Francesco Maria de' Medici

cardinale italiano
Francesco Maria de' Medici
cardinale di Santa Romana Chiesa
Francesco Maria de' Medici.jpg
Ritratto del cardinale de' Medici di Justus Sustermans nel 1678, Galleria nazionale di Parma
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Maior ad occasum
 
Incarichi ricoperti
 
Nato12 novembre 1660 a Firenze
Ordinato presbitero24 aprile 1703
Creato cardinale2 settembre 1686 da papa Innocenzo XI (dimessosi spontaneamente il 19 giugno 1709)
Deceduto3 febbraio 1711 (50 anni) a Lappeggi
 

Francesco Maria de' Medici (Firenze, 12 novembre 1660Lappeggi, 3 febbraio 1711) è stato un cardinale italiano, Governatore di Siena e duca ereditario Della Rovere e di Montefeltro.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

 
Dettaglio dal Trionfo dei Medici di Luca Giordano (Palazzo Medici-Riccardi), con il ritratto del cardinale Francesco Maria.

Era il figlio secondogenito del granduca Ferdinando II e di Vittoria Della Rovere. Nacque a ben diciotto anni di distanza dal figlio primogenito della coppia, il futuro Granduca Cosimo III, periodo in cui pare la coppia granducale si fosse separata dopo che la granduchessa aveva scoperto il marito in atteggiamenti intimi con un paggio di corte.

Governatore di Siene e cardinalatoModifica

Francesco Maria fu destinato in un primo tempo alla carica di governatore di Siena (1683), carica che tenne fino alla morte, e nel 1686 fu nominato cardinale e fino alla nomina del cardinale Pietro Ottoboni, effettuata da Alessandro VIII, è stato il porporato italiano più giovane. Ha esercitando una grossa influenza nei conclavi del 1689 e del 1700. Nonostante i suoi maneggi per ottenere sempre nuove onorificenze e prebende (fu abate commendatario di San Galgano - nonché principe protettore dell'antichissima confraternita dedicata al santo cavaliere-eremita -, di Santo Stefano a Carrara, di Marchiennes e di Saint Amand), Francesco Maria non visse a Roma ma nella Villa di Lappeggi, che fece ristrutturare a sue spese e che divenne sede di una sua personalissima corte, famosa in tutta la Toscana per i festini e le orge che si svolgevano.

Matrimonio dinasticoModifica

Nel 1709 Francesco Maria, ormai in pessime condizioni fisiche a causa degli eccessi di tutti i tipi a cui si era dedicato, fu coinvolto in un tragicomico piano del fratello per salvare la discendenza della casata: ottenuta la dispensa papale dall'abito cardinalizio, Francesco Maria dovette sposare suo malgrado la giovanissima principessa Eleonora Luisa Gonzaga (16861742), figlia di Vincenzo Gonzaga, duca di Guastalla. Il tentativo fallì sia per l'iniziale resistenza della principessa a consumare il matrimonio, vinta poi con lusinghe e minacce, che per le pessime condizioni di salute dello sposo, che ne mettevano in dubbio la capacità di procreare.

Morte e sepolturaModifica

L'episodio finì per accasciare talmente Francesco Maria che, in breve, si spense nel 1711.

Nel 1857, durante una prima ricognizione delle salme dei Medici, così venne ritrovato il suo corpo:

«[…] ridotto in ossa e ravvolto in un lenzuolo di seta nera […] coperto di putridi cenci dello stesso colore, ma così imporrati da non poterne distinguere la foggia delle vesti; alle scarpe aveva le fibbie d’oro. Dappresso ai piedi posava un tubo dentro al quale non più stava la iscrizione che avrebbe dovuto trovarvisi […] fu pure riposto un grosso involto di trine trovate dappresso a quelle ossa, ma erano così lacere che al solo toccarle diventavano polvere: le quali fu giudicato essere abiti ecclesiastici appartenuti al defunto, mentre era rivestito della dignità cardinalizia, seppur non facevano parte del ferraiolo trinato, che secondo la cronaca del Settimanni venne riposto col corpo […][1]»

AscendenzaModifica

TeatroModifica

NoteModifica

  1. ^ Sommi Picenardi G., Esumazione e ricognizione delle Ceneri dei Principi Medicei fatta nell'anno 1857. Processo verbale e note, Archivio Storico Italiano Serie V, Tomo I-II, M. Cellini & c., Firenze 1888 in D. Lippi, Illacrimate Sepolture - Curiosità e ricerca scientifica nella storia della riesumazione dei Medici, Firenze, 2006 online.

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Controllo di autoritàVIAF (EN42922983 · ISNI (EN0000 0000 1650 9777 · GND (DE129630403 · CERL cnp00617485 · WorldCat Identities (ENviaf-42922983