Apri il menu principale

Gaetano Ferragni (1813-1874)

fisico, chirurgo e patriota italiano
Gaetano Ferragni

Gaetano Giovanni Luigi Maria Ferragni (Cremona, 5 maggio 1813Cremona, 24 marzo 1874) è stato un fisico, chirurgo e patriota italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nacque da Luigi Ferragni e Teresa Resemini, facoltosi negozianti cremonesi (vedi famiglia Ferragni).

Sedotto dalle teorie del più anziano fratello Francesco, scrittore e propagandista mazziniano già detenuto per reato di alto tradimento, si accostò giovanissimo agli alti ideali del patriottismo aderendo al comitato cremonese della Giovine Italia.

Nel 1838 si laureò in medicina presso l'Università di Bologna[1][2] ma ebbe da subito negato l'esercizio della professione medica in quanto anch'egli indagato per cospirazione[3]. Negli anni a venire si delineò tra i più attivi eccitatori del partito della rivoluzione, esortando numerosi concittadini alla partecipazione ideologica; fra essi il cugino Tito Cadolini, ufficiale dell'Esercito imperiale austriaco, che durante la Primavera dei popoli disertò le truppe asburgiche per schierarsi a favore degli insorti cremonesi.
Contestualmente si adoperò a favore delle classi più indigenti e bisognose, per anni fu membro della "Commissione Amministratrice e Direttice delle scuole infantili di carità in Cremona[4]".

A partire dal 18 marzo 1848 fu tra i cospiratori che ebbero la ventura di realizzare in Cremona il primo Governo Provvisorio cittadino. Nel breve volgere di pochi giorni la città fu risolutivamente liberata dall'occupazione austriaca ed i più facinorosi procedettero alla distruzione degli stemmi stranieri. Il 27 marzo 1848 fu quindi nominato membro del Comitato di Pubblica Sicurezza del Governo Provvisorio cremonese[5].

 
Avviso d'istituzione del Comitato di Pubblica Sicurezza

In questa fase spalleggiò il cognato Gaetano Tibaldi nell'istituzione della relativa colonna Tibaldi, una formazione militare composta da 150 giovani volontari.

Nell'agosto 1848, al fallimento della prima campagna militare, fu arrestato ed imprigionato assieme ai familiari implicati nell'insurrezione. Durante l'inverno di quello stesso anno fu condannato all'esilio insieme al fratello Francesco ed al giovanissimo figlio adottivo di quest'ultimo, Ernesto Hilcken-Ferragni[6].

Rimase confinato nella piccola comunità di Cremia per circa quattro anni. Nell'autunno 1852 rientrò a Cremona dove immantinente sposò Maria de Lorenzi, contadina di Cremia conosciuta durante l'esilio, della quale rimase prematuramente vedovo nel 1857. Dalla loro relazione nacque nel 1853 Luciano Ferragni, futuro politico radical-democratico e nel 1889 primo storico sindaco della sinistra filo-risorgimentale a Cremona.

Affiliato al Partito d'Azione mazziniano riprese posizione nell'amministrazione comunale cremonese a partire dall'estate 1859 (termine della Seconda guerra d'indipendenza). Nel 1860, in qualità di assessore del sindaco Pietro Araldi Erizzo, promosse un'ardimentosa campagna contro malattie infettive quali il vaiolo, il tifo e la malaria[7]. Nello stesso 1860 fu una delle quindici persone[N 1] scelte come membri del comitato cremonese che aderì all'Associazione italiana di soccorso ai soldati feriti e malati in guerra.[8]

Successivamente alla sconfitta di Mentana (1867) e al conseguente scioglimento del Partito d'Azione, aderì al Partito radicale storico, meglio conosciuto come Estrema sinistra storica, una neoconcepita fazione politica che affondava le sue radici ideali nel filone più laico e repubblicano del Risorgimento italiano, per l'appunto quello mazziniano e garibaldino. Morì a Cremona nel 1874 all'età di 60 anni.

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Tra le altre l'ingegnere Camillo Vacchelli, l'avvocato Angelo Bangoni, l'avvocato Gaetano Tibaldi, l'ingegnere Giovanni Cadolini, il medico Cesare Stradivari, il professor Stefano Bissolati e il sacerdote Giovanni Bonaldi.

FontiModifica

  1. ^ Bibliografia italiana pag. 336 - ossia elenco generale delle opere d'ogni specie e d'ogni lingua stampate in italiano e delle italiane pubblicate all'estero - Milano 1838
  2. ^ Storia della Dermatologia e della Venereologia in Italia pag. 103
  3. ^ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 559
  4. ^ Indicatore della ciità, diocesi e provincia di Cremona per l'anno 1846, pag. 51 - Cremona, tipografia vescovile di Giuseppe Feraboli
  5. ^ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 460
  6. ^ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 252
  7. ^ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 602
  8. ^ Cipolla, Fabbri, Lombardi 2014, p. 182.

BibliografiaModifica

  • Costantino Cipolla, Alessandro Fabbri, Filippo Lombardi, Storia della Croce Rossa in Lombardia (1859-1914). I. Studi, Milano, Franco Angeli Editore, 2014, ISBN 8-82044-598-0.
  • Fiorino Soldi, Risorgimento cremonese (1796-1870), Cremona, Pizzorni, 1963.