Galeotto II Pico

condottiero italiano
Galeotto II Pico della Mirandola
Galeotto II Pico della Mirandola.jpg
Signore della Mirandola
Stemma
In carica 1509-1511
1514-1533
Predecessore Giovanni Francesco II Pico
Successore Ludovico II Pico
Conte della Mirandola
In carica 1533-1550
Onorificenze Cavaliere di San Michele
Altri titoli conte della Concordia
Nascita Mirandola, 1508
Morte Parigi, 20 novembre 1550
Casa reale Pico della Mirandola
Padre Ludovico I Pico
Madre Francesca Trivulzio
Consorte Ippolita Gonzaga
Figli *Luigi
Religione cristiana

Galeotto II Pico della Mirandola, signore di Mirandola (Mirandola, 1508Parigi, 20 novembre 1550), è stato un condottiero italiano.

BiografiaModifica

Era figlio del signore Ludovico I Pico e di Francesca Trivulzio, figlia naturale legittimata di Gian Giacomo Trivulzio. Venne battezzato avendo come padrini l'imperatore Massimiliano I e il duca d'Urbino Guidubaldo I e come madrina Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara.

All'età di un anno rimase orfano del padre, morto nella battaglia di Polesella del 15 dicembre 1509, e la sua successione al governo della città mirandolese, sotto la tutela della madre, venne confermato dall'Imperatore e dal Papa. Francesca Trivulzio cercò tuttavia anche il sostegno del re di Francia al fine di contrastare le rivendicazione del cognato Giovanni Francesco II Pico, che era stato precedentemente spodestato dai fratelli minori a seguito dell'assedio della Mirandola del 1502. A seguito del mutamento del quadro politico italiano conseguente alla pace tra papa Giulio II e la Repubblica di Venezia (14-15 febbraio 1510) e all'inizio dei contrasti contro re Luigi XII di Francia, il ducato di Ferrara e la Signoria della Mirandola passarono dalla parte del nemico.

A vicinandosi la guerra, io giovane Galeotto II venne inviato in salvo a Milano, mentre durante il celebre assedio della Mirandola del 1510-1511 di papa Giulio II, apprese l'odio verso lo zio Giovanni Francesco II, che riottenne la Mirandola per pochi mesi, rispodestato poi nuovamente dai Trivulzio. A seguito della situazione conflittuale, l'imperatore incaricò il commissario Matthäus Lang, vescovo di Gurck di risolvere la questione: il 13 ottobre 1513 fu deciso di dividere lo Stato della Mirandola in due parti, con Mirandola assegnata a Gianfrancesco II e Concordia a Francesca Trivulzio, che chiese la protezione di Francesco II, marchese di Mantova. Il 24 aprile 1514 fu così programmato il matrimonio tra Galeotto II Pico e Ippolita Gonzaga di Gazzuolo-Bozzolo, che venne celebrato poi il 7 agosto 1524.

Nel giugno 1528 tenta un colpo di stato a Mirandola ma viene respinto dai soldati dello zio Gianfrancesco II: assedia quindi la città comandando 500 fanti mantovani e bolognesi e 50 cavalieri, accampandosi presso la chiesa della Madonna delle Grazie e saccheggiando il territorio circostante. Dopo lo scontro contro l'esercito comandato da Pompeo Ramazzotto, è costretto a ritirarsi sconfitto.

Nel marzo del 1529, su richiesta di Roberto da San Severino, il Consiglio dei Savi della Repubblica di Venezia gli affida 500 fanti ed alcune decine di cavalli leggeri, con cui combatte in Lombardia, abbandonando però il campo di Cassano d’Adda per il mancato pagamento dei salari.

La notte tra il 15 e 16 ottobre 1533 penetrò nel castello dei Pico alla guida di un manipolo di 40 fedeli raggruppati da Bartolomeo Brugnoli ed assassinò lo zio Giovanni Francesco II, prendendo il potere sulla Mirandola. L'imperatore Carlo V inviò i suoi commissari a Mirandola, invitando Galeotto a consegnare lo Stato, ma costui si rifiutò e fu per questo accusato di fellonia e condannato a morte il 1º luglio 1536. Ma neppure l'invio del generale Antonio de Leyva e del consigliere Marino Caracciolo riuscì a smuovere Galeotto. Si pose allora, nel 1534, sotto protezione di re Francesco I di Francia, inviando i figli alla corte di Francia.

Nel 1536, al riaccendersi della guerra tra francesi e Carlo V, Galeotto partecipò in Piemonte alle manovre contro gli imperiali. Ricevendo altresì molti finanziamenti per rafforzare le mura (fece altresì demolire tutti gli edifici posti vicino alle fortificazioni, tra cui il convento dei frati domenicani e quello dei frati eremitani alla Vigona), Mirandola divenne così il "nido e la rocca de' Francesi in Italia"[1], in cui "più eserciti" partirono contro Milano, Genova[2] e Firenze.[3]

Scoperta una congiura ai sui danni nel 1539, fece squartare i tre responsabili, le cui teste furono esposte sulle torri delle porte delle mura di Mirandola.

Insignito da re Francesco I di Francia nel 1540 del collare di cavaliere dell'Ordine di San Michele, Galeotto ottenne anche una pensione di 4.000 ducati annui derivante dalle rendite della diocesi di Limoges.

Dopo la scomparsa della moglie Ippolita (10 settembre 1547), Galeotto II ipotizzò di scambiare la Mirandola con un feudo francese concesso dal re di Francia. Morì poi a Parigi nel 1550 per un'infezione polmonare, disponendo di venire sepolto a Mirandola. Nel testamento dispose la successione al trono mirandolese del primogenito Ludovico II Pico o, in caso di indegnità ed inettitudine, in sequenza dei figli maschi minori Luigi e Ippolito.

Nella cultura di massaModifica

Nel romanzo Ascanio scritto da Alexandre Dumas padre nel 1843, Galeotto II Pico è citato tra gli esuli italiani francofili insieme a Pietro Strozzi, al conte Orsini di Pitigliano, al conte dell'Anguillara ed altri.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine di San Michele
— 1540

DiscendenzaModifica

Galeotto sposò nel 1526 Ippolita Gonzaga, figlia di Ludovico Gonzaga, conte di Sabbioneta, dalla quale ebbe sei figli:

  • Luigi (1526-1581), vescovo di Limoges fino al 1561, sposò Eleonora, figlia del conte Alfonso Villa di Ferrara;
  • Ludovico (1527-1568), successore del padre, inviato alla corte di Francia;
  • Ippolito (?-1569), cavaliere dell'Ordine di San Michele, morto nella battaglia di Jarnac;
  • Livia (27 settembre 1527-?), sposa del conte Luigi Rondinelli di Ferrara;
  • Silvia (1530-1556), prima moglie di Francesco III, conte della Rochefaucould;
  • Fulvia (1533-1607), sposa di Charles de Randan-Rochefoucauld.

NoteModifica

  1. ^ Francesco Sansovino, Della cronaca universale del mondo. Chiamata già Sopplimento delle cronache, parte III, Venezia, 1574, p. 640.
  2. ^ Nel maggio 1546 incontrò a Pontremoli Gianluigi Fieschi per organizzare una rivolta a Genova contro Andrea Doria.
  3. ^ Lorenzino de' Medici fu ospitato a Mirandola nel 1537 dopo aver ucciso Alessandro de' Medici, duca di Firenze

BibliografiaModifica

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