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Geremia (famiglia)

famiglia nobile italiana
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Geremia
Coa fam ITA geremia.jpg
D’argento alla banda cucita d’oro, caricata da un lambello di tre gocce e da due mezze, il tutto d’azzurro, poste in banda, quelle delle estremità moventi dagli angoli; la banda accompagnata da sei rose di rosso, tre nel capo e tre in punta, ordinate in fascia[1].
FondatoreGeremia
Data di fondazioneX secolo

I Geremia o Geremei sono una famiglia nobile italiana che ha annoverato tra i suoi esponenti un beato[2][3][4].

StoriaModifica

Originari di Bologna, hanno come capostipite Geremia, nipote di Sergio degli Onesti duca di Ravenna nel X secolo della stirpe dei Franchi[4][5], dal quale discese anche la famiglia Da Polenta[4]. A seguito degli scontri con la famiglia ghibellina dei Lambertazzi[6], si diramarono in tutta Italia. Esponenti della famiglia parteciparono sia alla prima crociata che alla quinta, in quest'ultima un Baruffaldino capitanò i guelfi bolognesi.

Il beato Pietro Geremia, chiamato Apostolo di Sicilia[4][7], appartenne ad un ramo della famiglia stabilitasi nel napoletano[4]. Altri membri della famiglia ebbero cariche ecclesiastiche: un Ugo, vissuto nel XII secolo fu cardinale di San Teodoro; un Enrico fu vescovo di Bologna nel 1129; un Rodolfo fu vescovo anch'egli nel 1144. Altri membri invece ebbero cariche civili: un Rambertino fu potestà di Milano nel 1196; un Graidano fu potestà di Forlì e gonfaloniere di Bologna e altri furono consoli della stessa città.

Il remoto avo di Sergio degli Onesti fu Jeremias, o Geremia, duca di Colonia appartenente alla stirpe dei Franchi. Nell'anno 715 d.C. Jeremias si trasferì dall'attuale Renania Settentrionale-Vestfalia (in Germania) nella Bologna bizantina. Da lui discesero sia il casato Geremia, sia la famiglia Da Polenta ma anche altre famiglie, tutte di origine germanica: Maffei, Buvatelli, Primadizzi, Sopramari, Pritoni, Beccari, ecc. Non tutte queste famiglie furono guelfe, alcune col tempo passarono alla fazione ghibellina, che a Bologna era capeggiata dalla famiglia Lambertazzi; mentre la famiglia Geremia a Bologna fu sempre a capo della fazione guelfa. Ad esempio la famiglia Maffei, pur essendo consanguinea della potente famiglia Geremia (o Geremei), apparteneva per vari motivi alla fazione capitanata dai Lambertazzi.
Nel 1274 i Geremei ebbero la meglio sui Lambertazzi, pertanto tutti i ghibellini vennero scacciati dalla città di Bologna, con essi anche i Maffei dovettero abbandonare la città per stabilirsi a Verona.

NoteModifica

  1. ^ Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.
  2. ^ Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica pagina 390 (TXT), Visconti & Huber, 1875.
    «Sono poi da ricordarsi [...] il Beato Pietro Geremia noto per la sua santa vita».
  3. ^ Filadefo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia, I, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2007, p. 378.
    «[...] procreò Ardoino che fu uno dei primi dottori di legge del suo tempo [...] Si casò questi con Costanza Negri, derivata dalla chiara famiglia dei Negri di Genova, con la quale procreò il Beato Pietro Geremia».
  4. ^ a b c d e Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, I, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011, p. 467.
    «Geremei o Geremia di Bologna: Questa famiglia, tanto celebre nella storia per aver tenuto il primato dei Guelfi a Bologna, ebbe origine da Sergio duca di Ravenna di razza franca nel secolo X e trasse il suo cognome da Geremia nipote di Sergio [...] Geremei di Napoli: Il Beato Pietro, detto l'Apostolo di Sicilia, il quale rifiutò il cardinalato offertogli da Eugenio IV nel 1439».
  5. ^ Giosuè Carducci, Ceneri e faville, VII, Zanichelli, 1924, p. 157.
    «I Geremei, franchi d'origine e discendenti da un Sergio duca nel secolo decimo».
  6. ^ Treccani.it. Lambertazzi.
  7. ^ La Civiltà cattolica, Edizioni 847-852 pagina 566, Civiltà Cattolica, 1885.
    «Fra i centenari celebrati quest'anno dai cattolici italiani ebbe luogo anche quello col quale in Palermo si volle onorare la ricorrenza secolare degli onori di Beato, che la Chiesa decretò all'apostolo di Sicilia Pietro Geremia».

BibliografiaModifica

  • Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti volume I pagina 467, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011
  • Giosuè Carducci, Ceneri e faville volume VII pagina 157-159, Zanichelli Editore, 1924
  • Alexander von Maffei, Memorie del General Maffei, 1737
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