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García I
García I de León.jpg
Statua di García I di León, che si trova nel Paseo de la Argentina[1], a Madrid
Re di León
In carica 910 - 914
Predecessore Alfonso III
Successore Ordono II
Nome completo García Alfonso
Nascita 871
Morte Zamora, 914
Padre Alfonso III
Madre Jimena Garcés
Consorte Muniadomna (o Nuña) Nuñez

García Alfonso, (García anche in spagnolo, in galiziano e in asturiano, Garcia, in catalano e in portoghese, Gartzia, in basco e Garzia, in aragonese) (871Zamora, 19 gennaio 914),, fu il primo re di León dal 910 al 914.

Origine[2]Modifica

Figlio primogenito del re delle Asturie, Alfonso III il Grande e di Jimena Garcés, (848-912), molto probabilmente figlia del re di Navarra, García I Íñiguez di Pamplona.

BiografiaModifica

 
Penisola iberica (carta politica), nel 910

Collaborò col padre nell'azione di governo del regno delle Asturie, che comprendeva anche la Galizia e il León.
Si sposò con Muniadomna (o Nuña) Nuñez, figlia del conte di Castiglia, Nuño Muñoz[2].

Istigato dal suocero, García, nel 910, capeggiò una cospirazione, ordita per destituire il padre e prenderne il posto; ma la cospirazione fu scoperta da re Alfonso che ebbe la certezza della partecipazione di García; allora quest'ultimo fu incarcerato su ordine del padre.

Regno di León
León

Garcia I
Ordoño II
Fruela II
Figli
Alfonso IV
Figli
Ramiro II
Ordoño III
Figli
Sancho I
Figli
Ordoño IV
Ramiro III
Figli
  • Ordono
Bermudo II
Figli
Alfonso V
Figli
Bermudo III
Sancha I con Ferdinando I
Figli
Alfonso VI (deposto, nel 1072, per pochi mesi, da Sancho II)
Figli
Urraca I
Figli
Alfonso VII
Ferdinando II
Figli
Alfonso IX
Figli
Sancha II e Dolce I
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Nuño Fernández allora organizzò una sollevazione di nobili, appoggiata anche dalla regina Jimena e dagli altri figli di Alfonso, Fruela e Ordoño, che, per evitare la guerra civile, portò Alfonso III a ritirarsi, con Jimena, a Zamora (dove morì il 20 dicembre 910) liberò García, e divise il regno tra i suoi tre figli maggiori:

  • a García il figlio maggiore andò il León
  • a Ordoño, il secondogenito andò la Galizia
  • a Fruela, terzogenito andarono le Asturie.

Alla morte del padre, García divenne re di León, capitale del suo regno. Con la collaborazione dei conti di Castiglia, completò le fortificazioni sul fiume Duero e ripopolò le zone di Roa, Osma, Clunia nella Provincia di Burgos e San Esteban de Gormaz.

García nel 913 raggiunse la sua frontiera orientale, i domini di Gonzalo Téllez, le contee di Lantarón e Cerezo. Da qui avanzò nella Rioja conquistando Nájera e Calahorra e ponendo l'assedio ad Arnedo, che resistette. Senza apparente motivo, le truppe leonesi si ritirarono, molto probabilmente per una grave infermità di García.

Alla sua morte, nel 914, non lasciando alcuna discendenza, suo fratello, Ordoño, secondogenito di Alfonso III, già re di Galizia, fu proclamato re di Galizia e di León. Alla morte di Ordoño, il terzo fratello, Fruela II, ultimo re delle Asturie, riuscì a spodestare i figli di Ordoño, unificando per l'ultima volta i domini asturiani sotto un re delle Asturie.

Discendenza[2]Modifica

García e Muniadomna[3] non ebbero figli.

FirmaModifica

Firma di García I[4]

NoteModifica

  1. ^ La statua di García I di León, che si trova nel viale dell'Argentina, popolarmente detto Paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid, è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale era di usarle per adornare la cornice del palazzo; scolpite da Giovanni Domenico Olivieri (1706–1762) e Felipe de Castro (1711–1775), non furono mai collocate nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: Plaza de Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ a b c (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  3. ^ Muniadomna, in seconde nozze sposò il conte di Castiglia, Fernando Ansúrez, a cui diede un figlio, Ansur Fernández
  4. ^ https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/71/Signature_of_Garc%C3%ADa_I_of_León.jpg

BibliografiaModifica

  • Rafael Altamira, il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477–515

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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