Quello di generale è il massimo grado gerarchico raggiungibile dai militari nelle forze armate italiane. L'abbreviazione utilizzata nei documenti è Gen. o Amm., è equivalente al codice NATO OF-10.[1]

Fregio per berretto per generale (Esercito)

Il grado di generale o ammiraglio, senza altra specificazione, è stato introdotto nel 1997 al fine di investirne coloro che assumevano l'incarico di capo di Stato Maggiore della Difesa, incarico che può essere assunto solo da coloro che provengono dai ranghi dell'Esercito Italiano, della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare.[2]

StoriaModifica

Il grado è istituito presso l'Esercito e presso l'Aeronautica, mentre il grado corrispondente per la Marina Militare è quello di ammiraglio. Nell'Arma dei Carabinieri[2] il massimo livello dal 2004 è quello di comandante generale (con il grado di generale di corpo d'armata), ma questi non può ricoprire il ruolo di capo di Stato Maggiore della Difesa. Lo stesso per la Guardia di Finanza dove, dal 2010, il comandante generale è tratto dai generali di corpo d'armata del Corpo.

Gli ufficiali generaliModifica

Gli ufficiali generali portano le stellette e la "greca" di colore bianco argento. Tra gli ufficiali generali dell'Esercito esiste una gerarchia suddivisa in quattro gradi. Per le forze armate terrestri, il distintivo del grado è la greca, di colore bianco argento, più un diverso numero di stelle, di colore argento, che aumentano proporzionalmente all'aumentare del grado:

Fino al 1943 era previsto nel Regio Esercito il grado di generale d'armata. Il grado di Generale in comando d'armata era stato istituito nel 1915; nel corso della prima guerra mondiale per distinguere meglio gli incarichi di comando, gli ufficiali generali passarono da tre gradi gerarchici a otto, con la massima suddivisione nel 1918, quando il grado di colonnello in comando di brigata venne trasformato in brigadier generale e inserito nella categoria degli ufficiali generali e istituiti i gradi di maggior generale in comando di divisione, tenente generale in comando d'armata e tenente generale capo di stato maggiore del Regio Esercito.[3] Gli ufficiali generali, ritornati a tre livelli dopo la prima guerra mondiale, all'avvento della seconda guerra mondiale erano sei, tra cui quelli di generale d'armata e di generale designato d'armata, che, soppressi nel 1943, vennero definitivamente aboliti, dopo la proclamazione della Repubblica, dall'Esercito Italiano nel 1947.

Esistono generali il cui distintivo ha una stella bordata di rosso. Si tratta di un ufficiale che, pur avendo un grado inferiore, ha un incarico corrispondente al grado superiore. I casi più importanti sono quelli del capo di stato maggiore dell'Esercito, del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri e del comandante generale della Guardia di Finanza.

Nel 1997 i gradi vennero ridenominati da Generale di brigata, Generale di divisione e Corpo d'Armata, in Brigadier Generale, Maggior Generale e Tenente Generale e venne inoltre istituito, per il solo Capo di Stato Maggiore della Difesa, il grado a quattro stelle di Generale.

Dal 16 dicembre 2004 per effetto della legge 2 dicembre 2004, n. 299 le denominazioni per gli Ufficiali Generali provenienti dalle "Armi" sono tornate le classiche "Generale di Brigata, Generale di Divisione e Generale di Corpo d'Armata" mentre le denominazioni di Brigadier Generale, Maggior Generale e Tenente Generale sono rimaste in vigore per gli Ufficiali Generali provenienti dai Corpi Logistici.

Gradi soppressiModifica

Nella MarinaModifica

Nella Marina Militare, nel distintivo di grado degli ufficiali generali le stelle sono sostituite da altrettante barre orizzontali, dette binari, con l'ultima che forma un giro di bitta. Le definizioni dei vari gradi sono leggermente differenti:

Nella Regia Marina esisteva il grado di ammiraglio d'armata, previsto dalla legge nº 1178 dell'8 luglio 1926, mai abrogata, e riconosciuto da un decreto presidenziale del 1986 (D.P.R. n. 545 del 18 luglio 1986), ma tale grado non viene più utilizzato dalla fine della seconda guerra mondiale e dall'istituzione della Repubblica Italiana. Il distintivo di grado per paramano di questo grado era costituito, nella Regia Marina, da un giro di bitta, due binari e una greca, coincidente all'attuale distintivo di ammiraglio di squadra della Marina Militare.

Nell'AeronauticaModifica

Nell'Aeronautica Militare, nel distintivo di grado degli ufficiali generali le stelle sono sostituite da altrettante barre orizzontali, dette binari, con l'ultima che forma una losanga. Le definizioni dei vari gradi sono leggermente differenti:

Fino al 1943 era previsto il grado di generale d'armata aerea.

La stella aggiuntiva con bordo rosso[4] che rappresenta l'incarico speciale in Aviazione e in Marina viene sostituita dal binario bordato di rosso.

Con incarichi specialiModifica

Una stelletta d'argento aggiuntiva bordata di rosso indica l'assunzione di un incarico speciale o l'assunzione di un incarico di comando/staff del grado superiore. Una stelletta d'argento bordata d'oro indica invece le promozioni a titolo onorifico.

I capi di stato maggiore di forza armata e altri ufficiali generali indossavano una quarta stella funzionale (o equivalente), con bordo rosso.[4] Rappresenta l'incarico speciale del generale di corpo d'armata. Gli ufficiali generali che adottano tali distintivi ricoprono gli incarichi di:

Gli incarichi di Comandante del Mediterraneo centrale e di Comandante navale del Sud Europa sono stati conferiti fino al 1999, anno in cui i comandi della NATO hanno subito un processi di ristrutturazione. Dal 1971 al 1999 l'incarico di Comandante del Mediterraneo centrale veniva affidato all'ammiraglio Comandante in Capo della Squadra Navale, mentre quello di Comandante navale del Sud Europa veniva affidato all'ammiraglio posto al comando del Dipartimento militare marittimo del "Basso Tirreno"

La stella aggiuntiva con bordo rosso[4] che rappresenta l'incarico speciale dell'ufficiale generale viene anche assegnata anche agli ufficiali generali inferiori al grado di generale di corpo d'armata che ricopre incarichi superiori. Gli ufficiali generali che adottano tali distintivi ricoprono gli incarichi di:

  • direttore di Ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari (sigla telegrafica: BILANDIFE) (qualora maggiore generale o grado equivalente);
  • direttore generale della sanità militare della difesa (qualora maggiore generale o grado equivalente)
  • direttore generale di Commissariato e dei servizi generali della difesa (qualora maggiore generale o grado equivalente)
  • capi dei corpi e delle armi delle forze armate italiane (qualora maggiore generale o grado equivalente)
  • comandante generale delle capitanerie di porto (qualora ammiraglio ispettore)[4]
  • direttore SISMI e del SISDE. (qualora brigadier generale/maggiore generale o grado equivalente)[4]

GradiModifica

NoteModifica

  1. ^ vedi NATO STANAG 2116, (NATO standardization agreement - accordo sulle norme) NATO Codes for Grades of Military Personnel (codici per i gradi del personale militare) versione 6, 2010 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2007).
  2. ^ a b www.difesa.it Archiviato il 7 febbraio 2011 in Internet Archive., il capo di Stato Maggiore della Difesa.
  3. ^ Esercito Italiano: 1ª Guerra Mondiale - Ufficiali Generali, su esercito.difesa.it. URL consultato il 16 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2011).
  4. ^ a b c d e www.difesa.it Archiviato il 6 gennaio 2007 in Internet Archive. - regolamento per la disciplina delle uniformi - appendice

Voci correlateModifica