Apri il menu principale

Gaetano Baldacci (Messina, 17 marzo 1911Pavia, 5 aprile 1971) è stato un giornalista italiano. È stato il primo direttore del quotidiano milanese Il Giorno.

Cenni biograficiModifica

Figlio di un giornalista (il padre era stato corrispondente del «Giornale d'Italia»)[1], studia Medicina laureandosi nel 1935 a Roma, poi si trasferisce a Milano.

Durante la seconda guerra mondiale è assistente di fisiologia all'Università di Padova e poi di clinica medica a Milano. Nella città lombarda fonda, nel luglio 1944 una casa editrice, «Gentile» (Gentile era il cognome della madre)[2], che pubblica un mensile di analisi politica e sociale, «Lo Stato Moderno» (1944-1949), di cui è direttore insieme con l'avvocato e deputato Mario Paggi (1902-1964). Il 25 aprile è nella redazione del «Corriere della Sera»: contribuisce a scrivere il giornale nella sua prima uscita dopo la caduta della Repubblica Sociale Italiana[1].

Nel 1945, dopo 10 anni, abbandona la professione di medico e sceglie di diventare giornalista. Entra al Corriere della Sera. Lavora per qualche tempo come redattore, poi diventa uno degli inviati speciali di punta del quotidiano milanese[3]. Nel 1956 viene chiamato dall'editore Cino Del Duca a dirigere il neonato quotidiano Il Giorno.

Nel 1959 si rende protagonista di un attacco all'allora presidente della Fiat Vittorio Valletta ed al capo del Governo Segni. L'attacco a Segni gli costa il licenziamento da parte di Enrico Mattei, allora editore del quotidiano. Con i soldi della liquidazione, nel 1960 fonda il settimanale «ABC» che, come si legge nel primo numero dell'11 giugno, aspira ad essere un "giornale della domenica" aperto alle notizie di tutto il mondo e non semplicemente un settimanale. «ABC» diverrà un'importante rivista di politica e costume in voga negli anni sessanta.

Nel 1967 viene inquisito per lo scandalo del Banco di Sicilia con l'accusa di peculato[4]. Riparato in Libano, fu arrestato a Beirut dall'Interpol e rinchiuso nel carcere dei Sablons. Tradotto l'anno successivo in Italia, Baldacci deve attendere l'esito del processo in carcere, a Regina Coeli. Riceve una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione. Il 28 dicembre del 1970 è però assolto con formula piena da tutte le accuse. Tuttavia la terribile esperienza vissuta nelle carceri libanesi e tre anni di processi compromettono irreversibilmente la sua salute.
Colpito da un male incurabile, si spegne in una clinica di Pavia il 5 aprile del 1971, a sessant'anni.

OpereModifica

LibriModifica

  • 1968, Arabi o ebrei, Milano, Longanesi

TelevisioneModifica

Gaetano Baldacci fu autore per la RAI. Scrisse il commento - e fu voce fuori campo - de Gli argini, documentario su Polesine di Mario Baffico. Fu trasmesso in prima visione il 3 gennaio 1955, nel Programma nazionale.

NoteModifica

  1. ^ a b Maria Assunta De Nicola, Mario Borsa. Biografia di un giornalista, Viterbo, Università della Tuscia, 2012. Nota 742 di pag. 170.
  2. ^ Caccia (a cura di), Editori a Milano (1900-1945). Repertorio, Milano, FrancoAngeli, pag. 152.
  3. ^ Arturo Colombo, Nato un secolo fa, fondò «Il Giorno»; GAETANO BALDACCI PENNA IRRIVERENTE, Corriere della Sera, 18 luglio 2011.
  4. ^ Baldacci fu accusato di aver estorto denaro al presidente dell'istituto palermitano Carlo Balzan, per tacere su uno scandalo che lo riguardava.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90268089 · SBN IT\ICCU\PALV\022843 · WorldCat Identities (EN90268089