Gayle Hunnicutt

attrice statunitense
Gayle Hunnicutt nella serie televisiva The Golden Bowl (1973)

Gayle Hunnicutt (Fort Worth, 6 febbraio 1943) è un'attrice statunitense.

BiografiaModifica

Figlia di Sam Lloyd Hunnicutt e di Mary Virginia Dickerson, Gayle Hunnicutt frequentò la University of California, studiando teatro e letteratura inglese, e lavorando come modella prima di diventare attrice. Il suo debutto nel cinema risale al 1966 con il ruolo di Suzie nel film I selvaggi di Roger Corman, mentre nello stesso anno iniziò anche a lavorare per il piccolo schermo, partecipando a popolari serie come Amore in soffitta e Get Smart. Successivamente fu raccomandata al regista John Guillermin dall'attore George Peppard, per una parte di donna fatale nel film Facce per l'inferno (1968)[1]. La notorietà giunse però nel 1969 grazie alla sua partecipazione al poliziesco L'investigatore Marlowe di Paul Bogart, nel quale l'attrice interpretò il ruolo di Mavis Wald, un'affascinante diva hollywoodiana, accanto a James Garner nella parte del detective privato Philip Marlowe. Dopo queste due interpretazioni in cui si fece notare per l'eleganza e il suo glamour[1], nello stesso anno la Hunnicutt, subentrò a Tippi Hedren nel ruolo di Kassia Lancaster nell'horror Il terrore negli occhi del gatto (1969) di David Lowell Rich, al fianco di Michael Sarrazin ed Eleanor Parker.

Trasferitasi in Inghilterra nel 1970, in seguito al matrimonio con l'attore britannico David Hemmings, la Hunnicutt recitò accanto al marito nei thriller psicologici Frammenti di paura (1970) di Richard C. Sarafian e E se oggi... fosse già domani? (1973) di Kevin Billington, nel dramma La macchina dell'amore (1971) di Jack Haley Jr. e in Running Scared (1972), di cui Hemmings curò anche la regia. Da ricordare anche le sue partecipazioni alla pellicola di spionaggio Scorpio (1973) di Michael Winner, in cui recitò accanto a Burt Lancaster, e al thriller Dopo la vita (1973) di John Hough. La Hunnicutt fu molto attiva sul piccolo schermo britannico, interpretando il ruolo di Charlotte Stant nella miniserie The Golden Bowl (1972), adattamento di una novella di Henry James, e della zarina Alessandra di Russia nella miniserie La caduta delle aquile (1974). Sempre più sporadiche le sue apparizioni cinematografiche, tra le quali sono da ricordare quelle nei film Una Magnum Special per Tony Saitta (1976) di Alberto De Martino e La spia senza domani (1976) di Peter Collinson.

All'inizio degli anni ottanta la Hunnicutt fece ritorno negli Stati Uniti e lavorò ancora intensamente per la televisione in diverse serie di successo come Love Boat (1980), Matt Houston (1982) e Fantasilandia (1983). Nel 1984 interpretò il ruolo di Irene Adler, la donna amata da Sherlock Holmes, nel primo episodio della serie Le avventure di Sherlock Holmes, al fianco di Jeremy Brett, mentre nel 1989 iniziò a comparire nel serial Dallas, nel ruolo di Vanessa Beaumont, che mantenne per cinque episodi fino al 1991. L'ultima sua apparizione sulle scene risale al 1999 con la partecipazione a un episodio della serie CI5: The New Professionals.

Vita privataModifica

Dal matrimonio con l'attore David Hemmings (sposato il 16 novembre 1968), la Hunnicutt ebbe un figlio, Nolan, divenuto anch'egli attore. Dopo il divorzio da Hemmings nel 1975, a conclusione di un'unione burrascosa[1], l'attrice si risposò nel 1978 con il giornalista politico britannico Simon Jenkins, da cui ebbe un altro figlio, Edward. Il matrimonio con Jenkins si concluse con il divorzio nel 2009.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol.1, pag. 249

Collegamenti esterniModifica

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