Apri il menu principale

Gabrio Lombardi

giurista, politico e docente italiano
Gabrio Lombardi, presidente del "Comitato nazionale per il referendum sul divorzio", 1974

Gabrio Lombardi (Napoli, 14 settembre 1913Roma, 4 aprile 1994) è stato un giurista, politico e accademico italiano. Intellettuale di ispirazione cattolica, fu presidente, dal 1970, del Comitato per il referendum sul divorzio che si svolse nel 1974[1].

BiografiaModifica

Di famiglia piemontese trapiantata al Sud, ultimo dei sette figli del senatore Luigi Lombardi e della moglie Emma Vallauri, nacque assieme a un gemello morto. Era fratello minore del gesuita Riccardo Lombardi. Trasferitosi a Roma con la famiglia, nel 1927 fondò la Lega missionaria studenti con Enrico Medi.

Dopo la laurea alla Sapienza - Università di Roma, iniziò l'insegnamento di Diritto romano negli atenei di Pavia e Milano, per poi passare presso la facoltà "Utriusque iuris" della Pontificia Università Lateranense, dove insegnò per 40 anni.

Durante la seconda guerra mondiale fu ufficiale dell'esercito, e dopo l'8 settembre si unì ai partigiani cattolici.

Iscritto all'Azione cattolica, dal 1964 al 1970 ricoprì la carica di presidente del Movimento laureati cattolici.

Dal 1970, dopo l'approvazione della legge Fortuna-Baslini (il primo dicembre), con la quale era stato introdotto in Italia il divorzio, divenne presidente del Comitato per il referendum sul divorzio, riuscendo a far raccogliere le firme necessarie (1.370.134), e polemizzando in molti casi con la Democrazia Cristiana, accusandola di scarsa incisività (ed ottenendo l'appoggio esplicito del solo Amintore Fanfani). Contro l'introduzione del divorzio e a favore dell'indissolubilità anche civile del matrimonio si espresse anche il noto giurista, studioso del processo civile, Salvatore Satta. Molteplici furono le sue prese di posizione in merito: in particolare è da ricordare la definizione che diede del divorzio, "una variante dell'harem diluita negli anni"[2]

L'impegno deciso di Lombardi proseguì anche quando alcuni cattolici democratici si espressero contro l'abrogazione della legge e il referendum.[3].

A fianco di Lombardi si schierarono nella campagna contro il divorzio diversi intellettuali e politici anche non cattolici, tra i quali, oltre a Salvatore Satta, Sergio Cotta, Augusto del Noce, Carlo Felice Manara, Enrico Medi, Giorgio La Pira, Alberto Trabucchi, Giambattista Migliori e Lina Merlin.

Il referendum si svolse poi nel 1974 e si concluse con la vittoria dei NO, spingendo Lombardi a ritirarsi dall'impegno politico e a riprendere la sua attività accademica. Ha diretto la rivista giuridica Studia et Documenta Historiae et Iuris.

NoteModifica

  1. ^ È morto Gabrio Lombardi. Combatté contro il divorzio, in Corriere della Sera, 6 aprile 1994, p. 5. URL consultato il 16-11-2009 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  2. ^ F. De Santis, La voce dell'abate soave che ha allarmato la Chiesa, pubblicato sul Corriere della Sera, 29 aprile 1974
  3. ^ Voto no, Signore, pubblicato su La Stampa del 7 maggio 1974, pag. 1

BibliografiaModifica

  • Il Corpo italiano di liberazione: 28 settembre 1943-25 settembre 1944, Magi-Spinetti, 1945
  • Sul concetto di ius gentium, Pubblicazioni dell'Istituto di diritto romano, 1947
  • La croce nella città, Studium, 1957
  • Civismo, N. Zanichelli, 1960
  • La libertà della scuola nel quadro della Costituzione italiana, Studium, 1964
  • L'8 settembre fuori d'Italia, Mursia, 1967
  • Testimoni di libertà, 1968
  • Divorzio, referendum, concordato, Il Mulino, 1970
  • Perché il referendum sul divorzio?, Ares, 1974
  • Cultura civica: per le scuole secondarie superiori, N. Zanichelli, 1975
  • Persecuzioni, laicità, libertà religiosa: dall'Editto di Milano alla Dignitatis humanae, Studium, 1991

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN75526716 · ISNI (EN0000 0000 6121 8071 · SBN IT\ICCU\CFIV\108812 · LCCN (ENn93064836 · BNF (FRcb126692938 (data) · BAV ADV10030953 · WorldCat Identities (ENn93-064836