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Gersenda di Guascogna

contessa consorte di Auxerre e duchessa consorte di Borgogna

OrigineModifica

Secondo un documento della Ex Historia Abbatiæ Condomensis, del 1011, in cui Gersenda viene citata come nipote di Gombaldo, vescovo e sorella del duca, Sancho VI, era figlia del duca di Guascogna Guglielmo I e della moglie, Urraca di Navarra[1], che, secondo le Europäische Stammtafeln[2], vol III, pag. 563 (non consultate) era figlia del re di Navarra García I e della seconda moglie Teresa di León, figlia del re di León, Ramiro II e della sua prima moglie Adosinda Gutiérrez[3].
Guglielmo I di Guascogna era il figlio terzogenito del duca di Guascogna Sancho IV e della moglie[4] di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti[5][6].

BiografiaModifica

Gersenda, nel corso del 992, venne data in sposa[1], divenendone la seconda moglie, al duca di Borgogna, Enrico Ottone il Grande (9651002), figlio di Ugo il Grande (895-956), duca di Francia, conte di Parigi e conte di Auxerre e di Edvige di Sassonia (922-965), figlia del re di Germania, Enrico l'Uccellatore; infatti il documento nº 193 del Cartulaire du Prieuré de Paray-le-Monial et visites de l'ordre de Cluny (non consultato), cita Gersenda, moglie del duca Enrico (Enrici ducis, Garlindis uxoris eius), come firmataria[7].
Anche due documenti del Recueil des actes du prieuré de Saint-Symphorien d'Autun de 696 à 1300, il nº 15 (Henrici ducis…[et] dominæ Garsindis comitissæ), del 992 (non consultato), ed il nº 17 (Henricus dux, Gersindis ducatrix), del 993 (non consultato), citano Gersenda come moglie di Enrico I[7].

Sempre secondo un documento della Ex Historia Abbatiæ Condomensis, del 1011, sappiamo che Gersenda venne ripudiata dal marito[1], verso il 996.
Dopo essere stata ripudiata, Gersenda fece ritorno in Guascogna[1].

Gersenda, senza essere nominata viene citata nel Rhythmus satyricus di Adalberone di Laon[8].

La data della morte di Gersenda non è nota; è avvenuta dopo il 1011, perché in quella data, sempre secondo il documento della Ex Historia Abbatiæ Condomensis, era ancora in vita[1].

FigliModifica

Al duca di Borgogna, Enrico Ottone il Grande, Gersenda non diede figli[9][10]:

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 477–515.
  • René Poupardin, "Ludovico il Pio", cap. XVIII, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 558–582.
  • (ESLA) Textos navarros del códice de Roda[collegamento interrotto].

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica