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Francesco Vettori (Firenze, 1474Firenze, 1539) fu ambasciatore della Repubblica fiorentina presso la corte pontificia di papa Leone X.

Stemma della famiglia Vettori

Indice

BiografiaModifica

Proveniente da una famiglia della nobiltà fiorentina, fu amico e consigliere di papa Clemente VII, per cui scrisse "I cinque pareri sul modo di governare Firenze". Fu inviato da Massimiliano al Congresso di Costanza nel 1507. Ebbe diversi incarichi di governo da parte della Famiglia dei Medici. Fu amico di Niccolò Machiavelli, che gli scrisse una famosa lettera datata 10 dicembre 1513 in cui descrive la sua giornata nell'esilio dell'Albergaccio, contrapponendo le futili occupazioni del mattino e del pomeriggio allo studio serale dei classici[1]. Suo fratello Paolo Vettori aiutò Pier Soderini a fuggire da Firenze[2].

OpereModifica

  • Francesco Vettori, Scritti storici e politici, a cura di Enrico Niccolini, Bari, Laterza & figli, 1972.

NoteModifica

  1. ^ Tullio De Mauro, intervistato dall'Avvenire del 3 giugno 2010 (Una mente viva con i classici, p. 28), dichiara che quella famosa lettera ha detto "in modo mirabile di questa esperienza di apparente straniamento" rappresentata dalla "scarsa capacità di accostarsi a voci, idde, invenzioni lontane dall'immediatezza del nostro presente".
  2. ^ John M. Najemy, Storia di Firenze. 1200-1575, Torino, Einaudi, 2014, p. 529.

Altri progettiModifica

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