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San Frumenzio d'Etiopia
St Frumentius.jpg
Icona di San Frumenzio
 

Abuna Vescovo

 
Nascitanato nel IV secolo a Tiro, in Libano
Mortemorto nel 383 circa ad Axum nel Regno di Axum
Venerato daChiesa ortodossa etiope
Chiesa copta ortodossa
Chiesa ortodossa orientale
Chiesa cattolica
Santuario principaleDebre Damo
RicorrenzaFesta 1º agosto Chiesa Ortodossa Etiope Tewahedo
30 novembre Chiesa ortodossa orientale
18 dicembre Chiesa copta ortodossa
27 ottobre Chiesa cattolica romana
Patrono diEtiopia, Axum

San Frumenzio (Ge'ez ፍሬምናጦስ frēmnāṭōs) (nato nel IV secolo; a Tiro, ... – morto nel 383 circa ad Axum nel Regno di Axum) è stato un vescovo etiope, venerato come santo dalla Chiesa Ortodossa Etiope, Chiesa copta Ortodossa, Chiesa ortodossa orientale, Chiesa cattolica. Di origine siriaca e di cultura greca introdusse il cristianesimo nel Regno di Axum convertendo re Ezana, fu il primo Abuna di Axum, consacrato dal patriarca copto Atanasio nel 328, arcivescovo di Alessandria d'Egitto. Egli venne chiamato Abuna Salama (il "Padre della Pace") nella tradizione etiopica.

Indice

BiografiaModifica

 
San Frumenzio del Regno Axumita

La sua storia è raccontata nella Historia Ecclesiastica di Rufino di Aquileia (I, 9; storia ripresa da Socrate di Costantinopoli, I, 19; da Sozomeno, II, 24; da Teodoreto di Ciro, I, 22). Suo zio, Merope filosofo di Tiro, decise di visitare l'India dopo l'esempio di Metrodoro e dei suoi viaggi in queste regioni remote sono state rese famose durante il regno di Costantino I. Egli venne accompagnato dai suoi due nipoti, Frumenzio e il fratello Edesio che erano ancora bambini. Mentre ritornavano dal viaggio hanno avuto la sfortuna di fare una sosta nel porto nel Regno di Axum in un periodo di tregua con l'Impero romano. La loro nave venne attaccata e resi prigionieri dalla popolazione in un porto del mar Rosso.[1]

L'equipaggio e Merope vennero uccisi tranne Frumenzio e Edesio risparmiati dalla compassione delle genti locali a causa della loro giovane età. Resi schiavi vennerò condotti al cospetto del re del Regno di Axum. Il re fece di Edesio il proprio coppiere, mentre Frumenzio ritenuto perspicace e prudente divenne amministratore dei beni del regno. Poco prima della sua morte, il re li liberò, i due giovani furono liberi di tornare in patria ma di fronte a una reggenza difficile la regina li pregò di rimanere per aiutare lei e l'erede non ancora adulto Ezana a governare il paese. Durante questo periodo Frumenzio cominciò ad interessarsi alla comunità cristiana presente nel regno. Grazie a Frumenzio fu concesso a costoro il permesso di edificare chiese cristiane per i mercanti di passaggio, di praticare la loro fede apertamente e di evangelizzare la popolazione.[2]

Dopo che Ezana raggiunse la maggiore età, Edesio e Frumenzio furono lasciati liberi di tornare a casa. Edesio tornò a Tiro in Libano ad abbracciare la propria famiglia. Frumenzio invece pensava solo al suo dovere religioso e l'obbligo di condurre l'Etiopia alla conversione e si recò ad Alessandria d'Egitto per mettere al corrente quello che stava accadendo in Etiopia. Qui, dopo aver radunato un concilio di vescovi del patriarcato di Alessandria, il patriarca d'Alessandria sant'Atanasio disse:

(LA)

«Et quem alium invenimus virum talem, in quo sit spiritus dei in ipso sicut in te, qui haec ita possit implere?»

(IT)

«Quale altra persona potremmo noi trovare, nella quale sia lo Spirito di Dio come è in te, e sia in grado di condurre a termine quest'opera?»

(Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,380-382.)

Così Frumenzio fu consacrato vescovo (che avvenne in una data compresa fra il 328, secondo altri tra i 340-346) e, dopo aver raccolto un nutrito numero di missionari, ritornò in Etiopia per continuare l'evangelizzazione. Al suo arrivo in Etiopia venne chiamato Kesate Birhan "rivelatore della luce" e Abuna Selama cioè "padre pacifico" così divenne il primo Abuna della Chiesa ortodossa etiope. Gli Etiopi, scrive Rufino, "si convertirono in numero infinito".[3]

Nel 357, dopo la condanna e la fuga di Atanasio, Costanzo II scrisse una lettera al re di Etiopia Ezana e a suo fratello Sazana, chiedendogli di inviare Frumenzio ad Alessandria d'Egitto presso il nuovo patriarca Giorgio di Cappadocia (di confessione semi-ariana), che avrebbe esaminato il caso, ricordando che la nomina a vescovo di Frumenzio era stata voluta da Atanasio, "uomo colpevole di più di diecimila colpe" già deposto durante il primo concilio di Tiro nel 335.[4] Con tutta probabilità Frumenzio non rispose all'appello dell'imperatore.

La Chiesa Ortodossa Etiope celebra la festa di San Frumenzio il 1º agosto,[5] la Chiesa copta ortodossa il 18 dicembre, le Chiese ortodosse orientali il 30 novembre, ed è venerato dalla Chiesa cattolica romana il 27 ottobre.[6] tradizioni etiopi accreditano San Frumenzio come il primo traduttore in ge'ez del Nuovo Testamento.

FontiModifica

La fonte principale della vita di San Frumenzio è Rufino d'Aquileia, da cui derivano tutte le altre fonti, che nella sua Storia Ecclesiastica ci dice:

(LA)

«Quae nos ita gesta non opinione vulgi, sed ipso Edesio Tyri presbytero postmodum facto, qui Frumentii comes prius fuerat, referente cognovimus.»

(IT)

«Questi fatti non li abbiamo appresi dalle dicerie della gente, ma a Tiro ci sono stati raccontati proprio da Edesio, che in seguito era diventato Presbitero, lui che prima era stato compagno di Frumenzio.»

(Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,388-390.)

Altre fonti indipendenti sono: una lettera che Atanasio di Alessandria scrive a Costanzo II in sua difesa[7] e una lettera che Costanzo II inviò al re di Etiopia Ezana e a suo fratello Sazana.[4] Nel Martirologio Romano è scritto: In Etiopia, san Frumenzio, vescovo, che fu dapprima prigioniero e, ordinato poi vescovo da sant'Atanasio, propagò il Vangelo in questo Regno.

NoteModifica

  1. ^ Rufino, Storia ecclesiastica, I,9,338-342.
  2. ^ Rufino, Storia ecclesiastica, I,9,343-369
  3. ^ Rufino, Storia ecclesiastica,I,10,385.
  4. ^ a b P., Schaff, Athanasius: Select Works and Letters by Athanasius, New York 1892, pp.571-572.
  5. ^ Date of Feast/Consecration as Bishop of Ethiopia
  6. ^ Festivals and Commemorations: Handbook to the Calendar in Lutheran Book of Worship, Augsburg Press, 1980
  7. ^ P., Schaff, Athanasius: Select Works and Letters by Athanasius, New York 1892, p. 569.

BibliografiaModifica

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