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Gli Appennini non presentano vaste zone glaciali per via della modesta altitudine e della latitudine più bassa rispetto alle Alpi; l'unico ghiacciaio presente è il ghiacciaio del Calderone, generalmente considerato il più meridionale d'Europa, titolo acquisito quando nella Sierra Nevada scomparve il ghiacciaio Corral del Veleta. E' un ghiacciaio di tipo pirenaico di circo, ovvero con un piccolo bacino collettore, e in questo caso senza lingua glaciale, anche se questo tipo di ghiacciaio dovrebbe prevedere una lingua glaciale poco evidente. Alcuni glaciologi lo considerano attualmente solamente un glacieret (con una parte anche di ghiaccio fossile ovvero presente sotto i detriti rocciosi), per via del suo spessore massimo di 25 m e la sua estensione di solo circa 4,5 ettari e del fatto che, diversamente dai ghiacciai propriamente detti che tendono a muoversi verso valle, quest'ultimo non scava più le montagne per scendere a valle.

Sono presenti anche alcuni glacio-nevati, cioè delle zone abbastanza piccole dove si accumula neve e ghiaccio per più anni specie in virtù di annate particolarmente nevose (es. glacionevato Franchetti del Gran Sasso), a volte trasformandosi in ghiacciaio, a volte scomparendo del tutto nel giro di pochi anni. Altri nevai importanti del Gran Sasso sono il Nevaio di Fonte Rionne (Monte Infornace) e il Nevaio del Fondo della Salsa (Monte Camicia). Nel massiccio della Majella sono presenti diversi nevai detti nevai della Majella. Altri piccoli nevai sono presenti anche sui Monti Simbruini, sui Monti Cantari (Monte Viglio) e nel massiccio del Pollino. In quota e nelle pareti ripide del Gran Sasso si possono trovare anche delle pareti ghiacciate, scalate da numerosi alpinisti.

Voci correlateModifica