Gabinetto fotografico nazionale

Gabinetto Fotografico Nazionale
AbbreviazioneGFN
TipoEnte pubblico
Fondazione1895
FondatoreGiovanni Gargiolli
ScopoEnte Fotografico dello Stato italiano
Sede centraleItalia Roma
Sito web

Il Gabinetto Fotografico Nazionale (GFN) svolse le funzioni di Ente Fotografico dello Stato italiano dalla sua costituzione fino al 1975. Si trova a Roma, in via San Michele 18, nel complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, all'interno dell'Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione.

StoriaModifica

Ebbe sede a Roma in via in Miranda «in un vecchio convento a ridosso della Basilica dei SS. Cosma e Damiano»[1] e nacque per la riproduzione dei monumenti e delle opere d'arte con la moderna tecnica fotografica. A tal fine fu chiamato ad organizzarlo e dirigerlo colui che ne era stato convinto ideatore, l'ingegner Giovanni Gargiolli, in precedenza attivo alla Calcografia.

Rispetto alle grandi case fotografiche dell'epoca (Alinari, Brogi, Anderson), «il nuovo ufficio poteva lavorare con assoluto disinteresse. (…) L'altro vantaggio era quello di essere dentro l'amministrazione stessa delle belle arti, cioè dentro il lavoro di inventario e catalogazione che era allora agli inizi».[2]

Il GFN aveva inoltre anche funzioni commerciali, vale a dire «la vendita del materiale fotografico di propria edizione: Gargiolli compì in quegli anni un notevole sforzo per inserire il GFN nel ristretto novero delle grandi case produttrici di immagini artistiche».[3]

Tale sforzo fu coronato da successo: una recente indagine compiuta su un campione di oltre 235.000 foto pubblicate sulle maggiori opere editoriali del Novecento colloca il GFN al quinto posto tra i maggiori fornitori di illustrazioni di libri d'arte, architettura, archeologia, geografia.[4]

Le fotografie del GFN, secondo l'impostazione data dal suo fondatore e primo direttore, non venivano mai ritoccate a differenza di quelle della concorrenza, ciò che le rendeva particolarmente adatte all'opera di catalogazione delle opere d'arte, iniziatasi in quegli anni con esiti altalenanti, incompleti, talvolta contraddittori.

Col passare degli anni e l'avvicendarsi di vari direttori (tra cui personaggi quali Carlo Bertelli e Oreste Ferrari), il GFN venne assumendo anche il ruolo di acquisizione di importanti collezioni fotografiche, sottraendole così alla dispersione. È il caso, ad esempio, delle fotografie di Ignazio Cugnoni, Giacomo Pozzi-Bellini, Enrico Valenziani, Francesco Chigi, Mario Nunes Vais, Luciano Morpurgo, Francesco Paolo Michetti, Edoardo Gioja ed altri.

Nel 1975, con la costituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali da parte di Giovanni Spadolini il GFN venne trasformato nel laboratorio per la fotografia e il rilievo dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (D.P.R. 3.12.1975, n° 805), tuttora attivo.

NoteModifica

  1. ^ Amedeo Benedetti, Il Gabinetto Fotografico Nazionale, in Gli archivi delle immagini, Genova, Erga, 2000, p. 361.
  2. ^ Carlo Bertelli, Il Gabinetto Fotografico Nazionale, in "Musei e Gallerie", 1967, p. 40.
  3. ^ Amedeo Benedetti, Il Gabinetto Fotografico Nazionale, in Gli archivi delle immagini, Genova, Erga, 2000, p. 362.
  4. ^ Amedeo Benedetti, La fortuna delle immagini del Gabinetto Fotografico Nazionale nella grande editoria del Novecento, in “Culture del Testo e del Documento”, anno 14 (2013), n° 40, pp. 175-176.

BibliografiaModifica

  • Carlo Bertelli, Il Gabinetto Fotografico Nazionale, in “Musei e Gallerie”, 1967.
  • Amedeo Benedetti, Gli archivi delle immagini, Genova, Erga, 2000, pp. 359–383.
  • Amedeo Benedetti, Vita di Giovanni Gargiolli, fondatore del Gabinetto Fotografico Nazionale, Pisa, Il Campano, 2012.
  • Amedeo Benedetti, La fortuna delle immagini del Gabinetto Fotografico Nazionale nella grande editoria del Novecento, in “Culture del Testo e del Documento”, anno 14 (2013), n° 40, pp. 153–176.

Voci correlateModifica

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