García II Sánchez di Navarra

re di Pamplona

García Sánchez[1] detto il Tremolante. García anche in spagnolo, in galiziano e in asturiano, Garcia, in catalano e in portoghese, Gartzia, in basco e Garzia, in aragonese (964 circa – 1000 circa[2]) fu re di Pamplona della dinastia Jimena e conte d'Aragona dal 994 al 1000.

García II Sánchez[1]
Gacía II Sánchez in un dipinto di Manuel Aguirre y Monsalbe
Re di Pamplona
In carica994 - 1000
PredecessoreSancho II Garcés
SuccessoreSancho III Garcés
Nome completoGarcía II Sánchez di Navarra
Altri titoliConte d'Aragona
Nascita964 circa
Morte1000 circa[2]
Casa realeCasa di Navarra
PadreSancho II Garcés
MadreUrraca di Castiglia
ConsorteJimena Fernández
FigliSancho III Garcés
Urraca Garcés,
Garcia Garcés
Elvira Garcés

Origine modifica

García secondo lo storico basco, Jean de Jaurgain, come riporta nel suo, La Vasconie, era figlio del re di Pamplona, Sancho II Abarca e della cugina di suo padre Urraca di Castiglia[3], che, secondo il codice di Roda[4], era figlia del conte di Castiglia, Fernán González[5] e di Sancha Sánchez di Pamplona (900-955 circa), figlia, secondo il codice di Roda[4] del re di Pamplona, Sancho I Garcés e di Toda di Navarra[6],[7], la figlia di Aznar Sánchez, signore di Larraun e di Oneca Fortúnez[7], la figlia del Re di Pamplona, Fortunato Garcés e di Oria[8].
Sancho II Abarca, sempre secondo lo storico basco, Jean de Jaurgain, come riporta nel suo, La Vasconie, era figlio del re di Pamplona, García I Sánchez e della contessa di Aragona, Andregoto Galíndez[3], che secondo il codice di Roda[4], era figlia del conte d'Aragona, Galindo III Aznarez e di Sancha Garcés di Pamplona[9], figlia del co-regnante e poi co-reggente del regno di Pamplona, Garcia II e della sua prima moglie, Oneca Rebele di Sangüesa[10].

Biografia modifica

Negli anni giovanili, tra il 972 e il 992 venne citato diverse volte nei documenti di donazioni ai vari monasteri fatti dai suoi genitori, tra cui: la prima volta, nel 972, al Monastero di San Millán de la Cogolla[11].

Suo padre, Sancho II, morì, nel 994 e fu sepolto nel Monastero di Leire[16].
García gli succedette nei titoli di re di Navarra e conte di Aragona[3], come García II.

Dopo essere divenuto re, assieme a madre e moglie, García II fece altre due donazioni al Monastero di San Millán de la Cogolla, nel 996[17] e nel 997[18] e una di data incerta (verso l'anno 1000) al Monastero di San Pedro de Siresa)[19].

Come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, alla scadenza della tregua concordata da suo padre, rifiutando di pagare il tributo al califfo di Cordova, cercò di liberarsi del vassallaggio nei confronti di al-Andalus, ma dopo essersi scontrato con Almanzor, nel 996, fu costretto a recarsi a Cordova, per chiedere la pace e rinnovare la tregua[20].

Regno di Navarra
Jiménez
 

Sancho I
Figli
Jimeno II
Figli
  • García
  • Sancho
  • Dadildis
  • Munia
  • García, figlio naturale
García I
Sancho II
Figli
García II
Figli
Sancho III
Figli
García III
Figli
Sancho IV
Figli
  • García
  • Ramón, figlio naturale
  • Urraca, figlia naturale

Sancho V

Pietro I

Figli
  • Pietro
  • Isabella

Alfonso I

García IV

Figli

Sancho VI

Figli

Sancho VII

Modifica

Nel 997, i pamplonesi organizzarono una spedizione contro i mori dei territori intorno a Calatayud, che causò la morte del fratello del governatore musulmano di Calatayud. Almanzor, per vendicarne la morte fece decapitare 50 cristiani.

García II Sánchez morì, dopo aver dato il suo appoggio al conte di Castiglia, Sancho Garcés, che aveva ottenuto l'appoggio anche del re del León Alfonso V e del conte di Saldaña, García Gómez de Carrión. Alla battaglia di Cervera de Pisuerga, nella Provincia di Palencia, nel luglio del 1000, Sancho Garcés e il conte di Saldaña subirono una cocente sconfitta e persero la vita[20].
Sul trono di Pamplona gli succedette il figlio Sancho III Garcés, di circa dieci anni, ancora sotto tutela della madre e della nonna, Urraca Fernández di Castiglia[20].

La battaglia di Calatañazor modifica

L'arcivescovo di Toledo, Rodrigo Jiménez de Rada e il vescovo di Tuy, Lucas, oltre duecento anni dopo l'avvenimento, ci narrano che nel 998, il re di León Bermudo II, il re di Navarra García II Sánchez il Tremolante e il conte di Castiglia García Fernández, formarono una lega e attaccarono Almanzor a Calatañazor, dove gli inflissero una terribile sconfitta e che Almazor morì in seguito a Medinaceli a causa delle ferite riportate nella battaglia in questione (la battaglia di Calatañazor).
Inoltre ci dicono che al ritorno dell'esercito di al-Andalus a Cordova, apparve miracolosamente un pastore (nel quale gli storici cristiani videro il diavolo, come riporta lo storico Rafael Altamira[21]) che cantava la famosa lirica: A Calatañazor Almanzor perse il suo tamburo.

Questa versione presenta due gravi inesattezze:

Essendo gli avvenimenti descritti avvenuti circa 250 anni prima della redazione della cronaca, molto probabilmente, furono fatte delle confusioni, riguardo sia ai partecipanti sia alla data dell'avvenimento: a Calatañazor, nel 1002, ci fu uno scontro tra gli alleati cristiani (il re di León Alfonso V, il re di Navarra, Sancho III Garcés il Grande e il conte di Castiglia Sancho Garcés), che riportarono la vittoria e la retroguardia delle truppe di Almanzor che stava rientrando, già gravemente ammalato (e quindi non partecipò alla battaglia), nel suo quartiere invernale di Medinaceli, dove poco dopo morì.

Matrimonio e discendenza modifica

Nel 988, aveva sposato Jimena Fernández, figlia del conte Fernando Vermúndez (discendente del re delle Asturie Ordoño I) e della moglie Elvira[20]; la discendenza da Fernando Vermúndez viene confermata dal documento n° V del Cartulario del Monasterio de Eslonza, Parte 1, inerente una donazione del suo pronipote, Alfonso VI[22]. Dopo essere rimasta vedova, Jimena, come conferma JIMENA FERNÁNDEZ, ESPOSA DE GARCÍA SÁNCHEZ II DE PAMPLONA fu tutrice del figlio, Sancho III Garcés [23], rimanendogli accanto anche dopo che Sancho III aveva raggiunto la maggior età, come dimostrano diversi documenti di donazioni:
due della Collecion diplomatica de la cathedral de Pamplona, il n° 7[24] e il n° 8[25];
due del Cartulario de San Millán de la Cogolla, il n° 96[26] e il n° 98[27];
uno della HISTORIA DE LA SANTA A. M. IGLESIA DE SANTIAGO DE COMPOSTELA TOMO II, il n° LXXXIX[28].
Jimena morì dopo il 1032, anno in cui controfirmò un documento[23]; secondo alcuni cronisti sopravvisse al figlio Sancho III.
García e Jimena ebbero quattro figli:[2]:

Ascendenza modifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Sancho I Garcés di Navarra García II Jiménez  
 
Dadildis di Pallars  
García I Sánchez di Navarra  
Toda di Navarra Aznar Sánchez  
 
Onneca Fortúnez  
Sancho II Garcés di Navarra  
Galindo III d'Aragona Aznar II  
 
Oneca di Pamplona  
Andregoto Galíndez  
Sancha di Navarra García II Jiménez  
 
 
García II Sánchez di Navarra  
Gonzalo Fernández de Burgos Fernando Muñoz  
 
Gutina Díaz  
Ferdinando Gonzales  
Muniadomna di Lara  
 
 
Urraca di Castiglia  
Sancho I Garcés di Navarra García II Jiménez  
 
Dadildis di Pallars  
Sancha Sánchez di Navarra  
Toda di Navarra Aznar Sánchez  
 
Onneca Fortúnez  
 

Note modifica

  1. ^ a b Il numerale di questo re della Dinastia dei Jiménez è due (anche per il fatto che si chiama García Sánchez, diversamente dai primi due regnanti, di nome Garcia (García I Íñiguez e García II Jiménez), del periodo della Dinastia Íñiguez). Considerando però che uno dei due primi regnanti, di nome García, apparteneva alla famiglia dei Jiménez vi è qualcuno che elenca i re di nome García, della Dinastia dei Jiménez, e quindi, partendo dal numerale due, questo re sarebbe: García III di Navarra (come per i wiki francesi). Infine vi è chi prosegue la numerazione dei re, di nome García, della Dinastia dei Jiménez innestandola sulla Dinastia Íñiguez, e quindi, partendo dal numerale tre, questo re sarebbe: García IV di Navarra (come per i wiki svedesi e ungheresi).
  2. ^ a b c (EN) ES Foundation for Medieval Genealogy: KINGS of NAVARRE 905-1076 (JIMENA DYNASTY) - GARCÍA Sánchez de Navarra
  3. ^ a b c d (LA) #ES La Vasconie, pag. 137
  4. ^ a b c Il Roda Codex, compilato nel X secolo con qualche aggiunta dell'XI secolo, si occupa della storia e delle genealogie del periodo alto-medievale della zona a cavallo dei Pirenei, quindi soprattutto regno di Navarra e Marca di Spagna.
  5. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 47
  6. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 44, item 13
  7. ^ a b (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 39, item 5
  8. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 38, item 3
  9. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 52, item 24
  10. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 42
  11. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. 59, pagg. 68 - 70
  12. ^ (LA) #ES Cartulario de Siresa, doc. n° 11, pagg. 32 e 33
  13. ^ (LA) #ES Cartulario de San Juan de la Peña I, doc. n° 22, pagg. 66 - 69
  14. ^ (LA) #ES Cartulario de Albelda, doc. 28, pagg. 39 e 40
  15. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. 66, pagg. 75 e 76
  16. ^ (LA) #ES Textos navarros del Códice de Roda, pag. 67, anno 1035
  17. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. 67, pagg. 76 e 77
  18. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. 68, pagg. 78 e 79
  19. ^ (LA) #ES Cartulario de Siresa, doc. n° 12, pagg. 33 e 34
  20. ^ a b c d (ES) #ES Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia - García II Sánchez
  21. ^ a b Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pag. 497
  22. ^ (LA) #ES Cartulario del Monasterio de Eslonza, Parte 1, doc. n° V, pagg. 8 - 10
  23. ^ a b c d e (ES) JIMENA FERNÁNDEZ, ESPOSA DE GARCÍA SÁNCHEZ II DE PAMPLONA
  24. ^ (LA) #ES Collecion diplomatica de la cathedral de Pamplona, doc. n° 7, pagg. 29 - 31
  25. ^ (LA) #ES Collecion diplomatica de la cathedral de Pamplona, doc. n° 8, pagg. 31 - 34
  26. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. n° 96, pagg. 108 - 110
  27. ^ (LA) #ES Cartulario de San Millán de la Cogolla, doc. n° 98, pagg. 111 e 112
  28. ^ (LA) #ES HISTORIA DE LA SANTA A. M. IGLESIA DE SANTIAGO DE COMPOSTELA TOMO II, Apendices, doc. n° LXXXIX, pagg. 219 e 220

Bibliografia modifica

Fonti primarie modifica

Letteratura storiografica modifica

Voci correlate modifica

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