George Steiner

scrittore e saggista francese
George Steiner nel 2013

Francis George Steiner (Neuilly-sur-Seine, 23 aprile 1929Cambridge, 3 febbraio 2020[1]) è stato uno scrittore, saggista e accademico francese.

BiografiaModifica

Fu docente di letteratura comparata in molte università quali Princeton, Stanford, Oxford, Ginevra . Il suo approccio alla letteratura fu sempre in termini morali e religiosi (era stato allievo dello studioso di mistica ebraica Gershom Scholem) e il suo interesse fu rivolto al rapporto tra potere, barbarie e cultura con particolare riferimento alle vicende e questioni inerenti al popolo ebraico.

«Molto personale è la sua posizione sullo stato di Israele: tra le colpe del nazismo c’è quella di averne legittimato la nascita (per reazione alla Shoah), mentre la ricchezza della cultura ebraica è tutta nella diaspora e nel suo spirito cosmopolita.[2]»

Sposato, morì novantenne il 3 febbraio 2020, seguito dalla moglie dieci giorni dopo.[3]

PensieroModifica

I suoi primi saggi (tra cui ad esempio Linguaggio e silenzio del 1966) affrontano, in particolare, il problema del ruolo dell'intellettuale (dell'artista, ma anche del critico) in una società come quella occidentale, scossa da vicende disumane come l'Olocausto. Di grande cultura mitteleuropea, spazia dalla conoscenza approfondita dell'approccio marxista alla letteratura (memorabili i suoi saggi su Lukács), all'estetica musicale, all'analisi di testi classici fino alle avanguardie sia letterarie sia nelle arti plastiche.

Filosofia del linguaggioModifica

Di particolare interesse e piuttosto controverso è stato il suo romanzo Il processo di San Cristobal ("The portage to San Cristobal of A.H.") di ispirazione fantastica: Steiner infatti si immagina che Adolf Hitler sia ancora vivo e si sia rifugiato in Brasile, dove un commando del Mossad viene inviato per portarlo in Israele e processarlo. Al di là della cornice fantastica, "Il processo di San Cristobal" presenta acute pagine di riflessione filosofica sul linguaggio: in particolare, Steiner cerca di illustrare la "potenza negativa del linguaggio" e accosta la figura di Hitler alla figura del falso messia Sabbatai Zevi, giungendo addirittura all'affermazione paradossale e provocatoria che il Führer sia stato il "vero" messia ebraico, poiché ha portato alla fondazione dello Stato di Israele. Secondo la filosofia del linguaggio di Steiner, l'affermazione della "messianicità" di Hitler va compresa in modo del tutto ipotetico e paradossale come lo spunto per una riflessione filosofica profonda sulla natura del linguaggio: il linguaggio non è solo uno "strumento positivo" di comunicazione, ma anche un mezzo di distruzione, di coercizione e di propaganda.[4]

OpereModifica

OnorificenzeModifica

Onorificenze francesiModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 1984

Onorificenze straniereModifica

  Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna)
— 2001

NoteModifica

  1. ^ https://www.nytimes.com/2020/02/03/books/george-steiner-dead.html
  2. ^ CONVERSANT AMB STEINER di Gianni Vattimo Archiviato il 21 giugno 2010 in Internet Archive.
  3. ^ Nuccio Ordine, "Zara Shakow una vita con Steiner. Addii, la storica era vedova da dieci giorni.", Corriere della Sera, 15.02.2020, p. 37.}
  4. ^ F. Dal Bo, La lingua malata. Linguaggio e violenza nella filosofia contemporanea, Bologna, Clueb, 2008, ISBN 978-88-491-2841-3

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Collegamenti esterniModifica

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