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Fulvio Tomizza

scrittore italiano

Vita e opereModifica

Nasce nel 1935 da una famiglia della piccola borghesia a Giurizzani (in croato Juricani) un minuto centro abitato nei pressi di Umago, nella penisola istriana, dove i suoi genitori erano proprietari di piccoli appezzamenti agricoli e si dedicavano con alterna fortuna a varie attività commerciali. Dotato di una naturale predisposizione alla scrittura, di un precoce senso dello spazio e di attitudine per le arti figurative, ottenuta la maturità classica si trasferisce temporaneamente a Belgrado e a Lubiana dove incomincia a lavorare occupandosi sia di teatro sia di cinema.

Nel 1954, la Zona B del Territorio Libero di Trieste, con inclusa Materada, passa sotto l'amministrazione iugoslava e Tomizza, appena ventenne, benché legato alla sua terra da un sentimento d'appartenenza quasi viscerale, si trasferisce a Trieste, dove risiederà per quasi tutta la vita. Nel 1966 iniziano le pubblicazioni della Trilogia istriana, che comprende i romanzi Materada (1960), La ragazza di Petrovia (1963) e Il bosco di acacie (1966). Gli ultimi anni della sua vita, però, li vive nella natia Materada. Dopo la morte la locale comunità nazionale italiana gli intitolerà la propria sede sociale, con annesso teatrino.

I suoi primi romanzi, con le loro pagine di epica contadina, inseriscono il giovane Tomizza nella variegata corrente europea degli scrittori di frontiera, e sono l'inizio di un'estesa opera narrativa il cui tema costante è la perdita d'identità dei profughi istriani, al centro di complessi intrecci geopolitici, istituzionali e ideologici. Pubblica altri romanzi, alcuni sospesi tra la fantasia e la realtà come L'albero dei sogni (1969), con il quale vince nello stesso anno il Premio Viareggio, altri vicini alla ricostruzione storica, come L'ereditiera veneziana (1989). In mezzo a questi due romanzi c'è una vasta narrativa, tra cui si ricorda La torre capovolta (1971), La città di Miriam (1972), L'amicizia (1980) e Il male viene dal Nord (1984). Con La miglior vita (1977) si aggiudica nello stesso anno il Premio Strega.

Nel 2006 viene pubblicato Vera Verk, un dramma inedito in tre tempi (Ibiskos Editrice Risolo, a cura di Paolo Quazzolo), ambientato nel 1930 in un paesino del Carso istriano. Il dramma è andato in scena per la prima volta nel 1963 a Trieste. Tra gli interpreti Paola Borboni, Fosco Giachetti, Marisa Fabbri. Questa tragedia rusticana, che per certi versi può far pensare al Verismo di fine Ottocento o alle grandi tragedie del mondo classico - dove amore e morte, colpa ed espiazione, si legano indissolubilmente l'una all'altra -, va in realtà inserita in un momento peculiare del teatro europeo del Secondo Novecento. È il momento in cui s'incontrano le opere del Neorealismo italiano con le fortune di Bertolt Brecht in tutt'Europa, gli studi antropologici con la psicoanalisi freudiana, il teatro del Grande Attore con la rinascita dell'Avanguardia: il tutto sullo sfondo di una sentita rivalutazione delle proprie tradizioni. Oltre a Vera Verk, per il teatro Tomizza ha scritto anche La storia di Bertoldo, messo in scena nel 1969 dalla Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per la regia di Giovanni Poli. "L'opera è tratta da Le sottilissime astuzie di Bertoldo (1606), un componimento satirico di Giulio Cesare Croce (1550-1609), in cui il contadino burlone Bertoldo fa conoscere al re Alboino il sapore di cose mai viste prima. Inutilmente la regina cerca di eliminare il contadino, rimanendo tuttavia burlata dall'ingegno inventivo del protagonista. Solo un pasticcio avvelenato, offerto a Bertoldo al posto delle sue rape, riesce a stroncare il contadino, che sarà amaramente rimpianto dal re. Il testo, che alterna momenti gioiosi ad altri più meditativi, offre un riuscito spaccato di un mondo, quello dei diseredati, immerso nella stanca rassegnazione di un destino che non potrà mai essere modificato"[1].

Terzo dramma è L'idealista, inscenato nel 1976 dallo stesso teatro per la regia di Francesco Macedonio.

Nel 2019 è stato pubblicato il volume Teatro a cura di Paolo Quazzolo (edito da Editoria&Spettacolo) che contiene, oltre ai testi messi in scena, anche tre inediti: Ritorno a Sant'Elia (1965), La finzione di Maria (1981 ca.) e Li homeni del mondo (1977-1987).

Tomizza ha scritto anche libri per ragazzi e bambini: Trick, storia di un cane (1975), La pulce in gabbia (1979), Anche le pulci hanno la tosse (1993), Il gatto Martino, (2001, pubblicato postumo), e La scoperta di Bild (2010, pubblicato postumo).

OpereModifica

  • Materada, Milano: 1960.
  • La ragazza di Petrovia, Milano: 1963.
  • La quinta stagione, Milano: 1965.
  • Il bosco di acacie, Milano: 1966.
  • Trilogia istriana, raccolta, Milano: 1967; comprende i racconti Materada, La ragazza di Petrovia e Il bosco di acacie.
  • L'albero dei sogni, Milano: 1969.
  • La torre capovolta, Milano: 1971.
  • La città di Miriam, Milano: 1972.
  • Dove tornare, Milano: 1974.
  • Trick, storia di un cane, Milano: 1975.
  • La miglior vita, Milano: 1977.
  • La pulce in gabbia, 1979 (editore Tirrenia Stampatori)
  • L'amicizia, Milano, 1980.
  • La finzione di Maria, Milano: 1981.
  • Il male viene dal Nord, Milano: 1984.
  • Ieri, un secolo fa, Milano: 1985.
  • Gli sposi di via Rossetti, Milano: 1986.
  • Quando Dio uscì di chiesa, Milano: 1987.
  • Poi venne Cernobyl, Venezia: 1989.
  • L'ereditiera veneziana, Milano: 1989.
  • Fughe incrociate, Milano: 1990.
  • M'identifico con la frontiera, discorso tenuto in occasione della 5ª edizione del Premio nazionale dei giovani Costantino Pavan per opere sulle culture locali Città di San Donà di Piave, 27 ottobre 1990; poi in Alle spalle di Trieste.
  • Destino di frontiera, Genova 1992; libro-intervista.
  • I rapporti colpevoli, Milano: 1993.
  • Anche le pulci hanno la tosse, Trieste: 1993
  • L'abate Roys e il fatto innominabile, Milano: 1994.
  • Alle spalle di Trieste, Milano: 1995; scritti dal '69 al '94.
  • Dal luogo del sequestro, Milano: 1996.
  • Franziska, Milano: 1997.
  • Nel chiaro della notte, Milano: 1999.
  • La casa col mandorlo, Milano: 2000; pubblicato postumo.
  • La visitatrice, Milano: 2000; pubblicato postumo.
  • Il sogno dalmata, Milano 2001; pubblicato postumo.
  • Il gatto Martino, Firenze 2001; pubblicato postumo.
  • Le mie estati letterarie. Lungo le tracce della memoria, Venezia 2001; pubblicato postumo.
  • Adriatico e altre rotte, Parma 2007; pubblicato postumo.
  • La scoperta di Bild, Reggio Calabria 2010; pubblicato postumo.

Opere teatraliModifica

  • Vera Verk, 1963
  • Ritorno a Sant'Elia, 1965
  • La storia di Bertoldo, 1969
  • L'idealista, 1976
  • La finzione di Maria, 1981 circa
  • Li homeni del mondo oppure Litanie eretiche, 1977-1987

Riconoscimenti letterariModifica

NoteModifica

  1. ^ Fulvio Tomizza, Vera Verk, Ibiskos, 2006, p. 21.
  2. ^ a b c d Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.
  3. ^ Premio letterario Viareggio-Rèpaci, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 9 agosto 2019.
  4. ^ 1977, Fulvio Tomizza, su premiostrega.it. URL consultato il 16 aprile 2019.

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