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Francesco Musotto (1889-1961)

politico italiano (1889-1961)
Francesco Musotto
Musotto francesco.jpg

Alto Commissario per la Sicilia
Durata mandato 13 marzo 1944 –
22 luglio 1944
Predecessore -
Successore Salvatore Aldisio

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII
Gruppo
parlamentare
Partito Nazionale Fascista, Misto
Coalizione Listone fascista
Circoscrizione Sicilia
Collegio Palermo

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
Collegio Palermo
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature II, III
Gruppo
parlamentare
PSI
Circoscrizione Sicilia
Collegio Palermo
Incarichi parlamentari
  • Componente della III COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
  • Componente della COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DELLE PROPOSTE DI LEGGE COSTITUZIONALI ALDISIO E LI CAUSI NN.2406 E 2810 CONCERNENTI L'ALTA CORTE PER LA REGIONE SICILIANA E LA CORTE COSTITUZIONALE
  • Componente della IV COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
  • Componente della COMMISSIONE SPECIALE PER L'ESAME DELLA PROPOSTA DI LEGGE LUCIFREDI ED ALTRI N.195: "NORME GENERALI SULL'AZIONE AMMINISTRATIVA"
  • Componente della COMMISSIONE CONSULTIVA PER IL PARERE AL GOVERNO SULLE NORME RELATIVE ALLE CIRCOSCRIZIONI TERRITORIALI E ALLE PIANTE ORGANICHE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Francesco Musotto (Pollina, 13 marzo 1889Pollina, 4 agosto 1961) è stato un politico italiano.

BiografiaModifica

Magistrato, deputato del Regno d'Italia eletto nel 1924 alla Camera nel listone fascista, ma fu espulso dal PNF pochi mesi dopo. Allora assunse posizioni antifasciste, passando all'opposizione, ma non aderì alla Secessione dell'Aventino, lasciando la politica dopo il 1929, esercitando l'avvocatura.

Fu scelto alla fine del 1943 dagli Alleati, per reggere la Prefettura di Palermo. Nel marzo 1944 fu indicato dal Regno del Sud per guidare l'Alto Commissariato per la Sicilia, per un certo filoseparatismo cui era favorevole, ma non tale da farlo apprezzare in seguito da Andrea Finocchiaro Aprile, venne sostituito da Salvatore Aldisio pochi mesi dopo.

Nel 1946 viene eletto alla Costituente con i socialisti[1], ma nel 1948 non è eletto alla Camera con il Blocco del Popolo, ma torna a Montecitorio nel 1953 e venne riconfermato nel 1958 con il PSI fino alla morte nel 1961.

Il figlio Giovanni, giurista, fu deputato del PSI nel 1968, mentre l'altro figlio, Alfredo, comandante del sommergibile Caracciolo al largo di Tobrouk nel dicembre 1941, fu insignito con la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria per avere messo in salvo il suo equipaggio prima di affondare con il sommergibile. L'omonimo nipote è stato deputato all'Assemblea regionale siciliana e presidente della provincia di Palermo.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica