Il fumetto alternativo (alternative comics), definito anche fumetto indipendente, è una corrente e una denominazione per alcune serie di fumetti, diffusasi negli Stati Uniti a partire dagli anni ottanta e, in Europa, dai primi anni novanta. Le serie comprendevano una vasta gamma di generi, stili artistici e soggetti e molte opere sono state etichettate anche come fumetti post-underground, indie, d'autore o new wave.[1][2][3]

Gli alternative comics erano spesso autoprodotti dagli artisti stessi, che non dovevano quindi essere soggetti a rigide linee guida, pressioni, vincoli o censure, come poteva accadere invece a chi lavorava per i grandi editori come Marvel o DC Comics. In America questa corrente faceva seguito al movimento dei fumetti underground, attivo fra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, promosso da gruppo di artisti che fondarono la rivista Zap Comix[4] e portavano avanti l'idea che gli artisti avessero il diritto di sperimentare ed esprimersi liberamente. I fumetti indipendenti rappresentarono così un'alternativa ai classici fumetti dei supereroi che, in passato, dominavano l'industria dei fumetti americani.

I fumetti alternativi si sono contraddistinti per impostazioni ideologiche tendenzialmente di sinistra, quando non apertamente anarchiche, in ragione delle aspirazioni ideologiche che ne sono alla base (libertà dalle pastoie imposte da censura e strategie di mercato dei grandi editori, possibilità di affrontare argomenti e caratterizzazione dei personaggi considerati tabù, sperimentazione di trame al di fuori degli archetipi visitati dalla produzione mainstream) e dell'epoca in cui hanno iniziato a comparire, gli anni '60. Sarebbe però un errore dedurne che tale caratteristica, comune a molti progetti cui si può assegnare l'etichetta di fumetto alternativo, sia un elemento fondante della definizione.[senza fonte]

Indice

StoriaModifica

Fumetto alternativo in ItaliaModifica

EsempiModifica

  • La rivista francese Métal Hurlant (1974-1987), tradotta in tutto il mondo
  • La produzione libraria di Edizioni Ottaviano che negli anni settanta lanciò al debutto alcuni disegnatori esordienti o poco conosciuti come Jacopo Fo e Ro Marcenaro.
  • Il periodico The Comics Journal (dal gennaio 1977), incentrato su recensioni critiche della produzione fumettistica mondiale
  • InguineMAH!gazine presenta autori che si caratterizzano perché legati al mondo underground come immaginario e modalità di narrazione e disegno.
  • La rivista italiana Cannibale (1977-1979), sulle cui pagine è nato il fumetto RanXerox tradotto poi in tutto il mondo
  • Il mensile Frigidaire (1980), edito a Roma dalla Primo Carnera Editore, finora l'unico esempio in Italia di rivista ideata e gestita da autori di fumetti
  • La rivista italiana Schizzo a cura del Centro Andrea Pazienza
  • La rivista Interzona
  • La rivista RAW, fondata da Art Spiegelman nel 1980
  • La rivista francese Lapin edita da L'Association
  • La rivista francese Ego Comme X dell'omonima casa editrice
  • La rivista statunitense Kramer's Ergot
  • La rivista statunitense Top Shelf dell'omonima casa editrice
  • La rivista statunitense Drawn & Quarterly Showcase della Drawn & Quarterly
  • Maus (1980-1986, in gran parte), romanzo grafico di Art Spiegelman pubblicato nella rivista RAW.
  • Il fumetto Love and Rockets (1981-1996) dei fratelli Jaime, Gilbert e Mario Hernandez
  • Il fumetto Lloyd Llewelyn (1986-1987) e l'albo Eightball (dal 1989), entrambi di Daniel Clowes, secondo molti[senza fonte] il principale esponente del fumetto alternativo
  • Il personaggio di Jimmy Corrigan creato da Chris Ware, contenuto nel romanzo grafico Jimmy Corrigan, the Smartest Kid on Earth (2000) e nel fumetto Acme Novelty Library

NoteModifica

  1. ^ Douglas Wolk, Reading Comics: How Graphic Novels Work and What They Mean, Da Capo Press, 2008, p. 30.
  2. ^ Hillary Chute, "Comics as Literature? Reading Graphic Narrative", PMLA,123(2), Mar. 2008, pp. 452–465: "literary comics with stories that are serious in scope and heavy on style."
  3. ^ A Beginner's Guide to Literary Comics – Nerdophiles.
  4. ^ Il fumetto underground, su marcomilone.com. (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2013).

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