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Gerhard Schröder

7° cancelliere federale della Germania
Gerhard Schröder
Gerhard Schröder profile 2014.jpg
Gerhard Schröder nel 2014

Cancelliere federale della Germania
Durata mandato 27 ottobre 1998 –
22 novembre 2005
Presidente Roman Herzog
Johannes Rau
Horst Köhler
Vice capo del governo Joschka Fischer
Predecessore Helmut Kohl
Successore Angela Merkel

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º gennaio 1999 –
30 giugno 1999
Predecessore Viktor Klima
Successore Paavo Lipponen

Presidente del Bundesrat
Durata mandato 1º novembre 1997 –
27 ottobre 1998
Predecessore Erwin Teufel
Successore Hans Eichel

Ministro presidente della Bassa Sassonia
Durata mandato 21 giugno 1990 –
27 ottobre 1998
Predecessore Ernst Albrecht
Successore Gerhard Glogowski

Dati generali
Partito politico SPD
Università Università Georg-August di Gottinga
Firma Firma di Gerhard Schröder

Gerhard Fritz Kurt Schröder (Mossenberg-Wöhren, 7 aprile 1944) è un politico tedesco, che ha ricoperto la carica di Cancelliere della Germania dal 1998 al 2005.

La sua carriera politica si è sviluppata all'interno del Partito Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Partei Deutschlands, SPD).

Dopo essere stato presidente della Gioventù Socialdemocratica (Jusos) alla fine degli anni settanta, divenne presidente federale della SPD nel 1989 e divenne un anno dopo ministro-presidente del Land della Bassa Sassonia a capo di una coalizione rosso-verde. Rieletto due volte a maggioranza assoluta, è stato scelto come candidato alla Cancelleria contro Helmut Kohl alle elezioni legislative federali del 27 settembre 1998. Ha vinto le elezioni ed è stato nominato Cancelliere federale un mese dopo, a capo della prima coalizione rossa del governo federale. Il primo mandato oscurato da diversi scandali, compresa la crisi della mucca pazza, vede la Germania confrontarsi con gli Stati Uniti faccia a faccia sulla guerra in Iraq guidata da Bush.

Nel 2002, ha vinto per poco contro Edmund Stoiber alle elezioni legislative e ha rinnovato la sua coalizione. L'aumento della disoccupazione e le scarse prospettive economiche stanno spingendolo a implementare l'agenda del 2010, un pacchetto di riforme liberali del welfare state che irritano il suo elettorato e un calo di popolarità. La pesante sconfitta della coalizione contro il centro-destra nel Nord Reno-Westfalia nel maggio 2005 lo portò a convocare elezioni anticipate. A settembre, la SPD è a corto della CDU/CSU; Il 22 novembre 2005, trentacinque giorni dopo la fine del suo mandato, Schröder lasciò il posto a Angela Merkel, ritirandosi dalla politica e intraprendendo il mondo degli affari.

BiografiaModifica

Origini e formazioneModifica

È il secondo figlio di Fritz Schröder (1912-1944) e di Erika Lauterbach Vosseler (1913-2002).

Orfano di guerra (il padre morì in Romania sei mesi dopo la sua nascita, il 4 ottobre 1944) cresce in condizioni precarie con la madre che lavora come donna delle pulizie. Dopo la scuola media fa il commesso in un negozio di porcellana a Lemgo. Ottiene l'esame di maturità in una scuola serale nel 1966. Dal 1966 al 1974 studia giurisprudenza a Gottinga. Prima di diventare politico a tempo pieno, fa l'avvocato ad Hannover.

Carriera politicaModifica

 
Oskar Lafontaine e Gerhard Schröder incontrano Erich Honecker nel 1987.

È entrato nella SPD nel 1963. Dal 1978 al 1980 è Segretario nazionale degli JUSOS, l'organizzazione giovanile della SPD[1].

Nel 1980 Schröder per la prima volta diventa deputato al Parlamento tedesco, il Bundestag. Il suo primo grande successo elettorale avviene nel 1990 quando per la SPD riconquista la Regione della Bassa Sassonia. Usa il ruolo di Presidente della Regione per diventare una delle figure di maggior rilievo a livello nazionale. Riesce a fare delle elezioni regionali del 1º marzo 1998 un plebiscito sulla sua persona per diventare il candidato Cancelliere della SPD in concorrenza a Oskar Lafontaine. Vince queste elezioni con la maggioranza assoluta e nel corso della stessa notte elettorale anche Lafontaine lo riconosce candidato Cancelliere del partito[2].

Il 27 settembre 1998 vince le elezioni nazionali e pone fine al periodo governativo di Helmut Kohl durato 16 anni. È la prima volta, nella storia della Repubblica Federale Tedesca, che un Governo viene fatto cadere con delle elezioni e non attraverso il cambio di un alleato di Governo.

Cancelliere federaleModifica

 
Gerhard Schroeder insieme al presidente francese Jacques Chirac durante una riunione plenaria della Russia - Vertice UE nel 2003.

È Cancelliere della Germania dal 27 ottobre 1998 al 22 novembre 2005, guidando una coalizione formata dall'SPD e da Alleanza '90/I Verdi. Il suo Governo è stato caratterizzato dalla sua opposizione alla guerra in Iraq e da una riforma sociale (Agenda 2010) che fu contrastata da parte della sinistra dell'SPD e da parte del sindacato. In tema di politica interna ha promosso una migliore integrazione degli stranieri in Germania facilitando l'acquisizione della cittadinanza tedesca e introducendo corsi per l'integrazione[3]. Durante il mandato inaugura la Bundeskanzleramtsgebäude, la nuova sede della Cancelleria, divenendone anche il primo a risiedervi.

Dopo il mandato di CancelliereModifica

Alcuni mesi dopo la fine del mandato politico, accetta la nomina di Gazprom a capo del consorzio Nord Stream AG, che si occupa della costruzione di un gasdotto che collegherà la costa russa nella regione di Vyborg alla costa tedesca nella regione di Greifswald, passando per il Mar Baltico.

Dal 2006 è testimone dell'associazione GesichtZeigen! (Metterci la faccia!) che si impegna contro il neonazismo[4].

Vita personaleModifica

 
Gerhard Schroeder e sua moglie, Doris Schröder-Köpf, nella stanza d'ambra ad un incontro con il presidente russo Vladimir Putin nel 2003.

Schröder è stato sposato cinque volte:

  • Eva Schubach (sposata nel 1968, divorziato nel 1972);
  • Anne Taschenmacher (sposata nel 1972, divorziato nel 1984);
  • Hiltrud Hampel ("Hillu", sposato nel 1984, divorziato nel 1997);
  • Doris Köpf (sposata nel 1997, divorziato nel 2018).[5]
  • So-yeon Kim (sposata nel 2018)

OnorificenzeModifica

Onorificenze tedescheModifica

  Cavaliere di Gran croce dell'Ordine al merito di Germania
— 1999

Onorificenze straniereModifica

  Ordine del Vello d'oro (Georgia)
— 2000
  Compagno d'Onore Onorario dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 5 novembre 2001
  Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 4 marzo 2002
  Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila d'Oro (Kazakistan)
— 5 dicembre 2003
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2004
  Cavaliere di gran croce del Grand'ordine della regina Jelena (Croazia)
«for exceptional merit in the recognition of Croatia and the support of Croatia on the road to the EU»
— 2007
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica
  Cavaliere di Gran Croce dell'ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco (Repubblica Ceca)
— 2017
  • Schröder ha ricevuto lauree honoris causa da Tongji University di Shanghai (30 dicembre 2002), St. Petersburg University (giugno 2003), Marmara University ad Istanbul (4 aprile 2005), Georg-August-Universität Göttingen (14 giugno 2005) e Università degli Studi di Urbino Carlo Bo (8 gennaio 2010).
  • Cittadino onorario di Hannover (24 febbraio 2006)
  • Premio Quadriga (2007)
  • Corresponding member del Dipartimento delle Scienze Sociali dell'Accademia delle Scienze russa (28 maggio 2008)

NoteModifica

  1. ^ (DE) Biografia Schröder, su hdg.de. URL consultato il 18 marzo 2011.
  2. ^ (DE) Der SPD-Kanzlerkandidat, in Berliner Zeitung. URL consultato il 18 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2004).
  3. ^ (DE) Bilanz der Ära Schröder – Der Zwischenkanzler, in Der Spiegel. URL consultato il 18 marzo 2011.
  4. ^ (DE) Altkanzler wird Schirmherr [collegamento interrotto], in Märkische Allgemeine. URL consultato il 18 marzo 2011.
  5. ^ (DE) Die Trennung der Schröders ist endgültig

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90641496 · ISNI (EN0000 0001 1684 1136 · LCCN (ENn86112439 · GND (DE118570528 · BNF (FRcb15114061d (data) · NLA (EN40007376 · NDL (ENJA001170244 · WorldCat Identities (ENn86-112439