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Gaetano Mariani

critico letterario e saggista italiano

Gaetano Mariani (Roma, 7 gennaio 1923Roma, 30 giugno 1983) è stato un critico letterario e accademico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Compì gli studi liceali al "Visconti" di Roma. Dei suoi insegnanti - e soprattutto del dantista Carlo Grabher - serbò vivo il ricordo.[1] Nel 1941 si iscrisse alla facoltà di lettere dell'Università di Firenze, dove fu allievo di Giorgio Pasquali e Giuseppe De Robertis. Due anni dopo, si trasferì all'Università di Roma, avendo dovuto raggiungere il padre, Gustavo, direttore della sede provinciale della Banca d'Italia a L'Aquila. All'inizio del 1944, correndo seri rischi, dovette rifugiarsi in un convento romano travestito da prete.[2]

Con il padre - al quale fu molto legato, specialmente dopo la morte prematura del fratello Giorgio - si stabilì a Roma nel settembre del 1944 e, nel novembre del 1945, conseguì la laurea in lettere, con successiva pubblicazione della tesi sulle Leggi Siccardi che regolamentavano la separazione tra Stato e Chiesa.[3]

La sua intensa attività di docente e studioso iniziò subito dopo la laurea, dapprima nelle scuole secondarie, poi presso la facoltà di magistero dell'Università di Roma come assistente volontario e successivamente ordinario (1951). Nel 1953 sposò Fernanda Luisa Borroni, dalla quale avrebbe avuto tre figli. Fu libero docente, poi incaricato di letteratura italiana (1954) e, dieci anni dopo, titolare della cattedra di storia della letteratura italiana moderna e contemporanea. Come titolare insegnò all'Università di Messina e poi a quella di Roma, facoltà di magistero.

Aveva intanto iniziato, fin dal 1948, la sua lunga e appassionata collaborazione con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, che sarebbe durato fino alla morte, con compiti di redazione e coordinamento. [4]

Fu insignito di medaglia d'oro quale «benemerito della scuola, della cultura e dell'arte». Fu socio ordinario dell'Istituto nazionale di studi romani e dell'Accademia dell'Arcadia, nonché membro attivo e puntuale di vari istituti, centri di studio e comitati per l'edizione nazionale delle opere di Benedetto Croce, Niccolò Tommaseo, Giovanni Verga. «Questa intensa attività di lavoro aveva un solido punto d'appoggio nella fede cristiana, vissuta con discrezione e intensità».[5]

Attività critica e metodo di letturaModifica

Gli interessi del critico, pur comprendendo l'analisi di autori di precedenti periodi storici, come ad esempio Luigi Pulci e Vittorio Alfieri, furono essenzialmente focalizzati sulla letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento.

Tra i suoi contributi basta qui ricordare, per l'Ottocento, Storia della Scapigliatura (1967) e Ottocento romantico e verista (1972). Mariani fu anche fondatore e direttore della Biblioteca dell'Ottocento italiano.

Numerosi e puntuali furono i suoi saggi su autori, opere e correnti del Novecento: da Poesia e tecnica della lirica del Novecento (1958) a La giovane narrativa italiana tra documento e poesia (1962); da Preistoria del Futurismo a Il primo Marinetti (entrambi del 1970); da Trilussa, storia di un poeta (1974) a Il lungo viaggio verso la luce. Itinerario poetico di Mario Luzi (1982). Quest'ultimo contributo, quali a sigillo della propria esistenza terrena, riflette peraltro l'itinerario di fede del critico e offre la misura discreta della «castità della prosa critica di Mariani».[6]

Alla sua intensa attività di studioso Mariani affiancò realizzazioni editoriali di un certo respiro, come la collana Sintesi e documenti di letteratura italiana contemporanea, da lui diretta con Giorgio Petrocchi per la Editrice La Scuola, e l'opera in quattro volumi Letteratura italiana contemporanea, ideata e diretta insieme con Mario Petrucciani per l'editore Lucarini (da non confondere con l'omonima rivista, della quale Mariani fu condirettore, ancora con Petrucciani). La cura meticolosa che egli poneva nella ricerca bibliografica mirava, come egli stesso ebbe a precisare, ad agevolare la lettura storica degli autori oggetto di studio.[7]

Accanto alla puntualità della documentazione, non meno attenta fu la cura della collocazione storica, che a sua volta rinviava, pur nella sua interpretazione originale, alla scuola fiorentina del "saper leggere" di Giuseppe De Robertis e agli insegnamenti di Umberto Bosco, anche questi filtrati dalla sua personale sensibilità. In breve, i suoi due pilastri metodologici erano la qualità del testo e il suo contesto storico, «vale a dire la ricostruzione storico-culturale e la natura e la qualità dell'esperienza stilistica dell'autore.»[8]

Tra le altre peculiarità del suo metodo di lettura e d'indagine, si possono menzionare «l'uso largo e appropriato della citazione»; la «capacità di individuare nodi storici e culturali inesplorati e significativi» (con notevoli tracce soprattutto nella Storia della Scapigliatura); nonché il «lavoro di illuminazione di ambienti e di situazioni storiche culminante nei profili degli scrittori, su tutti, forse, Giuseppe Rovani e Igino Ugo Tarchetti.[9]»

Opere principaliModifica

  • Poesia e tecnica nella lirica del Novecento, Padova, Liviana, 1958.
  • La giovane narrativa italiana tra documento e poesia, Firenze, Le Monnier, 1962.
  • Storia della Scapigliatura, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 1967.
  • Preistoria del Futurismo, Roma, La Goliardica, 1970.
  • Il primo Marinetti, Firenze, Le Monnier, 1970.
  • Ottocento romantico e verista, Napoli, Giannini editore, 1972.
  • Trilussa, storia di un poeta, Roma, Bonacci editore, 1974.
  • La vita sospesa, Napoli, Liguori, 1978.
  • L'orologio del Pincio. Leonardo Sinisgalli tra certezza e illusione, Roma, Bonacci, 1981.
  • Il lungo viaggio verso la luce. Itinerario poetico di Mario Luzi, Padova, Liviana, 1982.

NoteModifica

  1. ^ Gaetano Mariani, Ricordo di Carlo Grabher, in Rassegna di cultura e vita scolastica, XXII, 11-12, 1968.
  2. ^ AA. VV., In memoria di Gaetano Mariani, in Letteratura italiana contemporanea, Appendice quarta, 1984, p. 300.
  3. ^ Un estratto della sua tesi di laurea fu pubblicato in Rassegna storica del Risorgimento, 1947, 3-4, pp. 147-158.
  4. ^ Giuseppe Izzi, Mariani, Gaetano, in Dizionario biografico degli italiani, volume 70, Roma, Treccani, 2008.
  5. ^ Giuseppe Izzi, Ibidem, voce enciclopedica citata.
  6. ^ V. Stella, Poetica e lirica dell'ermetismo. Sinisgalli e Luzi nella lettura di Gaetano Mariani, in Critica letteraria, X, 1982, 4, pp. 766-797.
  7. ^ Cfr. Gaetano Mariani, Per una storia della critica ungarettiana: i primi giudizi sul poeta, in Letteratuta, anno quinto, 1958, 35-36, pp. 246-263.
  8. ^ Giuseppe Antonio Camerino, in In memoria di Gaetano Mariani, op. cit, p. 277.
  9. ^ Giuseppe Izzi, in Dizionario biografico degli italiani, citato.

BibliografiaModifica

  • M. Scotti (recensione di) Storia della Scapigliatura, in Giornale storico della letteratura italiana, anno 146°, 1969, pp. 451-454.
  • P. Zoccola (recensione di), Il primo Marinetti, Ibidem, anno 149°, 1972, pp. 452-456.
  • V. Stella, Poetica e lirica dell'ermetismo. Sinisgalli e Luzi nella lettura di Gaetano Mariani, in Critica letteraria, anno 90°, 1982, 4, pp. 766-797.
  • Giorgio Petrocchi, Gaetano Mariani, in Studi romani, anno 31°, 1984, 1-2, pp. 69 e segg.
  • AA. VV., In memoria di Gaetano Mariani, in Letteratura italiana contemporanea, Appendice quarta, 1984, 10-12, pp. 269-384.
  • Giuseppe Antonio Camerino, Mariani, Gaetano, in Enciclopedia italiana, Appendice quinta, Roma, Treccani, 1993.
  • Mario Petrucciani, Per Gaetano Mariani, in L'italianistica alla Enciclopedia italiana, Roma, 1994, pp. 59-665.
  • G. E. Viola, Mariani e il futurismo, Ibidem, p. 67.72.
  • Giuseppe Izzi, Mariani, Gaetano, in Dizionario biografico degli italiani, volume 70, Roma, Treccani, 2008.
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