Genere (scienze sociali)

concetto delle rappresentazioni sociali e delle identità di genere (maschile e femminile)

Il genere (in inglese gender), in sociologia, è l’appartenenza all’uno o all’altro sesso, non in base alle differenze di natura biologica o fisica, ma su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale,[1] quindi l'appartenenza a uno dei due sessi dal punto di vista culturale e non biologico.[2]

La maggior parte delle culture usa un binarismo di genere, con due generi (genere maschile e genere femminile);[3] coloro al di fuori di questi due generi rientrano nel termine generico non binario (o genderqueer).

Le caratteristiche che definiscono i generi sono variabili a seconda dei contesti storico-sociali[4] e possono includere il sesso biologico (cioè lo stato di essere maschio, femmina o intersessuale), strutture sociali basate sul sesso (cioè ruoli di genere) o identità di genere.[5][6][7]

Alcune culture hanno specifici ruoli di genere che sono distinti da "uomo" e "donna", come gli hijra dell'Asia meridionale. Questi sono spesso indicati come terzo genere.

Etimologia e utilizzoModifica

Il termine deriva dal latino genus e, a partire dall'antico francese gendre diffusosi in inglese nella forma gender viene utilizzato per riferirsi ai ruoli di genere come modelli di relazione, aspettative, vincoli ed opportunità diverse.[8] Il termine "genere" si distingue da sesso, che invece rimanda alla natura biologica del maschile e del femminile e quindi alla dimensione genotipica e fisiologica.

Il sessuologo John Money ha introdotto la distinzione terminologica tra sesso biologico (maschio genotipicamente XY/femmina genotipicamente XX) e genere (uomo/donna) come modelli di comportamento nel 1955.[9][10] Prima del suo lavoro, il termine era usato principalmente per le categorie grammaticali. Tuttavia, il significato corrente della parola non è diventato molto diffuso fino agli anni settanta, periodo in cui alcune autrici femministe come Gayle Rubin[11] hanno approfondito l'analisi relativa alla distinzione tra sesso biologico e costruzione sociale del genere. Oggi la distinzione è rigorosamente rispettata in alcuni contesti, in particolare le scienze sociali e documenti scritti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)[4].

Le scienze sociali hanno un ramo dedicato agli studi di genere. Anche altre scienze, come la sessuologia e le neuroscienze, sono interessate al tema. Mentre le scienze sociali hanno un approccio al genere come un costrutto sociale, la ricerca nelle scienze naturali indaga se, quanto e come alcune differenze biologiche nei maschi e nelle femmine possono influenzare lo sviluppo del genere negli esseri umani cercando di aggiornare il dibattito in corso. Nella letteratura inglese, si è analizzata una tripartizione tra sesso biologico, identità di genere, e ruolo di genere sociale. Questo analisi è apparsa per la prima volta in un articolo sul transessualismo nel 1978[12].

Teorie sulla non-conformità di genere e transgenderModifica

Cisessuale (o, in inglese, cisgender) è il termine talvolta utilizzato per coloro che si riconoscono pienamente nel sesso assegnato alla nascita e si conformano al relativo ruolo di genere.

Per indicare le diverse condizioni dei transgender e di coloro che, per identità di genere e/o ruolo di genere, non si conformano al sesso o al genere assegnato alla nascita, i movimenti LGBT e alcuni ricercatori hanno proposto diversi termini, alcuni dei quali sono ormai stati ufficialmente accettati dalla American Psychological Association, come quelli riportati nel seguente elenco:[13]

  • Crossdresser: persona che, a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, assume un aspetto diverso da quello del sesso assegnato alla nascita;
  • Drag queen/drag king: indicano rispettivamente un maschio che assume l'aspetto del sesso opposto e viceversa, ma questi termini vengono solitamente utilizzati con riferimento a spettacoli;
  • FtM: persona di sesso femminile alla nascita che ha assunto, sta assumendo o intende assumere un corpo o un'identità di genere maschile;
  • Gender questioning: individuo in dubbio sulla sua identità di genere;
  • Genderqueer: persona la cui identità di genere non corrisponde né a quella maschile né a quella femminile e che possono considerarsi sia maschi che femmine (bigender, pangender, androgini), privi di genere (genderless, gender neutral, neutrois, agender), capaci di transitare da un genere all'altro (genderfluid) o appartenenti al cosiddetto terzo sesso;
  • Intersessuale: individuo con una condizione biologica che causa una discordanza tra cromosomi sessuali, organi riproduttivi esterni, organi riproduttivi interni e/o ormoni sessuali;
  • MtF: persona di sesso maschile alla nascita che ha assunto, sta assumendo o intende assumere un corpo o un'identità di genere femminile;
  • Transessuale: persona che si sta sottoponendo o si è sottoposta a interventi per conformarsi fisicamente alla sua identità di genere, che è diversa rispetto a quella del sesso assegnato alla nascita;
  • Transgenere: termine utilizzato per indicare coloro che presentano una discordanza tra il sesso assegnato alla nascita e la loro identità di genere e/o il loro ruolo di genere;
  • Two-spirit (in italiano, due-spiriti): termine utilizzato nella cultura di alcuni gruppi di nativi americani per indicare quegli individui che si identificano sia con i ruoli di genere maschili che con quelli femminili.

NoteModifica

  1. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/gender/
  2. ^ Oxford Languages
  3. ^ Kevin L. Nadal, The SAGE Encyclopedia of Psychology and Gender (2017, ISBN 1483384276), page 401: "Most cultures currently construct their societies based on the understanding of gender binary—the two gender categorizations (male and female). Such societies divide their population based on biological sex assigned to individuals at birth to begin the process of gender socialization."
  4. ^ a b (EN) What do we mean by "sex" and "gender"?, World Health Organization. URL consultato il 30 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2017).
  5. ^ J. Richard Udry, The Nature of Gender (PDF), in Demography, vol. 31, n. 4, novembre 1994, pp. 561–573, DOI:10.2307/2061790, JSTOR 2061790, PMID 7890091. URL consultato il 25 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2017).
  6. ^ David Haig, The Inexorable Rise of Gender and the Decline of Sex: Social Change in Academic Titles, 1945–2001 (PDF), in Archives of Sexual Behavior, vol. 33, n. 2, aprile 2004, pp. 87–96, DOI:10.1023/B:ASEB.0000014323.56281.0d, PMID 15146141 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2012).
  7. ^ What do we mean by "sex" and "gender"?, World Health Organization. URL consultato il 26 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2017).
  8. ^ Voce "gender/genere" in Treccani, Dizionario di filosofia
  9. ^ (EN) John Money, J.G. Hampson e J.L. Hampson, Hermaphroditism: recommendations concerning assignment of sex, change of sex, and psychologic management, in “Bullettin of the Johns Hopkins Hospital”, n. 97, Johns Hopkins Press.
  10. ^ genere nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 25 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2018).
  11. ^ (EN) Gayle Rubin, The traffic in women: notes on the political economy of sex, in "Toward an anthropology of women" (PDF), pp. 157-210. URL consultato il 30 maggio 2017 (archiviato dall'originale il 30 maggio 2017).
  12. ^ (EN) Marcia Yudkin, Transsexualism and women: A critical perspective, in Feminist Studies, vol. 4, n. 3, ottobre 1978, pp. 97-106. URL consultato il 31 maggio 2017.
  13. ^ (EN) Guidelines for Psychological Practice with Transgender and Gender Nonconforming People (PDF), American Psychological Association, 2015, pp. 29-32.

BibliografiaModifica

  • Joan W. Scott, "Il genere: un'utile categoria di analisi storica", in Ida Fazio (a cura di), Genere, politica, storia (PDF), Roma, Viella, 2013, pp. 31-63, ISBN 978-88-6728-002-5. URL consultato il 3 giugno 2017 (archiviato dall'originale l'11 luglio 2016).
  • Simonetta Piccone Stella, "Genere. La costruzione sociale del femminile e del maschile", a cura di Chiara Saraceno, Bologna, il Mulino, 1996, p. 381, ISBN 978-88-15-05523-1.
  • Simonetta Piccone Stella; "Gli studi sulla mascolinità. Scoperte e problemi di un campo di ricerca", 2000, in "Rassegna Italiana di Sociologia", anno XLI, 1, gennaio-marzo, pp. 81–107.
  • Judith Butler, Corpi che contano. I limiti discorsivi del "Sesso", Feltrinelli, 1996 (1993, Bodies That Matter: On the Discursive Limits of "Sex"
  • Judith Butler, "Scambi di genere. Identità, sesso e desiderio", Sansoni, 2004
  • Judith Butler, "La disfatta del genere", Meltemi, 2006 (2004, Undoing Gender)
  • Teresa de Lauretis; "Sui generis: scritti di teoria femminista"; prefazione di Giovanna Grignaffini; traduzione di Liliana Losi. Milano, Feltrinelli, 1996. – 183 p. ; (Campi del sapere). – ISBN 8807101955, ISBN 9788807101953.
  • Teresa de Lauretis; "Soggetti eccentrici",Feltrinelli, 1999, ISBN 8807470268, ISBN 9788807470264.
  • Demaria Cristina,"Teorie di genere - Femminismo, critica postcoloniale e semiotica", Bompiani settembre 2003, pagine 339, ISBN 9788845254413, ISBN 8845254410.
  • Barbara Risman, Il genere come struttura sociale: teoria e attivismo a confronto, in Corpo e identità di gender, a cura di Paolo Terenzi (F.Angeli 2007).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN175492952 · LCCN (ENn96110116