Fussball Club Südtirol

squadra di calcio di Bolzano
FC Südtirol
Calcio Football pictogram.svg
Logo Fussball Club Südtirol 2016.png
Biancorossi / Rot-Weiß
Tirolesi / Tiroler
Altoatesini / Südtiroler
l'Alto
FCS
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Portiere
Colori sociali 600px inclined chequered White HEX-FF251D.svg Bianco e rosso
Inno Mitten in den Bergen gibt es einen Ort / Dalle vette al campo un eco va
Lukas Tait[1]
Dati societari
Città Bolzano
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1974
Presidente Italia Walter Baumgartner
Allenatore Italia Paolo Zanetti
Stadio Druso
(3 500 posti)
Sito web www.fc-suedtirol.com
Palmarès
Titoli nazionali 1 Lega Pro Seconda Divisione
Trofei nazionali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Fussball Club Südtirol[2] G.m.b.H. / s.r.l.[3] (anche noto come FC Südtirol, FC Alto Adige, FC Südtirol-Alto Adige o FC Südtirol Bolzano-Bozen) è una società calcistica italiana con sede nella città di Bolzano. Milita attualmente in Serie C, terza divisione del campionato italiano di calcio, che è anche il massimo livello sportivo mai raggiunto dalla società nella sua storia.

Fondata a Bressanone nel 1974, ha assunto la corrente identità nel 1995 (allorché è stata ridenominata Football Club Südtirol-Alto Adige, adottando i colori sociali bianco-rossi) e la corrente denominazione nel 2000. In ragione di questa ridenominazione a società intende rappresentare non solo il capoluogo, ma l'intero territorio provinciale dell'Alto Adige.

Nella stagione 2017-2018 il Südtirol costituisce l'unica squadra di calcio professionistica della regione Trentino-Alto Adige[4].

Indice

StoriaModifica

Dalle origini agli anni novantaModifica

La tradizione sportiva del club ebbe inizio nel 1974, allorché nel quartiere brissinese di Millan venne fondata una società calcistica denominata Sport Verein Milland, presieduta da Ubald Comper e adottante i colori sociali giallo e nero.

Dopo un paio d'anni di attività a carattere non ufficiale, nel 1977 il club si affiliò alla FIGC e prese parte a due campionati zonali di Terza Categoria. Rimasto poi inattivo nel biennio 1979-1980, il Milland riprese a competere nell'ultima divisione del calcio italiano dalla stagione seguente: la squadra crebbe di livello e rapidamente riuscì dapprima a salire in Seconda Categoria (nel 1983) quindi in Prima Categoria (nel 1986) e infine in Eccellenza (nel 1991). Nel 1994 la sede venne spostata a Varna, senza tuttavia cambiare denominazione sociale; un anno dopo tuttavia la striscia positiva si interruppe e la squadra retrocesse in Promozione[4].

Nel 1995 un gruppo di imprenditori locali federatisi allo scopo di creare un club calcistico d'alto livello nel territorio dell'Alto Adige scelse di attuare il progetto appoggiandosi proprio al Milland: la società venne dunque rilevata, ridenominata Football Club Südtirol-Alto Adige e associata ai nuovi colori sociali bianco e rosso. La presidenza passò all'architetto Hanns Huber, mentre Joseph Insam divenne direttore sportivo.

Nella sua prima stagione con la nuova denominazione il Südtirol-Alto Adige si aggiudicò il campionato di Promozione senza perdere una partita (26 vittorie e 4 pareggi), con 82 punti accumulati. Analogo esito ebbe la stagione successiva, ove la squadra vinse l'Eccellenza perdendo solo una partita e accedendo così per la prima volta al Campionato Nazionale Dilettanti.

Nell'estate 1997 la presidenza passò a Leopold Goller, sotto la cui gestione la squadra dapprima si stabilizzò nella massima serie dilettantistica (tra il 1997-1998 e il 1999-2000) e infine, all'alba del Terzo millennio, sotto la guida del tecnico Giuseppe Sannino e dell'attaccante Joachim De Gasperi, riuscì a vincere il proprio girone e ad accedere al professionismo.

In quest'ultima stagione la squadra fu peraltro oggetto del primo trasferimento del terreno da gioco interno: essendo sorti dei problemi per l'utilizzo del campo sportivo di Bressanone (regolarmente utilizzato nel girone di andata, come nelle annate precedenti), nel girone di ritorno si optò per riallocarle al campo della zona sportiva di Termeno sulla Strada del Vino.

Gli anni duemilaModifica

In vista della stagione di debutto in Serie C2 (2000-2001) quale campo interno venne designato lo stadio Druso di Bolzano, unico impianto dell'Alto Adige ad essere omologato per ospitare partite professionistiche.

Il passaggio tra i "pro" rese necessario anche un cambiamento della forma statutaria: l'associazione sportiva venne dunque trasformata in società a responsabilità limitata (s.r.l.) e ridenominata Fussball Club Südtirol. L'iscrizione al Registro delle Imprese della provincia di Bolzano venne richiesta già il 7 febbraio e formalizzata (con atto ufficiale di fondazione della nuova società) il 21 giugno 2001: maggiore azionista divenne Leopold Goller, che ne mantenne la presidenza.

Sempre nel 2001 si provvide a trasferire la sede operativa del club a Bolzano (prima in via Avogadro, poi in via Cadorna); più tempo - per ragioni burocratiche - richiese invece lo spostamento di quella legale, che formalmente rimase a Bressanone ancora per un paio d'anni.

Nella prima stagione in C2 i biancorossi ottennero una tranquilla salvezza; nelle tre annate seguenti sfiorarono ripetutamente la promozione in C1, senza tuttavia mai superare la fase play-off. Dopo la stagione 2004-2005, conclusasi con una nuova sconfitta ai play-off (in semifinale), il presidente Leopold Goller lasciò il posto a Werner Seeber, che cumulò la carica con quella di direttore generale. Protagonista di questi anni fu l'attaccante Thomas Bachlechner, che tra il 2001 e il 2006 fu più volte capocannoniere di squadra e tra i primi realizzatori in assoluto a livello di girone.

Nella stagione 2006-2007 la squadra altoatesina si presentò per la settima volta consecutiva al via del girone A di Serie C2, affidata alla guida tecnica di Aldo Firicano: dopo aver concluso il girone d'andata al terzo posto in classifica, distaccato di soli due punti dalla capolista Nuorese, un'involuzione di tendenza la condusse a terminare la stagione regolare in settima posizione, mancando l'accesso agli spareggi per la promozione. A nulla valse il ritorno, nel mercato invernale, dell'attaccante Thomas Bachlechner (che aveva trascorso mezza stagione in Serie C1 all'Ivrea, senza particolare fortuna). La squadra dovette altresì scontare una sconfitta a tavolino per 3-0 contro il Montichiari per l'utilizzo del giocatore Fabian Mayr, sul quale gravava una squalifica non scontata, rimediata durante la militanza di costui nel San Paolo Appiano, nel campionato 2005-2006 di Eccellenza Trentino-Alto Adige.

Nell'estate 2007 alla squadra venne contestata la non coincidenza tra sede legale (sulla carta rimasta a Bressanone) e campo interno (ormai da sette anni a Bolzano): nonostante le insistenze del Südtirol (che lamentò l'inevitabilità di servirsi dello stadio Druso, stante l'insufficienza strutturale dei campi sportivi brissinesi), la Lega Professionisti Serie C impose ai biancorossi di giocare le proprie gare casalinghe nella stessa città della sede legale.

L'ingiunzione non venne raccolta dal sodalizio biancorosso, che seguitò a presentare la propria squadra nello stadio bolzanino: di riflesso le partite d'esordio stagionale (valide per la Coppa Italia di Serie C) ne vennero condizionate. In entrambi i casi le squadre avversarie (rispettivamente Mezzocorona e Bassano Virtus) seguirono l'indicazione della Lega e si recarono a Bressanone, trovando il campo sportivo completamente deserto. Se nel primo caso venne disposto il rinvio della gara (poi vinta per 2-4 dal Mezzocorona), nel secondo caso (sebbene il Bassano avesse poi provveduto a spostarsi a Bolzano e a giocare l'incontro) il giudice sportivo irrogò la sconfitta a tavolino per 0-3.

Dinnanzi alla minaccia di ulteriori sanzioni, il Südtirol infine acconsentì a ristabilirsi a Bressanone, giocandovi le prime partite del successivo campionato, finché la FIGC - accogliendone le istanze - concesse una deroga per la ri-adozione dello stadio Druso. Nel mentre, al fine di uscire dall'impasse, era stata finanche ipotizzata una fusione col Bolzano, ottenendo però un diniego da parte della storica società cittadina (che aveva sempre avversato la presenza del Südtirol nel capoluogo).

Il campionato vide il club altoatesino giocare sottotono: la zona play-off rimase ben lontana e anzi la salvezza venne conseguita solo all'ultima giornata di campionato, grazie alla vittoria interna per 2-1 contro la Pro Vercelli.

Un anno dopo il Südtirol (affidato al tecnico Maurizio D'Angelo) parve ripetere il copione del biennio precedente, collocandosi stabilmente nelle ultime posizioni di classifica. Un primo cambio di allenatore (con l'ingaggio di Marco Alessandrini) non sortì l'effetto sperato, sicché il 18 maggio 2009, dopo che un'ulteriore sconfitta patita contro l'Alghero ebbe cagionato le dimissioni anche del tecnico subentrante, la società chiamò in panchina Alfredo Sebastiani. La permanenza in categoria sarà poi sancita solo ai play-out, ove gli altoatesini riuscirono ad aver ragione della Valenzana.

Sempre nel corso della stagione 2008-2009 Werner Seeber cedette la presidenza della società all'imprenditore e politico Walter Baumgartner, che annunciò apertamente di puntare al salto in terza serie entro il 2013 e alla serie cadetta entro il 2015.

La stagione 2009-10 si aprì con la conferma in panchina di Alfredo Sebastiani e un drastico rinnovamento della rosa. Le scelte della dirigenza si rivelarono vincenti, proponendo il Südtirol fin dalle prime giornate come squadra di vertice del girone A di Seconda Divisione (nuovo nome della Serie C2), in un serrato testa-a-testa con Spezia, Legnano, Feralpisalò, Pavia e Alghero.

Decisive si rivelarono le ultime tre giornate della stagione regolare, due delle quali segnate da scontri diretti: al 32º turno i biancorossi pareggiarono per 0-0 con lo Spezia, indi al 33° vinsero per 0-1 contro il Pavia e infine, il 9 maggio 2010, batterono per 1-0 la Valenzana dinnanzi a uno stadio Druso tutto esaurito (3 500 spettatori).

Il Südtirol fece così suo il campionato e si garantì la promozione in terza serie per la prima volta nella sua storia.

Gli anni duemiladieciModifica

La stagione 2010-2011, la prima nella storia del club in terza serie, si rivela difficoltosa: la carenza di risultati positivi spinge la società ad esonerare alla 27ª giornata il tecnico Alfredo Sebastiani, sostituendolo con Maurizio Pellegrino. Ciò non basta a invertire la rotta: a fine stagione il Südtirol retrocede in Lega Pro Seconda Divisione, dopo aver perso i play-out contro il Ravenna; il verdetto viene poi annullato a seguito del caso "Scommessopoli", che provoca la penalizzazione di molte squadre di Lega Pro (tra le quali Alessandria e Cremonese) e consente l'immediata riammissione dei biancorossi nella categoria perduta.

Frattanto, a febbraio 2011, la FIGC aveva finalmente accolto le richieste del club, acconsentendo allo spostamento della sede legale da Bressanone a Bolzano.

Nella stagione 2011-2012 la squadra viene assegnata al girone B di Prima Divisione e l'allenatore Giovanni Stroppa la conduce al settimo posto finale in stagione regolare, mancando l'acceso ai play-off solo all'ultima giornata.

Il 13 luglio 2012 la Lega Italiana Calcio Professionistico, giudicando ormai non più omologabile lo Stadio Druso, delibera l'esclusione dal Südtirol dal campionato 2012-2013; sei giorni dopo la decisione viene invalidata, previa presentazione di un ricorso corredato da un progetto di massima per la ristrutturazione e l'ampliamento dello stadio bolzanino, cui viene pertanto concessa una deroga.

Nella stagione regolare 2012-2013 la squadra, inserita nel girone A e guidata in panchina da Stefano Vecchi, si piazza quarta e si qualifica ai play-off, dove viene eliminata in semifinale dal Carpi (che poi salirà in serie B).

La successiva stagione 2013-2014 vede i biancorossi debuttare con fatica, attestandosi nella bassa classifica: il tecnico Lorenzo D'Anna, al debutto sulla panchina sudtirolese, ne paga le conseguenze e viene sostituito da Claudio Rastelli. L'avvicendamento rilancia il Südtirol, che risale la china e centra la terza posizione nel proprio girone, accedendo ai play-off promozione in Serie B. Nei primi due turni gli altoatesini eliminano il Como in gara secca interna (0-0 nei tempi regolamentari, 4-3 ai calci di rigore) e la Cremonese in doppio confronto (pareggio 1-1 a Cremona e vittoria 2-1 in casa). In finale si incontra la Pro Vercelli, che nella gara di andata si impone al Druso per 0-1 e pareggia 1-1 il ritorno al Silvio Piola di Vercelli, estromettendo nuovamente i biancorossi dalla rincorsa alla serie cadetta.

L'anno successivo (segnato dai rientri in squadra di Manuel Fischnaller e Michael Cia) è segnato da risultati altalenanti: sotto la guida del confermato Claudio Rastelli i biancorossi faticano ad ingranare, sicché nel giro di poche giornate la società decide per l'avvicendamento con Adolfo Sormani. La scelta inizialmente rivitalizza il Südtirol, capace di chiudere il girone d'andata tra le prime posizioni, ma una nuova involuzione di condizione patita nell'ultimo quarto di stagione regolare porta anche all'esonero di Sormani: gli subentra Giovanni Stroppa, che traghetta i sudtirolesi al 10º posto con 47 punti guadagnati.

Ancora Stroppa viene chiamato a guidare i biancorossi (che dopo la partenza di Hannes Kiem alla volta della Virtus Bolzano affidano la fascia di capitano ad Hannes Fink) nella stagione 2015-2016, che si rivela però all'insegna della metà classifica: il girone A viene concluso al decimo posto.

Per la stagione 2016-2017 la squadra viene affidata a William Viali: la squadra palesa un rendimento altalenante, navigando attorno a metà classifica. Una crisi di rendimento induce la società a cambiare la guida tecnica: il subentrante Alberto Colombo riesce a conseguire la salvezza con due giornate d'anticipo sulla naturale conclusione del campionato (anche grazie a un filotto di quattro vittorie di fila).

Nell'estate 2017 l'ingresso del competente direttore sportivo Aladino Valoti prelude a una rifondazione della parte sportiva: la rosa viene riallestita con elementi d'esperienza (il portiere Daniel Offredi e il difensore Kévin Vinetot) e molti giovani, mantenendo però l'ossatura di base costituita da Hannes Fink, Cia e Fabian Tait. In panchina viene chiamato Paolo Zanetti, all'esordio da allenatore di prima squadra dopo tre anni trascorsi nelle giovanili della Reggiana. Le scelte della società si rivelano fruttuose e il Südtirol si propone quale squadra di vertice del girone B di Serie C: trascinata dalle 13 reti del 27enne attaccante italo-svizzero Rocco Costantino (prelevato dalla Vis Pesaro dopo una lunga permanenza in squadre dilettantistiche) la compagine biancorossa si mantiene nelle zone alte della classifica e infine riesce a chiudere la stagione regolare al secondo posto alle spalle del solo Padova. Il piazzamento consente la qualificazione diretta ai quarti di finale dei play-off, dove i sudtirolesi eliminano la Viterbese Castrense (pareggio esterno per 2-2 all'andata e vittoria per 2-0 al ritorno in casa), ma si arrendono in semifinale al Cosenza (vittoria per 1-0 in casa e sconfitta per 2-0 in Calabria).

CronistoriaModifica

Cronistoria del Fussball Club Südtirol[4]
  • 1974 - Nel quartiere di Millan a Bressanone viene fondato lo Sport Verein Milland.
  • 1974-1977 - Attività a livello locale ed amatoriale.
  • 1977 - Il 15 settembre, la società si affilia alla F.I.G.C. iscrivendosi al campionato di Terza Categoria bolzanese col numero di matricola 68395.
  • 1977-1979 - Il club disputa i campionati di Terza Categoria organizzati dal Comitato Provinciale FIGC di Bolzano.
  • 1979 - La società non si iscrive a nessun campionato e rimane inattiva.
  • 1980 - Il 25 agosto, il sodalizio si riaffilia alla F.I.G.C. ripartendo dalla Terza Categoria.

  • 1980-1981 - 8º nel girone M della Terza Categoria bolzanese.
  • 1981-1982 - 8º nel girone L della Terza Categoria bolzanese.
  • 1982-1983 - 1º nel girone M della Terza Categoria bolzanese.   Promosso in Seconda Categoria.
  • 1983-1984 - 3º nel girone D della Seconda Categoria Trentino-Alto Adige.
  • 1984-1985 - 8º nel girone D della Seconda Categoria Trentino-Alto Adige.
  • 1985-1986 - 1º nel girone D della Seconda Categoria Trentino-Alto Adige.   Promosso in Prima Categoria.
  • 1986-1987 - 11º nel girone C della Prima Categoria Trentino-Alto Adige.
  • 1987-1988 - 7º nel girone C della Prima Categoria Trentino-Alto Adige.
  • 1988-1989 - 3º nel girone C della Prima Categoria Trentino-Alto Adige.
  • 1989-1990 - 2º nel girone C della Prima Categoria Trentino-Alto Adige.

  • 1990-1991 - 1º nel girone C della Prima Categoria Trentino-Alto Adige dopo aver vinto lo spareggio ad Ora contro il Naturno (0-0, 3-1 d.c.r.).   Promosso in Eccellenza[5].
  • 1991-1992 - 9º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige.
  • 1992-1993 - 5º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige.
  • 1993-1994 - 12º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige.
  • 1994 - La società trasferisce la sede delle gare interne da Bressanone a Varna.
  • 1994-1995 - 16º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige.   Retrocesso in Promozione.
  • 1995 - Il club cambia denominazione in Football Club Südtirol-Alto Adige.
  • 1995-1996 - 1º nel girone B della Promozione Trentino-Alto Adige.   Promosso in Eccellenza.
  • 1996-1997 - 1º nel girone unico dell'Eccellenza Trentino-Alto Adige.   Promosso nel Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1997-1998 - 11º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1998-1999 - 7º nel girone C del Campionato Nazionale Dilettanti. Ammesso nella nuova Serie D.
  • 1999-2000 - 1º nel girone C della Serie D.   Promosso in Serie C2.
Primo turno di Coppa Italia Serie D.

  • 2000 - La società cambia denominazione in Fussball Club Südtirol S.r.l., optando per giocare le gare interne a Bolzano (ove vengono progressivamente trasferite tutte le attività).
  • 2000-2001 - 11º nel girone A della Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 - 4º nel girone B della Serie C2. Perde la semifinale dei play-off contro il Brescello (1-1; 1-1).
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 - 3º nel girone A della Serie C2. Perde la finale dei play-off contro il Novara (0-0; 0-0).
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 - 3º nel girone A della Serie C2. Perde la finale dei play-off contro la Cremonese (1-2; 1-2).
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-2006 - 4º nel girone A della Serie C2. Perde la semifinale dei play-off contro l'Ivrea (1-1; 1-1).
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 - 15º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione. Vince i play-out contro la Valenzana (2-2; 0-2).
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009-2010 - 1º nel girone A della Lega Pro Seconda Divisione.   Promosso in Lega Pro Prima Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
Perde il triangolare di Supercoppa di Lega di Seconda Divisione.

  • 2010-2011 - 17º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Retrocesso in Lega Pro Seconda Divisione dopo aver perso i play-out contro il Ravenna (1-0; 1-2) e successivamente ripescato.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2011-2012 - 7° nel girone B della Lega Pro Prima Divisione.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012-2013 - 4° nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Perde la semifinale dei play-off contro il Carpi (1-2; 2-2).
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale in Coppa Italia Lega Pro.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Lega Pro.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.

Allenatori e presidentiModifica

CapitaniModifica

  •   ... (1974-2004)
  •   Hannes Kiem (2004-2015)
  •   Hannes Fink (2015-)

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

I colori del Südtirol sono il bianco e il rosso, mutuati dalla simbologia araldica della provincia di Bolzano e del capoluogo stesso. Generalmente nella maglia casalinga predomina il bianco, in quella da trasferta il rosso, mentre la terza divisa (laddove prevista dai contratti di sponsorizzazione) punta sul nero o sul blu notte.

Differenti sono stati i template scelti nel corso degli anni per le casacche da gioco. Tra di essi particolarmente iconica è la soluzione progettata nel 2013 dal designer Antonino Benincasa (già autore del logo dei XX Giochi olimpici invernali) per lo sponsor tecnico Garman, successivamente rimasta in uso fino al 2017[6]:

  • divisa di casa in gran parte bianca, con impresso sul torso un motivo a scacchi romboidali bianco-rossi che si allunga in diagonale verso la spalla destra e copre tutto il relativo lato della divisa. Pantaloncini bianchi con inserti simmetrici rossi, così come i calzettoni. Numeri e scritte in rosso.
  • divisa da trasferta rossa, decorata sul torso da motivi spiroidali bianchi che si allungano fino alle maniche. Pantaloncini rossi con inserti bianchi, così come i calzettoni. Numeri e scritte in bianco.

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

 
Logo sociale adottato fino a maggio 2016.

Il primo stemma della squadra (adottato fino al 2016) era costituito da un cerchio decorato con un motivo a scacchi romboidali bianchi e rossi, con al centro un pallone da calcio e circondato da una corona circolare a sua volta bianca e rossa, contenente il nome della squadra (F.C. Südtirol-Alto Adige). Nelle sue forme evocava il simbolo del Bayern Monaco, squadra godente di larga popolarità in provincia di Bolzano[7].

Dal maggio 2016 il club ha rivisitato il logotipo: ferma restando la forma circolare, ne è stato modificato il contenuto. La scaccatura bianco-rossa interna è sostituita da un reticolato bianco su fondo rosso (che comunque ricalca il previgente motivo), mentre il disegno del pallone da calcio viene reso tridimensionale. Viene inoltre modificata la dicitura apposta nella corona circolare esterna: nella metà superiore (rossa) appare la ragione sociale F.C. Südtirol, mentre in quella inferiore (bianca) è inscritto il nome Bolzano-Bozen, al fine di meglio rimarcare il rapporto della squadra con la città capoluogo dell'Alto Adige.

InnoModifica

Dal 2016 inno ufficiale della squadra è il brano bilingue (italiano e tedesco) Mitten in den Bergen gibt es einen Ort / Dalle vette al campo un eco va, scritto, musicato e cantato da Lukas Tait insieme ad altri musicisti altoatesini[1][8].

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Druso.

Nelle prime stagioni di esistenza l'allora SV Milland adottava quale campo interno il Fussballplatz Milland di Bressanone, campo da calcio del proprio quartiere d'appartenenza, situato sul Lungo Isarco Sinistro e dotato di piccole tribune a terrapieno.

Col cambio di denominazione in FC Südtirol arrivò un primo trasferimento, con la decisione di giocare le gare interne al lido di Bressanone, praticamente dirimpetto al campo di Millan (sulla sponda opposta dell'Isarco) e dotato di strutture più capienti.

Nel 2000 si verificò un doppio trasferimento: dopo aver giocato alcune partite alla Sportzone di Termeno sulla Strada del Vino, il passaggio tra i professionisti rese necessario reperire un campo di gioco omologabile: la scelta ricadde inevitabilmente su Bolzano, unico comune altoatesino dotata di una struttura confacente.

Tale soluzione ebbe tuttavia una genesi travagliata: nel 2007 la Federcalcio ingiunse al Südtirol di fare ritorno a Bressanone (ove la sede legale rimase fino al 2011): il braccio di ferro si risolse solo con la concessione di un'apposita deroga, sanandosi del tutto solo col successivo trasloco anche "formale" del Südtirol nel capoluogo altoatesino.

Nei vari casi, dal terzo millennio la sede delle gare interne dei biancorossi è lo Stadio Druso, maggiore arena scoperta della città di Bolzano, capace di accogliere 3 500 spettatori e dotato di un terreno di gioco da 105 m × 63 metri, circondato da una pista di atletica leggera[9].

Centro di allenamentoModifica

Dal 2012 tutte le selezioni societarie svolgono le sedute di allenamento presso il centro sportivo di Maso Ronco (anche noto come FCS Center), ubicato nella località Monticolo del comune di Appiano sulla Strada del Vino (BZ), il cui intervento di ristrutturazione ed ampliamento (attuato a lotti tra il 2003 e il 2018) è stato patrocinato dal sodalizio stesso[10].

Inaugurato nella sua completezza il 7 aprile 2018[11], il centro (esteso su una superficie di 47.248 ) dispone di quattro campi da calcio regolamentari (due in erba naturale, due in erba sintetica), di un campo da calcio a 5 (in erba sintetica) e di due campi da beach volley, tutti recintati e dotati di illuminazione. Gli edifici di pertinenza ospitano locali di servizio (spogliatoi, palestra, ambulatori medici, magazzini, lavanderia), aree aperte al pubblico (sale conferenze, esercizi di ristorazione e il negozio ufficiale della squadra) e uffici amministrativi del club altoatesino[12].

Il FCS Center è altresì la sede delle partite interne delle selezioni giovanili del Südtirol militanti nei campionati Berretti, Allievi e Giovanissimi[12].

Strutturalmente connessi al centro sono anche i sette campi da tennis outdoor e indoor gestiti dal Tennisclub Rungg e i due bocciodromi indoor in capo al Club Amatori Boccia Eppan[13].

Il centro di Maso Ronco viene altresì sfruttato da alcune società calcistiche minori del territorio di Appiano, nonché dalla nazionale di calcio della Germania, che tra il 21 maggio e il 2 giugno 2010 vi svolse un collegiale di preparazione ai successivi campionati mondiali[13].

Settore giovanileModifica

Il settore giovanile del Südtirol, avocato all'associazione sportiva dilettantistica AFC Südtirol (che è al contempo controllata e azionista della "società madre") è basato a Maso Ronco e gestisce squadre militanti nei campionati Berretti, Allievi Nazionali, Allievi under-16 Serie C, Giovanissimi Nazionali, Giovanissimi Professionisti (nelle divisioni regionali di Lombardia e Veneto), Esordienti e Pulcini, nonché nei campionati provinciali under-11, under-10, under-8 e under-9 gestiti dal Verband der Sportvereine Südtirols (VSS, associazione delle società sportive dilettantistiche altoatesine).

La promozione di giocatori dalle giovanili alla prima squadra è prassi regolare e consolidata: sono emersi in questo modo talenti quali Joachim De Gasperi, Michael Cia e Manuel Fischnaller.

SocietàModifica

Il Südtirol ha un assetto societario da public company, atipico per gli standard del calcio italiano. Il pacchetto azionario della società a responsabilità limitata non ha un vero investitore di riferimento: il 90% delle quote sociali è "spezzettato" tra una trentina di soci (sia soggetti fisici che giuridici) e la partecipazione più elevata avocata a un singolo individuo arriva al 25% del totale. Il residuo 10% è avocato all'AFC Südtirol, associazione sportiva dilettantistica cui fanno capo le squadre giovanili del sodalizio biancorosso, aperta alle affiliazioni di comuni cittadini, che ne fanno un esempio di azionariato popolare[14][15].

Il club impone inoltre un tetto massimo allo stipendio dei calciatori, che nel 2015 si attestava a 40.000 euro annui pro capite, e destina per statuto almeno il 30% del budget societario annuale (3,5 milioni di euro nel 2015) alla gestione settore giovanile[14].

Organigramma societarioModifica

 
Staff dell'area amministrativa[15]
  •   Walter Baumgartner - presidente e membro CDA
  •   Johann "Hans" Krapf - vicepresidente vicario e membro CDA
  •   Roberto Zanin - vicepresidente e membro CDA
  •   Dietmar Pfeifer - amministratore delegato e membro CDA
  •   Paolo Bravo - direttore sportivo
  •   Hannes Fischnaller - responsabile marketing e PR
  •   Andrea Anselmi - responsabile comunicazione
  •   Verena Pattis - segreteria organizzativa
  •   Emilio Bordoni - service liaison officer
  •   Lorenzo Buzzi - delegato alla sicurezza
  •   Gianluca Leonardi - responsabile amministrativo
  •   Emiliano Bertoluzza - collaboratore amministrativo
  •   Günther Plank - responsabile arbitri
  •   Alex Schraffl - responsabile settore giovanile
  •   Rodolfo Berardo - responsabile scuola calcio
  •   Markus Kuntner - presidente del collegio sindacale
  •   Hannes Pircher - sindaco
  •   Rudolf Stocker - sindaco
  •   Gerhard Comper - membro CDA
  •   Werner Gamper - membro CDA
  •   Luis Ignaz Hauser - membro CDA
  •   Hermann Larcher - membro CDA

Modifica

 
Cronologia degli sponsor tecnici
 
Cronologia degli sponsor ufficiali

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Campionati su base nazionale e interregionale
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Lega Pro Prima Divisione 4 2010-2011 2013-2014 8
Lega Pro 3 2014-2015 2016-2017
Serie C 1 2017-2018
Serie C2 8 2000-2001 2007-2008 10
Lega Pro Seconda Divisione 2 2008-2009 2009-2010
Campionato Nazionale Dilettanti 2 1997-1998 1998-1999 3
Serie D 1 1999-2000
Campionati su base regionale[16]
  • 5 campionati di Eccellenza Trentino-Alto Adige/Oberliga Trentino-Südtirol
Campionati su base provinciale[16]
  • 1 campionato di Promozione Alto Adige/Landesliga Südtirol
  • 5 campionati di Prima Categoria Alto Adige/1. Amateurliga Südtirol
  • 3 campionati di Seconda Categoria Alto Adige/2. Amateurliga Südtirol
  • 5 campionati di Terza Categoria Alto Adige/3. Amateurliga Südtirol
Partecipazioni alle coppe nazionali

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

2009-2010 (girone A)
1999-2000 (girone C)

Competizioni regionaliModifica

1996-1997

Competizioni provincialiModifica

1995-1996 (girone altoatesino)
1990-1991
1985-1986
1982-1983 (girone M)

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 2017-2018 (girone B)
Terzo posto: 2013-2014 (girone A)
Terzo posto: 2002-2003 (girone A), 2003-2004 (girone A)
Secondo posto: 1989-1990 (girone C)
Terzo posto: 1988-1989 (girone C)
Terzo posto: 1983-1984 (girone D)

TifoseriaModifica

L'origine storica e geografica del Südtirol gioca un ruolo determinante nel configurarne il seguito di pubblico[17].

Il club è infatti nato a metà anni 1970 in un territorio vocazionalmente dedito ad altre discipline (hockey su ghiaccio e sport invernali in genere) e privo di una significativa tradizione calcistica: a titolo d'esempio, nessuna squadra del Trentino-Alto Adige è mai riuscita a partecipare a un campionato nazionale di massima serie e solo due (il Bolzano e il Trento) hanno sporadicamente raggiunto la seconda divisione tra il 1928 e il 1948.

In aggiunta la società ha subìto un radicale cambio d'identità allorché si è deciso di trasferirne la sede nel capoluogo provinciale (ove già esisteva una società di più antica tradizione) e di identificarla non più con una località precisa, ma con la più estesa provincia d'Italia, molte località della quale distano anche diverse ore di macchina da Bolzano.

Tali fattori hanno ostacolato la formazione di un solido seguito di tifosi: i supporters biancorossi si presentano come numericamente risicati, poco calorosi e scarsamente organizzati. L'affluenza media allo stadio Druso (struttura di per sé antiquata e incapace di accogliere grandi volumi di pubblico) gravita attorno alle 1000 unità, con un picco di 1581 spettatori raggiunto nell'annata d'esordio assoluto in terza serie (2010-2011). Assai raramente una partita del Südtirol ha portato l'arena bolzanina a far registrare il tutto esaurito: ciò è avvenuto solo in occasione di incontri particolarmente prestigiosi, quale la finale d'andata dei playoff di Lega Pro Prima Divisione 2013-2014, che portò il Südtirol a sfiorare la promozione in Serie B. Per contro i periodi segnati da rendimenti agonistici inferiori hanno diradato le presenze sulle gradinate del Druso, portandole anche ben al di sotto delle 1000 unità[18].

Ancor più netta è la situazione nelle gare in trasferta, ove di rado il contingente di pubblico al seguito degli altoatesini raggiunge l'ordine delle decine di unità[19].

In virtù di quanto sopra, l'esistenza di formazioni della tifoseria dichiaratesi d'ispirazione ultras ha sempre avuto carattere estemporaneo ed effimero: le varie sigle apparse al seguito del Südtirol, sia quelle dedicate espressamente al calcio (quali Ultras Boys, Centurie Biancorosse, Forever Alto, Fedelissimi, The Rulers) che quelle "prestate" da altri sport cittadini (su tutti quelle al seguito dell'Hockey Club Bolzano) hanno supportato i biancorossi in modo irregolare e a ranghi assai ridotti, sciogliendosi o ritirandosi a medio-breve termine[19][17].

Gioca un ruolo nella difficoltà del Südtirol ad attrarre pubblico anche la peculiare situazione plurilinguistica della provincia di Bolzano: si ritiene che da un lato la popolazione di lingua e cultura tedesca (largamente maggioritaria nel territorio altoatesino) fatichi a riconoscersi in un club che non rivendica in via prioritaria la propria appartenenza a tale sostrato culturale (il Südtirol è infatti dichiaratamente attestato su posizioni neutrali riguardo le questioni etniche) e non privilegia in modo deciso la presenza in rosa di giocatori locali (evocando in tal senso casi "radicali" come l'Athletic Bilbao), mentre dall'altro la popolazione italiana (comunque ritenuta maggioritaria nell'ambito del tifo biancorosso) non veda di buon occhio la preponderante presenza tedesca nello staff dirigenziale[17].

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Fussball Club Südtirol 2017-2018.

RosaModifica

Aggiornata all'11 gennaio 2018.

N. Ruolo Giocatore
1   P Daniel Offredi
2   D Filippo Sgarbi
3   D Paolo Frascatore
4   C Luca Bertoni
5   D Kévin Vinetot
6   C Jérémie Broh
7   C Michael Cia
8   C Renny Smith
9   A Rocco Costantino
10   C Hannes Fink (Capitano)
11   D Andrea Zanchi
12   P Andrea D'Egidio
13   D Marco Baldan
14   C Luca Berardocco
N. Ruolo Giocatore
15   C Serge Cess
16   C Andrea Boccalari
17   A Emanuel Gyasi
19   D Luca Oneto
20   A Alessandro Gatto
21   D Fabian Tait
22   P Simone Tononi
23   A Kayro Flores Heatley
24   C Marco Berardi
25   C Yuri Salvaterra
27   A Leonardo Candellone
28   D Martin Erlić
30   D Alessandro Roma

Staff tecnicoModifica

 
Staff dell'area tecnica
Area tecnica
  •   Paolo Zanetti - Allenatore
  •   Alberto Bertolini - Allenatore in seconda
  •   Cristian Zenoni - Collaboratore tecnico
  •   Marco Montresor - Collaboratore tecnico
  • carica vacante - Preparatore atletico
  •   Reinhold Harrasser, Nicola Maffoni - Preparatori dei portieri
  •   Emiliano Bortoluzza - Team manager
Area sanitaria
  •   Daniel Peruzzo - Recupero infortuni
  •   Roberto Riccamboni - Medico sociale
  •   Mattia Zambaldi, Michele Morat - Fisioterapisti
  •   Luca Palmino, Michele Soldà - Collaboratori di spogliatoio

NoteModifica

  1. ^ a b (PDF) NEWS - fc-suedtirol.com, 1° mag 2016
  2. ^ Il nome può essere scritto anche Fußball Club o Fussballclub
  3. ^ Contatto - FC Südtirol - Alto Adige, su FC-Suedtirol.com. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  4. ^ a b c Storia - FC Südtirol - Alto Adige, su FC-Suedtirol.com. URL consultato il 26 febbraio 2018.
  5. ^ Il regolamento campionati stilato dal Comitato Regionale Trentino-Alto Adige prevedeva l'ammissione diretta in Eccellenza della migliore prima classificata dei 4 gironi di Prima Categoria più le prime 12 classificate del girone unico della Promozione Regionale 1990-91 (con i rimanenti 2 o 3 posti da assegnare secondo classifica di merito stilata dal Comitato Regionale).
  6. ^ L'orgoglio tirolese nelle divise 2013-2014 dell'FC Südtirol firmate Garman - passionemaglie.it, 17 ott 2013. Consultato il 25 ago 2014
  7. ^ «Südtirol Bolzano? Idea da valutare» - Alto Adige, 1° apr 2016
  8. ^ Inno - fc-suedtirol.com
  9. ^ Stadio Druso - fc-suedtirol.com, consultato il 17 lug 2014.
  10. ^ LEGAPRO. ARRIVANO I SOLDI PER IL CENTRO SPORTIVO DI MASO RONCO TARGATO FC SÜDTIROL. BAUMGARTNER:”ABBIAMO LA TRANQUILLITA' ECONOMICA PER AFFRONTARE LA SERIE B” Archiviato il 24 luglio 2014 in Internet Archive. - fsm.bz.it, 20 mar 2013
  11. ^ A Maso Ronco il nuovo centro sportivo dell’Fc Südtirol - altoadigeinnovazione.it, 8 apr 2018
  12. ^ a b FCS Center - fc-suedtirol.com
  13. ^ a b Impianto sportivo a maso Ronco - eppan.eu
  14. ^ a b Il calcio impossibile della lega pro - inchieste.repubblica.it, 4 mag 2015
  15. ^ a b Organigramma - fc-suedtirol.com, consultato il 17 lug 2014.
  16. ^ a b In Trentino-Alto Adige la FIGC è organizzata in due comitati provinciali (Trento e Bolzano), che cooperano solo nell'organizzare il campionato di Eccellenza
  17. ^ a b c Weder deutsch noch italienisch - Die Zeit, 6 dic 2017
  18. ^ FC SUDTIROL - veneziaunited.com, 4 feb 2014
  19. ^ a b Padova-SudTirol, le curiosità sull’avversaria di turno: quei due tifosi in trasferta a Pavia… - padovagoal.it, 1° ott 2015

BibliografiaModifica

  • Antenisco Gianotti, Sergio Braghini, Almanacco del calcio regionale Trentino Alto Adige, Tipografia Presel, Bolzano, 1993.
    Ha pubblicato le classifiche finali di tutti i campionati Trentino-Alto Atesini dal 1948 al 1992-1993 fino alla Seconda Categoria.
  • Nicola Binda, Roberto Cominoli, Uomini e gol, Tribuna Sportiva, Novara, varie edizioni.
    Risultati, presenze e reti di tutti i campionati italiani dalla Serie A alla Serie D e le classifiche finali dei campionati Berretti, Primavera, Eccellenza (dal 1991-1992 a oggi) e Promozione (dal 1993-1994 a oggi) tratte dai comunicati ufficiali editi da ogni Lega e Comitato Regionale.
  • Carlo Fontanelli, Alessandro Lanzarini, Un anno nel pallone, Mariposa Editrice, Fornacette, 1996, 1997 e 1998.
    Risultati e classifiche fino al campionato di Promozione.
  • Carlo Fontanelli, Annogol, Geo Edizioni, Empoli, dal 2000 al 2009.
    Risultati e classifiche dalla Serie A fino al campionato di Seconda Categoria dalla stagione 1998-1999 alla stagione 2007-2008.
  • Panini Edizioni, Almanacco illustrato del calcio, Panini Edizioni S.p.a., Modena, dal 1970 a oggi.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio