Gerini

famiglia patrizia di Firenze
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Gerini
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'Coelum Non Animum Muto'
Troncato, in alto d'oro con un corno da caccia rosso, in basso di rosso con tre catene d'oro in banda
Titolimarchesi

I Gerini sono una famiglia patrizia di Firenze, tuttora esistente, col titolo di marchesi.

Giuseppe Zocchi, frontespizio delle Vedute delle ville e d'altri luoghi della Toscana con dedica al marchese Gerini

Storia familiareModifica

Dai primi del Trecento sono ricordati tra gli speziali di Firenze e nel secolo successivo, sull'onda dei successi economici fiorentini, si avventurarono con successo nel commercio internazionale, soprattutto con l'Oriente, di stoffe ed altri prodotti pregiati, col cui ricavato venivano poi importate preziose spezie. Agli inizi del Cinquecento si occuparono con successo anche di attività bancarie, aprendo un "banco" coi Corsini, che aveva una sede anche a Londra.

La famiglia, nel frattempo già molto ramificata, spiccò soprattutto col ramo di Girolamo Gerini, gonfaloniere di giustizia nel 1499. Suo nipote Andrea sposò una Medici, dalla cui unione nacque Carlo. Quest'ultimo entrò nelle grazie del cardinale Carlo de' Medici, che lo aiutò ad accrescere il proprio potere e la ricchezza familiare fin quando, dopo aver acquistato vasti territori in Abruzzo, non ottenne il titolo marchionale da Filippo IV di Spagna.

Tra i suoi discendenti Pierantonio raggiunse alti gradi nell'esercito toscano sotto Cosimo III de' Medici, e fu incaricato da quest'ultimo di sorvegliare da vicino l'inquieto granprincipe Ferdinando.

Nel Settecento il marchese Andrea Gerini fu attivo promotore dell'arte, ad esempio finanziando la pubblicazione delle stampe delle Vedute delle ville e d'altri luoghi della Toscana di Giuseppe Zocchi. Nell'Ottocento Gerino Gerini fu senatore del Regno.

Sotto i Lorena furono spesso amministratori e consulenti per la nuova casa regnante. Si prodigarono per oliare la concessione di riforme liberali e furono vicini a papa Leone IX, che fu ospite di palazzo Gerini e della loro villa Le Maschere.

StemmaModifica

Troncato, in alto d'oro con un corno da caccia rosso, in basso di rosso con tre catene d'oro in banda. Il motto familiare è Coelum Non Animum Muto ("cambio il cielo ma non l'animo"), da un verso di Orazio.

ResidenzeModifica

BibliografiaModifica

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

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