Gens Cornelia

famiglie romane che condividevano il nomen Cornelius

Cornelius (fem. Cornelia) era il nomen di una gens patrizia tra le più importanti dell'antica Roma, ricompresa nelle cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio.

Origine e territorioModifica

Secondo l'illustre studioso Theodor Mommsen l'antichità della gens Cornelia si desume dal fatto che essa diede il nome ad una delle più antiche Tribù rustiche, che comprendeva Arpino, Nomento, Eclano, Erdonia, Teano Apulo, Crotone, Petelia, Camerino Fulginio in Umbria e Matelica.

I Cornelii avevano propri culti e tradizioni, e si distinguevano da tutte le altre famiglie per la pratica dell'inumazione dei defunti, in alternativa alla più diffusa cremazione. Famoso è il monumentale Sepolcro degli Scipioni ancora conservato sulla Via Appia Antica.

StoriaModifica

La gens Cornelia era divisa in diversi rami, la maggior parte di rango patrizio, come gli Scipioni, i Lentuli, i Dolabella, i Merulae, i Sullae, i Balbi e i Cinna. Vi furono anche alcuni rami di condizione plebea, quali i Nepotes e i Galli. Per le donne dei Cornelii, vedere la voce Cornelia.

I Cornelii ricoprirono tutte le magistrature, ed in particolare il consolato più di tutte le altre gentes, per ben 106 volte.

Personaggi dei principali ramiModifica

Tra i numerosi personaggi della gens Cornelia ricordiamo (in ordine cronologico):

Cornelii ScipionesModifica

Cornelii LentuliModifica

Il primo membro sembra sia stato Lucio Cornelio Lentulo, console del 327 a.C. e poi dittatore nel 320 a.C.. Secondo quanto racconta lo stesso Livio potrebbe invece essere il padre, anche lui Lucio Cornelio Lentulo, che si oppose al pagamento del tributo a Brenno nel 390 a.C. durante il sacco di Roma.[2] Poi ricordiamo:

Cornelii MaluginensesModifica

Cornelii CossiModifica

Cornelii CethegiModifica

Cornelii DolabellaeModifica

Cornelii SullaeModifica

Altri CorneliiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) T. Robert S. Broughton, The magistrates of the Roman Republic, I, New York, 1952, p. 545. URL consultato il 6 mar 2021.
  2. ^ Livio, IX, 4, 8.
  3. ^ Livio, XXII, 10 ss. e XXV, 2.1.
  4. ^ (EN) T. Robert S. Broughton, The magistrates of the Roman Republic, I, New York, 1952, p. 506. URL consultato il 27-12-2020.
  5. ^ Cassio Dione, LIV, 36.1; SvetonioVite dei Cesari, Augusto, 31.5; Tacito, Annales, III, 58.2-3.
  6. ^ (EN) T. Robert S. Broughton, The magistrates of the Roman Republic, I, New York, 1952, p. 526. URL consultato il 27-12-2020.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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