Francesco I d'Orléans-Longueville

capostipite degli Orléans-Longueville

Francesco I d'Orléans-Longueville (14471491), capostipite degli Orléans-Longueville, ramo collaterale dei Valois, fu pari di Francia, conte di Dunois, conte di Longueville, conte di Tancarville, barone di Varenguebec, visconte di Melun, signore di Parthenay, Beaugency, Château-Renault, governatore del Delfinato e della Normandia, connestabile e ciambellano di Normandia e per breve tempo gran ciambellano di Francia.

Arme di Francesco I d'Orléans-Longueville: d'Orléans (tre fiori di giglio d'oro in campo azzurro sormontati da lambello d'argento) con banda bianca.

BiografiaModifica

Figlio maggiore del celebre Jean de Dunois, noto come "Bastardo d'Orleans", fu padre del primo duca di Longueville. Gran ciambellano di Francia, cedette l'incarico in cambio di quello di ciambellano di Normandia (ufficio legato al titolo di conte di Tancarville) e connestabile di Normandia (collegato al titolo di barone di Varenguebec).

AraldicaModifica

L'arme araldica di Francesco I deriva da quella del padre, il Bastardo d'Orléans, differendone però in quanto, come riportato da Robert Garnier, la sbarra broccante sul tutto (segno di bastardaggine) fu trasformata in banda, con orientamento diagonale inverso. Di fatto, era così cancellato almeno esteriormente il segno di illegittimità dalla casata[1].

Matrimonio e progenieModifica

Francesco I sposò il 2 luglio 1466 Agnese di Savoia (1445-1509), figlia del duca Ludovico di Savoia e della principessa Anna di Cipro, da cui ebbe:

  • Francesco II, conte di Dunois e Longueville, quest'ultimo titolo comitale poi elevato al rango di ducato, divenendo così il primo duca di Longueville, che ebbe due figli morti entrambi giovanissimi.
  • Luigi, conte di Montgommery, principe di Châlet-Aillon, viscomte d'Abberville, poi duca di Longueville, successore del fratello.
  • Jean d'Orléans-Longueville, arcivescovo di Tolosa e cardinale.

NoteModifica

  1. ^ Robert Garnier, Dunois le bâtard d'Orléans, Paris, Éditions F. Lanore, 1999, ISBN 2-85157-174-5