tutrice di re Ladislao, in Archivio storico per le provincie napoletane, vol. XL (1915), p. 471-475; XLI (1916), p. 269, 271 e seg., 291; XLIII (1919), p. 175.
  • Angelo Di Costanzo, Istoria del Regno di Napoli, vol. II, Milano, 1805, p. 62.
  • Alessandro Cutolo, Re Ladislao d'Angiò Durazzo, Napoli, 1969, p. 40, 45, 76 e seg., 85, 93, 116, 191 e seg., 226.
  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle provincie meridionali d'Italia, vol. II, Napoli, 1875, p. 108.
  • Corrado Argegni, Condottieri, capitani, tribuni, vol. I, Milano, 1936, p. 261.
  • Filiberto Campanile, Dell'armi overo insegne dei nobili, Napoli, 1680, p. 71.
  • G. De Blasiis, Cronicon Siculum, Napoli, 1887, p. 47, 53 e seg., 58 e seg.
  • H. V. Saucriand, Aktenstúcke zur Geschichte des Papstes Urban VI, in Historisches Yahrbuch, vol. XIV, 1893, p. 825 e seg.
  • M. Manfredi, I Diurnali del Duca di Monteleone, in Rerum Italicarum scriptores, 2ª edizione, XXI, 5, p. 33 e seg., 43, 45 e seg., 52, 57.
  • Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, Firenze, 1651, p. 280.

Collegamenti esterniModifica