Giacomo Enrico di Borbone-Spagna

aristocratico spagnolo
Giacomo Enrico di Borbone-Spagna
Giacomo IV
Enrico VI
Jaime Enrique de Borbón.jpg
Pretendente legittimista al trono di Francia (1941-1975)


Duca di Segovia

Stemma
Nome completo Jaime Leopoldo Isabelino Enrique Alejandro Alberto Alfonso Víctor Acacio Pedro Pablo María de Borbón y Battenberg
Altri titoli Infante di Spagna
Nascita Palazzo Reale della Granja de San Ildefonso, San Ildefonso, 23 giugno 1908
Morte Ospedale cantonale di San Gallo, San Gallo, 20 marzo 1975 (66 anni)
Luogo di sepoltura Monastero dell'Escorial
Dinastia Borbone di Spagna
Padre Alfonso XIII di Spagna
Madre Vittoria Eugenia di Battenberg
Coniugi Emanuela di Dampierre (dal 1935 al 1947)
Charlotte Luise Auguste Tiedemann (dal 1949 al 1975)
Figli Alfonso di Borbone Dampierre
Gonzalo di Borbone Dampierre
Religione Cattolicesimo

Giacomo Enrico di Borbone-Spagna (nome completo: Jaime Leopoldo Isabelino Enrique Alberto Alfonso Víctor Acacio Pedro Pablo María) (La Granja de San Ildefonso, 23 giugno 1908San Gallo, 20 marzo 1975) era il secondogenito di Alfonso XIII di Spagna e di Vittoria Eugenia di Battenberg; dal 1941 fu pretendente legittimista al trono di Francia con il nome di Enrico VI e pretendente al trono di Spagna sotto il nome di Giacomo IV.

BiografiaModifica

Nato nel Palazzo Reale de La Granja de San Ildefonso, rimase sordomuto dopo un'operazione nell'età infantile, e per questo rinunciò ai suoi diritti al trono spagnolo per sé ed i suoi discendenti il 23 giugno 1933; fu nominato Duca di Segovia.

Sposò a Roma il 4 marzo 1935 Emanuela di Dampierre (Vittoria Giovanna Giuseppina Pietra Maria Emanuela di Dampierre, nata a Roma nel 1913 ed ivi deceduta nel 2012), figlia di Don Ruggero di Dampierre, secondo duca di San Lorenzo Nuovo, visconte di Dampierre e nobile di Viterbo (1892-1975), e della principessa Donna Vittoria Ruspoli (1892-1982), figlia di Emanuele Ruspoli, primo principe di Poggio Suasa e della terza moglie di quest'ultimo, l'americana Josephine Mary Beers-Curtis.

Nel 1941, alla morte del padre, più prossimo discendente maschile del defunto Giacomo di Borbone, pretendente carlista al trono di Francia come primo collaterale maschio legittimo di Enrico, conte di Chambord, ultimo discendente diretto dei re di Francia, si proclamò legittimo erede al trono francese della Casa di Borbone. Portò da allora il titolo di duca d'Angiò e venne riconosciuto da una parte dei legittimisti francesi come Enrico VI (dal 1957, firmò tutti i documenti come Jacques Henri).

Giacomo Enrico ed Emanuela divorziarono il 6 maggio 1947 a Bucarest (atto riconosciuto dalle corti italiane di Torino il 3 giugno 1949, ma mai in Spagna) e il 3 agosto 1949 a Innsbruck si sposò con la cantante divorziata Charlotte Luise Auguste Tiedemann (1919-1979).

Il 6 dicembre 1949 Giacomo Enrico ritirò la propria rinuncia al trono di Spagna e dal 3 maggio 1964 portò il titolo di duca di Madrid per porsi a capo di una frangia del carlismo che non riconosceva come capo Saverio di Borbone-Parma (con cui già disputava la pretesa al trono francese), venendo così riconosciuto come re Giacomo IV di Spagna[Da chi? È una cosa ufficiale?][senza fonte]: cinque anni dopo, il 19 luglio 1969, dietro esplicita richiesta di suo figlio Alfonso, Giacomo Enrico rinunciò definitivamente alla successione spagnola in favore del nipote, il principe Juan Carlos di Spagna.

Giacomo Enrico morì all'Ospedale Cantonale di San Gallo, in Svizzera, il 20 marzo 1975 ed è sepolto al monastero reale di San Lorenzo dell'Escorial.

DiscendenzaModifica

Giacomo Enrico ed Emanuela ebbero due figli, chiamati come i due fratelli emofiliaci di Giacomo Enrico, i principi Alfonso di Borbone-Spagna e Gonzalo di Borbone-Spagna:

Albero genealogicoModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna Francesco di Paola di Borbone-Spagna  
 
Luisa Carlotta di Borbone-Due Sicilie  
Alfonso XII di Spagna  
Isabella II di Spagna Ferdinando VII di Spagna  
 
Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie  
Alfonso XIII di Spagna  
Carlo Ferdinando d'Asburgo-Teschen Carlo d'Asburgo-Teschen  
 
Enrichetta di Nassau-Weilburg  
Maria Cristina d'Asburgo-Teschen  
Elisabetta Francesca d'Asburgo-Lorena Giuseppe Antonio Giovanni d'Asburgo-Lorena  
 
Maria Dorotea di Württemberg  
Giacomo Enrico di Borbone-Spagna  
Alessandro d'Assia Luigi II d'Assia  
 
Guglielmina di Baden  
Enrico di Battenberg  
Julia von Hauke Hans Moritz von Hauke  
 
Sophie Lafontaine  
Vittoria Eugenia di Battenberg  
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha  
 
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg  
Beatrice di Sassonia-Coburgo-Gotha  
Vittoria del Regno Unito Edoardo Augusto di Hannover  
 
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld  
 

OnorificenzeModifica

Onorificenze spagnoleModifica

  Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
— 1921[1]
  Collare dell'Ordine di Carlo III
— 7 dicembre 1925[2]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica
— 7 dicembre 1925[2]
  Cavaliere dell'Ordine militare di Calatrava
— 27 marzo 1928[3]
  Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica
— 2 febbraio 1931[4][5]
  Commendatore Maggiore vacante dell'Ordine militare di Calatrava
— 2 marzo 1931[4][6]

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 6 febbraio 1929[7]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio (Spagna)
— [8]
  Gran Collare dell'Ordine dell'Aquila di Georgia e della Tunica Senza Cuciture di Nostro Signore Gesù Cristo (Casa Bagrationi - Georgia)
— [9]

NoteModifica

  1. ^ Geneall
  2. ^ a b Política nacional, ABC, 8 de diciembre de 1925.
  3. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  4. ^ a b Órdenes Militares
  5. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  6. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  7. ^ Jørgen Pedersen: Riddere af Elefantordenen 1559–2009, Odense: Syddansk Universitetsforlag, 2009. ISBN 8776744345
  8. ^ Membership of the Constantinian Order Archiviato il 21 settembre 2013 in Internet Archive. su www.costantinianorder.org; consultato il 13 ottobre 2013
  9. ^ Royal House of Georgia Archiviato il 17 ottobre 2013 in Internet Archive.

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