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Galvano Lancia

militare e politico italiano
Galvano Lancia
Principe di Taranto e di Salerno
Stemma
Vicario Impericale di Toscana
Conte del Principato, di Butera e di Fondi
Podestà di Padova
In carica 1242-1244
Altri titoli Signore di Longi, Brolo, Rapolla, Calvello, Acerenza e Mont'Albano
Nascita 1210 circa
Morte 1268
Dinastia Lanza
Padre Corrado Lancia

Galvano Lancia (1210 circa – 1268) è stato un militare e politico italiano del XIII secolo.

BiografiaModifica

Appartenente alla famiglia Lancia dei Duchi di Baviera (fonte: Protonotaro del Regno di Sicilia), nacque dal Principe Corrado Lancia dei duchi di Baviera Conte di Fondi. Primo Signore di Longi e di Brolo, Conte del Principato, Conte di Fondi, Principe di Taranto e di Salerno, Vicario Imperiale in Toscana, Conte di Butera.

Nominato giustiziere di Sicilia dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1240, costui gli affidò la podestà di Padova, che ebbe dal 1242 al 1244.

Al servizio dell'Impero tra il 1249 e il 1250, ne fu espulso da Corrado IV nel 1252, per aver aiutato suo nipote, Manfredi I Re di Sicilia, figlio di sua sorella Bianca e dell'imperatore Federico II, a tentare di impossessarsi del trono del Regno di Sicilia contro il volere di papa Innocenzo IV.

Rifugiatosi in Puglia, qui vi organizzò nel 1254 l'esercito per la conquista della Sicilia. Sottomessi gli abitanti delle città pugliesi conquistate, il Lancia ottenne da Manfredi il dominio di Rapolla, Calvello, Acerenza e Montalbano Jonico, nonché la contea di Butera in Sicilia e la restituzione di Paternò e di Agira, ma fallì il tentativo di conquistare il regno siculo. Nel 1256 ricevette da Manfredi la nomina a vicario di Toscana, conte del Principato di Salerno, grande maresciallo e capitano generale del Regno. In seguito ottenne altri feudi in Campania e Sicilia.
Aveva sposato in prime nozze Girola dei Fieschi conti di Lavagna e in seconde nozze Margherita di Ocra della stirpe dei conti dei Marsi, da quest'ultima ebbe Beatrice che sposò nel 1258 Corrado di Antiochia, nipote dell'imperatore Federico II di Svevia e Galeotto.

Scomunicato nel 1268 da papa Clemente IV per aver attaccato lo Stato pontificio, si schierò con il giovane imperatore Corradino in opposizione al re Carlo d'Angiò, ma fu sconfitto in battaglia dai francesi a Tagliacozzo (23 agosto 1268), preso prigioniero e fatto decapitare assieme al figlio Galeotto.

La sua Discendenza diede vita alla stirpe Lancia di Brolo di Sicilia: Galeotto, Federico Viceré di Sicilia e Beatrice. Da Galeotto, II Barone di Longi e I di Ficarra e Brolo (feudi assegnati dall'Imperatore Federico II di Svevia (de spucches , La Storia dei Feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo, Boccone del povero, 1924): Corrado e Margherita (moglie del Grande ammiraglio Ruggero di Lauria). Da Corrado detto di Castemainardo, III Barone di Longi e II di Ficarra e Brolo, Blasco IV Barone di Longi e III di Brolo e Ficarra.

Da Blasco, Corrado V Barone di Longi e IV di Brolo e Ficarra, da Corrado il ramo primogenito con Valore VI Barone di Longi e quello secondogenito di Perrello V Barone di Brolo e Ficarra ( da questo ramo arriviamo ai Duchi di Brolo 1686). Da Valore, Blasco VII Barone di Longi, da Blasco: Corrado VIII Barone di Longi e dal secondogenito Manfredi inizia il ramo Lancia poi Lanza di Trabia. Corrado VIII Barone di Longi dei Baroni di Brolo sposa Eleonora Ventimiglia e Ventimiglia dei Marchesi di Gerace con la dote di Verbumcaudo. Loro figlio Pietro Lancia e Ventimiglia, IX Barone di Longi, poi Antonino X Barone di Longi, poi Baldassarre I XI bar di Longi, poi Francesco XII, poi Pietro XIII e poi Baldassarre II XIV Bar. di Longi. Baldassarre II sposò Donna Paolo Romeo ed ebbe due figli maschi: Nel 1658, Pietro Maria Lanza, XV Barone di Longi, fu l'ultimo dei Lanza a possedere la Baronia di Longi, infatti non volle rispettare la cosiddetta "Successione Agnatizia" a favore del ramo secondogenito di suo fratello il Barone Giuseppe Lanza, per favorire la sua unica figlia, Flavia Lanza, che sposando Gaspare di Napoli, portò la prima e storica baronia dei Lanza di Sicilia nella famiglia di Napoli. Primo e ultimo esempio di Successione Siciliana (verso altre famiglie) nel ramo principale dei Lanza di Sicilia.

Ci furono aspre lotte in famiglia (morti i fratelli Pietro Maria e Giuseppe), tra i cugini donna Flavia Lanza e Cybo e don Filippo Lanza e Filingeri, tra il 1658 e il 1665, ci fu una tregua (che portò la Baronia di Malaspina a Filippo Lanza figlio di Giuseppe) descritta da Federico Lancia e Grassellini nella sua opera: Dei Lancia di Brolo albero genealogico e biografie, ed. Gaudiano, 1879.

Dal Barone Filippo Lanza e Filingeri e Donna Chiara Giambruno, nacque il Barone Michele Lanza, Barone di Malaspina, dei Baroni di Longi e dei duchi di Brolo e I Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara (dal 1722), che sposò l'erede della famiglia Spinotto, Maria Rosalia. Nacque Corrado Lanza dei Baroni di Longi, Barone di Malaspina, "dei Duchi di Brolo"* e II Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara dal 1751, Senatore, Sindaco e Procuratore Generale di Palermo, Maestro Razionale dei Patrizii di Palermo, Membro della Confraternita dei Bianchi e Governatore del Pio Monte di Pietà e dell'Opera Pia di Navarro.

Da Corrado Lanza e Spinotto che sposò la nobile Eleonora Morello e Colnago di Santa Venera, nacquero: Michele e Ferdinando Lanza e Morello: il primo diede vita al ramo Primogenito Siciliano ed ereditò i titoli paterni: "dei Duchi di Brolo", dei Baroni di Longi, Barone dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara (1791) e Barone di Malaspina e per successione Siciliana dalla nonna: Barone di Marcatobianco e Barone di Butti e Mangaliviti. Ebbe parere favorevole per un titolo di Marchese da incardinare sulla Baronia di Marcatobianco nel 1814 (Protonotaro del Regno).

Il Secondogenito, Don Ferdinando Lanza "dei Duchi di Brolo", dei Baroni di Longi, dei Baroni dei Supplementi di Trapani, Sciacca e Mazara, dei Baroni di Malaspina, fu Colonnello del Real Esercito delle Due Sicilie, Comandante della Val Demone, Cavaliere di Diritto del Real Militare Ordine di San Giorgio della Riunione (1819), Medaglia d'oro al valore militare nel 1799, si sposò a Palermo con la Contessa del Sacro Romano Impero, Donna Maria Santa Testa, si trasferì a Napoli e diede vita al Ramo napoletano dei Lanza di Brolo di Sicilia ancora fiorente.

BibliografiaModifica

  • C. Merkel, Manfredi I e Manfredi II Lancia. Contributo alla storia politica e letteraria italiana nell'epoca sveva, Loescher, Torino 1886.
  • Pier Fausto Palumbo, Contributi alla storia dell'età di Manfredi, Roma 1959.
  • Ernesto Pontieri, Ricerche sulla crisi della monarchia siciliana nel secolo XIII, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1965.
  • Pier Fausto Palumbo, Città, terre e famiglie dall'età sveva all'angioina, Roma 1989.
  • Enrico Pispisa, Medioevo fridericiano e altri scritti, Messina 1999.

Collegamenti esterniModifica