Apri il menu principale
Francesco Emanuele Saverio Gravina Principe di Valgualnera

Vicerè di Sardegna
Durata mandato 24 agosto 1748 –
ottobre 1751
Predecessore Giuseppe Maria del Carretto
Successore Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio
Francesco Emanuele Valguarnera
Nascita1691
Morte1770
Dati militari
Paese servitoKingdom of Savoy.svg Regno di Sardegna
Forza armataKingdom of Savoy.svg Armata Sarda
ArmaCavalleria
GradoGenerale di cavalleria
GuerreGuerra di successione polacca
Guerra di successione austriaca
BattaglieBattaglia di Madonna dell'Olmo
Decorazionivedi qui
dati tratti da Della Sicilia nobile, Volume 1[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Francesco Emanuele Saverio Gravina Principe di Valguarnera (16911770) è stato un politico e militare italiano, che tra il 1748 e il 1751 ricoprì la carica di Vicerè di Sardegna sotto il regno di Carlo Emanuele III di Savoia. Si distinse per la dura lotta al banditismo che infestava l'isola.

BiografiaModifica

Nacque nel 1691 in Sicilia, allora sotto il dominio di Filippo V Re di Sicilia, che perdette il regno ad opera degli Asburgo d'Austria nel 1707 durante il corso della guerra di successione spagnola, all’interno di una nobile famiglia. Con la firma, avvenuta nel 1713, della pace di Utrecht il Regno di Sicilia passò sotto la dominazione dei Savoia. Nel 1714 entrò al servizio del Re Vittorio Amedeo II,[2] arruolandosi come cornetta nella Compagnia delle Guardie Siciliane.[1] Dopo la firma del Trattato dell’Aia che riconsegnò la Sicilia al Regno di Spagna, e la Sardegna a Casa Savoia, rimase in servizio nell’Armata Sarda, e nel 1722 fu promosso luogotenente. Nel 1732 assunse il comando della compagnia delle guardie, succedendo al fratello Saverio, e l’anno successivo fu nominato brigadiere generale. Nel 1735, per i suoi meriti durante la guerra di successione polacca, divenne maresciallo di campo. Nel 1739 partì per la Spagna, nominato ambasciatore presso la corte di Madrid.[2] Ritornò in Patria allo scoppio della guerra di successione austriaca, distinguendosi per il comportamento tenuto durante la battaglia di Madonna dell'Olmo, dove combatté a fianco di Carlo Emanuele III durante l'assalto ai trinceramenti francesi. Promosso generale di cavalleria,[2] il 24 agosto 1748 fu nominato[1] Vicerè di Sardegna[2] in sostituzione del Marchese di Santa Giulia. Continuò l’opera del suo predecessore debellando il banditismo,[N 1] incrementò la popolazione di Carloforte riscattando dal Bey di Tunisi dei tabarchini razziati dai barbareschi, ottenne 4 posti per i sardi nel Collegio delle Province di Torino, e fece costruire a Cagliari il Conservatorio della divina provvidenza destinato ad ospitare le fanciulle povere. In occasione del matrimonio[N 2] del principe ereditario Vittorio Amedeo con l'Infanta di Spagna Maria Antonia Ferdinanda scrisse al sovrano perché nominasse qualche cavaliere sardo come gentiluomo di camera. Il sovrano a dimostrazione della fiducia che nutriva in lui gli mandò quattro regi viglietti di nomina in bianco perché potesse scegliere le persone a suo piacere. Il 23 maggio 1750[3] fu nominato Cavaliere dell'Ordine della Santissima Annunziata,[2] e dopo il suo ritorno nella Capitale alla scadenza del mandato vicereale, fu promosso Gran Ciambellano,[1] incarico che ricoprì sino alla data della sua morte, avvenuta nel 1770.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Furono oltre trecento i banditi catturati, soprattutto in Gallura, e processati possibilmente in giornata.
  2. ^ In quella grandiosa occasione una festa trasformando il salone del palazzo reale in un teatro dove si rappresentava l’opera in musica "Giunone placata" (composta da Johann Joseph Fux fu rappresentata per la prima volta alla Festa teatrale di Vienna nel 1725).

FontiModifica

  1. ^ a b c d Villabianca 1754, p.6.
  2. ^ a b c d e Candida Gonzaga 1875, p.193.
  3. ^ Villabianca 1754, p.270.

BibliografiaModifica

  • Antonio Asunis, Elmas paese di Sardegna, Edizioni Logus Mondi interattivi, 2014, ISBN 8-89806-245-1.
  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle Famiglie Nobili delle Provincie meridionali d'Italia, Napoli, Stabilimento Tipografico del Cav, De Angelis e figlio, 1875.
  • Francesco Maria Emanuele e Gaetani marchese di Villabianca, Carlo Crispo Moncada e Antonino Mango di Casalgerardo, Della Sicilia nobile, Volume 1, Palermo, Stamperia de Santi Apostoli, 1754.
  • Carlo Denina, Istoria della Italia occidentale di Tomo 4, Torino, Gaetano Balbino Libraio, 1809.
  • Giuseppe Manno, Storia di Sardegna - Volume 2, Milano, Placido Maria Visaj Libraio, 1835.