Francesco Saverio Romano

politico italiano
Francesco Saverio Romano
Francesco Saverio Romano daticamera 2008.jpg

Vicepresidente di Noi con l'Italia
In carica
Inizio mandato 8 luglio 2021
Presidente Maurizio Lupi
Predecessore Carica creata

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Durata mandato 23 marzo 2011 –
16 novembre 2011
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Giancarlo Galan
Successore Mario Catania

Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Cotitolare Alberto Brambilla
Maurizio Sacconi
Grazia Sestini
Pasquale Viespoli
Roberto Rosso
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Paolo Guerrini
Raffaele Morese
Ornella Piloni
Successore Antonio Montagnino
Rosa Rinaldi

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
22 marzo 2018
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV-XV: Unione di Centro
XVI:
- Unione di Centro
(fino al 28/09/2010)
- Misto (dal 28/09/2010 al 21/10/2010)
- Misto/Noi Sud Libertà e Autonomia-PID (dal 21/10/2010 al 20/01/2011)
- Popolo e Territorio
(dal 20/01/2011)
XVII:
- Forza Italia (fino al 23/09/2015)
- Misto/ALA-MAIE (dal 23/09/2015 al 13/10/2016)
- Noi con l'Italia-Scelta Civica per l'Italia-MAIE (dal 13/10/2016)
Coalizione Casa delle Libertà (XIV, XV)
Centro-destra 2013 (XVII)
Circoscrizione Sicilia 1
Collegio XIV: Bagheria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Cantiere Popolare (dal 2012)
Noi con l'Italia (dal 2021)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
CDU (1994-2002)
UDC (2002-2010)
PID (2010-2012)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Palermo
Professione Avvocato

Francesco Saverio Romano detto Saverio (Palermo, 24 dicembre 1964) è un politico italiano, vicepresidente di Noi con l'Italia dall'8 luglio 2021.

È stato deputato alla Camera dal 30 maggio 2001 al 22 marzo 2018, dove ha ricoperto gli incarichi di sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006 nel terzo governo Berlusconi, e di ministro delle politiche agricole alimentari e forestali dal 23 marzo al 16 novembre 2011 nel quarto governo Berlusconi.[1][2]

BiografiaModifica

Sposato con Stefania, padre di tre figli: Antonio, Giorgio e Chiara, nel 1988 si laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Palermo, con una tesi dal titolo "Spunti di riflessione su progetto preliminare del nuovo codice di procedura penale".[3]

Nel 1992 si abilita alla professione forense e si iscrive all'Albo degli avvocati e dei procuratori legali di Palermo.

Nel 2018 si iscrive all'Albo Speciale degli Avvocati Cassazionisti.

Carriera politica regionaleModifica

Romano inizia la sua carriera politica da giovanissimo all'interno dell'Università di Palermo, ricoprendo dal 1985 al 1987 la carica di Consigliere di Amministrazione dell'Opera Universitaria come rappresentante degli studenti.

Fin dai suoi primi passi in politica, aderisce alla Democrazia Cristiana, diviene segretario regionale del movimento giovanile.[3][4][5]

Nel 1990 viene eletto al Consiglio della Provincia Regionale di Palermo, per poi ricoprire dal 1993 al 1994 la carica di assessore alla viabilità[5] e contemporaneamente diviene capogruppo della DC. Nel maggio del 1994 si candida e viene eletto nelle file PPI nel collegio elettorale di Bagheria, per il rinnovo del consiglio Provinciale di Palermo. Il 3 novembre del 1994 si dimette da Consigliere Provinciale per dedicarsi alla professione di avvocato.

Nel 1997 viene designato dalla giunta regionale della Sicilia di centro-destra quale presidente dell'Istituto regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC), carica che ricopre fino al 2001.[5]

Deputato CCD e UDCModifica

Nel 2001 viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nella XIV Legislatura, in virtù di una candidatura nel collegio uninominale di Bagheria con la Casa delle Libertà e si iscrive al gruppo CCD-CDU. Durante il mandato parlamentare è stato componente delle Commissioni Giustizia, Bilancio, Finanze, Cultura, Trasporti e Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti. Aderisce all'UDC.

Il 9 novembre 2002 nel corso della discussione della legge finanziaria 2002 Romano redige un emendamento che, approvato, consente alla Regione Siciliana di incamerare le tasse versate dalle aziende che, non avendo sede legale nella Regione, hanno stabilimenti nel suo territorio[6].

Sottosegretario al Lavoro e politiche socialiModifica

In seguito alla nascita del terzo governo Berlusconi nel 2005, è stato nominato Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, su indicazione del il suo partito.

Confermato nel 2006 alla Camera nella XV Legislatura a seguito della candidatura nella lista dell'UDC per la circoscrizione Sicilia 1, ha ricoperto il ruolo di segretario della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa e di componente della Commissione Giustizia e della Delegazione parlamentare presso l'Assemblea dell'Europa occidentale.

Segretario regionale UdC in SiciliaModifica

Nel luglio 2006 è nominato segretario dal Comitato Regionale[5], per poi essere eletto il 4 marzo 2007, per acclamazione, Segretario Regionale dell'UDC in Sicilia[7].

Nel dicembre 2007 viene incaricato dal segretario nazionale UDC Lorenzo Cesa a dirigere il dipartimento organizzativo, incarico che mantenne fino alla fuoriuscita dal partito stesso, nel settembre del 2010.

Nell'aprile del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati con l'Unione di Centro, dove dal 13 maggio 2008 è componente della VI Commissione (Finanze).

Alle elezioni europee del 6-7 giugno 2009 viene candidato come capolista dell'UdC nella circoscrizione Italia Insulare. Tra Sicilia e Sardegna ha raccolto 110.403 voti di preferenza[8], risultando il più votato dell'UDC in tutta Italia e venendo eletto, ma decide di mantenere il seggio alla camera, lasciando lo scranno di Bruxelles ad Antonello Antinoro.

A luglio 2009 è stato nominato commissario dell'UdC nella provincia di Catania dal segretario nazionale Lorenzo Cesa.[9]

Sostegno al quarto governo BerlusconiModifica

A settembre 2010, a seguito della nascita della quarta giunta regionale della Sicilia presieduta da Raffaele Lombardo[10], che vede una spaccatura interna all'UdC sul suo rientro in giunta con il Partito Democratico e Futuro e Libertà per l'Italia[11], durante una conferenza stampa a Montecitorio Romano si dimette da segretario regionale siciliano dell'UdC, in forte polemica con il proprio partito e Pier Ferdinando Casini, e fa prospettare la sua uscita dall'UdC.[12]

Di conseguenza, nel Parlamento nazionale, il 28 settembre 2010, insieme ai deputati meridionali Calogero Mannino, Michele Pisacane, Giuseppe Drago e Giuseppe Ruvolo aderisce al Gruppo misto, fondando con loro la componente I Popolari di Italia Domani (PID)[13].

I cinque deputati si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centro-destra di Silvio Berlusconi; come primo atto votano favorevolmente il voto di fiducia al governo[14].

Ministro delle politiche agricoleModifica

Il 23 marzo 2011 viene nominato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nel governo Berlusconi IV, giurando nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, determinando l'appoggio interno di Iniziativa Responsabile al governo, rimanendo in carica fino alla fine dell'esecutivo il 16 novembre 2011.

Deputato PdL/Forza ItaliaModifica

Alle elezioni politiche del 2013, grazie a un accordo con Il Popolo della Libertà, viene candidato ed eletto alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Sicilia 1, come esponente del Cantiere Popolare all'interno delle liste del PdL.

Alla Camera si iscrive, così come anche il senatore Ruvolo al Senato, al gruppo parlamentare del PdL; Il 16 novembre di quell'anno, con la sospensione delle attività del partito, prosegue la sua attività in Forza Italia[15] e il 24 marzo 2014 ne diventa membro del Comitato di Presidenza.

Il 4 maggio 2015 Romano decide di non seguire l'indicazione di Forza Italia di uscire dall'aula in occasione dell'approvazione dell'Italicum, ma di rimanere seduto al proprio seggio e votare contro la nuova proposta di legge elettorale.[16]

Passaggio ad ALA e sostegno al governo RenziModifica

A fine luglio 2015 abbandona il gruppo di Forza Italia e aderisce ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) di Denis Verdini, che mira, oltre alla prosecuzione del cosiddetto "Patto del Nazareno", a raccogliere tutti quei parlamentari che vogliono abbandonare Forza Italia per entrare nella maggioranza parlamentare a sostegno del governo Renzi.

Per tale motivo il 23 settembre 2015 abbandona il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, per passare, assieme ad altri sette deputati ex FI che hanno aderito ad ALA (Ignazio Abrignani, Massimo Parisi, Luca D'Alessandro, Giuseppe Galati, Giovanni Mottola, Monica Faenzi, Giorgio Lainati) al Gruppo misto; il giorno successivo costituisce con gli altri sei deputati di ALA la componente interna al gruppo misto "Alleanza Liberalpopolare Autonomie (ALA) - Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE)".

Il 13 ottobre 2016, infine, assieme agli altri sette deputati di ALA, abbandona il Gruppo misto per aderire al nuovo gruppo parlamentare di maggioranza "Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE", nato dall'unione di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Scelta Civica di Enrico Zanetti e il MAIE.

Dal 14 novembre 2016 sino alla fine della legislatura è stato Presidente del gruppo parlamentare "Noi con L'Italia-Scelta Civica per l'Italia-MAIE".[17]

Elezioni regionali in Sicilia e ritorno nel centro-destraModifica

In occasione delle elezioni regionali in Sicilia del 2017, presenta la lista "Popolari e Autonomisti" che federa, oltre a Cantiere Popolare, anche il Movimento per le Autonomie e "Idea Sicilia" di Roberto Lagalla ottenendo il 7,09% con 6 suoi deputati eletti: la lista risulterà infatti determinante per l'elezione a Presidente di Nello Musumeci.[18]

A dicembre dello stesso anno Saverio Romano, insieme ad altri sei parlamentari tra cui i catanesi Giuseppe Compagnone e Antonio Scavone di MpA, lascia ALA preannunciando il ritorno nel centro-destra in vista delle politiche di marzo.[19][20] Il 19 dicembre insieme a Raffaele Fitto (Direzione Italia), Enrico Costa e Maurizio Lupi (ex Alternativa Popolare), Enrico Zanetti (Scelta Civica) e Flavio Tosi (Fare!), dà vita a Noi con l'Italia e ne diventa vice presidente.[21]

Vicepresidente di Noi con l'ItaliaModifica

Alle politiche del 2018 è ricandidato alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Monreale per la coalizione di centro-destra, in rappresentanza di Noi con l'Italia, ma non viene più eletto in quanto sconfitto dal candidato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Chiazzese.[22]

Si candida allora nella lista di Forza Italia alle elezioni europee del 2019 per la circoscrizione Italia insulare: con 73 291 voti si piazza dietro a Silvio Berlusconi e Giuseppe Milazzo risultando primo dei non eletti.[23]

L'8 luglio 2021 si tiene a Roma la prima assemblea nazionale di Noi con l'Italia, nel Teatro Quirino, lista elettorale che nel frattempo si è strutturata come partito guidato da Maurizio Lupi, con Saverio Romano che viene eletto vicepresidente.[24]

Procedimenti giudiziariModifica

Concorso esterno (assoluzione)Modifica

Saverio Romano, nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione[25]. Il 1º aprile 2005 il GIP ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura[26] con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l'indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella che saranno così giudicate "...deve immediatamente osservarsi che le dichiarazioni di Campanella sono intaccate, per quel che specificamente attiene alla posizione di Romano, da non superabili rilievi critici sia in punto di credibilità personale, sia in punto di attendibilità intrinseca, sia in punto di attendibilità estrinseca..." (estratto della sentenza nei confronti di Romano).

Dal 2005 Angelo Siino accusa Romano, a più riprese, in periodi diversi e con dichiarazioni non sempre concordanti; in merito a un incontro tra lo stesso Siino, Romano e Cuffaro, per chiedere il sostegno elettorale, in occasione delle elezioni regionali siciliane del 1991, al suddetto Boss Angelo Siino soprannominato il ministro dei Lavori pubblici di Cosa Nostra.

In merito all'incontro di Saverio Romano con Siino, si legge nella sentenza di Romano: "...deve rilevarsi che le dichiarazioni di Angelo Siino, per quel che specificamente attiene alla posizione di Romano, non sono esenti da censure né in punto di credibilità personale, né in punto di attendibilità intrinseca. Esse inoltre difettano di sufficienti riscontri." Inoltre "...Ma quel che qui più rileva è che Siino attribuisce proprio a Romano la responsabilità delle azioni esecutive poste in essere in suo pregiudizio, senza dissimulare, peraltro, nemmeno una certa acredine nei confronti dell'accusato, pur sapendo ormai che svolgeva la professione di avvocato, oltre a sedere da due anni in Parlamento... ...Tale rilievo incide evidentemente sulla credibilità personale di Angelo SIINO ed induce ad accostarsi con cautela alle dichiarazioni che il collaboratore rende sul conto dell'odierno imputato (Romano)".

Nel luglio 2011 il Giudice per le indagini preliminari chiede l'imputazione coatta di Romano[27] e conseguentemente la Procura di Palermo ne chiede il rinvio a giudizio.

Nel settembre 2011 anche il pentito Stefano Lo Verso accusa, con delle dichiarazioni vaghe e indefinite "...si segnalano per un notevole tasso di genericità ed indeterminatezza... " (estr. sentenza Romano).

Nel luglio 2012 la Procura di Palermo, dopo otto anni d'indagine e due richieste di archiviazione, modificando le precedenti conclusioni[senza fonte], chiede la condanna di Romano a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

Il 17 luglio 2012 il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Palermo, al termine del processo svoltosi con rito abbreviato, assolve l'ex ministro Romano dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa "perché il fatto non sussiste" applicando il secondo comma art. 530 c.p.p. (assoluzione poiché la prova manca, è incerta o contraddittoria)[28]. Il 10 aprile seguente la sentenza di assoluzione emessa dal GUP a luglio dell'anno precedente è passata in giudicato, poiché né la Procura della Repubblica, né la Procura Generale presso la Corte di Appello hanno proposto alcuna impugnazione[29].

Inchiesta per corruzione (archiviazione)Modifica

Nel 2009, il testimone di giustizia, dichiarante di mafia, Massimo Ciancimino (figlio dell'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino) lo accusa di avergli pagato tangenti per 100 000 euro per questo è iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa nostra assieme ai politici dell'UDC Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del PdL Carlo Vizzini[5][30][31][32]. L'accusa della direzione distrettuale antimafia è fondata su delle intercettazioni tra Romano e l'avvocato Gianni Lapis, prestanome della famiglia Ciancimino[33] e su un promemoria di Giovanni Lapis che era stato consegnato a Massimo Ciancimino per prelevare da un conto in Svizzera un milione e 300 000 euro. Accanto a quella somma Lapis aveva scritto: «Personale, 1,3 milioni di euro (per me, Carlo, Romano, dipendenti)».

Successivamente, l'avvocato Lapis sotto interrogatorio rivela che: "Romano" era Romano Tronci (ex dipendente delle cooperative rosse processato per mafia e mediatore degli affari di Lapis e Ciancimino nei paesi dell'Est, ndr) al quale dovevo consegnare a titolo di prestito una somma di 25 000 euro.[34]

Nell'ottobre 2011 il giudice per le indagini preliminari di Palermo chiede alla Camera dei deputati di poter utilizzare delle intercettazioni telefoniche, nelle quali si evincerebbe che Romano fosse stato componente di un «comitato d'affari» impegnato a tutelare gli interessi del gruppo Gas, facente riferimento a Massimo Ciancimino e al tributarista Gianni Lapis, prestanome dei Ciancimino[35][36].

Il 14 dicembre 2011 La Giunta per le Autorizzazioni a procedere respinge la relazione Cassinelli (PdL) per negare l'uso delle intercettazioni nel processo a Palermo che vede indagato Romano per corruzione[37]. La relazione è stata respinta con 8 si (PdL e il radicale del PD Maurizio Turco) 9 no (PD, IdV, FLI e anche la Lega Nord), 2 astenuti (UdC) e 2 assenti (PT e PRI del Gruppo misto). Il nuovo relatore è il Segretario e capogruppo del PD in Giunta Marilena Samperi.

Nel gennaio del 2013 la Procura di Palermo chiede l'archiviazione nei confronti di Romano e altri dall'accusa di corruzione aggravata[38].

Il 29 luglio 2014 il giudice per le indagini preliminari Piergiorgio Morosini ha archiviato, su richiesta della stessa Procura, la posizione dell'ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano nell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate a tre politici siciliani dalla società “Gasdotti azienda siciliana”, di cui fu socio occulto don Vito Ciancimino[39].

Inchiesta per rivelazione di segreto d'ufficio (archiviazione)Modifica

Nel gennaio 2019 viene indagato con l'accusa di rivelazione del segreto d'ufficio riguardo al presunto «sistema» di compravendita di sentenze nel Consiglio di Stato[40].

Il 25 giugno 2019 il Giudice per le Indagini Preliminari Daniela Caramico D'Auria ha archiviato, su richiesta dello stesso Pubblico Ministero, la posizione dell'ex Ministro delle politiche agricole Saverio Romano nell'inchiesta sul presunto «sistema» di compravendita di sentenze nel Consiglio di Stato.[41]

Inchiesta per truffa di mascherine COVID-19Modifica

A marzo 2021 viene indagato dalla Procura di Roma per traffico di influenze illecite, nell'ambito della più ampia indagine per la fornitura di mascherine e camici, ricevuta dalla società oggetto dell'inchiesta "un bonifico di 58 784 euro segnalato come operazione sospetta dalla polizia tributaria, in quanto privo di causale".[42]

Con una nota Romano replica cosi: “Sono consulente della European network dal marzo 2020 con regolare contratto, per mezzo del quale ho svolto regolare attività professionale. La fattura citata dagli organi di stampa è del maggio 2020 e ha in sé sia la causale dell'attività medesima sia il riferimento al contratto di consulenza. Ho già esibito alla Guardia di finanza, che indaga sui fatti documentati, i necessari e dovuti riscontri. Risulta anche il nome di mia moglie dall'evidenza bancaria poiché il nostro conto corrente è cointestato”.[43]

NoteModifica

  1. ^ Romano ministro dell'Agricoltura via libera con riserve da Napolitano, in la Repubblica, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  2. ^ XVII Legislatura - XVII Legislatura - Deputati e Organi - Scheda deputato - ROMANO Francesco Saverio, su camera.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  3. ^ a b Chi sono | Saverio Romano, su saverioromano.it. URL consultato il 26 ottobre 2021.
  4. ^ Marco Damilano, Se questo è un ministro, in L'Espresso, 10 febbraio 2011. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  5. ^ a b c d e Emanuele Lauria, L'erede di Mannino e Cuffaro indagato per mafia e corruzione, in la Repubblica, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  6. ^ Dalla tassa alle aziende 500 milioni all'anno, in La Repubblica, 10 novembre 2002, p. 3 sezione: PALERMO. URL consultato l'8 novembre 2009.
  7. ^ 2º Congresso Regionale dell'UDC della Sicilia, in Radio Radicale. URL consultato l'8 novembre 2009.
  8. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009 [collegamento interrotto], in Ministero dell'Interno. URL consultato il 14 luglio 2009.
  9. ^ Romano Commissario UDC della Provincia di Catania [collegamento interrotto], in Sicilia on Line. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  10. ^ Massimo Lorello, Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani, in La Repubblica, 21 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  11. ^ Patto con Lombardo, il Pd prende tempo, in La Repubblica, 20 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  12. ^ Saverio Romano si dimette da segretario dell'Udc, in La Repubblica, 22 settembre 2010. URL consultato il 23 settembre 2010.
  13. ^ Romano: "Nasce Popolari per l'Italia di domani", in Giornale di Sicilia, 28 settembre 2010. URL consultato il 1º ottobre 2010.
  14. ^ Berlusconi ottiene la fiducia grazie ai voti di Mpa e Fli [collegamento interrotto], in lineasicilia.it, 29 settembre 2010. URL consultato il 1º ottobre 2010.
  15. ^ XVII Legislatura - XVII Legislatura - Deputati e Organi Parlamentari - Composizione gruppi Parlamentari, su camera.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  16. ^ Italicum, chi ha votato e chi no, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  17. ^ Politica, Saverio Romano eletto capogruppo di Ala-Sc alla Camera dei deputati | BlogSicilia - Quotidiano di cronaca, politica e costume, in BlogSicilia - Quotidiano di cronaca, politica e costume, 14 novembre 2016. URL consultato l'11 giugno 2017.
  18. ^ Popolari e autonomisti quarta forza Sei gli eletti all'Ars per i centristi, in Live Sicilia. URL consultato l'8 novembre 2017 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2017).
  19. ^ Romano dice addio a Verdini "Spero in Berlusconi premier", su livesicilia.it. URL consultato il 14 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2017).
  20. ^ Cinque deputati e due senatori, tra i quali l'ex ministro Saverio Romano, hanno lasciato il gruppo parlamentare di ALA, su Il Post, 3 dicembre 2017. URL consultato il 13 marzo 2022.
  21. ^ Centrodestra, Noi con l'Italia senza Quagliariello e Udc, su Affaritaliani.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  22. ^ CAMERA – COLLEGI UNINOMINALI*
  23. ^ Speciale Elezioni Ue: liste, candidati ed eletti in Italia - repubblica, su elezioni.repubblica.it. URL consultato il 28 maggio 2019.
  24. ^ Cantiere popolare 'sposa' Noi con l'Italia, Romano: progetto inclusivo, su Live Sicilia, 8 luglio 2021. URL consultato il 6 settembre 2021.
  25. ^ Enzo Mignosi, Cuffaro accusato anche di corruzione. Il nuovo reato contestato anche al deputato dell'Udc Saverio Romano, per una presunta tangente da un imprenditore, in Corriere della Sera, 28 giugno 2003, p. 15. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2015).
  26. ^ Alessandra Ziniti, Cuffaro, niente 'concorso esterno' il giudice ha archiviato l'inchiesta, in La Repubblica, 02 aprile 2005, p. 4 sezione: Palermo. URL consultato l'8 novembre 2009.
  27. ^ Mafia, il gip chiede l'imputazione coatta del ministro Romano, in Corriere della Sera, 8 luglio 2011. URL consultato il 17 luglio 2011.
  28. ^ Assolto l'ex ministro Saverio Romano era imputato di concorso esterno, in la Repubblica, 17 luglio 2012. URL consultato il 17 luglio 2012.
  29. ^ Saverio Romano è innocente La sentenza passa in giudicato, in livesicilia.it, 10 aprile 2013. URL consultato il 10 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  30. ^ Alessandra Ziniti, Così Vizzini riciclava il mio denaro, in La Repubblica, 14 marzo 2009, p. 11. URL consultato l'8 novembre 2009.
  31. ^ Alessandra Ziniti, Indagini sul tesoro di Ciancimino. Vizzini si dimette dall'Antimafia, in La Repubblica, 11 giugno 2009. URL consultato l'8 novembre 2009.
  32. ^ L'accusa di Ciancimino jr a Vizzini e Romano, in liveSicilia.it, 14 marzo 2009. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2009).
  33. ^ Salvo Palazzolo, I magistrati sulle tracce di Romano "Chiederemo di usare le intercettazioni", in la Repubblica, 25 marzo 2011. URL consultato il 25 marzo 2011.
  34. ^ Lapis: 'Così pagai Cuffaro e Romano' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 12 ottobre 2019.
  35. ^ Nino Amadore, Romano in un comitato al servizio dei boss, in Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2011. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  36. ^ Manda il fax, cambio l'emendamento, in Corriere della Sera, 15 ottobre 2011. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  37. ^ Giunta, sì a uso intercettazioni per Saverio Romano: l'Udc si astiene, in Corriere del Mezzogiorno, 14 dicembre 2011. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  38. ^ Tangenti, chiesta archiviazione per Vizzini e Romano, in Giornale di Sicilia, 7 gennaio 2013. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  39. ^ Tangenti dalla società Gas, archiviazione per i politici, in la Repubblica, 29 luglio 2014. URL consultato il 29 luglio 2014.
  40. ^ Sistema Siracusa, il filone romano si allarga a macchia d’olio: ecco i 31 indagati, su siracusanews.it.
  41. ^ Citazione sentenza di archiviazione del Giudice per le Indagini Preliminari
  42. ^ La truffa delle forniture anti-Covid, guanti taroccati venduti alla Regione Sicilia. Indagato l'ex ministro Romano, su la Repubblica, 4 marzo 2021. URL consultato il 13 marzo 2022.
  43. ^ Inchiesta su camici e mascherine, indagato anche l'ex ministro Saverio Romano, su BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia, 3 marzo 2021. URL consultato il 6 marzo 2021.

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