Furio Colombo

giornalista italiano
Furio Colombo
Furio Colombo deputato.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XVI
Gruppo
parlamentare
PDS-DS (XIII), PD (XVI)
Coalizione L'Ulivo (XIII)
PD-IdV (XVI)
Circoscrizione Piemonte 1 (XIII)
Lombardia 1 (XVI)
Collegio Torino 6 (XIII)
Incarichi parlamentari
Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 21 maggio 2008
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo, PD
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Radicale Transnazionale (dal 2015)
Precedenti:
PDS (1996-1998)
DS (1998-2007)
PD (2007-2013)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Torino
Professione Giornalista professionista

Marco Furio[1] Colombo, noto anche con lo pseudonimo di Marc Saudade[2][3] (Châtillon, 1º gennaio 1931), è un giornalista, scrittore e politico italiano. È stato collaboratore di numerosi quotidiani e riviste, direttore de l'Unità dal 2001 al 2005, fondatore ed editorialista de Il Fatto Quotidiano dal 2009 al 2022; attualmente è editorialista de la Repubblica.[4]

BiografiaModifica

Nato a Châtillon, in Valle d'Aosta, da una famiglia israelita, si laureò giovanissimo in giurisprudenza a Torino e già alla metà degli anni cinquanta cominciò un’attività parallela tra pratica in avvocatura e partecipazione alla scrittura di programmi culturali della Rai, assieme ad Umberto Eco, Gianni Vattimo e Piero Angela: realizzò numerosi documentari, servizi giornalistici, e pubblicazioni a carattere saggistico. Dal 1967 è giornalista professionista.[1]

Nei primi anni '70 fu professore a contratto presso il corso di laurea in DAMS che contribuì a fondare in seno all'Università di Bologna,[5] insegnando teoria e tecniche dei media e del linguaggio radiotelevisivo.

Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta a L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi. Nel 1972 prese parte alla realizzazione del film Il caso Mattei di Francesco Rosi, nel quale interpretò il ruolo di assistente-traduttore del fondatore dell'ENI, Enrico Mattei (Gian Maria Volonté)[6]. Nel novembre 1975 fu autore dell'ultima intervista rilasciata da Pier Paolo Pasolini[7], che fu pubblicata da La Stampa di Torino, allora diretta dal giornalista Arrigo Levi.

Colombo fu corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano La Stampa, e per la Repubblica, di cui fu editorialista. Scrisse per il New York Times e per la New York Review of Books, insegnando giornalismo alla Columbia University e all'Università della California, Berkeley[8]. Dal 1991 ha diretto per tre anni l'Istituto Italiano di Cultura[9] di New York[10][11][12].

Ha condiretto dal 2001 al 2005 la rivista mensile L'architettura. Cronache e storia fondata da Bruno Zevi, ed è stato responsabile de La Rivista dei Libri[10][13], curatrice dell'edizione italiana della The New York Review of Books. Rivestì incarichi dirigenziali in importanti aziende, dapprima alla scuola di Adriano Olivetti[14], e successivamente negli Stati Uniti dove diventò chairman del gruppo FIAT nel 1988[15][16].

Direttore de l'UnitàModifica

Tra il 2001 e il 2005 fu direttore de l'Unità. Secondo quanto riportato da Panorama, Marco Travaglio, assunto come collaboratore de l'Unità da Colombo, spiegò l'abbandono di Colombo con "mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti DS, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale". La ragione, secondo Travaglio, stava nel fatto che l'Unità era l'unica "a dire le cose che non si possono dire e a vedere le cose che si preferisce non vedere". In particolare a chiamare "le cose con il loro nome: guerra la guerra e non missione di pace; separatismo il separatismo e non federalismo fiscale; razzismo il razzismo e non sicurezza; inciucio l'inciucio e non riformismo", e così via»[17][18].

Cofondatore ed editorialista de il Fatto QuotidianoModifica

Furio Colombo nel 2009 è tra i cofondatori de il Fatto Quotidiano, nonché editorialista del giornale fino al 13 maggio 2022, quando, a causa di dissapori sorti dopo l'invasione russa dell'Ucraina, decide di lasciare la testata giornalistica con una lettera aperta rivolta al direttore Marco Travaglio e al terzo fondatore Antonio Padellaro,[19] criticando l'appiattimento della linea editoriale alla “verità alternativafilo-putiniana sul conflitto russo-ucraino, raccontata sul giornale da Alessandro Orsini, così come quella di una Wehrmacht buona e di americani stupratori durante la seconda guerra mondiale in Italia, raccontata invece da Massimo Fini.[20][21][22][23][24][25]

Nel maggio 2022 Colombo torna quindi a collaborare con la Repubblica.[26]

Deputato, senatore e politicoModifica

Dopo l'esperienza da deputato tra le file del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra (dal 1996[27] al 2001), è tornato in Parlamento nel 2006, questa volta come senatore, per la lista dei DS in Lombardia e iscritto al gruppo parlamentare dell'Ulivo.

Rieletto nuovamente deputato nel 2008,[28] è stato componente, per il Partito Democratico, della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) e della Commissione esaminatrice del "Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli".[29] Dalla morte di Mirko Tremaglia fino allo scioglimento delle Camere, è stato il più anziano deputato della XVI legislatura.

È stato grazie alla sua attività parlamentare se ad oggi esiste una legge (istituita nel 2000) che riconosce il 27 gennaio come Giorno della Memoria. Legge approvata all'unanimità dalla Camera dei deputati e successivamente dal Senato.

Candidatura alla segreteria del Partito DemocraticoModifica

Il 16 luglio 2007, con un articolo pubblicato su L'Unità, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, puntando su una critica marcata nei confronti di Silvio Berlusconi, del "berlusconismo" e di ciò che i suoi governi hanno rappresentato nella legislatura precedente. Tuttavia, all'atto di presentazione delle sottoscrizioni necessarie alla candidatura (il 30 luglio), ha presentato alcuni moduli che gli erano stati inviati via fax e quindi non in originale. L'ufficio tecnico-amministrativo del "Comitato 14 ottobre", promotore del PD, ammise la sua candidatura "con riserva", richiedendo gli originali entro 48 ore. Colombo sostenne l'impossibilità di soddisfare alla richiesta, vista l'assenza di strutture partitiche alle sue spalle, e lamentò la presenza di regole "vetero-burocratiche" che "soffocano" la nascita del nuovo partito. Il 1º agosto, con un intervento sull'Unità, annunciò la sua rinuncia alla candidatura.[30]

Attività parlamentareModifica

Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 Furio Colombo è il deputato con il più alto numero di "voti ribelli", contrari cioè alle indicazioni del partito di appartenenza, pari cioè a 633.[31]

Altre iniziativeModifica

 
Furio Colombo con la moglie, la scrittrice Alice Oxman (2009)

L'8 luglio 2008 ha partecipato al No Cav Day, del quale era uno dei principali promotori, anche dichiarando la propria contrarietà per un attacco in precedenza rivolto al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.[32][33]

Dopo avere lasciato l'Unità nel 2008, ha fondato insieme a Marco Travaglio ed Antonio Padellaro il Fatto Quotidiano di cui è stato editorialista dalla fondazione nel settembre 2009 al maggio 2022. Sul Fatto ha curato per molti anni anche la rubrica quotidiana A domanda rispondo, dove generalmente affrontava temi politici proposti dai lettori.[34]

In contrasto con la linea assunta dal Fatto Quotidiano sull'invasione russa dell'Ucraina, considerata antiamericana e filorussa, alla decisione del quotidiano di assumere come collaboratore il saggista Alessandro Orsini ed in seguito ad un editoriale di Massimo Fini in cui veniva apertamente elogiata la Repubblica Sociale Italiana, Colombo ha scritto una lettera di protesta, annunciando in seguito la fine della permanenza presso il quotidiano di Travaglio.[35][36] Il 20 maggio 2022 riprende collaborazione come editorialista al quotidiano la Repubblica.[4]

È presidente nazionale di "Sinistra per Israele", associazione che si pone il compito di "contrastare i pregiudizi antisraeliani, antisionisti e talora perfino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana".[37]

Nel maggio 2015, in occasione dell'ottantacinquesimo compleanno di Marco Pannella, ha annunciato la sua iscrizione al Partito Radicale Transnazionale.[38][39]

Colombo è stato testimone della chiusura dell'Ospedale San Giacomo di Roma[40] e l'ha contestata.[41]

OpereModifica

  • Nuovo teatro americano, a cura di, Milano, Bompiani, 1963.
  • Le donne matte, Milano, Feltrinelli, 1964.
  • L'America di Kennedy, Milano, Feltrinelli, 1964; Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-518-4.
  • Invece della violenza, Milano, Bompiani, 1967.
  • Le condizioni del conflitto, Milano, Bompiani, 1970.
  • Cinema e televisione dell'ultima America, a cura di, in "Bianco e Nero", fasc. 9/10, 1972.
  • Documenti su il nuovo Medioevo, con Umberto Eco, Francesco Alberoni e Giuseppe Sacco, Milano, Bompiani, 1973.
  • Alternative. Antologia interdisciplinare, con Benvenuto Cuminetti e Antonio Martinelli, Bergamo, Minerva italica, 1973.
  • Ultima Hanoi, Milano, Bompiani, 1973.
  • Da Kennedy a Watergate. Quindici anni di vita americana, Torino, SEI, 1974.
  • Televisione: la realtà come spettacolo, Milano, Bompiani, 1974.
  • Aspetti della comunicazione visiva nelle società industriali, Bologna, Cooperativa libraria universitaria, 1975.
  • Ipertelevision, Roma, Cooperativa scrittori, 1976.
  • I prossimi americani. Il Chi è chi nelle elezioni presidenziali USA del 1976. Intervista a tutti i protagonisti della vita politica americana, Milano, Garzanti, 1976.
  • Agenti segreti, Milano, Garzanti, 1976.
  • Carter presidente. Verso una nuova America, a cura di, Milano, Fratelli Fabbri, 1977.
  • Radio e televisione, con Roberto Grandi e Nora Rizza, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1977.
  • Rabbia e televisione. Riflessioni sugli effetti imprevisti della TV, Milano, SugarCo, 1981.
  • Passaggio a occidente. Viaggio dentro un'America sconosciuta, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Il Dio d'America. Religione, ribellione e nuova destra, Milano, A. Mondadori, 1983; Il Dio d'America. Religione e politica in USA, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30296-8; Claudiana, 2014, ISBN 978-88-689-8006-1.
  • Un'intuizione americana, con Ugo Nespolo, Torino, Luisella D'Alessandro, 1983.
  • Bersagli mobili, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • L'ambasciatore di Panama, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • Cosa farò da grande? Quanto tempo resta per decidere?, Milano, A. Mondadori, 1986.
  • El centro, come Marc Saudade, Milano, Mondadori, 1987.
  • Trappola a Hong Kong, come Marc Saudade, in "L'Espresso", 16 agosto 1987.
  • Intervista alla televisione, a cura di A. Bottiglieri ed E. Ragone, Napoli, Pironti, 1988.
  • Occhio testimone, Milano, Bompiani, 1988.
  • Mille Americhe, Torino, La Stampa, 1988. ISBN 88-7783-030-1.
  • Carriera: vale una vita?, Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-53090-5.
  • Il destino del libro e altri destini, Torino, Bollati Boringhieri, 1990. ISBN 88-339-0528-4.
  • Il terzo dopoguerra. Conversazioni sul post-comunismo, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84070-X.
  • All'America, con Maria Luisa Spaziani e Sinisca, Matera-Ferrara, La Bautta, 1990.
  • Israele. Passato e futuro. Quello che c'è da sapere prima di giudicare, Milano, Rizzoli, 1991.
  • Per Israele. Notizie dalla storia, Milano, Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-84147-1.
  • Scene da una vittoria, Milano, Leonardo, 1991. ISBN 88-355-1050-3.
  • La città profonda. Saggi immaginari su New York, disegni di Tullio Pericoli, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-12004-6.
  • Come trovare un lavoro. Chi sono. Chi voglio essere, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-84168-4.
  • Frontiera, Milano, Gruppo editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas, 1993.
  • Larry Rivers: opere 1989-1992, con Achille Bonito Oliva, Roma, 32, 1993.
  • Fascismo/antifascismo, con Vittorio Feltri, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84378-4.
  • Gli altri. Che farne, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84278-8.
  • Confucio nel computer. Memoria accidentale del futuro, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-84433-0.
  • Il sogno di una destra normale. Dialogo con Reset di Furio Colombo e Vittorio Foa, Milano, Reset, 1995. ISBN 88-7989-080-8.
  • Il treno della Cina. Dispacci di un viaggio, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4536-5.
  • Ultime notizie sul giornalismo. Manuale di giornalismo internazionale, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4674-4.
  • Il candidato. La politica senza il potere, Milano, Rizzoli, 1997. ISBN 88-17-84060-2.
  • Fine del villaggio globale. Notizie di guerra, Milano, Reset, 1999. ISBN 88-87591-06-7.
  • La vita imperfetta. Cronache di un cambiamento, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1999. ISBN 88-17-86033-6.
  • La scoperta di nuovi mondi, scelta e introduzione di, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 2001.
  • Privacy, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 2001. ISBN 88-17-86701-2.
  • Il libro nero della democrazia. Vivere sotto il governo Berlusconi, con Antonio Padellaro, Milano, Baldini & Castoldi, 2002. ISBN 88-8490-263-0.
  • La città è altrove. Riflessioni sull'architettura, Roma, Mancosu, 2003, ISBN 88-87017-07-7.
  • America e libertà. Da Alexis de Tocqueville a George W. Bush, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005, ISBN 88-8490-721-7.
  • L'ultima intervista di Pasolini, a cura di Gian Carlo Ferretti, Collana Le coccinelle, Roma, Avagliano, 2005, ISBN 88-8309-186-8; Aliberti, 2020, ISBN 978-88-932-3368-2.
  • Ci sarà un'Italia. Dialogo sulle elezioni più importanti per la democrazia italiana, con Romano Prodi, Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-17115-5.
  • Architettura come difesa, Roma, Mancosu, 2006, ISBN 88-87017-70-0.
  • La fine di Israele, Milano, Il Saggiatore, 2007, ISBN 978-88-428-1456-6.
  • Post giornalismo. Notizie sulla fine delle notizie, Roma, Editori Riuniti, 2007, ISBN 978-88-359-6004-1.
  • La civiltà al potere, Lugano, ADV, 2008, ISBN 978-88-7922-042-2.
  • La paga. Il destino del lavoro e altri destini, Milano, Il Saggiatore, 2009, ISBN 978-88-428-1523-5.
  • No. Brevi interventi in Parlamento 2008-2011, Ascoli Piceno, Sigismundus, 2011, ISBN 978-88-97359-04-3.
  • Marco Alloni dialoga con Furio Colombo. Il diritto di non tacere, Reggio Emilia, Aliberti, 2011, ISBN 978-88-7424-865-0.
  • Contro la Lega, Roma-Bari, Laterza, 2012, ISBN 978-88-420-9986-4.
  • Il paradosso del Giorno della Memoria. Dialoghi, con Athos De Luca, Vittorio Pavoncello, Milano, Mimesis, 2014, ISBN 978-88-575-2326-2.
  • Il tempo di Adriano Olivetti, con Maria Pace Ottieri, Roma, Edizioni di Comunità, 2015, 2019, ISBN 978-88-98220-38-0.
  • Trump Power. Dalla Nuova Frontiera di JFK al Muro di Donald. Che cosa è successo all'America, Roma, Paper First, 2017, ISBN 978-88-99784-14-0.
  • Hitler non è mai esistito. Un memorabile oblio, CELID, 2018, ISBN 978-88-678-9099-6.
  • Clandestino. La caccia è aperto, Collana Le onde, Milano, La nave di Teseo, 2018, ISBN 978-88-934-4600-6.
  • La scoperta dell'America, Collana Classici del giornalismo, Torino, Aragno, 2020, ISBN 978-88-938-0071-6.
  • No. L'opposizione di uno, Milano, La nave di Teseo, 2021, ISBN 978-88-346-0884-5.

OnorificenzeModifica

  Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 28 maggio 1990. Di iniziativa del Presidente della repubblica.[42]

NoteModifica

  1. ^ a b Albo dei Giornalisti - consultato il 09/10/21
  2. ^ Fabio Giovannini, Storia del noir: dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi, Castelvecchi, Roma, 2000, pag. 150
  3. ^ Fabio Giovannini, Storia del noir: dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi, su Anteprima su Google libri, Castelvecchi, 2000. URL consultato il 31 gennaio 2020.
  4. ^ a b Furio Colombo, Putin il lupo e i porcellini, su la Repubblica, 20 maggio 2022.
  5. ^ 1971 - Nasce il DAMS, su Biblioteca Salaborsa. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 16 luglio 2018).
  6. ^ Il caso Mattei (1972) - Full Cast & Crew, su IMDb. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato il 3 maggio 2020).
    «Furio Colombo Mattei's Assistant»
  7. ^ “Siamo tutti in pericolo”, L’ultima intervista a PPP, di Furio Colombo (1. XI.1975), su Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia. URL consultato il 6 ottobre 2020.
  8. ^ Breve profilo giornalistico di Furio Colombo, su Agenzia stampa media2000.it. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato il 22 agosto 2016).
  9. ^ (EN) Storia architettonica dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, su nyc-architecture.com. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato il 2 giugno 2019).
  10. ^ a b Breve scheda professionale di Furio Colombo, su mediamente.rai.it. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2008).
  11. ^ Storia dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, su iicnewyork.esteri.it, New York. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato il 7 aprile 2016).
  12. ^ Storia, su Istituto Italiano di Cultura New York. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 7 aprile 2016).
  13. ^ Breve scheda biografica di Furio Colombo, su festivalcomunicazione.it. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato il 16 luglio 2018).
  14. ^ Paolo Bricco, I ragazzi di Olivetti, su Il Sole 24 ORE, 21 febbraio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 16 luglio 2018).
  15. ^ (EN) A new Chairman is created by Fiat USA, su New York Times, 6 dicembre 1988 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2015).
  16. ^ Arturo Zampaglione, LA FIAT SI PRESENTA A WALL STREET, su Ricerca Repubblica, 16 novembre 1988. URL consultato il 15 febbraio 2020 (archiviato il 15 febbraio 2020).
    «[...] Dal 1º dicembre Furio Colombo diventerà chairman, cioè presidente della Fiat Usa»
  17. ^ 200 errore
  18. ^ Marco Travaglio, Travaglio: «Non ho capito il motivo del cambio di direttore dell'Unità», su Corriere della Sera.it, 25 agosto 2008. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2008).
  19. ^ Furio Colombo, Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Le nostre firme e i dilemmi su Russia e Ucraina. Colombo, Padellaro, Travaglio - Visioni opposte su storia e conflitto, 13 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  20. ^ La pietà di “Pedro”, vera resistenza, su Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  21. ^ Francesca Lauri, Il giornalista Furio Colombo, persona seria, sospende la collaborazione col “Fatto Quotidiano”: “Non voglio essere complice di Orsini”., in Corriere del Giorno, 25 luglio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  22. ^ Orsini spacca "Il Fatto". Furio Colombo furioso con Travaglio e Padellaro. Il giornalista scrive una lettera aperta e prende le distanze dal professore. "Come faccio a scrivergli accanto? Chi dei due è il falsario?", in affaritaliani.it, 13 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  23. ^ Furio Colombo al Fatto: "Non voglio essere complice di Orsini". La risposta di Travaglio, in Gazzetta del Sud, 13 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  24. ^ Furio Colombo lascia Il Fatto Quotidiano: "Orsini mi provoca disagio", in globalist, 13 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  25. ^ Paolo Flores d'Arcais, Furio Colombo: “Ecco perché ho lasciato Il Fatto Quotidiano”, in MicroMega, 17 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  26. ^ Furio Colombo, Putin il lupo e i porcellini, su la Repubblica, 19 maggio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  27. ^ Marco Furio Colombo, su Camera dei deputati. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 31 gennaio 2020).
  28. ^ COLOMBO Furio - PD, su Camera dei deputati. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 31 gennaio 2020).
  29. ^ Composizione della Commissione esaminatrice del "Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli", su Camera dei deputati. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 31 gennaio 2020).
  30. ^ Furio Colombo: Partito democratico. Perché mi fermo qui - Tratto da “l’Unità”, 1 agosto 2007, su archivio.feltrinellieditore.it. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2020). Ricostruzione dei fatti nell'articolo su l'Unità.
  31. ^ elenco dei deputati - OpenParlamento, su parlamento.openpolis.it. URL consultato il 4 agosto 2011 (archiviato il 21 luglio 2011).
  32. ^ Matteo Tonelli, In migliaia per il "No Cav day" - E Grillo attacca Napolitano, su la Repubblica.it, 8 luglio 2008. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 17 gennaio 2017).
  33. ^ Il 'No Cav Day' non risparmia nessuno Attacchi a Quirinale, Carfagna, Papa, su CORRIERE DELLA SERA.it, 9 luglio 2008. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2008).
  34. ^ Blog di Furio Colombo, su ilfattoquotidiano.it, il Fatto Quotidiano. URL consultato il 6 ottobre 2011 (archiviato il 15 gennaio 2018).
  35. ^ Furio Colombo lascia 'Il Fatto': "Orsini over-celebrato", su AdnKronos, 13 maggio 2022.
  36. ^ Paolo Flores d'Arcais, Furio Colombo: "Ecco perché ho lasciato Il Fatto Quotidiano”, su MicroMega, 17 maggio 2022.
  37. ^ ORGANISMI DIRIGENTI, su Sinistra per Israele. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2011).
    «Presidente nazionale di Sinistra per Israele: Furio Colombo»
  38. ^ Furio Colombo, su Il Sole 24 ORE, 28 luglio 2016. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 30 settembre 2017).
    «Nel maggio del 2015, in occasione dell'ottantacinquesimo compleanno di Marco Pannella, ha annunciato di volersi iscrivere al Partito Radicale Transnazionale»
  39. ^ Intervista a Furio Colombo sul compleanno di Marco Pannella (1.05.2015), su radioradicale.it. URL consultato il 19 aprile 2020 (archiviato il 18 ottobre 2018).
  40. ^ Furio Colombo, Morte di un ospedale, su L’Unità, Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A., 14 settembre 2008, p. 1. URL consultato il 29 novembre 2020 (archiviato l'8 dicembre 2020).
  41. ^ Il San Giacomo emblema del disastro sanitario, su Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2021. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  42. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Colombo dott. Furio

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