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Gli Appennini non presentano vaste zone glaciali per via della loro modesta altezza e della latitudine più bassa rispetto alle Alpi.

L'unico ghiacciaio presente negli Appennini è il ghiacciaio del Calderone, generalmente considerato il più meridionale d'Europa. Prese questo titolo quando nella Sierra Nevada, scomparve il ghiacciaio Corral del Veleta. Il ghiacciaio del Calderone è di tipo pirenaico di circo, ovvero con un piccolo bacino collettore, e in questo caso senza lingua glaciale, anche se questo tipo di ghiacciaio dovrebbe prevedere una lingua glaciale poco evidente. Alcuni glaciologi considerano il Calderone un glacieret, per via del suo spessore massimo di 25 m e la sua estensione di solo circa 4,5 ettari e del fatto che, diversamente dai ghiacciai propriamente detti che tendono a muoversi verso valle, quest'ultimo non scava le montagne per scendere a valle. Alcuni scienziati credono che possa scomparire entro il 2020 se non si provvede a coprirlo durante le estati più calde con teli bianchi per ridurne la fusione come accaduto per altri ghiacciai alpini (es. ghiacciaio Presena)[senza fonte].

Negli Appennini ci sono anche alcuni glacio nevato, cioè delle zone abbastanza piccole dove si accumula ghiaccio e neve specie in annate particolarmente nevose. A volte il glacio nevato si trasforma in ghiacciaio, ma a volte scompare nel giro di pochi anni. In quota e nelle pareti ripide del Gran Sasso si possono trovare delle pareti ghiacciate, scalate da numerosi alpinisti. Nel massiccio della Majella sono presenti diversi nevai detti nevai della Majella.

Voci correlateModifica