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Frazioni dell'Aquila

1leftarrow blue.svgVoce principale: L'Aquila.

Santuario della Madonna d'Appari a Paganica

Il territorio comunale dell'Aquila, il nono in Italia per estensione[1], include 59 frazioni alcune delle quali sono ormai aggregate alla struttura urbana del capoluogo e possono essere considerate a tutti gli effetti quartieri. Nella maggior parte dei casi queste frazioni derivano dagli antichi castelli che nel XIII secolo promossero la fondazione dell'Aquila; alcune di esse sono state riaccorpate amministrativamente all'Aquila solo nel XX secolo (la Grande Aquila) nel tentativo di ricreare l'unione politica tra L'Aquila e il suo contado.

GeografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Quarti dell'Aquila.
 
Mappa dei quattro quartieri principali dell'Aquila: i quarti non includono soltanto il nucleo abitato dell'Aquila, ma anche i confini della relative frazioni

Il territorio del circondario aquilano è molto complesso per classificazione. Nella conca aquilana, attorno la città vera e propria, si sviluppano in maniera circolare in senso orario, le seguenti frazioni maggiori: Roio Piano, San Vittorino, Coppito, Collefracido, Sassa, Preturo, Collebrincioni, Aragno, Tempera, Paganica, Bazzano, Onna, Monticchio, Bagno, Pianola, Sant'Elia. Le frazioni inoltre sono suddivise nei cosiddetti "Quarti", ossia quattro suddivisioni-quartieri storici della città: Quarto San Giorgio, Quarto Santa Maria, Quarto San Pietro e Quarto San Giovanni d'Amiterno.

La complessità di alcune frazioni risiede nella loro particolarità, e nella loro formazione di minuscoli agglomerati sparsi, come il comprensorio di Bagno, Roio e Sassa, frazioni suddivise in altri piccoli borghi circostanti, come Roio Piano, Pagliare di Sassa, Sassa Scalo, Poggio Santa Maria, Civita di Bagno, Bagno Grande-Piccolo, e così via. Invece alcune frazioni come Paganica, Coppito e Bazzano mantengono il loro centro storico sviluppato a forma ellittica attorno il vecchio castello.

Qui è riportato l'elenco delle frazioni maggiori.

L'Aquila Nord

L'Aquila Est

L'Aquila Sud

  • Bagno (Civita di Bagno, Bagno Grande-Piccolo, Vallesindola)
  • Pianola
  • Roio (Poggio, Colle, Roio Piano)
  • Collefracido

L'Aquila Ovest

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Aquila.
 
Rovine di Amiternum

Le originiModifica

La storia delle frazioni aquilane comincia nell'era sabino-vestina dell'VIII secolo a.C., quando esistevano gli abitati di Amiternum (oggi presso San Vittorino), e Forcona (Civita di Bagno). Tali abitati furono conquistati da Roma nel III secolo a.C., definitivamente nel I secolo, e municipalizzati. Amiterno era il centro nevralgico della vita pre-aquilana, tanto che vi nacquero personalità come lo storico Sallustio. Dopo il disfacimento dell'impero romano, già dal VII secolo Amiterno cominciò a soffrire della mancanza di un governo, e come altri posti della penisola fu invasa dai Longobardi. Nel frattempo venne martirizzato il santo Massimo d'Aveia (oggi Fossa), e a Forcona venne eretta nell'VIII secolo la prima Cattedrale di San Massimo, tuttora esistente nelle sue imponenti rovine. Così nacque la primitiva Diocesi di Amiterno, soppressa da quella aquilana nel 1257.

I 99 castelliModifica

Sempre in quest'epoca le frazioni come Bagno, Paganica e Coppito si sviluppano come piccoli villaggi raccolti dentro le mura attorno il castello. Tali castelli nel 1254, secondo la leggenda, erano arrivati a 99, e fondarono la nuova città di Aquila, come centro rappresentativo e commerciale di tutti i piccoli castelli della conca. Tuttavia altre fonti riportano che intorno al 1230 la città era stata già fondata da Federico II di Svevia, e che nel '33 era compresa nel neonato Giustizierato d'Abruzzo, con capoluogo Sulmona. Dopo una prima distruzione nel 1259 da parte di Manfredi di Sicilia, la città crebbe sempre di più nella sua floridezza. Le frazioni intanto mantenevano il loro controllo nei piccoli feudi, collaborando con il signore della città, e il rapporto con la nuova Aquila era così forte che le prime chiese fondate nella città portavano il nome dei castelli fondanti, come San Pietro a Coppito, San Biagio d'Amiterno e Santa Maria di Roio. I Quattro Quarti dell'Aquila: Santa Giusta, Santa Maria Paganica, San Pietro e San Giovanni di Lucoli o San Maricano, avevano le parrocchie fondate rispettivamente dai castellani di Bazzano e La Torre per il primo, ossia la chiesa di Santa Giusta, per il secondo i castellani di Paganica per la chiesa di Santa Maria Paganica, per il terzo quello di Poppleto per la chiesa di San Pietro di Coppito e per l'ultimo i castellani di Roio e Lucoli, che costruirono la chiesa di San Giovanni di Lucoli, dopo il 1703 divenuta la chiesa di San Marciano.

Oltretutto ciascuno dei quattro Quarti era ripartito in "locali" abitati dai castelli minori delle frazioni, e per l'assetto viario rimasto quasi intatto, ancora oggi nel centro storico si adoperano queste distinzioni.

La suddivisione della città in Quarti avvenne nel 1276 ad opera di Lucchesino da Firenze[2], già Capitano della Città, secondo l'uso dei comuni della Toscana, ed è collegata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila avvenuta per ragioni economiche e politiche nel XIII secolo. Le insegne di ciascuno dei quattro Quarti sono ancora visibili nel gonfalone cittadino insieme allo stemma civico[3].

 
Piazza Umberto I di Paganica

I castelli si trovarono in serio pericolo nel 1424 quando scoppiò una guerra tra Aragonesi e Angioini con coinvolto il Regno di Napoli. Il condottiero Braccio da Montone decise di punire severamente Aquila, sempre dichiaratasi angioina, e iniziò appositamente distruggendo i castelli fondatori uno per uno, per impedire che la città venisse difesa e rifornita. Successivamente acquartierò le truppe presso le mura, sperando di prendere la città per fame. Ma Braccio venne sconfitto dall'arrivo dei generali Piccolomini e Caldora. Da questo momento i castelli più antichi iniziarono a subire una lenta decadenza, tanto che con la dominazione spagnola nel XVI secolo molti, compresa soprattutto Paganica, persero il dritto di autonomia, dipendendo sempre di più in ambito giuridico-legislativo da Aquila. Il terremoto dell'Aquila del 1703 peggiorò notevolmente la situazione, dato che fu uno dei più potenti della storia di L'Aquila.

Castelli fondatori

Sono riportati negli Annali di Bernardino Cirillo.

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Castelli fondatori dell'Aquila

Ridimensionamento amministrativoModifica

Evoluzione della Grande Aquila
 
La suddivisione del "contado aquilano" dopo l'annessione al Regno d'Italia.
 
L'annessione dei comuni limitrofi al comune di Aquila degli Abruzzi per la creazione della "Grande Aquila"; Pizzoli conserverà buona parte del suo territorio ma perde la frazione di San Vittorino.
 
La situazione nel dopoguerra: Lucoli riconquista l'autonomia, Pizzoli perde definitivamente il territorio di San Vittorino.

Ormai i borghi erano ridotti a semplici centri feudali capeggiati da signorotti che detenevano solo il controllo dei feudi attorno il borgo, e che rispondevano al sovrano della città. Nel 1927 il regio decreto di Benito Mussolini riformò tutta la provincia, e l'intero assetto urbano di L'Aquila. Si trattava dell'attuazione del progetto "Grande Aquila", ossia l'inglobamento urbano di 8 comuni facenti parte del gruppo storico dei castelli, ridotti improvvisamente a frazioni, per incrementare il numero della popolazione, facendolo lievitare a circa 50.000 unità, cosicché L'Aquila potesse diventare il capoluogo degli Abruzzi e Molise. I comuni soppressi erano Arischia, Aragno, Assergi, Camarda, Bagno, Sassa, Roio, Lucoli, Preturo e Paganica. Solo Lucoli nel 1947 riottenne l'autonomia di comune. Negli anni '60 le frazioni come Bazzano, Roio, Coppito e Preturo subirono un notevole sviluppo economico, grazie alla costruzione di palazzi nuovi e di impianti industriali e commerciali. A Colle di Roio venne costruito il Polo didattico della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi dell'Aquila, e a Preturo lo scalo dell'Aeroporto dei Parchi. Ad Assergi venne inaugurato un importante comprensorio sciistico, nonché i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Terremoto del 6 aprile 2009Modifica

Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha nuovamente messo in crisi la situazione delle frazioni, molte delle quali dimezzate di popolazione per la distruzione delle case. Onna, dove c'è stato l'epicentro, è stata rasa al suolo, con soltanto la chiesa parrocchiale superstite. Da un lato c'è stato un impoverimento di questi borghi, ma dall'altro il piano di ricostruzione immediato delle new-towns del progetto CA.S.E. dell'allora Ministro Guido Bertolaso, nonostante inchieste e scandali. Le frazioni che beneficiarono in un certo senso di questi nuovi quartieri sono Bazzano Scalo, San Gregorio, Onna, Paganica, Roio Piano, Sant'Elia, Pile e Pettino, Coppito e Cese di Preturo.

Inoltre al dicembre 2015 risultava che centri come Onna e Bazzano, con finanziamenti europei di imprese costruttrice private estere, risultassero quasi completamente ricostruiti (anche se per Onna c'è ancora da fare, dato che solo la chiesa parrocchiale nel 2017 è stata riconsegnata[4], mentre il centro storico è ancora azzerato), seguendo anche il metodo del restauro certosino dei monumenti storici come chiese e palazzi. Tuttavia a causa di problemi di gestione generale della ricostruzione, non avendo un ufficio specializzato vero e proprio nel Comune dell'Aquila, la ricostruzione delle frazioni sta assumendo connotati del tutto diversi dalla ricostruzione pubblica e provata del centro storico aquilano, e non nel verso positivo. Infatti, se non fosse per alcune opere maggiori dei centri, chiese, palazzi ecc, finanziate nella ricostruzione da privati, centri di importanza quali Paganica, Roio, San Gregorio, Arischia, Camarda, Assergi nel centro storico, versano ancora in condizioni di degrado per il mancato avvio di una celere ricostruzione delle abitazioni, lasciando gli abitanti ancora nei moduli provvisori del Progetto C.A.S.E.

Suddivisione attuale di L'Aquila in circoscrizioniModifica

Elenco alfabeticoModifica

Indice
0 - 9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z ?

AModifica

  • Aquilio
Antichissimo castello posto alle pendici del colle di Roio, ad ovest del capoluogo. Nato a ridosso del fiume Aterno, in una zona ricca di sorgenti (da cui lo stesso nome di "Acculi" o "Acquili" negli antichi documenti), ebbe un ruolo importante nelle vicende della fondazione dell'Aquila e, con ogni probabilità, della scelta del suo nome. Nel diploma di Corrado IV di Svevia del 1254 infatti, quando si concede ai castelli di fondare la città nuova, viene descritto esattamente questo luogo, dove nel 1272 venne costruita la fontana delle 99 cannelle di Tancredi da Pentima. Nel diploma viene citata una chiesa già esistente, che divenne una delle prime utilizzate dagli aquilani, la chiesa di Santa Maria della Rivera, che dal XIII secolo diventò la chiesa di Santa Chiara d'Acquili (via XX Settembre) con il monastero delle Clarisse. Dal 1367 in poi, soprattutto dopo il 1349, questo castello è divenuto parte integrante del tessuto urbano cittadino, compreso nel Quarto di San Giovanni.
Oggi dell'antico sito fondatore fuori Porta Rivera, non rimane nulla, se non delle comuni case, che si trovano proprio sotto Poggio di Roio e il parco naturale di Monteluco, presso via Giovanni Gronchi.
 
Chiesa di San Franco - Santa Maria Assunta (Assergi)
Piccolo centro di origine normanna, originariamente conosciuto con il nome di Ragna, situato ad oltre 1000 metri d'altitudine all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a nord est del capoluogo. Di particolare interesse architettonico sono la chiesa romanica di Santa Maria Maddalena e quella di Santa Maria della Vittoria. Fino al 1927 Aragno era contenuto nel comune di Camarda e oggi conta circa 400 abitanti. Il centro storico è delimitato da via Chiesa (dove si trova la parrocchia di Santa Maria Maddalena) e via Assergi.
Anticamente conosciuto come Oriscola, presidio romano, è un borgo posto a circa 800 metri d'altitudine al limite nord orientale del territoriale comunale, in un'area ricca d'acqua e legname che hanno contribuito alla sua ascesa economica e politica: nell'antichità infatti, dai boschi del circondario (bosco di Chiarino) veniva ricavato un olio da illuminazione ricercato in tutta Italia. Il paese, sede del Museo del legno, è meta di passeggiate e itinerari turistici a causa della vicinanza con il Gran Sasso e della sua posizione strategica nella gola che divide la Valle dell'Aterno da quella del Vomano. Fino al 1927 Arischia è stata comune autonomo. Nel 2009 è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile; conta circa 1300 abitanti. Arischia si formò nel XIII secolo come villaggio attorno la chiesa abbazia di San Benedetto, documentata sin dal 1157, e rifatta dopo il terremoto del 1703, quando il crollo del tetto uccise molti abitanti. L'abitato si presenta molto compatto, delimitato da Piazza Duomo, da via del Corso a nord e da via Brusco a sud.

Il locale di Arischia, in parte modificato, è quello sopra Coppito (delimitato da Piazza San Pietro), nel Quarto di San Pietro, delimitato da via Arischia, via Minicuccio d'Ugolino, via Rustici e via Cascina. La chiesa di San Benedetto sorgeva verso le mura di Porta Pizzoli, tra il viale Duca degli Abruzzi e via San Giovanni Bosco, ed è stata demolita nel 1934 per allargare la strada della circonvallazione occidentale.

Centro di origine vestina (nei suoi dintorni si trovano i ruderi dell'antica Prifernum), era conosciuto in epoca romana come Castrum Asserici, da cui deriva il nome del castello che contribuì alla fondazione dell'Aquila (Sercio, di cui è ancora visibile la cinta muraria) e quello attuale. Situato proprio a ridosso del massiccio del Gran Sasso, a poca distanza dalla funivia che porta a Campo Imperatore, è sede dell'ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dei Laboratori nazionali del Gran Sasso. Tra le emergenze architettoniche del paese si ricorda soprattutto la Chiesa di Santa Maria Assunta con facciata romanica dal rosone a raggiera simile a quello della Basilica di Santa Maria di Collemaggio e cripta scavata nella roccia. Il centro storico è ancora in parte delimitato dalle mura, lungo la via Porta del Colle, e via Colle, che formano una piccola ellisse, al centro di cui si trova l'abitato. La parte orientale di via Convento è accessibile dall'antica torre del castello con l'orologio, ed è possibile vedere come altre torri siano state riadattate ad abitazioni civili. L'intera passeggiata della circonvallazione conduce sempre al punto focale di Piazza San Franco, con la chiesa dell'Assunta. Assergi conta poco più di 500 abitanti. Amministrava sino alla variazione territoriale del 1815, i borghi di San Pietro della Ienca e del Vasto. Negli anni '30 è stato costruito il villaggio moderno di Fonte Cerreto, con gli impianti funiviari.

Assergi fondò una chiesa nel centro dell'Aquila, nel locale del Quarto Santa Maria, ossia la chiesa di Santa Maria d'Assergi o del Carmine in via Adamo da Rotweill, poco distante dal corso Vittorio Emanuele e dalla basilica di San Bernardino.

BModifica

 
L'Aquila, Porta da Bagno
Si tratta di una delle ville dell'omonimo centro diffuso (anticamente Balneum cum Villis) che si sviluppa su un'area di vaste dimensioni alle pendici del Monte Ocre, a sud est dell'Aquila. Le origini risalgono all'epoca italico-romana, quando esisteva, presso località Civita di Bagno, la città vestina di Forcona. Presso questa città, che tuttavia non aveva le qualità amministrative di Amiternum, sorgente dall'altra parte del colle dell'Aquila, fu sepolto nell'VIII secolo circa il patrono San Massimo d'Aveia, le cui reliquie rimasero nella chiesa cattedrale di Forcona sino al 1256, quando vennero traslate nel nuovo Duomo nella piazza grande della città. Bagno è stato uno dei castelli che ha contribuito alla fondazione della città nel 1254, precisamente occupando la parte sud-orientale del Quarto Santa Giusta dove si trova ancora la porta di accesso alle mura, e vanta numerose valenze storiche. Il centro è suddiviso in due parti principali, denominate Bagno Grande e Bagno Piccolo, e insieme alle altre ville (Vallesindola, Sant'Angelo, San Benedetto, San Raniero, Cominio e Civita) ha formato fino al 1927 un comune autonomo e oggi conta circa 600 abitanti. Sino al 1943, presso Bagno Grande, insisteva anche un aeroporto, successivamente distrutto dagli americani.
Bagno Grande è attraversato dalla strada maggiore di via Capo La Costa, che per mezzo di via Fonte e via Castello, arriva a Bagno Piccolo. Fuori dal centro si trova la nuova parrocchia di Santa Maria di Bagno degli anni '60, rifatta sulla preesistente chiesa danneggiata dalla guerra. Fuori dall'abitato, sulla montagna ad ovest, si trova la chiesa della Madonna dei Canali, invece in Civita, poco distante da Forcona, si trovano le rovine della storica cattedrale della diocesi d'Amiterno, attaccata alla chiesa parrocchiale di San Raniero.

Bagno fondò a L'Aquila la chiesa di Santa Maria, presso il Quarto Santa Giusta, tra via Campo di Fossa e via San Francesco di Paola, e comprendeva un'ampia porzione di questo quartiere, sino alla parte al di su di Piazza Duomo, includendo l'area del Corso Federico II, via Indipendenza e di Piazza San Marco. La chiesa parrocchiale dentro L'Aquila, intitolata a Santa Maria di Bagno, tuttavia fu distrutta dal terremoto del 1703 e mai più ricostruita, doveva trovarsi tra Piazza della Repubblica e via San Francesco di Paola.

Piccolo centro posto alle pendici del monte omonimo e lungo la strada statale 17, ad est del capoluogo. Di origine vestina (anticamente noto come Offidium), nel Medioevo ha un ruolo importante nella fondazione dell'Aquila nella quale è presente la chiesa capoquarto di Santa Giusta (originariamente San Giorgio) collegata proprio al castello di Bazzano. La chiesa, dedicata alla santa patrona bazzanese, è il duplicato della chiesa di Santa Giusta fuori le mura situata nella parte alta dell'abitato, poiché in origine fuori dal circuito murario del castello oggi distrutto. Essa costituisce poi la principale emergenza architettonica del paese: si tratta di una chiesa medievale realizzata su preesistenze normanne la cui facciata a capanna è riconosciuta come una delle più importanti espressioni dell'architettura aquilana pre-fondazione. Bazzano è ricordata nella storia aquilana perché il 2 giugno 1424 si combatté presso la piana la battaglia decisiva tra le truppe del capitano Braccio da Montone[5]e di Cola Piccinino, che sino a pochi anni fa erano al servizio di Alfonso I d'Aragona, e la coalizione angioina di papa Martino V, Jacopo Caldora, Antonuccio Camponeschi dell'Aquila e Muzio Attendolo Sforza, sostituito dal figlio Francesco. Le truppe di Braccio, che da un anno tenevano d'assedio L'Aquila, vennero definitivamente sconfitte.

Fino al 1927 era inglobato nel comune autonomo di Paganica. Bazzano nel XIII secolo ebbe anche uno scontro contro il castello di Paganica, risultando vincente.
Negli anni '70, ma soprattutto con il terremoto del 2009, Bazzano situandosi lungo l'antica strada del Tratturo Magno, e dunque lungo la via principale per i viandanti provenienti dal centro dell'Abruzzo e dal mare, è divenuta un importane centro industriale, staccandosi dall'antico paese arroccato sul monte, e costituendo a ridosso della strada statale un grande comprensorio industriale, fondendosi ben presto anche con l'abitato di Onna. Proprio a causa del terremoto del 2009, essendo inagibili le storiche strutture, Bazzano nella zona industriale ospita l'Archivio di Stato dell'Aquila, la Deputazione abruzzese di Storia Patria, la biblioteca provinciale Salvatore Tommasi e la Camera di Commercio, insieme a mobilifici, imprese edili e aziende di confezioni, oltre a varie catene di centri commerciali, come l'Oasi e i grandi magazzini Piccinini.

Il locale di Bazzano costruito nel Quarto Santa Giusta a L'Aquila, confina a nord con l'antico abitato de La Torre (zona chiesa di San Flaviano), e ha il suo fulcro nella chiesa di Santa Giusta, nel Palazzo Dragonetti De Torres, e nel Palazzo Centi. La porta Bazzano, nella parte sud-est delle mura, è ancora oggi un importante punto di accesso alla città, e immette e due coste: via Fortebraccio per risalire a Piazza Bariscianello e alla scalinata di San Bernardino, e Costa Masciarelli per risalire sino a Piazza Duomo.

CModifica

 
Chiesa di Santa Giusta di Bazzano
 
Panorama di Roio Piano dal Colle (Monteluco)
Antico borgo situato sulla strada che dall'Aquila sale verso il Gran Sasso, a circa 800 metri d'altitudine. Sarebbe stato fondati dai Normanni con la costruzione della torre del castello, ancora dominante il paese dalla cima del colle, successivamente l'abitato si ampliò nei secoli sino a divenire un centro autonomo nel XVIII secolo. Con il suo circondario costituiva, sino al 1927 un comune autonomo mentre oggi presente visibili danneggiamenti dovuti al terremoto del 2009. La frazione ha la tipica forma di un borgo medievale arroccato sulla roccia, con in posizione dominante la torre del castello. Il fulcro è la Piazzetta del Treo, con la torre dell'orologio, mentre la parrocchia di San Giovanni è più a sud, in via Piedi La Forma. L'abitato prende una forma a "costa", con due nuclei distinti, quello arroccato attorno al castello, e quello settecentesco. Fuori, lungo la strada statale 17 bis per Assergi, si trova la chiesa della Madonna di Valleverde.

Il locale di Camarda è nel Quarto Santa Maria, partendo dall'inizio del Corso Vittorio Emanuele dal piazzale della Fontana Luminosa, arrivando sino ai due incroci di via del Carmine e via Leosini. Vi si trova Piazza Regina Margherita con la fontana del Nettuno.

  • Campo di Pile: come dice il termine stesso, prima degli anni '70 del Novecento era solo una grande campagna attraversata dall'autostrada 124 per Tornimparte-Avezzano, e dalla strada ferrata, di cui nel 2017 è stata inaugurata la stazione "Campo di Pile". Distaccata dal nucleo più grande, e più abitato di Pile, situato a nord, Campo di Pile ha visto una massiccia industrializzazione poco prima del terremoto del 2009,, con la costruzione del Globo Center, del Centro commerciale L'Aquilone, il principale del capoluogo, del Mercatopoli, dell'industria aerospaziale "Thales Alenia Space", mentre dal 2009 ha sede in via Pile la sede provvisoria dell'Arcidiocesi dell'Aquila.
  • Cansatessa: ormai fa parte del quartiere moderno di Pettino, situato nella zona nord-ovest della città, in direzione di Arischia. Cansatessa sino agli anni '60, soprattutto sino al terremoto del 2009, era una zona quasi del tutto spopolata, attraversata solo dalla strada tratturale per Arischia. Oggi il piccolo quartiere si trova collegato a Pettino Nord da via Antica Arischia, e dalla strada statale 80, vi sorgono alcune piccole industrie, e la chiesa parrocchiale di San Giovanni di Capestrano.
 
Chiesa di Santa Maria Assunta (Poggio Santa Maria)
  • Casaline
Piccolo centro posto a quasi 1000 metri d'altitudine, in origine parte del comune di Preturo, centro posto più ad est con cui ha costituito, fino al 1927, un comune autonomo. Conta circa 100 abitanti. Casaline è una delle frazioni aquilane poste più in lontananza dal capoluogo, al confine occidentale col Lazio, e forma un piccolo nucleo con i due borghi di Menzano e Santi, chiamato Forcella. La parrocchia è dedicata alla Madonna degli Angeli.
  • Cermone
Località situata sulla confluenza della cosiddetta Via Amiternina con la strada che dall'Aquila sale verso l'alto Aterno. Rappresenta l'estremità meridionale del circondario di Arischia con cui ha costituito, fino al 1927, un comune autonomo. Cermine si trova lungo la statale 260 per Arischia e Pizzoli, è composto da poche case, per lo più moderne, ed attraversa l'area archeologica di Amiternum.
Paese posto a ridosso del borgo di Preturo ad oltre 700 metri d'altezza, in una posizione panoramica con vista sulla Valle dell'Aterno. Fino al 1927 è stato inglobata nel comune autonomo di Preturo mentre nel 2009 è stato scelto come principale sito destinato ad ospitare gli sfollati del terremoto col progetto C.A.S.E. passando da 300 abitanti ad oltre 2000. L'abitato storico è attraversato da via San Giovanni e via Marchese Quinzi, vi si trova la settecentesca chiesa del Battista. Sempre questa strada di San Giovanni, procedendo verso oriente, si collega al quartiere nuovo costruito dopo il terremoto, e mediante una diramazione della statale 80, direttamente a Preturo Centro.
 
Rovine di Forcona - città italica-, presso Civita di Bagno
  • Civita di Bagno
facente parte del nucleo di Bagno Grande, trovandosi sotto il borgo, presso un laghetto naturale, il piccolo centro fu abitato sin all'epoca dei Vestini, che vi fondarono la città di Furcunium. Il piccolo abitato non si è più ripreso dopo il terremoto del 1703, si sviluppa lungo il bacino del Lago di Civita, presso la strada statale 5bis o "via Marsicana", delimitato da via Centrale e via dei Peschi, a poca distanza dal sito archeologico di Forcona, rinvenuto negli anni '90, e dalla chiesa parrocchiale di San Raniero, rifatta nel primo Novecento in stile eclettico liberty.

Fino al 1257 fu la sede ufficiale della Diocesi di Amiterno (fondata nel VII secolo circa), con la primitiva Cattedrale di San Massimo, di cui oggi restano ampie porzioni lungo al via Marsicana, come la pianta rettangolare a tre navate, le tre absidi, parte del colonnato interno e il campanile a torre laterale. La chiesa parrocchiale è quella di San Raniero, posta su via Marsicana, e collegata alla vecchia cattedrale.

  • Colle di Preturo
si trova sopra Preturo lungo la circonvallazione a nord del grande monte cilindrica attorno cui sorgono i centri di Colle, Cese e Preturo paese, risalente al XIV secolo. Di interesse il palazzo baronale, mentre la principale parrocchia è quella di San Pietro Apostolo (XIII sec) che sta però in Preturo paese.
  • Colle di Sassa
faceva parte del comune di Sassa, prima della soppressione del 1927 a frazione. Il feudo di Sassa contribuì alla fondazione del quartiere di San Giovanni d'Amiterno all'Aquila, di cui si ricorda la chiesa di San Pietro di Sassa. Dopo il terremoto del 1703, la frazione ha assunto un aspetto settecentesco-moderno, in cui si conserva di antico soltanto la chiesa di Sant'Antonio[Quale?]. Con il dilagare della costruzione edile, si è fusa con la località Brecciasecca. La parte di Colle non è molto antica, si è sviluppata pienamente negli inizi dell'Ottocento attorno la chiesetta campestre di Santa Maria e Santi Filippo e Giacomo Apostoli, che oggi svolge le funzioni di parrocchia; l'abitato oggi sorge a sud di Sassa paese, presso un importante snodo viario della strada 17, che conduce a sud verso il comune di Tornimparte, ad ovest attraversa i valico di Sella di Corno, entrando nel Lazio, oppure da Sassa ritorna verso contrada San Vittorino, mediante Preturo.
 
Rovine della parte storica di Colle di Roio, subito dopo il 2009
  • Colle di Roio
fa parte dell'antico comune di Roio Piano, il Colle è la parte più alta. Distrutto nel 1703, di antico resiste la chiesetta della Madonna del Colle, del XIII secolo, nella parte più alta della collina. Nel 1927 divenne parte della frazione di Roio Piano, inclusa nel Comune dell'Aquila. Colle è attraversata dalla strada provinciale 1 che conduce a Poggio di Roio, mentre il centro da via Garibaldi, ha subito dei danni col terremoto del 2009, il che ha costretto la Protezione Civile ad edificare alcune abitazioni del progetto C.A.S.E.
piccolo villaggio che nel XIII secolo, posto a nord de L'Aquila, tra Arischia e Aragno. Il feudo fu molto influente nella costruzione dell'Aquila nel 1254. Federico II negli anni '30 del '200 concesse ai villaggi aquilani delle terre come proprietà, nel Quarto Santa Maria, la parte nord fu occupata dai locali San Silvestro e Colle Branconio, dal nome dell'antica famiglia dei Branconio, che presso la Piazza di San Silvestro eressero la chiesa parrocchiale omonima, il Palazzo Branconio, e poi il Palazzo Farinosi Branconi, affacciato su via Garibaldi, la residenza principesca per eccellenza di questa famiglia dal XVI secolo in poi. Si pensa che la frazione si chiamasse "Colle Branconio", e che poi il toponimo venne storpiato. Fu completamente ricostruito più a valle dall'antico villaggio dopo il 1703. Tra le frazioni storiche dei castelli fondatori, è una delle meglio conservate per il carattere fortificato delle case, che compongono due nuclei distinti, che si riuniscono nella Piazza Centrale con la chiesa di San Silvestro; la strada che collega la frazione al capoluogo è il viale Francesco Paolo Tosti, mentre a nord, appena fuori, si trova un grazioso esempio medievale di architettura, la Fonte Vecchia.
  • Collefracido di Sassa
paese a 9 km da L'Aquila, completamente ricostruito dopo il 1703, benché oggi abbia un aspetto moderno per la presenza di costruzioni antisismiche dopo il 2009, poste in via della Croce. La frazione è una delle più distaccate dal centro di Sassa, è raggiungibile dalla strada statale 584, il nucleo ha aspetto ovoidale, si snoda presso via della Croce, che penetra nel centro. Gli abitanti sono poco più 150, gli elementi più antichi sono visibili nelle chiese, e risalgono al XIII secolo: le chiese principali sono due, quella della Cona della Madonna, e la parrocchiale di Sant'Eugenia, che conserva ancora la parte bassa della facciata in elegante stile trecentesco, con un portale ad arco ogivale.
 
Collemare di Sassa
 
Chiesa Madonna dei Ciccani a San Martino di Sassa (AQ)
piccolo centro dal nucleo circolare, ricostruito dopo il 1461, ricostruito ancora dopo il sisma del 1703. Il centro ha un tipico aspetto settecentesco signorile, con case di pietra rivestite in intonaco. Si trova a sud di Poggio Santa Maria, anch'essa frazione storica di Sassa, che si trova a sud di contrada Colle di Sassa. Questa frazione di Collemare si fonde col borgo di San Martino di Sassa, ad est confina con l'abitato di Collefracido, è delimitato da via Ammacca, e si distribuisce per case allineate in affaccio sulla strada maggiore, senza rappresentare un nucleo fortificato. Le chiese sono due: quella principale della Natività di Maria Vergine, e quella della Cona Mariana, posta appena fuori.
 
Santuario della Madonna di Roio a Poggio di Roio
  • Coppito
è l'antica Poppleto, villa di cui si ha notizia fin dall'altomedioevo come importante abitato della Diocesi di Amiterno, nel XII secolo divenne un "castello" vero e proprio, organizzatosi intorno alla chiesa di San Pietro consacrata nel 1112 dal vescovo reatino Benincasa[6], durante il regno di Federico II di Svevia i conti di Poppleto si ribellarono e vennero assediati, perdendo quasi tutti i feudi della conca aquilana; e nel 1254 questo castello fondò il quarto San Pietro Coppito, precisamente il locale centrale con la Piazza di San Pietro e l'omonima chiesa capoquartiere. Dopo il terremoto del 1703, il vecchio castello fu inglobato nelle nuove case ricavate da esso e oggi è difficilmente leggibile, anche se sino ai primi del Novecento sopravvive parte del torrione maestro, posto sopra lo sperone roccioso. Dopo il terremoto del 2009 la frazione è stata interessata dal progetto edilizio C.A.S.E. con un forte sviluppo urbano, caratterizzatosi attorno all'Ospedale civile San Salvatore, costruito negli anni '80-'90 fuori L'Aquila. Attualmente Coppito si divide nella frazione storica e in un nuovo grande centro moderno: la parte storica ha l'aspetto di un classico borgo fortificato a pianta cilindrica, che faceva capo al castello, che doveva trovarsi in via Capo L'Aia e Piazza Olmetto (in fotografie del primo Novecento è ancora visibile una torre di guardia), le strade principali che delimitano questo paese sono Piazza Rustici e via Duomo, che conducono alla chiesa posta all'ingresso del paese venendo da est, ossia quella di San Pietro Apostolo, o della Madonna delle Grazie, che dette il nome anche alla capoquartiere del Quarto San Pietro. Questa chiesa del XIII secolo si conserva, almeno nell'esterno perfettamente nello stile romanico, mentre l'interno è in stile neoclassico, molto più semplice.

Le abitazioni provvisorie del progetto C.A.S.E. si sono concentrate appena fuori il paese storico, lungo via per Preturo e via della Mainetta, con la costruzione di una nuova residenza universitaria chiamata "San Carlo Borromeo", mentre discendendo pere via Vetoio o via Paolo Borsellino, si incontra la cappella settecentesca della Madonna della Neve (anche se l'esterno risulta chiaramente quattrocentesco), e il grande polo universitario della Facoltà di Ingegneria e Dipartimento di Scienze della Matematica, collegato direttamente con l'ospedale civile. Mediante via Vetoio e via Lorenzo Natali, oggi Coppito è molto ben collegata con il nuovo quartiere residenziale di Pettino, mentre a sud-est, con la strada provinciale 33, con la zona commerciale del Centro shopping "L'Aquilone" e il Globo Center (via Saragat, via Gronchi e via Campo di Pile); tale area commerciale, dove passa anche la ferrovia per Tornimparte, è detta "Campo di Pile".

FModifica

  • Filetto
è uno dei borghi più antichi, sempre dipeso dal comune di Camarda, soppresso nel 1927, e integrato nel Comune de L'Aquila. Il borgo medievale è posto a sud-est di Camarda, raggiungibile dalla diramazione per Assergi della statale 17bis, si presenta nella tipica forma di villaggio di proprietari terrieri, senza la conformazione fortificata in quanto era protetto dal castello di Camarda, è attraversato da Via Piè Le Case, che porta a Piazza Duomo, con al centro la chiesa parrocchiale. Al di fuori si trovano delle grotte rupestri, e un'abbazia molto antica (XI secolo), dedicata ai Santi Crisante e Daria, nella zona campestre nord, mentre nella periferia a sud si trova la chiesa della Madonna delle Grazie.
  • Foce di Sassa
è una delle frazioni di Sassa, quasi confinante col comune di Tornimparte, a sud-ovest di contrada Collemare. Consta di un piccolo agglomerato di case-pagliare, disposte tutte allineate, senza formare un corposo agglomerato urbano, alla strada principale, ossia via Piagge, la chiesa principale è dedicata a San Gregorio Magno.
 
Brecciasecca
è il nome con cui è conosciuto l'insieme di tre frazioni facenti parte dell'ex-comune di Preturo: Casaline, Menzano e Santi. Benché l'antico abitato del XIII secolo oggi sia scomparso del tutto, in origine era un castello che partecipò a fondare la città nel 1254, e occupò il Quarto di San Pietro, nel locale omonimo, tra Cascina - Paganica - San Vittorino. Ancora oggi a L'Aquila si trova, nel Quarto San Pietro, via Forcella, che conduce alla chiesa dell'Annunziata e al fianco di Palazzo Carli (incrocio di via Annunziata e via Roma), mentre verso ovest conduce all'abside della chiesa di San Domenico.

GModifica

  • Genzano di Sassa
prima del 2009 era una località amena e con poche case di campagna. Dopo il terremoto è stata individuata come terremo fertile per la costruzione di nuovi edifici antisismici. Attualmente è in forte sviluppo edilizio. La frazione si trova tra Pagliare e la zona industriale di Campo di Pile, dove si trova il Globo Center, è lambita a sud dall'autostrada A24, ed è attraversata dalla strada regionale 615; Genzano doveva essere conosciuta sin dall'epoca medievale, benché scarsamente abitata, poiché vi si trovano delle cave di gesso da cui l'architetto Tancredi da Pentima ad esempio nel 1272 trasse il materiale per realizzare la fontana delle 99 cannelle. Tale bicromia di questa pietra duttile è evidente infatti anche in altre opere aquilane, come la facciata della basilica di Santa Maria di Collemaggio. La parte storica di Genzano ha un aspetto ottocentesco, con semplici case fortificate dalla pietra, mentre la parte nuova si è sviluppata più a nord, lungo la direttrice L'Aquila-Sassa, dove si trovano piccole industrie e la principale chiesa della Madonna del Carmine. Lungo questa strada è in progettazione anche un grande Outlet commerciale.
  • Gignano
si trova a 3 km dalla città nella zona est, venendo dalla strada statale 17 da Bazzano. Negli anni '60 si è notevolmente sviluppata. Il suo nucleo principale è incentrato nel Largo Tre Vasche, assieme a via delle Cave e via Grotta di Navarra. Dopo il terremoto del 2009, la frazione si è dotata di molte più abitazioni antisismiche, ed è stata costruita la nuova chiesa di Santa Maria Assunta (Piazza Maria SS. Assunta).

MModifica

  • Malepasso: trattasi di piccolo villaggio di recente costruzione, situato alle porte della città (Porta Napoli), delimitato da via Mausonia e la strada regionale 615. A sud si collega con la zona moderna di contrada Pianola di Roio. La parrocchia è quella del Sacro Cuore di Gesù, di recente costruzione.
  • Menzano
una delle frazioni più distanti, legata a Casaline e Santi di Preturo, all'estremo confine con il Lazio. Collocato a circa 950 metri sopra il livello del mare, il villaggio attuale risale all'800, probabilmente ricostruito in seguito al sisma del 1703, benché le testimonianze architettoniche facciano capire che si tratti di un villaggio rurale legato alla potenza feudale di un barone aquilano, visto l'unico palazzo signorile situato nel centro del paese. Anche la chiesa principale è molto piccola e semplice, dedicata a Santa Margherita Martire.
si trova in un vasto campo pianeggiante della zona est della piana dell'Aterno, a sud della frazione Onna, ed a nord di contrada Cavalletto del comune di Ocre. L'abitato è del tardo Settecento, benché la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari risalga al XIV secolo. Il fulcro del centro è proprio Piazza Chiesa, poi è attraversato da via Bafile e via Domenico Ciccone. Nella zona più moderna si trova la casa natale del Tenente di Marina Andrea Bafile, eroe di guerra, a cui è stata intitolata anche una parte della direttrice del Corso Umberto I a L'Aquila, prima di arrivare in via Roma (la via comprende l'inizio del Palazzo Margherita, sede del Municipio, sino alla piazzetta dell'Annunziata, avendo attraversato Piazza Santa Margherita, con la chiesa del Gesù e il Palazzo Pica Alfieri. Le strade principali di collegamento di Monticchio col contado del capoluogo sono via L'Aquila (ad ovest per accedere al centro), via della Valle pera raggiungere il comune di Ocre (a sud) via Piedi La Croce per raggiungere ad est il comune di Fossa, e via Onna per raggiungere la frazione omonima.
 
Chiesa di San Pietro Apostolo ad Onna (2017)

Monticchio nel 1254 partecipò a fondare L'Aquila, occupò un locale del Quarto Santa Giusta, ma non si hanno evidenti tracce di questa presenza, poiché come altri castelli minori, esso si concentrò solo nell'acquisire lotti di terreno per cartiere o casali, costruendovi al massimo una chiesa, anche se oggi è scomparsa. Il piano occupato era quello rimasto sino al primo ventennio del Novecento completamente spopolato, nella zona di Campo di Fossa, lungo il viale Francesco Crispi. La parte di Monticchio occuperebbe l'area di via Luigi Rendina e via Michele Iacobucci, dove si trova il Palazzo dell'Emiciclo, sede della Giunta Regionale.

 
I moduli provvisori delle C.A.S.E. presso Onna

OModifica

antico centro tardo medievale, raso al suolo dal terremoto del 1703, è stato purtroppo l'epicentro del nuovo terremoto dell'Aquila del 2009, con la distruzione del 90% delle case, e danneggiamento della chiesa di San Pietro in Piazza Umberto I, il simbolo storico del paese. Il programma di ricostruzione è stato affidato ad un'impresa tedesca, che lavorò molto bene, riportando la chiesa nel 2015 all'antico splendore, mentre per la ricostruzione del borgo settecentesco, adottando dei criteri antisismici, c'è ancora da attendere, sicché i residenti si sono ormai rassegnati a vivere nei moduli provvisori delle C.A.S.E. Per conservare l'aspetto antico neoclassico delle case, con la tipica entrata ad arco con cornice decorata, il progetto tedesco prevede di ricostruite le case in cemento armato con robuste fondamenta, e l'aspetto esterno in stile pseudo-antico, rifacendosi allo stile originale. In progetto è anche la costruzione di una nuova rete stradale che permetta alla frazione di essere meglio collegata alla via principale che porta alla zona industriale di Bazzano, e successivamente a L'Aquila.
Oggi l'antico centro di Onna non esiste quasi più, è caratterizzato dal fulcro di Piazza Umberto I, dal viale Martiri Onnesi, via delle Siepi, via Calzolari, mentre il cento nuovo sorge nella parte ovest, delimitato da via Geremia Properzi, via Trento e via della Ricostruzione, via Comunità di Onna, nomi che appaiono beffardi rispetto alla situazione attuale. Nel 2017 è stato realizzata una stazione di fermata ferroviaria: Onna-San Gregorio

Onna, certificata anche come "Onda", avrebbe nel 1254 occupato un locale del Quarto Santa Giusta, ma come Monticchio, una porzione minimale dei grandi orti posti a sud delle mura, ossia la porzione compresa tra viale Collemaggio, via d'Annunzio e via XXIV Maggio, lottizzata e occupata da abitazioni residenziali solo nel ventennio del Novecento.

PModifica

 
Chiesa cimiteriale di San Giustino (Paganica)
 
Chiesa del Castello (Paganica)
importantissima frazione aquilana, nonché una delle più antiche e più grandi. Le sue origini risalgono a prima del 1254, quando il feudo costruì l'attuale Quarto Santa Maria Paganica nell'Aquila, il rione storico maggiore, con la simbolica chiesa capoquarto nel locale "Paganica". Nel 1424 subì l'assedio di Braccio da Montone per la sua fedeltà alla città, il 2 giugno di quell'anno Braccio venne sconfitto dalla coalizione papale-angioina nella piana tra il paese e la frazione di Bazzano, poi nel 1461 danneggiata da un grave terremoto che ebbe l'epicentro proprio nelle vicinanze (un epicentro simile si avrà infatti il 6 aprile 2009) e nuovamente nel 1703 Paganica fu gravemente danneggiata dal terremoto di Barete (AQ), che favorì la lenta decadenza del comune, deperimento già avviato dal potere spagnolo nella città aquilana. Il vecchio castello fu abbattuto già prima di questa scossa, e con i resti fu costruita la chiesa di Santa Maria del Presepe, nel punto più alto della città. Nel '700-'800 l'abitato si sviluppò sempre più a valle, appartenne, prima come feudo, e poi come amministrazione, alla famiglia Dragonetti-De Torres. Nel 1927 con regio decreto Paganica fu ridotta allo status di frazione aquilana, nonostante le furiose proteste contro il progetto fascista della Grande Aquila, ossia di fondere molte frazioni, e 7 comuni, con la città, per portarla allo status di capoluogo ufficiale abruzzese, con almeno 50.000 unità. Nuovamente fu danneggiata dal terremoto nel 2009, con epicentro nella vicina Onna, e lentamente ricostruita, anche se i lavori non sono stati ancora completati.

Paganica è capillarmente collegata alla strada statale 17 nella zona nord-est, andando per L'Aquila, con la via Regionale 17bis, che conduce andando a nord anche a Camarda e Assergi, passando per la roccia con il santuario della Madonna d'Appari. Oggi è al centro di un importante nucleo industriale, del territorio di Bazzano che ospita molti uffici amministrativi delle istituzioni aquilane, nell'attesa che le sedi storiche vengano ripristinate dai danni del recente terremoto.

 
Pagliare di Sassa: il corso
  • Pagliare di Sassa
piccolo agglomerato urbano, che fino al 1927 componeva il comune sparso di Sassa, il cui centro si trova esattamente ad ovest di questo borgo, lungo il viale Duca degli Abruzzi. Danneggiato nel 2009, si è risollevato con la costruzione di 11 edifici antisismici per le case irrimediabilmente compromesse. Il villaggio ha un aspetto ottocentesco, essendo stato sempre un borgo feudale, con di interesse la chiesa di San Pietro e il Palazzo Campione (XIX secolo)
  • Palombaia di Sassa
piccolissimo agglomerato urbano pressoché moderno, a nord di Sassa, raggiungibile da via Palombaia passando per via Duca degli Abruzzi. Di interesse fuori dall'abitato la chiesa rurale di San Pietro al Morrone.
villaggio medievale del XIII secolo, posto ad est di Paganica, esattamente all'inizio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, attraversata la Cava Zugaro. Tipico paese arroccato su uno sperone roccioso, nel 1254 contribuì a fondare L'Aquila, precisamente la parte nord-est del Quarto Santa Maria. Il colle roccioso dove si trovava il castello, dopo i danni del sisma del 1703, è stato spianato, all'interno delle mura è stata edificata la chiesa di Santa Maria Assunta, benché esistente come cappella baronale già dal XV secolo. La parte più moderna del XVIII secolo si sviluppa lungo via Castello e termina in Piazza Chiesa, dove si trova la parrocchia di San Martino. Purtroppo la frazione ha subito gravi danni col sisma del 2009, il crollo di parte della facciata della chiesa parrocchiale, e la rovina del tetto della chiesetta del Castello.

Avendo partecipato alla fondazione della parte nord del Quarto Santa Maria insieme ai castelli di Tempèra, Guasto, Chiarino e Filetto, poiché Pescomaggiore era uno di quei castelli di minore importanza, occupò solo dei lotti dentro le mura per gli orti e le cartiere, oggi non c'è nessun edificio che ricordi la presenza di questo castello, una via, una chiesa, un palazzo, doveva occupare più o meno le strade di via Zara e via Sant'Elisabetta, a nord della basilica di San Bernardino, presso Porta Castello.

 
Palazzo Silone di Pettino
benché abbia origini molto antiche, risalenti al II secolo a.C. nella romana Pitinum, oggi è un'area prevalentemente moderna. L'antica via Claudia Nova era destinata ad uso agricolo, con il piano regolatore del 1917, e ancor prima veniva usata come zona estiva per lo svago della borghesia aquilana. Dopo il terremoto del 1703 le antiche ville andarono distrutte, e si decise, negli anni '60, la costruzione di nuovi quartieri residenziali, tra Pile e appunto quest'area campestre, negli anni '70 fu completato il casello autostradale L'Aquila Ovest dell'Autostrada dei Parchi, determinando ancora di più l'importanza strategica di quest'area. Essendo il territorio molto vasto, lo sviluppo edilizio dilagò, assieme alla costruzione di centri commerciali e palazzi istituzionali, diventando oggi il punto nevralgico della nuova L'Aquila commerciale e moderna, assieme a Coppito. Tale fenomeno si è reso necessario dopo il terremoto del 2009, quando le case già esistenti sono state potenziate con criteri antisismici, mentre sono stati realizzati nuovi nuclei abitativi presso via Amiternum, via Antica Arischia, via Ugo Piccinini, via Leonardo da Vinci, la strada statale 80 presso l'ex Caserma Campomizzi, via Carducci, viale Comunità Europea, via Pascoli, via Manzoni, Piazza d'Arti.
Tale costruzione selvaggia, dettata dall'emergenza del sisma, di nuovi appartamenti, e lo spostamento di strutture precedentemente nel centro storico, come il liceo classico "D. Cotugno", l'Accademia di Belle Arti, il secondo palazzo della Regione, ossia il Palazzo Silone (1997-8), il Museo sperimentale d'Arte Contemporanea a Piazza d'Arti, non ha tenuto conto di realizzare un piano regolatore vero e proprio, con una strada pedonale principale, una piazza centrale per le riunioni della gente, sicché l'intera frazione è un agglomerato informa di vari micro-quartieri con micro piazze, piccoli parchi pubblici; il luogo pubblico di aggregazione principale sarebbe Piazzale Erminio Iacobucci, l'ex Piazza d'Armi della Campomizzi, e sono in cantiere dei progetti per ampliare il parco e renderlo più fruibile, ma purtroppo ciò non basta a risolvere i vari problemi del quartiere, che beneficia solo della strada 80, facilmente accessibile dal casello autostradale, e di facile percorribilità per raggiungere direttamente via Roma, nel centro storico, oppure il viale della Croce Rossa per accedere al Castello o al quartiere Torrione, a sud la stazione ferroviaria o sempre il centro storico, mediante via XX Settembre.

L'unico monumento storico di interesse è la chiesa settecentesca della Madonna di Pettino (via Antica Arischia), mentre la sede parrocchiale è la moderna chiesa di San Francesco d'Assisi in viale Comunità Europea. Pettino inoltre, mediante via Lorenzo Natali, è molto ben collegata col polo universitario di Scienze e di Matematica, e con l'ospedale civile San Salvatore nella contrada di Coppito.

  • Pianola di Roio
piccolo centro di case contadine, presso Poggio di Roio, collegata mediante la strada regionale 615. Di interesse v'è una chiesa del XVII secolo, dedicata alla Beate Vergine Assunta. Dopo il terremoto del 2009 è stato scelto come postazione per lo sviluppo edilizio di nuovi edifici antisismici, presso la piana sottostante, ripartita nelle località Malepasso-Inciampa La Notte-Esperia. La principale strada direttrice conduce a Porta Napoli, all'ingresso del centro storico aquilani; la parrocchia oggi è la recente chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in località Malepasso-San Cipriano, collegata alle nuove abitazioni del Progetto C.A.S.E. Negli anni '80 Pianola era famosa per l'allestimento natalizio del presepe vivente.
  • Pile
usata nel passato come località estiva e agricola dalla borghesia aquilana, dagli anni '60, e soprattutto dopo il sisma del 2009, l'area è stata interessata da un forte sviluppo edilizio, collegato all'uscita del casello autostradale L'Aquila Ovest. Si suddivide nel nucleo del castello storico che fondò L'Aquila, oggi scomparso, racchiuso tra Piazzale Sant'Antonio (con la chiesetta trentesca), via degli Aragonesi, via Salaria Antica, via Colonna, via Piccolomini, e il nucleo di espansione nuovo posto più a sud, detto Campo di Pile. Le strade che delimitano questo agglomerato urbano senza un punto nevralgico vero e proprio, sono via Rocco Carabba, viale Agostino Farroni, via Salaria Antica Est (dove si trovano la Sede della Protezione Civile e il Tribunale Amministrativo della Regione Abruzzo), via Fonte Burri, via Pile Alta e il Piazzale Stazione.

Tra le imprese più redditizie ci sono il centro commerciale L'Aquilone, il Decathlon, l'Hotel Amiternum, e lo sbocco del viale della Comunità Europea, costruito dopo il 2009. Il luogo di culto principale è la chiesa di San Giovanni Battista o di Sant'Antonio Abate, situata nel cuore della frazione poco lontano dall'ex caserma Campomizzi, in Piazzale Sant'Antonio. La chiesa è molto antica, del XIII secolo, avente ancora il portale romanico a tralci vegetali perfettamente conservato, l'interno invece più manomesso per la sovrapposizione degli stili. A causa della piccolezza di questa chiesa, divenuta obsoleta per svolgere le principali funzioni, è in cantiere un progetto per la costruzione di una nuova grande parrocchia dedicata a San Giovanni Battista.

 
Aeroporto dei Parchi (Preturo)
villaggio molto antico, detto castello, assieme a Roio Piano, che nel 1254 fondò con altri borghi il capoluogo aquilano, costruendo nel quarto di San Giovanni la chiesa di Santa Maria di Roio, nel locale detto appunto Roio. Danneggiato dal terremoto del 1703, ha perso le mura, e forse qualche struttura fortificata sul punto dominante, ha un aspetto settecentesco,-ottocentesco, benché avendo subito anche le conseguenze molto serie dal terremoto del 2009. Infatti l'abitato posto a sud del viale Madonna di Roio è andato purtroppo interamente distrutto, mentre l'altra metà si è conservata, benché con lesioni. Nella parte periferica orientale, ai piedi di Monteluco, si trova il santuario di Nostra Signora di Roio, la quale sarebbe apparsa a un pastore pugliese tal Felice Calcagno, che andava lungo il tratturo, nell'anno 1578. Venerata l'icona sacra ai piedi del bosco di Monteluco, nel secolo seguente venne eretto il santuario, con delle tele del Bedeschini.
Già nel 1806-15, sotto il governo di Giuseppe Bonaparte, Poggio divenne frazione di Roio Piano, più a valle, e nel 1927 subì lo smacco di Mussolini, divenendo con tutto il comprensorio di Roio unica frazione di L'Aquila. Negli anni '30 sopra il monte venne costruita la Colonia montana XXIV Maggio per il ristoro dei cittadini sulla montagna, trasformata ampiamente negli anni '60 per accogliere la Facoltà d'Ingegneria dell'Università degli Studi dell'Aquila. Da lì si accede alla pineta di Roio, presso il Monteluco.

Poggio di Roio confina ad ovest con Roio Piano e Santa Rufina, nella fondazione dell'Aquila, come detto, ha avuto il suo ruolo occupando la porzione Roio tra il Quarto San Giovanni e quello di San Pietro, lungo via Roio, via del Cardinale e via Monteluco. La chiesa è quella di Santa Maria di Roio lungo via Persichetti, esistente già prima dell'apparizione mariana a Poggio.

piccolo borgo, sempre stato frazione del comune di Sassa, poi soppresso nel 1927, situata a sud di Colle di Sassa e a nord di Collemare. Benché danneggiato lievemente dal terremoto del 2009, il borgo si è lentamente risollevato, non essendosi stati crolli gravi. Il borgo ha una forma a spirale, si snoda lungo via Fonte San Salvatore, e termina presso un'altura dove si trova la Pieve di Santa Maria Assunta, da cui prende il toponimo. Ad ovest confine con la contrada Palombaia del Comune di Tornimparte.
  • Pozza di Preturo
si trova a nord di Preturo paese e costituisce un nucleo unico con la contrada San Marco, che deve il nome alla chiesa parrocchiale, rifatta nella metà del Settecento, posta in via Cadore. Il centro non ha una formazione ben distinta, ma le case sono distribuite in ordine sparso lungo le due direttrici di via Cadore e via Forcella, quasi tutte risalenti alla fine del Settecento, esistendo in precedenza solo la pieve di San Marco Evangelista.
essendo già presente nell'VIII secolo a.C. come villaggio dei Sabini, nel XII secolo si sviluppò nuovamente come piccolo borgo medievale, che nel 1254 contribuì alla fondazione dell'Aquila. Benché distrutto nel 1703, il borgo si è risollevato, diventando uno dei comuni più grandi del Distretto di Aquila, voluto da Giuseppe Bonaparte nel 1806, includendo le ville di San Marco, Cese e Colle di Preturo. Anche il sisma del 2009 non ha particolarmente inciso sulla vitalità del centro che, benché divenuto frazione del capoluogo già nel 1927, oggi è una delle contrade maggiori del capoluogo, punto nevralgico del trasporto abruzzese per la presenza dell'Aeroporto dell'Aquila-Preturo. Vi sono state costruite dal progetto C.A.S.E. nel villaggio "Cese di Preturo", e anche nuovi edifici antisismici per l'emergenza terremoto. Il centro di Preturo si sviluppa a forma di costa, situata sotto un monte circolare, sulla cui curva si adatta, la strada principale, la strada statale 80 oppure la via Amiternina di Cesa Nuova, è quella che collega il paese con Cese a sud, e con San Vittorino a nord, la parte superiore del paese è caratterizzato da via Central e via XX Settembre, presso questa si trova la parrocchiale del paese, ls trecentesca chiesa di San Pietro Apostolo, con la facciata romanica e il campanile a vela. Poco distante, prendendo via dell'Aringo, si arriva all'aeroporto dell'Aquila, e continuando si arriva a contrada Coppito.

Preturo come detto, ha avuto il suo ruolo nel fondare il Quarto di San Pietro a L'Aquila, ed ebbe il suo locale nella porzione muraria compresa tra Porta Barete e Porta Romana, ossia una parte non densamente abitata, composta principalmente da orti, che ha visto l'espansione edilizia solo negli anni '60, con la costruzione del quartiere "Banca d'Italia", compreso tra via Roma, via dei Marsi, via dei Peligni, via dei Frentani, viale XX Settembre allo sbocco della grande rotatoria della strada statale 17.

RModifica

 
Facoltà di ingegneria universitaria a Poggio di Roio
principale sede dello storico comune di Roio, che nel 1254 fondò L'Aquila, costruendo successivamente la chiesa rappresentante nel quartiere di San Giovanni d'Amiterno, ossia la chiesa di San Marciano, che dopo il 1703 fu rifatta sopra quella storica di San Giovanni Battista. Divenuto parte del Distretto aquilano nel 1806 avente sede centrale Roio Piano, e le ville di Colle di Roio, Poggio di Roio, Pianola, e Santa Rufina, nel 1927 fu ridotto allo status di frazione del capoluogo. Negli anni '60 vi fu costruita la sede della Facoltà d'Ingegneria dell'Università sopra il Monteluco, nella zona di Poggio di Roio. Dopo il terremoto del 2009 che ha avuto epicentro proprio tra Roio ed Onna, a causa dei danni molto gravi al borgo con l'atterramento di molte case, sono stati costruiti edifici antisismici per 900 sfollati, nella zona nord del paese, lungo la strada per il cimitero. Di interesse c'è la chiesa di San Marciano e San Nicandro Martiri, posta alle porte del borgo, presso il cimitero, esistente sin dal Medioevo, dato che il duplicato fu costruito dopo il 1703 presso il locale di Roio, in sostituzione della chiesa di San Giovanni, nel locale di Lucoli.
Roio Piano si divide in due nuclei, quello centrale attraversato da via Camillo B. Di Cavour, che presenta evidenti segni del sisma del 2009, già dal 1703 aveva perduto il castello medievale; tale strada diventa la provinciale 25 che conduce a Poggio di Roio; l'altro nucleo è località Santa Rufina, dal nome della chiesa del paese, che è stata interessata dalla costruzione del Progetto C.A.S.E., è attraversato da via Belvedere, e purtroppo i danni sono stati così evidenti da obbligare l'abbattimento di molte case storiche.
 
Convento di San Giuliano nell'omonima contrada

SModifica

  • San Giacomo Alto
frazione prevalentemente moderna, situata a nord-est della città, verso Aragno, e raggiungibile attraverso via San Giacomo dal moderno quartiere Torrione. Il feudo fino al XIX secolo era territorio degli agostiniani, che in località Colle Sant'Onofrio avevano un monastero omonimo del XIII secolo, oggi in rovina dopo le soppressioni del 1809. Gli agostiniani vivevano in questo monastero, e con la concessione di re Carlo II d'Angiò poterono nel 120 circa trasferirsi dentro le mura, nella chiesa che oggi si trova nel Quarto di Santa Giusta, il cui convento fu soppresso nell'Ottocento per divenire il Palazzo del Governo, tristemente divenuto uno dei simboli della devastazione tellurica del 2009. La frazione è attraversata da due strade, via Sant'Onofrio che porta al colle del monastero, e via Fontegrossa, la chiesa è dedicata a San Giacomo, anch'essa forse antica, ma che presenta evidenti manomissioni della metà del Novecento.
  • San Giuliano
piccolo villaggio di case sparse, a nord del quartiere San Sisto-Santa Barbara, presso l'uscita L'Aquila Ovest dal casello autostradale, deve il suo nome al Convento di San Giuliano (XV secolo), voluto da San Bernardino e San Giovanni da Capestrano. Il moderno abitato è stato realizzato negli anni '80, con forte incremento edilizio dopo il 2009, e consiste in condomini e in studi dentistici o di avvocati, è delimitato da tre strade principali: via San Giuliano, via Madonna Fore e via Confalonieri, raccordo per il quartiere Santa Barbara. Il bosco di San Giuliano, dove si trova il convento con la biblioteca dei Frati Osservanti, è noto anche per la presenza del santuario della Madonna Fòre, così chiamato perché fuori le mura.
ultima frazione ad est dopo Onna, e Paganica, confinante con il comune di Poggio Picenze. Antica frazione risalente al XIV secolo il cui nucleo era principalmente quello attorno alla chiesa di San Gregorio Papa, subì danni sicuramente nel 1461 con il terremoto che ebbe l'epicentro tra Paganica e Onna, poi col terremoto del 1703, e nuovamente nel 2009, con il crollo quasi totale della chiesa parrocchiale, nonché dell'80% dell'intero abitato storico. Tuttavia oggi è in fase ampia di sviluppo, la chiesa è stata ricostruita seguendo le forme antiche, completata nel 2015 negli esterni, anche se purtroppo è solo un'imitazione dell'originale, completamente atterrata. San Gregorio sorge lungo la strada 17, il nucleo storico stava intorno a Piazza Centrale, ma oggi è rimasto ben poco per il recente terremoto, la popolazione è stata ospitata nei moduli provvisori in un quartiere completamente nuovo, posto a nord-est, lungo le strade di via Cesare Pavese, via Elsa Morante, via Primo Levi. Nel 2017 è stato inaugurata la stazione di fermata ferroviaria Onna-San Gregorio.
 
San Martino di Sassa
  • Santi
si trova nell'estremo confine occidentale dell'Abruzzo con il Lazio, tra Menzano e Casaline. La frazione ha l'aspetto di un borgo raccolto, con appena fuori la chiesa abbaziale dei Santi Donato e Leonardo. Poco distante si trovano anche un campo da golf e un albergo.
fa parte del comprensorio di Sassa, divenuto frazione nel 1927 del capoluogo. Costituisce un blocco unico con la contrada Collemare di Sassa, la chiesa principale è dedicata alla Natività di Maria.
  • San Sisto o Santa Barbara
fino a XVIII secolo zona rurale e zona di vacanze di piacere della nobiltà aquilana, deve il suo nome alla chiesa dedicata a San Sisto Papa, anche se la parrocchia era la chiesa di Santa Barbara, poi demolita perché in abbandono, e trasferita dentro la chiesa di San Sisto. Collegato alla via della Stazione e al Borgo Rivera, dove si trova la Fontana delle 99 cannelle, la località, oggi agglomerato urbano moderno, è stata amministrata dalla famiglia de' Rivera, che costruì nel XVI secolo il Castello, divenuto sede di una cantina vinicola dopo i restauro dovuti dai danni del sisma del 2009. San Sisto si è ormai fuso con il quartiere di Pettino, le strade che delimitano i confini storici sono via Carlo Confalonieri, via San Sisto, via Santa Barbara, viale Marconi e via Beato Cesidio.
 
Borgo di San Vittorino
Sorge sull'antica città italica di Amiternum, situata a circa 8 km a nord-ovest del capoluogo. Amiterno fu abitata all'incirca sino all'VIII secolo, anche se già dal V seoclo d.C. aveva subito una forte decadenza economica e sociale, gravata dalle invasioni barbariche durante la guerra greco-gotica. Per evitare le incursioni, i cittadini si arroccarono su un castello posto sul crinale del colle di San Vittorino. In quest'epoca la diocesi di Amiterno e di Forcona esisteva già (aveva sede presso la chiesa di San Michele edificata sopra il luogo di sepoltura del vescovo Vittorino d'Amiterno), il territorio era ripartito dai Longobardi in 7 gastaldie che facevano parte della Contea di Celano, inclusa nel ducato di Benevento. Nel 1254 San Vittorino, che ormai aveva assunto una nuova conformazione urbana di villaggio fortificato, abbandonata l'antica Amiterno, fondò una parte del Quarto San Pietro de L'Aquila, per la precisione una delle più grandi, affacciata anche sul lato occidentale di Piazza Duomo. Nella seconda metà dell'Ottocento si compirono grandi scavi archeologici presso l'area di Amiternum, riportando alla luce l'anfiteatro, il teatro e resti di acquedotti. Oggi la frazione è raggiungibile da via Antica Arischia, dal quartiere di Pettino, oppure da viale Cagnano, l'antico abitato mostra ancora caratteristiche fortificate, delimitato dal Corso Amiterno, ma il castello è andato distrutto dopo il 1703 ma si conservano nel paese delle torri di controllo; fuori l'abitato si trova la chiesa longobarda di San Michele arcangelo, mentre sotto il colle, lungo la strada per Pizzoli, si trova il sito archeologico di Amiternum. La diocesi fu soppressa nel 1257, quando le funzioni furono ospitare nella nuova Cattedrale di San Massimo affacciata su Piazza Duomo a L'Aquila.

Il locale di San Vittorino in L'Aquila è delimitato da via Sallustio (aperta nel 1941), via Cavour, via Roio, via Sassa e di nuovo via Sallustio, e comprende le stradine di via Annunziata, via Gaglioffi, via Scardasselli e via Camillo B. di Cavour, dove si trova l'ex chiesa di San Filippo. Invece la chiesa parrocchiale fondata dai castellani di San Vittorino è quella di San Biagio di Amiterno, oggi elevata a basilica di San Giuseppe Artigiano, con l'oratorio dei Padri Minimi rivolto sul lato opposto, in via Roio.

Frazione dell'Aquila, 2 km a sud est dal centro, sulla Strada Statale 17 Est. Posta sulla valle del fiume Aterno, consta di abitazioni vecchie e nuove, di qualche realtà rurale e di piccole attività industriali. Nei suoi pressi passa il più lungo tratturo italiano, il Tratturo L'Aquila-Foggia, che partiva dal piazzale di Collemaggio, e costeggiava l'Aterno, passando per il Comune di Poggio Picenze. Oggi, soprattutto con l'edificazione di nuove abitazioni dopo il terremoto del 2009, Sant'Elia si è praticamente fuso con il moderno quartiere Torretta, di cui si parlerà. Sant'Elia ha il suo fulcro tra via Strada Prima e via Collevernesco, dove si trova la parrocchia di San Lorenzo degli anni '60, completamente rifatta però dopo i danni evidenti del 2009; altri complessi residenziali, per lo più del progetto C.A.S.E., si trovano lungo la strada vicinale di Bazzano, via Piemonte, via Toscana, via Sant'Elia, via Mariani. Di recente sono stati costruiti anche piccoli impianti sportivi, come piscine e campi da calcio. Sant'Elia è facilmente collegata al cimitero monumentale de L'Aquila, ed a Bazzano, mediante la strada statale 17, oppure mediante una nuova rotatoria alla strada statale 684, per raggiungere il quartiere Gignano, e poi il cimitero comunale.
  • Santa Rufina di Roio
costruito immediatamente dopo il 1703, ha subito gravi danni nel 2009, ed è stato il punto preciso di raccoglimento del progetto C.A.S.E per gli sfollati. Di storico vi è appunto la chiesa di Santa Scolastica e Santa Rufina Martiri, a sud Santa Rufina confina con il centro di Roio Piano, e a poca distanza ha il cimitero della comunità, con la chiesa dei Santi Marciano e Nicandro, la parrocchia principale di Roio
  • Santa Veronica
un tempo località a parte, negli anni '60 è stata inglobata nel moderno quartiere di Gignano. Il borgo è di poche case coloniche, che rappresentano il tipico villaggio della grande masseria, con attorno le case della servitù, è costeggiato da via Tre Vasche, dalla strada statale 17, che da Gignano conduce a via Francesco Savini, ingresso al quartiere moderno Torrione.
 
Chiesa di San Michele Arcangelo (San Vittorino)
importante castello del XIII secolo, nel 1254 fondò L'Aquila con altri borghi, avendo un locale nel Quarto di San Giovanni, e mantenne l'autonomia fino al 1806, quando venne inglobata nel Distretto aquilano, mantenendo però il controllo su un circondario omonimo. Tuttavia nel 1927 il comprensorio di villaggi sparsi (Sassa, Collemare, Colle di Sassa, San Martino, Poggio Santa Maria, Palombaia, Pagliare) fu racchiuso in un'unica frazione, Sassa appunto, dipendente direttamente dal capoluogo. Il centro è attraversato dal viale Duca degli Abruzzi, si trova tra Civitatomassa e Pagliare, è costituito da un borgo di case tardo settecentesche, a massimo due piani; lungo la strada si trova la chiesetta di San Bernardino, mentre la parrocchia di Santa Giusta (XIII secolo) è in via del Colle, isolata, presso il villaggio di Colle di Sassa. A nord di Sassa Paese, lungo la strada statale 17 per Tornimparte, negli anni '70, ma soprattutto dopo il 2009, è sorto il moderno abitato di Sassa Scalo, con vari esercizi commerciali, e una fermata della stazione ferroviaria.

TModifica

Fondata nel IX secolo dai Longobardi, la frazione attuale ha un aspetto settecentesco, benché conservi, anche se oggi in maniera piuttosto compromessa per i danni del 2009, l'antico aspetto di borgo circolare fortificato. Avendo fondato assieme a Paganica, che sorge nella parte orientale, e con cui ormai ha creato un unico agglomerato urbano, nel 1254 il quarto Santa Maria nel nuovo centro aquilano, appartenne al circondario di Paganica voluto nel 1806 da Giuseppe Bonaparte, dipendente dal Distretto aquilano. Essendo sempre stata sottomessa a Paganica, nel 1927 entrò a far parte del complesso sistema di frazioni aquilane. Lo sviluppo degli anni '60 l'ha fatta quasi unire alla frazione di Paganica. Danneggiata in gran parte nel terremoto del 2009 (particolarmente grave è stata la perdita totale della storica chiesa del XIII secolo della Madonna del Rosario), è in ricostruzione. Tempera è collegata a Paganica mediante una strada, dove oggi sono sorte varie nuove abitazioni, il centro storico è andato quasi tutto perduto, essendo posto su un terreno instabile per la presenza di grotte sotterranee, era delimitato da via Foce e via delle More, la seconda parte storica attraversata da via della Croce, con la chiesa della Madonna delle Grazie, ha ben resistito invece al sisma.

Il locale di Tempèra sorgeva a nord-est del Quarto Santa Maria in L'Aquila, e purtroppo è stato quasi completamente distrutto dagli spagnoli nel 1534, quando praticarono delle demolizioni tra le mura per edificare l'imponente Forte spagnolo. Sotto un bastione infatti fu occupata l'antica chiesa di Santa Maria di Tempèra, quello sud-est; il locale, insieme a quello di Aragno, corrisponde all'attuale via Castello, dove si trova anche l'omonima porta delle mura, rifatta in carattere monumentale, e spostata dal luogo d'origine, dopo il terremoto del 1703.

  • Torretta
Quartiere moderno degli anni '60, sorge nella zona di contrada Sant'Elia, si è sviluppato molto ampiamente per la necessita di edificare nuove case dopo i danni del terremoto del 2009. Esso è delimitato da via della Crocetta, via della Polveriera, via Matteo da Leonessa e via Scuola della Torretta, a sud del cimitero comunale dell'Aquila. Essendosi sviluppato molto in fretta, il quartiere non ha un fulcro ben preciso, se non nel piazzale della recente chiesa parrocchiale di San Mario e Compagni Martiri, completata nel 2010. Un edificio storico in stile neogotico è la Cappella Cricchi, in via del Torcituro, oggi il quartiere principalmente ospita scuole, una grande palestra comunale e un Comando Regionale dei Carabinieri.
  • Torrione
Sorge a nord del Parco del Castello spagnolo, e dello stadio Tommaso Fattori. Deve il suo nome al cosiddetto "Torrione", ossia una colonna di un antico acquedotto romano, secondo altri medievale, che da Amiterno direttamente conduceva le acque a L'Aquila, dopo la fondazione nel 1254. Il Torrione nel XIX secolo dopo essere danneggiato dal terremoto del 1703, fu spogliato dei marmi e della pietra bianca che aveva, lasciando l'involucro interno in mattoni, e in opus reticulatum, e col terremoto del 2009, è stato ulteriormente danneggiando, perdendo i 15 metri d'altezza, arrivando ad appena 5. Nel 2018 è stato presentato il progetto di riqualificazione e restauro dell'opera, essendo stata già abbastanza scempiata e snaturata dalla costruzione di un palazzone popolare che fa da spartiacque a via Cardinal Mazzarino e via De Gasperi.

Il monumento archeologico è uno spartitraffico tra le due vie Alcide De Gasperi e Cardinal Mazzarino, che permettono l'ingresso al quartiere vero e proprio, venendo dal viale della Croce Rossa ad ovest, oppure da via Strinella o via Antonio Panella da est. Il quartiere è caratterizzato all'ingresso dalla mole della Caserma militare "F. Rossi", ancora attiva, poi dalle due vie principali partenti dal Torrione, che portano l'una alla parrocchia di San Pio X, l'altra all'Hospice principale de L'Aquila. Il quartiere è caratterizzato da sedi amministrative, uffici giudiziari, carrefour, minimarket e servizi essenziali per la popolazione. Salendo sempre più a nord, oltrepassato il ponte dell'Autostrada A24, si arriva a contrada San Giacomo.

VModifica

  • Vallesindola
piccolo villaggio che sino al 1927 era compresa nel comune di Bagno, poi divenuto frazione del capoluogo. Vallesindola sorge tra Sant'Angelo di Bagno e Ripa di Bagno, che la collega a Bagno Grande, il nucleo principale di questo centro sparso, mediante viale Capo La costa. L'unico elemento di interesse è la chiesa di Santa Giusta.
  • Vasche
Piccolo agglomerato moderno, ancora in via di espansione e di una precisa conformazione orografica per la scarsezza di abitazioni. Sorge a nord-ovest del capoluogo, sopra Gignano, ed è attraversato da via Acquasanta.

NoteModifica

  1. ^ È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio e Foggia
  2. ^ cfr. www.perdonanza-celestiniana.it, La divisione in Quarti
  3. ^ cfr. Massimo Ghirardi, Il Gonfalone dell'Aquila[collegamento interrotto]
  4. ^ Onna, comincia la rinascita: ricostruita la chiesa di San Pietro Apostolo, su ansa.it.
  5. ^ Battaglia dell'Aquila, su arsbellica.it. URL consultato il 26 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2017).
  6. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1095 sub voce "Amiterno".

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