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Frank Wolff nel film Dio perdona... io no! (1967)

Walter Frank Hermann Wolff (San Francisco, 11 maggio 1928Roma, 12 dicembre 1971) è stato un attore cinematografico statunitense.

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BiografiaModifica

Nato a San Francisco da un medico di origine tedesca, Wolff interpretò numerosi film italiani di genere nel corso degli sessanta, proponendosi come attore duttile e capace. Era buon amico di Monte Hellman, che lo diresse in Beast from Haunted Cave (1959), nel suo primo ruolo di spicco. Roger Corman, con il quale lavorò in diverse pellicole alla fine degli anni cinquanta, gli suggerì di trasferirsi in Europa, pensando vi avrebbe trovato maggior successo.

In Italia fu lanciato da Francesco Rosi, che lo volle per il suo Salvatore Giuliano (1961) e gli affidò il ruolo di Gaspare Pisciotta, luogotenente del bandito. Il primo ruolo da protagonista ottenuto nella penisola, e probabilmente tra i più significativi della carriera, fu quello di Galeazzo Ciano ne Il processo di Verona, diretto da Carlo Lizzani (1963). Nel 1970 Wolff interpretò il ruolo dell'ex medico Duca Lamberti nel film poliziesco La morte risale a ieri sera di Duccio Tessari, tratto dal romanzo I milanesi ammazzano il sabato di Giorgio Scerbanenco. Lavorò successivamente in un'altra pellicola tratta da un'opera di Scerbanenco, Milano calibro 9 (1972), in cui ebbe il ruolo del commissario di polizia.

Wolff si suicidò a Roma il 12 dicembre 1971, tagliandosi la gola nel bagno di un residence, a pochi passi dall'hotel Hilton. Da tempo vittima di una profonda crisi depressiva, l'attore era separato dalla moglie Alice Campbell, che viveva come lui a Roma. Secondo un'ipotesi, Wolff si sarebbe ferito una prima volta con una lametta di rasoio. Cadutagli di mano la lametta, l'attore ne avrebbe presa una seconda, con la quale si sarebbe reciso la carotide. Questa seconda ferita provocò un'anemia cerebrale che lo portò alla morte in breve tempo[1]. Fu un'amica austriaca ventiquattrenne a trovare il cadavere. Si ipotizzò che l'amore non corrisposto per la giovane potesse aver contribuito al gesto fatale di Wolff, già sofferente di esaurimento nervoso da diverso tempo, dopo che la moglie lo aveva lasciato per un altro uomo.

Filmografia parzialeModifica

 
Silvana Mangano e Frank Wolf ne Il processo di Verona

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Il suicidio di Frank Wolff, L'Unità, 14 dicembre 1971. URL consultato il 22 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN39588929 · ISNI (EN0000 0001 2278 5994 · LCCN (ENnr2001039014 · BNF (FRcb14239890v (data)