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Friedrich Guggenberger
Bundesarchiv Bild 183-B13197, Friedrich Guggenberger.jpg
Il Kapitänleutnant Friedrich Guggenberger
6 marzo 1915 – 26 dicembre 1988
Nato aMonaco di Baviera
Morto aErlenbach am Main
Dati militari
Paese servitoGermania Germania
bandiera Germania Ovest
Forza armataWar ensign of Germany (1938–1945).svg Kriegsmarine
Naval Ensign of Germany.svg Bundesmarine
Specialitàsommergibilista
Anni di servizio1934-1972
GradoKonteradmiral
GuerreSeconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia dell'Atlantico (1939-1945)
Comandante diU-81
Decorazionivedi qui
Altre caricheArchitetto
Dati tratti da U-Boote in Mediterraneo. Parte 1ª[1]
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Friedrich Guggenberger (Monaco di Baviera, 6 marzo 1915Erlenbach am Main, 13 maggio 1988) è stato un ammiraglio tedesco. Ufficiale della Marina tedesca imbarcato sui sommergibili durante la seconda guerra mondiale, fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia. Catturato dagli americani il 17 luglio 1943, dopo l'affondamento del sommergibile U-513 avvenuto al largo delle coste brasiliane, trascorse il resto del conflitto in prigionia, venendo definitivamente liberato nell'agosto 1946. Sposato dal 16 novembre 1940 con la signorina Lieselotte Fischer, da cui ebbe quattro[N 1] figli,[2] ritornò alla vita civile laureandosi architetto. Nel 1956 rientrò in servizio attivo nella Bundesmarine, e dopo aver compiuto gli studi presso il Naval War College di Newport (Rhode Island), fu promosso Konteradmiral. Dal 1968 al 1972 ricoprì l'incarico di Vicecapo di stato maggiore del Comando NATO delle forze navali del Mare del Nord (AFNORTH).

Indice

BiografiaModifica

 
Il Cacciatorpediniere HMS Legion si muove a fianco della danneggiata portaerei Ark Royal al fine di raccogliere i sopravvissuti.

Nacque ad Amburgo il 6 marzo 1915,[1] ed entrò nella Kriegsmarine il 26 settembre 1934 come Seekadett. Fu trasferito al settore degli U-Boote nell'ottobre 1939,[1] poco dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, imbarcandosi sull'U-28, allora al comando del Kapitänleutnant Günter Kuhnke. Assunse il comando dell''U-28 nell'autunno del 1940, mentre l'unità era assegnata alla flottiglia della scuola sommergibili. Già decorato con la Croce di Ferro di II classe il 23 marzo 1940,[3] assunse il comando del nuovo sommergibile U-81 il 26 aprile 1941, trasferendolo da Kiel alla base di Brest. Con questo battello svolse tre missioni di pattugliamento nell'Oceano Atlantico affondando due navi. Decorato con l'U-Boot-Kriegsabzeichen l'8 luglio 1941, fu promosso al grado di Kapitänleutnant il 1 settembre successivo e trasferito con il sommergibile ad operare nel Mediterraneo, in forza alla 29. Unterseebootsflottille. Dopo aver forzato lo stretto di Gibilterra per raggiungere il porto di La Spezia (Italia), affondò con un solo siluro la portaerei inglese Ark Royal il 13 novembre 1941.[4] Per questa impresa fu decorato con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e il 15 novembre successivo fu menzionato nel Wehrmachtbericht.

Dopo altre sei missioni di pattugliamento, in cui affondò altre navi mercantili avversarie, all'inizio del 1943 lasciò[1] il teatro operativo del Mediterraneo in quanto assegnato allo Stato maggiore del comandante dei sommergibili, ammiraglio Karl Dönitz. L'8 gennaio 1943 ricevette le Foglie di Quercia sulla Croce di Cavaliere, che gli furono consegnate personalmente da Adolf Hitler presso il Quartier generale di Rastenburg, nel corso di una apposita cerimonia.[5] Al termine di questa Hitler ricevette in privato Dönitz e il viceammiraglio Theodor Krancke, informando il primo che avrebbe rimpiazzato il Grande Ammiraglio Erich Raeder nella carica di Oberbefehlshaber der Marine.[6]

Il 23 dello stesso mese assunse il comando del sommergibile U-847,[3] e il 15 maggio dello stesso anno fu trasferito al comando del sommergibile U-513, appartenente alla Classe Tipo IXC, ma mentre effettuava una missione di pattugliamento al largo della costa brasiliana, dopo aver affondato quattro navi e danneggiato gravemente una quinta, il sommergibile fu attaccato ed affondato[N 2][7][8] da un idrovolante Martin PBM Mariner il 16 luglio 1943.[1] Dell'equipaggio del sottomarino di salvarono solo lui ed altri sei naufraghi,[1] che furono ritrovati il giorno successivo, a bordo di una zattera di salvataggio, dalla nave appoggio idrovolanti americana AVP-10 Barnegat.

Gravemente ferito fu operato e poi ricoverato in un ospedale per un certo periodo prima di essere trasferito a Fort Hunt, negli Stati Uniti, il 25 settembre 1943. Rinchiuso poi nel campo di concentramento di Crossville, verso la fine del mese di gennaio del 1944 fu trasferito presso il Popago Park Camp[3] che si trovava vicino a Phoenix,[1] in Arizona. Il 14 febbraio successivo evase insieme ad August Maus, solo per essere ripreso vicino a Tucson.[3]

Nella notte tra il 23[1] e il 24 dicembre dello stesso anno evase nuovamente, insieme ad altri venticinque prigionieri di guerra, tra cui Jürgen Quaet-Faslem, dal campo di prigionia ma fu ricatturato il 6 gennaio 1945 a 10 miglia dal confine con il Messico. Trasferito a Camp Shanks, nello stato di New York, vi rimase fino al febbraio 1946 quando fu rimpatriato in Germania per essere rinchiuso in un compound della zona d'occupazione britannica. Definitivamente rilasciato nell'agosto[3] dello stesso anno, conseguì la laurea di architetto prima di rientrare in servizio nella Bundesmarine nel 1956. Dopo gli studi presso il Naval War College di Newport (Rhode Island), fu promosso Konteradmiral e terminò la sua carriera militare come Vicecapo di stato maggiore[N 3] del Comando NATO delle forze navali del Mare del Nord(AFNORTH), con Quartier generale a Kolsås, in Norvegia. Ritiratosi definitivamente a vita privata il 31 ottobre 1972, si stabilì a Erlenbach am Main. Il 13 maggio 1988 uscì di casa per compiere una passeggiata nel bosco, ma non ritornò mai. Il suo corpo fu ritrovato solo due anni dopo.[3]

OnorificenzeModifica

PromozioniModifica

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Anna ed Eva nate nel 1948, Elke nata ne 1952, e Dieter nato nel 1960.
  2. ^ Il relitto del sommergibile è stato ritrovato nel luglio 2011, a 120 km a est della città brasiliana di Florianópolis, da una spedizione condotta dall'uomo d'affari brasiliano Vilfredo Schürmann. L'U75 giace a 75 metri di profondità, alle coordinate 27° 17' S, 47° 32' W. Un documentario traccia la vita coperta e la vita operativa del sommergibile, e la carriera di Friedrich Guggenberger.
  3. ^ Ricoprì questo incarico per quattro anni.

FontiModifica

  1. ^ a b c d e f g h Brescia 2000, p. 10.
  2. ^ (DE) Friedrich "Fritz" Guggenberger, su Kriegsmarine Crew 34. URL consultato il 9 giugno 2013.
  3. ^ a b c d e f Guggenberger's career at Uboat.net
  4. ^ Rossiter 2006, p. 329.
  5. ^ Stockert 1997, p. 190-191.
  6. ^ Merten 2004, p. 497-498.
  7. ^ Das Geheimnis von U 513 Archiviato il 5 gennaio 2014 in Internet Archive., Teil 2 der fünfteiligen ZDF-Dokumentation „Geheimnisse des Zweiten Weltkriegs“, ausgestrahlt am 13. November 2012. (Aussage: Wrack von U 513 liegt auf 130 Tiefe, dokumentiert mit Video.)
  8. ^ Gesunkenes deutsches U-Boot vor Brasilien entdeckt, Nachricht auf t-online.de vom 17. Juli 2011. (Aussage: Wrack von U 513 liegt auf 75 Tiefe, vermutlich Verwechslung mit der Länge des U-Bootes)
  9. ^ a b Scherzer 2007, p. 355.
  10. ^ a b c d Busch, Röll 2003, p. 165.
  11. ^ a b Thomas 1997, p. 231.

BibliografiaModifica

  • (DE) Rainer Busch e Hans-Joachim Röll, Der U-Boot-Krieg 1939–1945 — Die Ritterkreuzträger der U-Boot-Waffe von September 1939 bis Mai 1945, Hamburg, Verlag E.S. Mittler & Sohn, 2003, ISBN 978-3-8132-0515-2.
  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 – Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (EN) William Jameson, Ark Royal: The Life of an Aircraft Carrier at War 1939-41, Periscope Publishing Ltd., 2004, ISBN 1-904381-27-8.
  • (DE) Karl-Friedrich Merten, Nach Kompaß—Die Erinnerungen des Kommandanten von U-68, Berlin, Ullstein, 2006, ISBN 978-3-548-26402-8.
  • (EN) John Hammond Moore, The Faustball Tunnel: German POWs in America and Their Great Escape, Annapolis, Naval Institute Press, 2006, ISBN 978-1-59114-526-4.
  • (EN) Mike Rossiter, Ark Royal: the life, death and rediscovery of the legendary Second World War aircraft carrier, London, Corgi Books, 2007, ISBN 978-0-552-15369-0.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2000, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 1: A–K, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1997, ISBN 978-3-7648-2299-6.
  • (DE) Die Wehrmachtberichte 1939–1945 Band 1, 1. September 1939 bis 31. Dezember 1941, München, Deutscher Taschenbuch Verlag GmbH & Co. KG, 1985, ISBN 978-3-423-05944-2.

PeriodiciModifica

  • Maurizio Brescia, U-boote in Mediterraneo. Parte 1ª, in Storia Militare, nº 84, Parma, Ermanno Albertelli Editore, settembre 2000, pp. 4-21, ISSN 1122-5289.

Voci correlateModifica

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