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Ganjifa, o Gânjaphâ, è un gioco di carte che ha le sue origini in Persia e che divenne popolare in India durante l'impero Moghul sedicesimo secolo.

Indice

DescrizioneModifica

Il nome Ganjifa deriva dal persiano ganjifeh (گنجفه), che significa carta da gioco. Il primo riferimento conosciuto risale a una biografia di Bâbur di inizio XVI secolo, il fondatore della dinastia Mughal. Inizialmente il gioco divenne popolare a corte, sotto forma di lussuose collezioni di prezioso avorio intarsiato o guscio di tartaruga (darbar kalam). Più tardi si diffuse al pubblico, al che serie più economiche (bazâr kalam) vennero create con materiali quali legno, foglie di palma, o cartone.

Le carte Ganjifa sono tonde e fatte tradizionalmente a mano da artigiani locali. I semi sono composti da dodici soggetti su sfondi colorati, con puntini dall'1 al 10 e due carte di corte, una di un ministro o consigliere, e una di un re. Lo stile preciso e l'organizzazione della decorazione di ogni serie dipende dal suo artista. Il design delle carte di Dashavatara Ganjifa utilizza motivi presi dalle dieci avatar di Vishnu.

CaratteristicheModifica

Nel 1895, il Generale Albert Houtum-Schindler descrisse Ganjifa con i seguenti commenti:

"La parola "ganjifeh" è oramai utilizzata in persiano solo per carte da gioco europee (quattro semi, dall'asso al dieci; tre figure per ogni seme), che, comunque, sono anche chiamate rarak i âs - rarak i âsanâs - o semplicemente âs, dal gioco âs o âsanâs. Dai viaggiatori diretti in Persia nel XVII secolo sappiamo che un mazzo di ganjifeh consisteva in novanta o novantasei carte in otto semi o colori. Attualmente un mazzo consiste di venti carte in cinque colori o valori. Questi valori sono:
  1. Shîr va Khurshíd o âs: Leone e Sole, o Asso.
  2. Shâh o Pishâ: Re.
  3. Bîbî: Signora (o Regina).
  4. Sarbâs: Soldato (o Fante).
  5. Lakat (nel senso di qualcosa di poco valore ): generalmente una ragazza danzante.
Il retro delle carte è sempre nero o di colore scuro, ma sul davanti ci sono sfondi di colori diversi, vale a dire: il Leone e il Sole, su sfondo nero; il Re, su sfondo bianco; la Signora, rosso; il Soldato, dorato; il Lucchetto, verde. Le figure sulle carte mostrano una grande varietà di soggetti e sono spesso oscene, in particolare quelle sulle carte di valore minore. I tipi più comuni sono: Asso, un Leone e Sole, come nell'armata di Persia; un Re seduto su un trono; una Signora europea in costume d'epoca; un soldato persiano col fucile in spalla; una danzatrice persiana."

VariantiModifica

LetteraturaModifica

  • Deodhar, A. B.; Illustrated Marathi Games; Bombay 1905
  • Leyden, Rudolf von; The Playing Cards of South India; in: The Illustrated Weekly of India, 3. Okt. 1954
  • Leyden, Rudolf von; The Indian Playing Cards of Francis Douce and the Ganjifa Folios in the Richard Johnson Collection; in: Bodleian Library Record, Oxford 1981, 10,5, p. 297-304
  • Leyden, Rudolf von; Ganjifa - the playing cards of India … Victoria & Albert Museum collection; London 1982 (V&A Museum) [Exhibition catalogue]
  • Leyden, Rudolf von; A Note on Certain Suit Signs in Indian Playing Cards; in: JCPS, 1974, vol. III/3 p. 33-36.

NoteModifica

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Collegamenti esterniModifica

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