Galindo II d'Aragona

Galindo II
Conte di Aragona
In carica 844 - 867
Predecessore Galindo I Garces
Successore Aznar II Galíndez
Conte di Urgell e di Cerdagna
In carica 824 - 834
Predecessore Aznar I
Successore Sunifredo I
Nome completo Galindo Aznarez
Altri titoli conte di Pallars, Ripacorsa
Nascita all'inizio del IX secolo
Morte 867
Padre Aznar I Galíndez
Madre Eneca Garcés
Consorte Guldreguda
Figli Aznar II Galíndez

Galindo Aznárez (Galindo anche in spagnolo, in aragonese, in galiziano e in portoghese; e Galí in catalano; all'inizio del IX secolo – 867) è stato, unitamente al padre, conte di Urgell e Cerdagna, dall'824 all'834, poi, conte di Pallars (divisa nelle due comarche di Pallars Jussà e Pallars Sobirà) e Ribagorza dall'833 all'844, ed infine conte d'Aragona dall'844 alla sua morte.

OrigineModifica

Contea d'Aragona

Aureolus (802 - 809)
Aznar I (809 - 823)
Figli
Garcia I (823 - 833)
Figli
Galindo I (833 - 844)
Galindo II (844 - 867)
Figli
Aznar II (867 - 893)
Figli
Galindo III (893 - 923)
Figli
Andregoto (923 - 940)
Figli
Sancho (940 - 972)

Secondo il codice di Roda[1], era figlio del conte d'Aragona, Urgell e Cerdagna, Aznar I Galíndez, e di Eneca Garcés, figlia di Garcia Eneco[2], probabilmente di famiglia guascona o basca. L'origine di Aznar I Galíndez è alquanto incerta, ma secondo alcune fonti, egli era figlio di Galindo Garces[3], che secondo il Cartulario de San Juan de la Peña era conte in Aragona (in un documento di una donazione al Monastero di San Juan de la Peña, dell'agosto 828, Galindo Garces, viene citato come conte[4]) e di Guldregut, di cui non si conoscono le ascendenze, che in un documento (una donazione al monastero di San Pedro de Siresa) del novembre 823, viene citata come moglie del conte Galindo[4].

 
La marca di Spagna nella seconda metà del IX secolo; la contea d'Aragona pur essendo indipendente è sotto l'influenza dei Banu Qasi.

BiografiaModifica

Nell'824, il padre, Aznar I, estromesso dalla contea d'Aragona[5], lo associò nel governo delle contee di Urgell e Cerdagna[6], che in pratica Galindo Asnarez governò da solo.
In quegli anni, Galindo sposò Guldreguda, di cui non si conoscono gli ascendenti.

Nell'833, fu designato conte di Pallars e di Ripacorsa (un documento del l'837, lo cita come conte di Ribagorza[7]) subentrando al conte di Tolosa, Berengario il Saggio; trovandosi però in contrasto col successore di Berengario, nella contea di Tolosa, Bernardo di Settimania

Nell'834, per una sua alleanza con la famiglia dei Banu Qasi e precisamente con Musa ibn Musa, le contee di Urgell e Cerdagna gli furono sottratte dall'imperatore Ludovico il Pio e date al conte di Barcellona, Sunifredo I, che le occupò rispettivamente nell'835, la Cerdagna e nell'838 l'Urgell.

Galindo visse per un certo periodo a Pamplona, capitale dell'omonimo regno.

Nell'844, perse definitivamente le contee di Pallars e di Ripacorsa, che gli vennero sottratte dal nuovo conte di Tolosa, Fredelone.
Nello stesso anno, alla morte di Galindo Garcés, senza eredi, Galindo Aznarez rientrò in Aragona[8], e successe a Galindo Garcés nel titolo di conte d'Aragona, che era stato di suo padre[9], con l'appoggio del re di Pamplona[10], García Íñiguez[11], la cui figlia Oneca avrebbe sposato il figlio di Galindo, Aznar Galíndez[12].

Divenuto conte di Aragona Galindo si sottrasse sempre più all'influenza dei Franchi, stringendo alleanza con la famiglia dei Banu Qasi, che avevano una grande influenza sul nord-est della penisola iberica, e mantenendo quella coi re di Pamplona, rafforzata dall'unione matrimoniale tra Aznar Galíndez e Oneca[12].

Galindo risulta, in diversi documenti del Cartulario de Siresa, come donatore, assieme alla famiglia, nei confronti del monastero Benedettino di San Pedro de Siresa, nella (Valle de Hecho), che si presume fosse stato fondato da Galindo:

  • documento n° 4, senza data, avvenuta prima dell'867[13].
  • documento n° 5, senza data, avvenuta prima dell'867[14].
  • documento n° 6, datato 867[15].

Galindo morì nell'867, lasciando il titolo di conte di Aragona al figlio Aznar II Galíndez[16].

Matrimonio e discendenzaModifica

Galindo, secondo il codice di Roda, aveva preso moglie (senza specificarne il nome)[12], che secondo altre fonti si chiamava Guldreguda, da cui ebbe un figlio[9]:

NoteModifica

  1. ^ Il codice di Roda, compilato nel X secolo con qualche aggiunta dell'XI secolo, si occupa della storia e delle genealogie del periodo alto-medioevale della zona a cavallo dei Pirenei, quindi soprattutto regno di Navarra e Marca di Spagna.
  2. ^ (LA) Codice di Roda, par. 18 pag 240
  3. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali aragonese-AZNAR Galíndez
  4. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali aragonese-GALINDO García
  5. ^ (LA) Codice di Roda, par. 19 pag 241
  6. ^ Le contee di Urgell e Cerdagna, Aznar I Galíndez le aveva ottenute, come compensazione dopo aver dovuto cedere la contea d'Aragona a Garcia Galindez il Malvagio
  7. ^ (LA) Codice di Roda, par. 21, nota 21, pag 242 e 243
  8. ^ Una leggenda narra che Galindo Aznárez rientrò in Aragona, nell'844, alla morte di Galindo Garcés, per poter riprendere possesso della contea, che era stato sottratto a suo padre, Aznar I Galíndez, da García Galíndez il Malvagio, ancora in vita e consigliere del figlio, Galindo Garcés.
    La leggenda narra che affrontò il vecchio conte, García il Malvagio, e lo uccise di suo pugno, anche per vendicare l'assassinio di suo fratello, Centulo, ucciso da García il Malvagio.
  9. ^ a b (LA) Codice di Roda, par. 21, pag 242
  10. ^ Il regno di Pamplona in breve tempo si era allargato su tutta la regione, che a cavallo dei Pirenei, era chiamata Navarra; però i suoi re continuarono a titolarsi ufficialmente, re di Pamplona. Solo nel corso del XII secolo il titolo di re di Navarra si impose definitivamente.
  11. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali aragonese-GALINDO I Aznárez
  12. ^ a b c (LA) Codice di Roda, par. 22, pag. 243.
  13. ^ (LA) Cartulario de Siresa, doc. 4, pag 20 e 21
  14. ^ (LA) Cartulario de Siresa, doc. 5, pag 22 e 23
  15. ^ (LA) Cartulario de Siresa, doc. 6, pag 23 - 25
  16. ^ a b (LA) Codice di Roda, par. 22, nota 22, pag. 243.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477–515.
  • Gerhard Seeliger, Conquiste e incoronazione a imperatore di Carlomagno, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 358–396
  • René Poupardin, Ludovico il Pio, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 558–582
  • René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583–635.
  • (EN) The Development of Southern French and Catalan Society, 718-1050, su libro.uca.edu.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica