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Gabriel Matzneff a Parigi nel 2016.

Gabriel Matzneff (Neuilly-sur-Seine, 12 agosto 1936) è uno scrittore francese.

Indice

BiografiaModifica

Gabriel Matzneff proviene da una nobile famiglia russa emigrata in Francia in seguito alla Rivoluzione russa.

Dal 1953 inizia a tenere un diario personale, che pubblicherà dal 1976 al 31 dicembre 2008[1].

Nel 1959 si reca in Algeria per approfondire l'epigrafia latina. Qui scrive il saggio, tra i suoi più celebri, sul suicidio presso gli antichi Romani, raccolto nel volume Le Défi (1965). Il 6 novembre 1959 si arruola nel reggimento fanteria coloniale.

Al suo rientro a Parigi, nel 1961, comincia a pubblicare suoi testi su varie riviste (tra cui la rivista della teologia ortodossa Contacts e La Table ronde) e sul quotidiano Combat.

Ha collaborato con numerose testate, di vario orientamento politico: Aux Écoutes, Notre République, La Nation française, Pariscope, Les Nouvelles littéraires, Matulu, Le Nouvel Adam, Le Quotidien de Paris, Le Figaro, Le Monde, Impact Médecin, la Revue des deux Mondes, Newmen, L'Idiot international, Le Choc du mois. Altri suoi scritti sono apparsi su La Revue Littéraire, L'Indépendance, Éléments, La Presse littéraire e Le Point.

Di religione ortodossa, è un grande appassionato nonché studioso della storia di Roma antica[2].

Le sue opere, tra narrativa, saggistica, poesia, diaristica, sono state pubblicate principalmente da Gallimard e da La Table ronde[2].

Opere (selezione)Modifica

  • Gabriel Matzneff, Le Défi, Paris, éditions de la Table ronde, 1965.
  • Gabriel Matzneff, L'archimandrite : roman, Paris, éditions de la Table ronde, 1966.
  • Gabriel Matzneff, Le carnet arabe, Paris, éditions de la Table ronde, 1971.
  • Gabriel Matzneff, Les Moins de seize ans, Paris, éditions Julliard, 1974.
  • Gabriel Matzneff, Ivre du vin perdu, Paris, éditions de la Table ronde, 1981.
  • Gabriel Matzneff, Mes amours décomposés : 1983-1984, Paris, éditions Gallimard, 1990.
  • Gabriel Matzneff, Calamity Gab : janvier 1985 – avril 1986, Paris, éditions Gallimard, 2004.
  • Gabriel Matzneff, Carnets noirs 2007-2008, Paris, Éditions Léo Scheer, 2009.
  • Gabriel Matzneff, Séraphin c'est la fin !, Paris, La Table Ronde, 2013.

Traduzioni italianeModifica

  • Gabriel Matzneff, I minori di sedici anni, traduzione di Giancarlo Pavanello, Milano, ES, 1994.

CuriositàModifica

In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio ha dichiarato di aver appreso l'italiano guardando i film di Totò[3].

I suoi commilitoni lo soprannominarono Gab la Rafale ("Gab la Raffica") in quanto imbattibile come tiratore: «A 200 metri mettevo una pallottola nel culo di una mosca»[2].

NoteModifica

  1. ^ Chronique du 14/03/2009, su matzneff.com.
  2. ^ a b c Stenio Solinas, Matzneff, l'uomo che mette un romanzo in ogni mail, in Il Giornale, 11 ottobre 2010.
  3. ^ Camillo Langone, L'immoralista, in Il Foglio, 20 giugno 2009. Camillo Langone, Matzneff, devoto alla Vergine e alle minorenni, in I maledetti. Van Gogh, Nietzsche, Rolling Stones e altre vite verso l'inferno, Firenze, Vallecchi, 2010, p. 121.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN79031048 · ISNI (EN0000 0001 2140 9049 · LCCN (ENn50006588 · GND (DE119006197 · BNF (FRcb11915184d (data) · WorldCat Identities (ENn50-006588