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1leftarrow blue.svgVoce principale: Galea.

Galea sottile
Galley running before the wind.JPG
Assetto di navigazione a vela di una galea sottile.
Caratteristiche di trasporto
Propulsionemista (remi e vela)
Stadi costruttivi di una galea sottile.
Sezioni e vista in piano di una galea sottile.
La stiva e il suo contenuto.

La galea sottile era la tipica galea da guerra utilizzata nel Mediterraneo dal IX al XVIII secolo. In tempo di pace poteva assolvere anche funzioni mercantili, particolarmente per il trasporto di merci preziose e poco voluminose, date le limitate disponibilità di spazi di stiva.

CaratteristicheModifica

Le caratteristiche della galea sottile di seguito riportate fanno particolare riferimento alle galee armate dalla Repubblica di Venezia tra il XIII e il XVIII secolo, ma sono di fatto estendibili, con minime modifiche, a tutte le marinerie mediterranee delle stesse epoche.

Si trattava di navi ad unico ponte, lunghe circa 45 m e larghe 5 m. Recavano due file di circa 25 banchi a due rematori con due alberi a vela latina, detti maestra e trinchetto. Talvolta poteva aggiungersi un terzo albero a poppa, detto mezzanello. Le vele prendevano il nome di mezzana, terzarolo e artimòn.
L'intera vita di bordo si svolgeva all'aperto, sul ponte, ad esclusione della tenda di comando innalzata a poppa.

Gli equipaggi si dividevano tra marinai, addetti alle attività nautiche e alle vele, e galeotti, addetti ai remi, a loro volta distinguibili tra buonavoglia, cioè liberi cittadini volontariamente arruolati, zontaroli, coscritti in tempo di guerra per incrementare gli equipaggi, e sforzati, cioè prigionieri di guerra e criminali condannati al remo. A questi si aggiungevano i reparti militari imbarcati.

Quando non impegnati nelle flotte da guerra o non adibiti ad usi mercantili, questi legni venivano normalmente disarmati e posti su scalo, preferendogli le più piccole ed economiche galeotte e fuste per le attività delle squadre militari permanenti.

Le artiglierie, introdotte a partire dal Trecento, andarono a sostituire, assieme agli archibugi, i tradizionali strumenti di offesa delle galee sottili: balestre e archi.
Le artiglierie erano poste a prua e a poppa, rivolte lungo la direzione di rotta, per colpire in caccia o in fuga.
Il pezzo d'artiglieria principale, posizionato a prua in asse con la chiglia, era chiamato cannone di corsia. Ai lati erano pezzi minori, detti petrieri (generalmente in numero di otto) e falconi (di norma in numero di quattro). Anche la poppa era armata in modo simile, con circa quattro petrieri e un falcone, detto paretolo.

La voga era inizialmente condotta, nei primi secoli, con il metodo alla sensile, cioè con tre rematori per banco, ciascuno dotato di un singolo remo di differente lunghezza: tale metodo consentiva di raggiungere elevate velocità, ma richiedeva un'elevata abilità da parte dei galeotti per ottenere il necessario coordinamento. Con il progressivo ridursi della qualità degli equipaggi, dovuto al minore apporto di rematori volontari (buonavoglia), e il conseguente aumento del numero di sforzati, attorno alla metà del XVI secolo passò al più semplice metodo a scaloccio, con cinque rematori per banco, tutti agenti su un unico remo comune.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica


BibliografiaModifica

  • Mutinelli F (1852), Lessico Veneto, Venezia, Tipografia Giambattista Andreola.

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